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Deficit e giornali usati come manganelli

Deficit e giornali usati come manganelli
Getty Images
Fino all'altroieri l'Italia era messa male, anzi malissimo. Davanti a sé aveva un baratro di debiti in cui rischiava di sprofondare, trascinando con sé i risparmi degli italiani. I quotidiani pubblicavano giorno dopo giorno un bollettino di guerra, annunciando ai lettori il disastro prossimo venturo che avrebbe atteso il Paese con il governo 5 stelle-Lega. Trenta miliardi da trovare in fretta per evitare la stangata dell'Europa. Anzi di più perché, come scrisse Federico Fubini, l'aedo di Bruxelles sulle pagine del Corriere della Sera, reddito e quota 100 costeranno ulteriori 133 miliardi. E ora che l'esecutivo gialloblù non c'è più, ma è stato sostituito da quello giallorosso, che succede? Niente, allarme rientrato, perché al lavoro sui conti pubblici ora c'è Roberto Gualtieri, un (...)
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Con il Presidente degli Stati Uniti andare allo scontro frontale non ha mai portato risultati a nessuno. Nemmeno ai leader europei tanto incensati dalla sinistra. Giorgia Meloni ha fatto bene a mettere alcuni punti fermi senza andare alla rottura.

La beffa del Csm: promossa la toga pro migranti
Iolanda Apostolica
Iolanda Apostolico disapplicò il decreto Cutro e manifestò in piazza contro Salvini.

Il Consiglio superiore della magistratura durante il plenum di ieri ha promosso Iolanda Apostolico: settima valutazione di professionalità. Venti favorevoli, sei contrari, cinque astenuti.

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Gip ammette: sieri Covid non testati. «Ma era giusto iniettarli a tappeto»
Ansa
Per il giudice Valeria Tomassini, l’emergenza pandemica giustificava l’inoculazione dei vaccini senza prescrizione e la sperimentazione di massa. Respinto il ricorso della madre di un 24enne deceduto dopo una dose.

Per il gip Valeria Tomassini, un’emergenza sanitaria giustifica l’utilizzo a tappeto di «una cura sperimentale» come il vaccino anti Sars-Cov-2 e con simili premesse dovremmo rassegnarci a essere cavie in prossime, future pandemie.

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Il nuovo idolo dei dem censura la tv pubblica
Péter Magyar (Ansa)
Péter Magyar, osannato dalla sinistra anti Orbán, minaccia da neo premier ungherese la sospensione dell’informazione statale: «Fabbrica di menzogne». E sfiducia pure il presidente della Repubblica: «Lo rimuoveremo insieme a tutti gli altri burattini».

È stato adottato da tutte le cancellerie europee: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto la vittoria di Péter Magyar alle elezioni politiche del 12 aprile dichiarando che l’Ungheria «è tornata al cuore stesso dell’Europa», lunedì il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha salutato il risultato come «una delle migliori notizie di ieri», il primo ministro polacco Donald Tusk ha parlato di «portata storica», dichiarandosi «felice quando in politica moralità, decenza, onestà e verità vincono contro il male, la violenza e le bugie».

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