Maurizio Belpietro
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Chi voterà il Cavaliere aiuterà la sinistra?

Silvio Berlusconi ha fatto una scelta eroica decidendo di candidarsi alle europee. Innanzitutto perché a 82 anni non è facile imbarcarsi in una campagna elettorale come quella per il Parlamento di Bruxelles, dove contano soprattutto le preferenze. Si tratta di uno sforzo titanico, con un grande impegno fisico che per il leader azzurro si tradurrà in stress e grande dispendio di energie. E poi, oltre al fattore personale, c'era anche altro che consigliava di archiviare le ambizioni di ritornare a sedere in un'assemblea rappresentativa. I sondaggi per esempio, che come è noto non danno il partito del Cavaliere in grande spolvero. Se il 4 marzo dello scorso anno Forza Italia raccolse appena il 14 per cento, facendosi superare dalla Lega, oggi (...)

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La sporca legge delle Ong

Ansa

Ma chi paga? Da giorni questa è la principale domanda che i quotidiani si rivolgono per dare addosso alla manovra grilloleghista del governo Conte. Quesito legittimo, intendiamoci, perché i soldi che verranno spesi per pagare il reddito di cittadinanza sono dei contribuenti, mica di Di Maio, e lo stesso dicasi dei quattrini che serviranno per finanziare quota cento, ovvero la possibilità di andare in pensione in anticipo: nonostante il taglio dell'assegno previdenziale, a mettere la differenza non sarà Salvini, ma gli italiani.

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De Benedetti accusato di evasione fiscale

Ansa

La Guardia di finanza contesta all'Ingegnere di non aver dichiarato uno yacht da 120 milioni, battente bandiera delle Cayman. Rischierebbe una multa da 36 milioni. La replica di Cdb: «Violata la privacy, la barca non è mia e non ho mai evaso nulla».
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Ai democratici fa schifo la democrazia

Ansa

Ma alla stampa democratica quanto fa schifo la democrazia? A leggere i commenti di questi giorni, parecchio. La rappresentazione cartacea dell'establishment da tempo prova a spiegare al popolo, italiano ed europeo, che cosa si debba fare e come ci si debba comportare per fare andare le cose nel verso che l'élite ritiene giusto.
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Inizia il piagnisteo per il «povero Battisti»

Ansa

È cominciata la beatificazione di Cesare Battisti. A leggere i commenti, le cronache e le interviste della grande stampa si capisce infatti che, essendo tornato, all'ex terrorista tutto è perdonato. Certo, l'uomo che è stato condannato all'ergastolo per quattro omicidi non è rientrato in Italia per volontà sua, ma perché, pur non essendogli scattate le manette intorno ai polsi, si è trovato circondato da un gruppo di poliziotti che da settimane (...)
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Per la sinistra il terrorista è Salvini

Ansa

Il premio per la migliore fesseria va a Maurizio Martina che, commentando l'arresto di Cesare Battisti, se l'è presa con Matteo Salvini perché ha definito terrorista comunista l'ex militante dei Pac. «È un'opera di strumentalizzazione della storia», si è lagnato il segretario autoreggente del Pd, (...)
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L’ha catturato Salvini e la sinistra va fuori di testa

Ansa

Più che con Cesare Battisti se la prendono con Matteo Salvini. Sì, è vero, il terrorista dei Proletari armati per il comunismo era ricercato da poco meno di quarant'anni per l'assassinio a sangue freddo di quattro persone, e nessuno finora era riuscito a prenderlo. Però è poco importante che lo si sia assicurato alla giustizia italiana e che, nonostante tutte le coperture anche intellettuali di cui ha goduto per decenni, non gli sia stato consentito di continuare a spassarsela su una spiaggia brasiliana.

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Battisti torna in manette, grazie

Ansa

Cesare Battisti era e rimane un delinquente comune. Quando, appena diciottenne, entrò in carcere per rapina, e poi ci ritornò in seguito a condanne che andavano dal sequestro di persona alle lesioni, era un semplice bandito. Non avesse incontrato dietro le sbarre chi con l'idea della rivoluzione gli fornisse la giustificazione politica dei suoi reati, Battisti sarebbe diventato dunque un criminale incallito, furbo e senza scrupoli.

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«Sono vittima, non carnefice ma per 25 anni ho vissuto come se fossi io il latitante»

Ansa

Il figlio del gioielliere ucciso, rimasto paralizzato nell'agguato, racconta la sua odissea. L'ex terrorista Maurice Bignami: «Per noi comunisti la guerra civile era una cosa accettabile».