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Gay, Pro Vita e Famiglia: «Consulta faccia prevalere il buon senso. Mercimonio bambini va sanzionato»

Gay, Pro Vita e Famiglia: «Consulta faccia prevalere il buon senso. Mercimonio bambini va sanzionato»
Ansa

«Ci auguriamo che la Consulta faccia prevalere il buon senso e dichiari la questione manifestamente infondata. Chiunque ha comprato un bambino mediante questo turpe mercimonio merita solo di essere sanzionato, non di essere riconosciuto come "padre" del bambino che ha ingiustamente reificato» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia dopo che la Cassazione ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del riconoscimento dei figli con due papà.

«Stupisce - hanno proseguito - che la prima sezione civile della Cassazione abbia dichiarato "rilevante e non manifestamente infondata» la questione di legittimità costituzionale relativa alle disposizioni di legge (dalla normativa sulla fecondazione assistita, al dpr sullo stato civile, alla legge sul diritto internazionale privato) nella parte in cui non consentono di riconoscere, per contrasto con l'ordine pubblico, il provvedimento giudiziario straniero relativo all'inserimento nell'atto di stato civile di un minore nato mediante utero in affitto del cosiddetto «genitore d'intenzione non biologico».

«Esistono problematiche di ordine pubblico - hanno ancora dichiarato - e qualsiasi fantomatica "disparità di trattamento" è in realtà una giusta diversità di trattamento, fondata su una differenza oggettiva: l'utero in affitto è una pratica abominevole che trasforma il bambino in prodotto e sfrutta la donna».

«Il riconoscimento del "genitore d'intenzione" (leggasi "acquirente del bambino") - hanno concluso - porterebbe soltanto al riconoscimento di un crimine quale l'utero in affitto, e incentiverebbe il ricorso a questo abominio anche da parte di altre coppie, con buona pace del "supremo interesse dei minori" a loro volta strappati dalle loro madri e acquistati per decine di migliaia di dollari».

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Dimmi La Verità | Giorgio Mulè (Fi): «È importante votare al referendum sulla giustizia»

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La Relazione annuale sulla sicurezza descrive uno scenario internazionale sempre più instabile. Il terrorismo jihadista, le strategie ibride della Russia, l’influenza dell’Iran in Medio Oriente e l’uso crescente delle tecnologie digitali ridisegnano le minacce per l’Italia e per l’Europa.

Clicca qui sotto per scaricare e consultare la Relazione annuale sulla sicurezza.

Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza.pdf


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Migranti Albania: dall'accordo ai centri - Cronistoria di un esperimento europeo
8 novembre 2024: un gruppo di migranti intercettato in acque internazionali intorno all'Italia arriva a bordo della nave Libra della Marina Militare italiana a Shengjin in Albania (Ansa)

Il 6 novembre 2023 Italia e Albania firmano un protocollo per la costruzione di due centri per migranti in territorio albanese, gestiti e finanziati dall'Italia. Obiettivo dichiarato: esternalizzare parte della gestione delle richieste d'asilo per alleggerire il sistema italiano. Il progetto, primo del genere in Europa, prevede centri a Shengjin (hotspot portuale) e Gjader (centro trattenimento ed espulsioni) con capacità iniziale 3.000 persone all'anno.

Dal novembre 2023 all'operatività dei primi trasferimenti nell'ottobre 2024, tra costruzione accelerata, costi (670-680 milioni di euro fino al 2028), sentenze della magistratura che bloccano i trattenimenti, polemiche politiche e attenzione internazionale: questa è la cronistoria completa dell'accordo Italia-Albania sui migranti, dalle origini alle prospettive future.

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