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Tre nuove sberle all’ideologia dell’auto elettrica

Tre nuove sberle all’ideologia dell’auto elettrica
(IStock)
In Inghilterra, fallisce il colosso delle batterie. Tesla ammette gli spot ingannevoli. E a Davos si boccia la transizione lampo.
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Giorgetti: «Superbonus? Truffe per 10 miliardi e un conto da 195»
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti
Al «Giorno della Verità» il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto su Superbonus, Pnrr e debito pubblico, sottolineando l’impatto delle misure ereditate dall’epoca Covid, il ruolo dei prestiti europei, lo spread e la gestione dei conti in un contesto di fine del quantitative easing della Bce. Nel suo intervento anche un passaggio su tassi, inflazione e scenario geopolitico, oltre a un riferimento politico alla Lega.
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Crosetto: «Il Safe dipende dalla possibilità di Giorgetti. Mai litigato con lui sui fondi per la difesa»
Guido Crosetto e Maurizio Belpietro

,Il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato dal direttore Maurizio Belpietro al Giorno della Verità spiega: «Nessun problema con Giorgetti, mai litigato con lui fondi per la Difesa».

Per gli Usa non esiste alcuna ragione per lamentarsi dell'Italia. Il ministro della Difesa liquida così la questione Roma Washington e la presunta rottura dei rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump dovuta alla famosa telefonata sfogo del presidente degli Stati Uniti. Crosetto, incalzato dal direttore Belpietro, ha riconosciuto che esiste da parte degli Stati Uniti un malessere dovuto al fatto che l'Europa negli ultimi anni ha speso troppo poco per la Difesa. Un argomento che però «aveva già sollevato Obama prima e Biden poi, prima di lui». Crosetto ha spiegato che non esiste l'impegno di portare le spese per la difesa al 3,5% e che «il 5 comprende la parte di sicurezza, quindi le forze di polizia. Un impegno fatto al 2035. L'impegno che esiste è preso dal Parlamento: un aumento dello 0,15 ogni anno». E «quest'anno non c'è stato», ha riconosciuto il ministro, spiegando: mi è chiaro: «non siamo usciti dalla procedura di infrazione». Crosetto ha però detto di aspettarsi che nella finanziaria del prossimo anno «l'impegno che ci siamo presi, che ripeto non è il 3,5, ma è lo 0,15 per anno, sarà portato avanti. Il ministro si è detto convinto che «Giorgetti è assolutamente consapevole di questa cosa».

In questa occasione a Belpietro spiega che con Giorgetti non c'è alcun tipo di discussione e non c'è mai stata. «So che Giancarlo (Giorgetti, ndr) sa perfettamente quali sarebbero le cose che io vorrei. Io so perfettamente quali sono le cose che lui può fare e i tempi con cui può farle, per cui è impossibile che noi litighiamo» ma «sul Safe dipende dalla possibilità che lui ha». Poi si chiede: «I paesi del nord e est Europa sono spaventati da Putin, non so se a torto o a ragione, ma stanno spendendo in difesa più di chiunque altro. Putin arriverà a 2,4 milioni di soldati. Qualcuno mi deve spiegare a cosa servono visto che sono troppi anche per l'Ucraina».

Per Crosetto le crisi e le guerre sono dovute alla «sfida degli Usa con la Cina, iniziata 15-20 anni che sta arrivando a un punto di rottura". D'altro canto la guerra ha cambiato faccia e questa sfida «sarà sempre di più sull'intelligenza artificiale, chi arriva prima, sulla quantistica, sul computer quantistico, sullo spazio», ha detto Crosetto, osservando che la Cina ha «un'unica regia e un unico attore che è lo Stato", con una strategia centrale e investimenti massicci. Gli Stati uniti, al contrario, stanno fondando una parte della propria risposta su grandi multinazionali tecnologiche, alcune delle quali hanno ormai capacità superiori a quelle degli Stati. «Perché è la prima volta nella storia dell'umanità che ci sono aziende private che dispongono di strumenti tecnologici superiori a quelli di cui dispongono gli Stati» ha precisato Crosetto, riferendosi a Space X di Elon Musk. Per Crosetto il nodo per Trump resta Israele, perché «la capacità militare di Israele non può reggere senza l'aiuto degli Usa. Israele è ossessionato dall'eliminazione di Hezbollah in Libano. Ma eliminare Hezbollah significa eliminare il Libano. Quindi non è possibile».

Conte: «Non era la prima volta che facevamo riunioni senza Renzi»
Maurizio Belpietro e Giuseppe Conte

Il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte intervistato dal direttore Maurizio Belpietro spiega che il Movimento 5 stelle sta lavorando a un programma con Avs e Pd e che attualmente il centro non è coinvolto: «poi si vedrà».

