Maurizio Belpietro
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I grillini cercano volti (e voti) nuovi. A rischio Toninelli, Grillo e Trenta

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I vertici pentastellati temono la crescita dirompente della Lega: dalle elezioni il Movimento è sceso del 6%. Per scuotersi potrebbero tentare un rimpasto di ministri. Nel mirino ci sono Infrastrutture, Salute e Difesa.
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L'accanimento c'è stato ma ora non ha più alibi

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Provate a digitare sul vostro computer le seguenti parole: indagato e falso. In video vi compariranno una serie di link dedicati alle vicende giudiziarie dei sindaci di Agrigento, Terni, Cagliari, Torino e Milano. Negli ultimi due casi i nomi degli indagati sono piuttosto noti, trattandosi di Piero Fassino, ex primo cittadino del capoluogo piemontese, e di Beppe Sala, attuale capogiunta della città lombarda. (...)

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La conferma del parente sospetta e irregolare

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Quando arrivò a Palazzo Chigi, Matteo Renzi in pochi giorni fece piazza pulita dei dirigenti di molte partecipate statali, occupando manu militari società e istituzioni. Di fronte ai licenziamenti, per giunta a opera di un tizio che nessun italiano aveva mai scelto come presidente del Consiglio, non si ricorda un giornalista o un cane che abbia aperto bocca. (...)

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Agli intoccabili dell’Ue fanno gola i nostri risparmi

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Siccome lo spread dava segni di voler scendere sotto quota 300 e la Borsa di voler tornare a crescere (mercoledì ha fatto registrare un più 1,8%), Bruxelles ha pensato di metterci una parola buona per far salire il primo e far scendere la seconda. Infatti, dopo che gli esponenti dell'Unione europea hanno fatto circolare giudizi negativi sulle prospettive dell'Italia, lasciando trapelare un aumento del deficit sul Pil fino a quasi il 3% nel 2019 e una crescita rallentata all'1,1 del prodotto interno lordo, lo spread è tornato a riavvicinarsi a quota 300 e la Borsa ha perso lo 0,69%. (...)

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Le impronte di Matteo sull’inchiesta

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La Corte costituzionale ha bocciato il decreto con cui il governo Renzi obbligò gli agenti di polizia giudiziaria a riferire ai superiori i contenuti delle indagini di cui erano incaricati dalla magistratura. La faccenda potrà sembrarvi una questione tecnica a cui non dedicare troppo tempo. In realtà quel decreto, introdotto nell'estate del 2016, è alla base del famoso caso Consip, quello per cui sono indagati il padre dell'ex presidente del Consiglio - i pm hanno chiesto l'archiviazione, ma il giudice (...)

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Il «fine processo mai» non è fare giustizia

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Tra le cose che dividono 5 stelle e Lega c'è la prescrizione. I primi la vogliono levare dopo il primo grado di giudizio, perché non vogliono che i colpevoli la facciano franca a causa della lentezza della giustizia. I secondi pensano che i processi invece debbano avere un termine, perché ritengono che un imputato non possa rimanere appeso a un'accusa per l'eternità. In linea teorica (...)

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Gli italiani muoiono sotto la pioggia e i responsabili restano impuniti

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Da quando è nata la Repubblica sono pochi gli anni che non sono stati accompagnati da alluvioni o inondazioni. Il numero dei disastri che sono riuscito a contare partendo dal 1946 si ferma a 69, ma paradossalmente dal Duemila a oggi risulta in crescita, con 33 catastrofi in soli 18 anni. (...)

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Renzi giura: «Non compro “L’Unità”». Ma è l’ennesima bugia: tutto vero

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Matteo Renzi non delude mai. Se c'è una notizia vera che lo riguarda, lui la smentisce o la fa smentire dai suoi galoppini. È successo anche l'altro ieri, quando abbiamo pubblicato di un suo interessamento per L'Unità, il quotidiano che da presidente del Consiglio ha contribuito ad affossare imponendo un direttore caro al Giglio magico. (...)
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A furia di «Prima gli stranieri» la sinistra si eclissa

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A un italiano che intenda godere di prestazioni sociali agevolate, cioè di sconti sulle tariffe pubbliche o di particolari favori nell'assegnazione degli alloggi pubblici, è richiesta la presentazione del cosiddetto modello Isee. L'acronimo partorito dalla testa di un oscuro burocrate del ministero dell'Economia sta per Indicatore della situazione economica equivalente (...)

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Il compagno Matteo torna sul luogo del delitto

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Matteo Renzi è tornato. Anzi, non se ne è mai andato. Già, perché pur avendo annunciato a più riprese l'intenzione di mettersi in disparte e di occuparsi in silenzio della sua nuova attività di conferenziere e presentatore tv, l'ex segretario del Pd lavora assiduamente per poter continuare a mantenere sul partito la presa assoluta che ha esercitato in questi anni. L'ultima notizia a conferma del disegno politico dell'ex premier è la trattativa per l'acquisto dell'Unità, ovvero di ciò che resta del glorioso quotidiano fondato da Antonio Gramsci. (...)