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2023-03-18
Napoli-Milan illumina la Champions Per l’Italia vale già mezza finale
Nel bizzarro bullicame del pallone europeo post Mondiali natalizi in Qatar, tra atleti in riserva di benzina, squadre sorprendenti, sorteggi pirotecnici, l’Italietta abituata ormai a essere considerata provincia estrema di un impero anglo-spagnolo-francese finanziato a petroldollari, s’è desta. Nei quarti di finale della Champions piazza ben tre squadre - dalla Premier se ne contano solo due, e spendono un patrimonio per il monte ingaggi dei giocatori - ed è già sicura di un fatto: grazie alla sfida Milan-Napoli si ha la certezza di piazzarne almeno una nelle semifinali. Se poi l’Inter di Simone Inzaghi, specializzata nello sbaragliare avversarie portoghesi, dovesse spuntarla sul non irresistibile Benfica, arriverebbe pure il biglietto aereo per la finale allo stadio Atatürk di Istanbul, poiché i nerazzurri in semifinale sfiderebbero la vincente del match tra rossoneri e partenopei. Mica male. In Europa League buona sorte per Juve e Roma, in Conference turno abbastanza favorevole alla Fiorentina. Ma procediamo con ordine. La massima competizione continentale per club vede il Real Madrid di Carlo Ancelotti impegnato in una gustosa sfida col Chelsea, il Manchester City se la vedrà col Bayern Monaco in quella che a tutti gli effetti sarà una delizia per gli appassionati, l’Inter è opposta al Benfica e il Milan di Pioli allo sbalorditivo Napoli di Spalletti, in una riedizione dei duelli all’arma bianca tra i rossoneri di Arrigo Sacchi e dei tre olandesi, e i campani di Maradona. Il Napoli, nonostante quest’anno somigli a una creatura indomabile, ha poco di che gioire. Mister Spalletti conferisce ai suoi un gioco feroce e bello, ha pescato dal carniere del mercato il georgiano Khvicha Kvaratskhelia, che in meno di una stagione si è accaparrato l’affetto dei tifosi con giocate sontuose, sotto porta sfodera il bomber implacabile Victor Osimhen, in difesa, orfano di Koulibaly, ha scoperto nel coreano Kim una diga capace di guidare il reparto. In più, nessuno dei suoi atleti rappresentativi si è prosciugato le energie nel Mondiale. E però tutte le qualità che lo hanno condotto a dominare il campionato con ben 20 punti di vantaggio sui campioni d’Italia del Milan potrebbero ritorcersi contro in una inedita versione dello specchio riflesso. Insomma, è il Napoli che deve dimostrare di essere davvero superiore. Il Milan vanta una tradizione dorata nella Champions, come se la musica introduttiva pre-partita accendesse nei suoi calciatori ricordi di trionfi memorabili, contro il Tottenham di Antonio Conte ha disputato due gare eccellenti senza subire gol, ha ritrovato tra i pali il suo pezzo da novanta più pregiato, quel Mike Maignan che se quest’anno fosse sceso in campo in tutte le partite, chissà che classifica di Serie A ci ritroveremmo a raccontare, vanta sul suo fianco sinistro un pungolo martellante per gli avversari. Grazie alle prodezze di Theo Hernandez, ma soprattutto in virtù del talento discontinuo di Rafael Leao: il lusitano è schierato nello stesso ruolo di Kvaratskhelia e proprio il confronto tra i due esterni mancini sarà una delle stuzzicanti prerogative nei 180 minuti disponibili. Nella gara d’andata di campionato, a San Siro, i campani si imposero 2-1 in una sfida agguerrita, alla pari, e Giroud e i suoi hanno avuto pure da recriminare. L’Inter dal canto suo può sorridere: il Benfica, primo nel torneo portoghese, è tignoso, ma non più del Porto. Inoltre Inzaghi vede servita su un piatto d’argento l’occasione per infiocchettare la stagione, rimandando le critiche al mittente: se i nerazzurri raggiungessero la semifinale europea (non accadeva dai tempi di Mourinho), considerato che hanno vinto la Supercoppa Italiana, che devono disputare i quarti anche di Coppa Italia e in Serie A dovrebbero agguantare la qualificazione alla prossima Champions, l’allenatore potrebbe abbellire il suo curriculum con risultati da condottiero. In Europa League, fari puntati sui bianconeri di Allegri. Hanno pescato lo Sporting Lisbona e evitato il Manchester United, squadra tra le più insidiose in lizza. Sanno di possedere una rosa per approdare in finale e meditano su un aspetto cruciale: vincere l’Europa League riempirebbe la bacheca con un trofeo inedito, garantirebbe la qualificazione diretta alla prossima Champions, farebbe diradare le nubi sulle recenti vicende giudiziarie. Oltre alla penalizzazione subita per il caso delle plusvalenze (sul quale si sta verificando il ricorso dei bianconeri che potrebbe vedere annullata la penalità), desta preoccupazione l’inchiesta sugli stipendi alterati ad alcuni giocatori, che porterebbe il club a assere accusato di falso in bilancio e false comunicazioni rivolte al mercato. Tra i rischi paventati, se le accuse fossero confermate, ci sarebbe persino la retrocessione in B. Soltanto una vittoria europea farebbe da viatico per rimanere agganciati alle competizioni continentali, Uefa permettendo. Non scordando la Roma dello specialista di coppa Jose Mourinho, pronta a vincere la sfida con un modesto Feyenoord, e la Fiorentina di Vincenzo Italiano opposta ai polacchi del Lech Poznan in Conference League. La viola potrebbe ripercorrere proprio le orme dei giallorossi, l’anno scorso vincitori del trofeo.