«Sono l'unico dell'opposizione oggi», esordisce scherzando, «mi sento responsabilizzato». Il direttore inizia chiedendogli un commento della notizia del giorno: la pubblicazione della telefonata in cui Trump diceva di provare pena per Giorgia Meloni. «Io penso che il Paese intero deve unirsi nel respingere gli attacchi fatti al governo. Chiunque sieda a Palazzo Chigi. Dopodiché mi sento di aprire una riflessione. Io ho una tesi: si è raccontata la storia che l'Italia fosse ritornata centrale, Italia pontiera. Una narrazione che io non riscontravo, si confondeva la diplomazia con l’affinità politica. Noi non abbiamo ottenuto nulla da Washington ma abbiamo comprato armi, gas liquido».

Quando il direttore gli contesta che Meloni non è stata l'unico leader ad essere attaccato risponde: «Il problema è che Crosetto ha cambiato idea sulla spesa al 5% del Pil in Difesa, doveva dirlo subito invece che non si poteva fare, perché non si può perdere la faccia. Meloni se voleva puntare sull’affinità ideologica, doveva dire che queste condizioni non si potevano accettare». Sui rapporti commerciali, l'export in crescita con gli Stati Uniti nonostante i dazi americano resta evasivo e dice: «A me ha colpito che dopo il bilaterale a Washington Meloni ha sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui si scriveva che l’Italia avrebbe rilanciato la marina mercantile americana, una follia. Lei paga il fatto di aver proposto Trump premio Nobel per la pace. Paga il fatto di aver dichiarato che in Venezuela si trattava di legittima difesa».

Ma è portato sulle questioni interne che dà la notizia. Interrogato sulla foto dei leader senza Matteo Renzi: «Non era la prima volta che facevamo riunioni senza Renzi. Ci siamo trovati a fare proposte di legge insieme: salario minimo, congedo paritario. Io ho presentato una legge sul conflitto di interessi che era condivisa da queste forze. Quello è un formato naturale, quella era una foto che abbiamo deciso di pubblicare per farvi parlare. Ma ci siamo incontrati altre volte. Volevamo anticipare che l’8 e il 15 luglio saremo in una città del Nord per sintetizzare il lavoro fatto. Sempre lo stesso formato: Avs, M5s, Pd. Stiamo lavorando al programma e dopo l’estate vedremo chi coinvolgere…».

«Insomma Renzi sì o no?», chiede il direttore. «Ora è il tempo del programma, dopo si capirà chi coinvolgere in questo programma».

Chi è il leader di questo programma? Lei? «Sulle primarie tanti esponenti del Pd e anche Schlein si sono espressi a favore. A quel punto ho acconsentito e poi c’è stata qualche titubanza…», risponde, aggiungendo che non accetterà altri incarichi come la presidenza del Senato per fare un passo indietro.

E sul lavoro fatto da premier praticamente ammette che non rifarebbe nulla: non farebbe il Superbonus, che non ha funzionato perché è stato gestito male e, a suo avviso, ne vengono nascosti i dati. Anche il reddito di cittadinanza «lo modificherei», ammette.

La patrimoniale? «L’ho studiata, ma non funziona. Negli altri Paesi non ha funzionato. È una formula bellissima, ma non si valuta facilmente un patrimonio, per questo non credo alla patrimoniale».

Sanzioni alla Russia, cosa ne pensa? «Io dico di no. Condanniamo l’invasione e abbiamo condiviso tutte le sanzioni, siamo contro l’invio di armi».

Vuole un negoziatore europeo? «Deve rappresentare tutti. Non deve essere Londra o Parigi o Berlino a negoziare. Oggi non è accettabile comprare gas russo se non dopo un accordo di pace».

Commissione Covid, perché la contestate tanto? «Ci sembra una presa in giro e mal impostata fin dall’inizio. Non dovete azzardarvi ad accostare il mio nome a un illecito che finora non è neanche stato dimostrato».

Veniamo alle cose di casa nostra. Ripeterebbe la frase «ristrutturate la casa gratis»? «Sul territorio spiegavo come funzionava. Avete ricostruito per me un ruolo di spreco dei soldi pubblici».

«Se rifarei il Superbonus? No. Dobbiamo essere seri. È stato vagliato anche da Tremonti, è stato lanciato in pandemia, oggi non siamo più in queste condizioni. La commissione Covid? L’hanno gestita male e, nella sua sintesi, nascondono i dati».

Tajani: «La pace non si può fare senza l’Europa. Serve un inviato Ue per trattare con Putin»
Il direttore de «La Verità» Maurizio Belpietro e il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Dal palco de Il Giorno della Verità, il vicepremier difende l’alleanza transatlantica: «Le offese a Meloni sono inaccettabili. Con gli Usa alleati a prescindere da chi governa». E su Vannacci: «Non capisco perché si sia messo contro il centrodestra, la coalizione resta solida».

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