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Gay, Pro Vita e Famiglia: «Consulta faccia prevalere il buon senso. Mercimonio bambini va sanzionato»

Gay, Pro Vita e Famiglia: «Consulta faccia prevalere il buon senso. Mercimonio bambini va sanzionato»
Ansa

«Ci auguriamo che la Consulta faccia prevalere il buon senso e dichiari la questione manifestamente infondata. Chiunque ha comprato un bambino mediante questo turpe mercimonio merita solo di essere sanzionato, non di essere riconosciuto come "padre" del bambino che ha ingiustamente reificato» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia dopo che la Cassazione ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del riconoscimento dei figli con due papà.

«Stupisce - hanno proseguito - che la prima sezione civile della Cassazione abbia dichiarato "rilevante e non manifestamente infondata» la questione di legittimità costituzionale relativa alle disposizioni di legge (dalla normativa sulla fecondazione assistita, al dpr sullo stato civile, alla legge sul diritto internazionale privato) nella parte in cui non consentono di riconoscere, per contrasto con l'ordine pubblico, il provvedimento giudiziario straniero relativo all'inserimento nell'atto di stato civile di un minore nato mediante utero in affitto del cosiddetto «genitore d'intenzione non biologico».

«Esistono problematiche di ordine pubblico - hanno ancora dichiarato - e qualsiasi fantomatica "disparità di trattamento" è in realtà una giusta diversità di trattamento, fondata su una differenza oggettiva: l'utero in affitto è una pratica abominevole che trasforma il bambino in prodotto e sfrutta la donna».

«Il riconoscimento del "genitore d'intenzione" (leggasi "acquirente del bambino") - hanno concluso - porterebbe soltanto al riconoscimento di un crimine quale l'utero in affitto, e incentiverebbe il ricorso a questo abominio anche da parte di altre coppie, con buona pace del "supremo interesse dei minori" a loro volta strappati dalle loro madri e acquistati per decine di migliaia di dollari».

È il solito disco rotto: Franceschini rilancia l’allarme democratico
Dario Franceschini
L’ex ministro pontifica su «Repubblica», temendo che Giorgia Meloni possa prendersi il Quirinale. E sogna un patto contro le destre.

Eravamo in ansiosa attesa, in effetti, di sapere che cosa pensasse dell’attuale quadro politico Dario Franceschini uno dei grandi vecchi e dei più acuminati strateghi del Partito democratico.

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Campo largo in posa per la Fiom. Al posto di Bonelli c’è Zuppi in video
Il cardinale Matteo Zuppi (Ansa)
Confronto sul lavoro tra Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni alla festa dei 125 anni del sindacato dei metalmeccanici rossi. Oltre al leader dei Verdi manca ancora Matteo Renzi, in compenso arriva un messaggio del presidente Cei.

Pare che Matteo Renzi abbia appeso un cartello: «Tornio subito». Non è un refuso, è il riferimento a uno degli strumenti di lavoro dei metalmeccanici; lui alla loro festa non ci sarà.

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Stadio gratis a Olly. Interrogazione sul presunto spreco
Una foto del concerto di Olly a Genova. Nel riquadro lo scatto postato su Instagram dal sindaco Silvia Salis
La probabile concessione a canone zero del sindaco Silvia Salis per le date del cantante fa infuriare l’opposizione genovese, che parla di danno erariale.

Ormai è praticamente ufficiale. La giunta di Silvia Salis ha concesso a titolo gratuito lo stadio Luigi Ferraris per i tre concerti genovesi di Olly. In cambio, come da consuetudine per le esibizioni dei cantanti negli stadi d’Italia, le società che hanno prodotto lo spettacolo, la capofila Magellano, emanazione della Friends & partner di Ferdinando Salzano, la Rst e la Ops, dovranno occuparsi della rizollatura del prato rovinato dalla presenza dei fan.

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Il Sahel brucia ancora: l’attacco a Niamey mette sotto pressione il Niger
L'immagine satellitare di Vantor mostra una panoramica dell'aeroporto di Niamey e delle basi militari circostanti prima di un attacco in Niger (Getty Images)
Il JNIM, ramo saheliano di al Qaeda, rivendica l’assalto all’aeroporto della capitale e a diverse basi militari. Nel complesso colpito è presente anche il contingente italiano impegnato nell’addestramento dei paracadutisti nigerini. L’offensiva conferma la crescente pressione jihadista sulla regione.
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