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Sull’oro ci mancava il kamikaze Ue Cottarelli

Sull’oro ci mancava il kamikaze Ue Cottarelli
Carlo Cottarelli (Ansa)
L’ex funzionario dem del Fondo monetario sente la necessità di schierarsi nello scontro tra Palazzo Chigi e i grand commis. E tifa affinché il nostro capitale da 280 miliardi possa essere dedicato alle «emergenze», decise però nei Palazzi dell’Unione.

Carlo Cottarelli ha aspettato un po’ a intervenire sulla questione della proprietà dell’oro di Banca d’Italia. Ma credo che se avesse atteso ancora un altro po’, prima di scrivere l’editoriale sul Corriere della Sera, sarebbe stato meglio per tutti, soprattutto per il rispetto della logica. Che dice l’ex funzionario del Fondo monetario ed ex senatore del Pd a proposito della questione che vede opporsi il governo italiano alla Bce? Faccio una breve sintesi del pensiero del professore. Punto primo. Le riserve auree sono di proprietà della Banca d’Italia perché lo dice la Banca d’Italia. Del resto, annota Cottarelli, i lingotti sono iscritti nell’attivo del bilancio dell’istituto di emissione e se non fossero di proprietà non potrebbero starci, a meno di una legge ad hoc che stabilisse diversamente.

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(Esercito Italiano)

Presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito (CEPOLISPE) si è svolta la consegna del veicolo corazzato Lynx all’Esercito Italiano, destinato a rafforzare, in prospettiva, le unità della componente pesante della Forza Armata.

All’evento hanno partecipato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, l’Amministratore Delegato di Leonardo Roberto Cingolani, il responsabile della divisione Vehicle System Europe di Rheinmetall Björn Bernhard, l’Amministratore Delegato della Joint Venture Laurent Sissmann, e il Presidente Esecutivo David Hoeder.

L'articolo contiene un video e una gallery fotografica.

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Anm smontata sul software «spione» nei pc
(iStock)
L’associazione, dopo il servizio di «Report», aveva chiesto chiarimenti a Carlo Nordio sul programma Ecm, descritto come un trojan nei loro computer. Ma l’Agenzia per la cybersicurezza chiarisce: il controllo da remoto è inattivo e qualsiasi accesso lascerebbe segni.

L’Associazione nazionale magistrati inciampa nel caso del software Microsoft Ecm, letteralmente «Endpoint configuration manager», un sistema di gestione centralizzata per gli interventi da remoto sulle reti di computer. Con un comunicato ufficiale, la Giunta esecutiva centrale dell’Anm l’altro giorno ha provato a fare un salto in avanti rispetto al servizio mandato in onda domenica da Report (la trasmissione di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci) sulla sicurezza informatica, che presentava il sistema di intervento da remoto come un mezzo per poter spiare i computer di 40.000 magistrati.

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Kiro Attia, cugino di Aba, parla con onestà e lucidità dell’omicidio del ragazzo, dell’integrazione e della violenza tra i giovani. Nato in Egitto e cresciuto in Italia, ribadisce che essere italiano significa rispettare leggi e valori condivisi, denuncia un sistema giuridico troppo permissivo e invita a distinguere tra immigrazione regolare e criminalità.

Dividere chi accusa da chi giudica è una forma di rispetto per i cittadini
Toghe (Imagoeconomica)
La separazione delle carriere e il superamento delle correnti sono strumenti di trasparenza. Finora, le lotte tra fazioni delle toghe avevano condannato al precariato i magistrati onorari, sui quali pesa il 50% del lavoro.

Ho scelto di votare Sì alla riforma costituzionale della giustizia non per spirito di contrapposizione, ma per coerenza istituzionale. Chi, come me, ha attraversato più stagioni del processo - prima da avvocato, oggi da magistrato onorario che esercita le funzioni dell’accusa - avverte con particolare nettezza quando un sistema inizia a richiedere una correzione strutturale, non più rinviabile.

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