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Il Tar boccia l’abolizione della Forestale imposta dalla Madia

Il Tar boccia l’abolizione della Forestale imposta dalla Madia
ANSA
  • Accolti i ricorsi di 21 agenti che contestavano le modalità dello spostamento nei vigili del fuoco, nei carabinieri o in polizia. Oltre 7.000 colleghi possono seguire l'esempio.
  • I costi per gli elicotteri anti incendio sono lievitati addirittura di 20 volte. L'accorpamento avrebbe dovuto far risparmiare 100 milioni di euro. Invece per la gestione dei mezzi aerei spendiamo molto di più. Caso emblematico in Sicilia: si è passati dai 2,5 milioni del 2016 ai 50 di quest'anno.
  • Rivoluzione in Europa: Bruxelles studia l'ipotesi di costruirsi la sua flotta.
Leggi all'interno la lettera che il sindaco di Premosello Chiovenda (VB) ha inviato al ministro dell'ambiente Sergio Costa sugli effetti della riforma Madia.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Radiografie false con l’intelligenza artificiale: l’allarme su truffe e risarcimenti
iStock
  • Uno studio dimostra che le radiografie generate dall’intelligenza artificiale possono ingannare anche gli specialisti. E mentre assicurazioni e imprese iniziano a dotarsi di strumenti di verifica, il cyber risk cambia natura: non colpisce solo i sistemi, ma la fiducia nelle prove.
  • In Hackerare la mente Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco raccontano come algoritmi, linguaggio e intelligenza artificiale possano orientare scelte e percezioni. Una riflessione che aiuta a capire anche il boom di frodi digitali e contenuti manipolati.

Lo speciale contiene due articoli

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Ormai la sinistra è solo dire sì all’Ue
Peter Magyar (Getty Images)
Socialisti magiari con zero seggi, eppure le cancellerie rosse applaudono il successore di Orbán perché più europeista e quindi più sensibile all’agenda politica delle élite.

Mentre nello Stato europeo dove «la democrazia è a rischio» si tengono le elezioni che portano chi è stato al governo per 15 anni (come il Pd, però Orbán le elezioni le aveva vinte) a cedere il governo allo sfidante, Ursula von der Leyen accorre a ribadire il menu della Ue con tanto di riferimento al «superamento dell’unanimità», quello sì un vero e proprio rischio sostanziale per la democrazia.

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Bruxelles avverte Magyar: «Vogliamo una rapida svolta sul prestito all’Ucraina»
Péter Magyar (Ansa)
Pressing della Commissione: se Budapest revoca subito il veto potrà avviare l’iter per ottenere i 37 miliardi congelati. Nel pacchetto anche altre sanzioni alla Russia.

L’accordo sul prestito da 90 miliardi di euro che serve all’Ucraina sembra più vicino e l’europeismo di Péter Magyar sarà soppesato in base al suo via libera. Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, lo va ripetendo da mesi: «Onoreremo gli impegni, in un modo o nell’altro», presi con Kiev, e l’esito del voto in Ungheria fa bene sperare che il veto di Orbán si trasformi in un brutto ricordo per Bruxelles.

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Dalla crisi nello Stretto di Hormuz alle tensioni su Trump, fino agli scandali e alla politica interna, l’America tra guerra, economia e instabilità.

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