Il settore, dominato dai colossi americani, continua a correre grazie allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale. Soldiexpert: «Fra i rischi, la concentrazione che può creare vulnerabilità e le tensioni geopolitiche».

Il settore tecnologico si conferma il motore dei maggiori rendimenti borsistici degli ultimi tempi. Negli ultimi cinque anni, la tecnologia statunitense ha generato guadagni superiori al 200%, ridotti all’82% su tre anni e al 43% nell’ultimo anno. Questo comparto è dominato a livello globale dagli Stati Uniti: tra i primi dieci titoli che compongono l’indice tecnologico globale, ben otto sono americani. Gli «estranei» sono l’olandese Asml e la tedesca Sap, ma il peso complessivo di questi colossi a stelle e strisce supera il 66%.

Se consideriamo l’indice Msci world, è evidente che il settore dell’Information technology rappresenta la quota più significativa, con oltre il 26% di peso, concentrato su pochi nomi. Aziende come Apple, Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla dominano non solo il panorama tecnologico, ma anche l’intero mercato azionario globale. Questi sette giganti rappresentano oltre il 30% dell’indice S&P 500, un elemento cruciale per l’andamento dei mercati.

Nel 2024, l’indice S&P 500 è salito del 24,7%, con i «Magnifici 7» che hanno contribuito per il 40% a questa performance. È naturale chiedersi se questa concentrazione non sia eccessiva e se i prezzi di questi titoli siano ormai troppo alti. Tuttavia, molte analisi delle principali case di investimento indicano che, nonostante la rapida ascesa, queste aziende restano fondamentali. La loro crescita non è frutto solo di speculazione borsistica ma di un aumento eccezionale degli utili.

Un esempio lampante è Nvidia, che produce chip, sistemi e software per videogiochi, computer e applicazioni di Intelligenza artificiale. Tra il 2020 e il 2024, gli utili per azione di Nvidia sono aumentati di oltre dieci volte. Questo riflette un principio essenziale: i prezzi delle azioni seguono l’andamento degli utili. Nel lungo termine, la crescita di ricavi, profitti e flussi di cassa è il principale motore dei rendimenti per gli investitori. Nel breve termine, invece, i rendimenti sono influenzati soprattutto dalla variazione dei multipli di valutazione e dal «rumore» delle continue notizie.

Il settore dei semiconduttori continua, inoltre, a beneficiare del ciclo di investimenti legati all’Intelligenza artificiale, un tema che resterà centrale anche nel 2025. Sebbene non siano ancora emersi i veri grandi vincitori dell’Ia, le aziende tecnologiche sono spinte a investire massicciamente per garantire l’infrastruttura necessaria allo sviluppo di nuove applicazioni.

Tuttavia, gli investitori devono essere consapevoli dei rischi: «La concentrazione su pochi titoli rende il settore vulnerabile a eventuali correzioni. Inoltre, il contesto macroeconomico, come i tassi di interesse e le tensioni geopolitiche, possono influire sulle valutazioni. Nonostante ciò, il settore tecnologico resta il cuore pulsante dell’economia globale e uno dei principali driver di crescita a lungo termine», dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf.

Da non perdere

Quasi 1,5 miliardi rubati col Reddito di cittadinanza
I nostri soldi

Quasi 1,5 miliardi rubati col Reddito di cittadinanza

La cifra monstre salta fuori da nuove indagini di Inps e Gdf: in decine di migliaia hanno incassato l’assegno senza averne i requisiti. Prima di erogare il sussidio simbolo del M5s, infatti, non venivano svolti controlli incrociati. E il denaro pubblico finiva pure ai criminali.

I nostri soldi

Tagli ai ministeri per calmierare il diesel

Il governo prolunga la sforbiciata di 17 cent fino al 25 agosto. La misura vale 245 milioni «coperti» dalle riduzioni ai dicasteri. Fuori la benzina. Poi partirà il meccanismo delle accise mobili. Salvini vuole un piano di lungo periodo: «Risorse da chiedere alle banche».

Soldi «fermi» in banca? La colpa è dell’Ue
I nostri soldi

Soldi «fermi» in banca? La colpa è dell’Ue

Il «Sole 24 Ore» segnala che sui conti correnti ci sono 1.163 miliardi di euro. Perché questo fiume di denaro non finisce almeno in parte in investimenti? A spiegarlo è la stessa Bce: Eurolandia fa da spettatrice alla rivoluzione tecnologica in atto e produce solo burocrazia.