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Con l’indeciso Conte non vinceremo questa guerra

Con l’indeciso Conte non vinceremo questa guerra
Giuseppe Conte (Ansa)

Riavvolgendo il nastro di ciò che è accaduto negli ultimi 20 giorni si capiscono tante cose. Soprattutto si comprende quanto l'esitazione di chi ci governa o ha compiti di indirizzo sia pericolosa. Lo scrivo pensando alla decisione presa ieri da Giuseppe Conte di non estendere a tutto il territorio nazionale le misure sollecitate dai rappresentanti del centrodestra. A Palazzo Chigi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani si sono presentati con una richiesta chiara: chiudere tutto per almeno 15 giorni.

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La Ue la combina grossa sul tabacco. Si lamentano persino da sinistra
iStock
La Commissione europea prepara una stretta sui prodotti con nicotina equiparando le sigarette elettroniche alle bionde, nonostante abbiano rischi differenti. Il vicepresidente dell’Emilia-Romagna: così filiera in bilico.

Un settore industriale del valore di oltre 200 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil europeo, e che sostiene più di 2 milioni di posti di lavoro lungo tutta la filiera, rischia di essere travolto dalla decisione di Bruxelles dettata più da motivazioni politiche che tecniche.

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Dimmi La Verità | Daniele Ruvinetti: «Sviluppi preoccupanti della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 26 maggio 2026. Con l'esperto di geopolitica Daniele Ruvinetti commentiamo gli sviluppi preoccupanti della guerra in Iran.

Il centrodestra isola il generale Roberto Vannacci e snobba i suoi sondaggi in crescita (il partito Futuro nazionale ha raggiunto quota 60.000 iscritti in tre mesi, un numero enorme). Così, però, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia rischiano di regalargli voti e spianargli la strada per correre da solo. A meno che il loro obiettivo non sia imbarcare il poco affidabile Carlo Calenda.

Se è anti russo, il riarmo di Merz va bene
Friedrich Merz (Getty Images)
Berlino usa la «minaccia» a Est per tornare potenza militare. Solo dieci anni fa ciò avrebbe generato allarme.

Proviamo a sfogliare il calendario di dieci anni all’indietro e a immaginare come sarebbe stata accolta, nel 2016, in Europa e anche fuori, la dichiarata intenzione, da parte dell’allora cancelliera della Repubblica federale di Germania Angela Merkel, di procedere al riarmo massiccio del suo Paese sì da rendere l’esercito tedesco il più potente fra tutti quelli d’Europa.

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