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Con l’indeciso Conte non vinceremo questa guerra

Con l’indeciso Conte non vinceremo questa guerra
Giuseppe Conte (Ansa)

Riavvolgendo il nastro di ciò che è accaduto negli ultimi 20 giorni si capiscono tante cose. Soprattutto si comprende quanto l'esitazione di chi ci governa o ha compiti di indirizzo sia pericolosa. Lo scrivo pensando alla decisione presa ieri da Giuseppe Conte di non estendere a tutto il territorio nazionale le misure sollecitate dai rappresentanti del centrodestra. A Palazzo Chigi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani si sono presentati con una richiesta chiara: chiudere tutto per almeno 15 giorni.

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Seconda puntata della storia della Vespa. Gli anni Cinquanta e Sessanta consacrarono lo scooter Piaggio come protagonista della prima motorizzazione di massa. Con l'avvento delle auto utilitarie, la casa di Pontedera seppe rispondere con modelli sempre più rivolti ad un pubblico giovane, consolidando il successo.

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Nella Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, alla Torre dei Conti di Roma si è tenuta una commemorazione per Octav Stroici, l’operaio deceduto dopo ore di attesa sotto le macerie in seguito al crollo del 3 novembre 2025. «Noi siamo qui perché il sacrificio di Octav non sia vano», ha dichiarato a margine della cerimonia Natale Di Cola, segretario di CGIL Roma e Lazio. «Ci manca tantissimo e non lo dimenticheremo mai», ha detto alla stampa la figlia della vittima, Alina Stroici.

La Brigata ebraica: «L’Anpi è antisemita». Il Pd si spacca ancora e non sa con chi stare
Ansa
Davide Romano invoca la legge Mancino per le frasi «Siete saponette» e «Hitler avrebbe dovuto finire il lavoro» dette dai manifestanti.

Lo strascico di polemiche dopo le manifestazioni del 25 aprile è una tradizione consolidata almeno quanto i cortei che ogni anno celebrano la liberazione dall’occupazione tedesca. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, quest’anno le tensioni non riguardano la differenza di veduta tra lo schieramento progressista e quello di centrodestra, ma l’esplosione delle contraddizioni all’interno della sinistra.

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La sorella del terrorista anti Trump: «Voleva risolvere i problemi così...»
(Getty Images). Nel riquadro, Cole Tomas Allen
La cena con i corrispondenti della Casa Bianca non aveva ricevuto la più alta classificazione di sicurezza. L’aspirante killer, attivista di sinistra, aveva partecipato a una manifestazione «No Kings» contro il tycoon.

Sono ore frenetiche negli Stati Uniti: dopo gli spari alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, la priorità è far luce sulle motivazioni dell’attentatore, ma anche valutare i protocolli di sicurezza. Cole Tomas Allen, l’autore della sparatoria all’hotel Hilton di Washington, è comparso ieri davanti al giudice federale Matthew Sharbaugh per la prima udienza sulle accuse penali. E non è escluso l’ergastolo: Sharbaugh ha annunciato che l’uomo è accusato di aver tentato di assassinare il presidente degli Stati Uniti. Allen è poi incriminato per i reati legati al possesso di armi.

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