E Bankitalia sanziona l’editore Mainetti: 60.000 euro
Ansa
Contestate irregolarità sia a livello personale sia societario. Multa anche a Sorgente e Sgr: 135.000 euro per «carenza nei controlli».

Non solo le polemiche sui contributi pubblici al Foglio, per il numero uno del gruppo Sorgente, Valter Mainetti, il 2019 rischia di essere un anno davvero da dimenticare, colpa dell’amministrazione straordinaria della sua Sgr e delle multe di Banca d’Italia per irregolarità di gestione. Se il 2018 si chiuse infatti con la richiesta di commissariamento di Sorgent Sgr, una delle 94 società del gruppo, è di ieri la notizia che Bankitalia ha inflitto sanzioni sia alla stessa controllata sia proprio all’amministratore delegato Mainetti.

Nel dispositivo di via Nazionale si legge che sono stati accertati nei confronti «di Sorgente Sgr spa, in amministrazione straordinaria, irregolarità nel processo di valutazione del patrimonio dei fondi e carenze nell’organizzazione e nei controlli interni». La multa da pagare è di 135.000 euro. Per Mainetti invece la sanzione è di 60.000 euro, «per carenze nell’organizzazione con particolare riguardo agli obblighi dell’organo con funzione di gestione».

Non è stato un anno semplice per l’editore del Foglio. Anche se a fine novembre l’imprenditore romano è stato avvistato ai festeggiamenti per il titolo di cavaliere del lavoro ad Aurelio Regina a palazzo Braschi. Insieme con lui anche l’ex ministro Maria Elena Boschi, Gianni Letta, Franco Bassanini e Giovanni Malagò. Con la fine del 2019 per la Sgr del gruppo si celebra il primo compleanno in amministrazione straordinaria voluta da Palazzo Koch a causa del contenzioso con Enasarco. Il commissario di Sorgente Sgr è Elisabetta Spitz, ex moglie dell’ex segretario dell’Udc Marco Follini, da poco nominata anche come commissario del Mose di Venezia. Lo scorso gennaio, dopo un’indagine della guardia di finanza, un documento di via Nazionale firmato dal governatore Ignazio Visco aveva individuato «rilevanti rischi strategici e reputazionali derivanti dal deterioramento dei rapporti con la Fondazione Enasarco».

L’ente che gestisce le pensioni dei rappresentanti di commercio (tra cui i consulenti finanziari) è stato infatti il principale cliente della società, con oltre un terzo delle masse gestite dalla Sgr detenute nei fondi Megas e Donatello, generando oltre il 50% delle commissioni dell’intermediario. La guerra tra Enasarco e Mainetti va avanti ormai da 4 anni. Ed è uno scontro rilevante a livello istituzionale, anche perché i legali che si occupano del contenzioso sono lo studio di Paola Severino per l’ente di previdenza, mentre Guido Alpa, maestro del premier Giuseppe Conte, per Sorgente Sgr. Tutto è partito dall’ex presidente di Enasarco, Brunetto Boco, che voleva costringere Mainetti a dare in gestione ad altri il fondo Megas, da 500 milioni di euro. Poi c’era stata la risposta dello stesso azionista di Sorgente, con una citazione in tribunale dello stesso Boco e dell’ex direttore finanziario dell’ente previdenziale, Roberto La Monica, «per la loro reiterata condotta contraria alla normativa di settore e denigratoria di Sorgente», spiegò Mainetti in commissione parlamentare nel 2017.

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