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Nei quarti «derby» fra rossoneri e campani, chi passa troverà la vincente di Benfica-Inter: in caso di successo nerazzurro una delle nostre sarà di certo a Istanbul. Il Real gioca col Chelsea, match stellare fra Bayern e City. Nel bizzarro bullicame del pallone europeo post Mondiali natalizi in Qatar, tra atleti in riserva di benzina, squadre sorprendenti, sorteggi pirotecnici, l’Italietta abituata ormai a essere considerata provincia estrema di un impero anglo-spagnolo-francese finanziato a petroldollari, s’è desta. Nei quarti di finale della Champions piazza ben tre squadre - dalla Premier se ne contano solo due, e spendono un patrimonio per il monte ingaggi dei giocatori - ed è già sicura di un fatto: grazie alla sfida Milan-Napoli si ha la certezza di piazzarne almeno una nelle semifinali. Se poi l’Inter di Simone Inzaghi, specializzata nello sbaragliare avversarie portoghesi, dovesse spuntarla sul non irresistibile Benfica, arriverebbe pure il biglietto aereo per la finale allo stadio Atatürk di Istanbul, poiché i nerazzurri in semifinale sfiderebbero la vincente del match tra rossoneri e partenopei. Mica male. In Europa League buona sorte per Juve e Roma, in Conference turno abbastanza favorevole alla Fiorentina. Ma procediamo con ordine. La massima competizione continentale per club vede il Real Madrid di Carlo Ancelotti impegnato in una gustosa sfida col Chelsea, il Manchester City se la vedrà col Bayern Monaco in quella che a tutti gli effetti sarà una delizia per gli appassionati, l’Inter è opposta al Benfica e il Milan di Pioli allo sbalorditivo Napoli di Spalletti, in una riedizione dei duelli all’arma bianca tra i rossoneri di Arrigo Sacchi e dei tre olandesi, e i campani di Maradona. Il Napoli, nonostante quest’anno somigli a una creatura indomabile, ha poco di che gioire. Mister Spalletti conferisce ai suoi un gioco feroce e bello, ha pescato dal carniere del mercato il georgiano Khvicha Kvaratskhelia, che in meno di una stagione si è accaparrato l’affetto dei tifosi con giocate sontuose, sotto porta sfodera il bomber implacabile Victor Osimhen, in difesa, orfano di Koulibaly, ha scoperto nel coreano Kim una diga capace di guidare il reparto. In più, nessuno dei suoi atleti rappresentativi si è prosciugato le energie nel Mondiale. E però tutte le qualità che lo hanno condotto a dominare il campionato con ben 20 punti di vantaggio sui campioni d’Italia del Milan potrebbero ritorcersi contro in una inedita versione dello specchio riflesso. Insomma, è il Napoli che deve dimostrare di essere davvero superiore. Il Milan vanta una tradizione dorata nella Champions, come se la musica introduttiva pre-partita accendesse nei suoi calciatori ricordi di trionfi memorabili, contro il Tottenham di Antonio Conte ha disputato due gare eccellenti senza subire gol, ha ritrovato tra i pali il suo pezzo da novanta più pregiato, quel Mike Maignan che se quest’anno fosse sceso in campo in tutte le partite, chissà che classifica di Serie A ci ritroveremmo a raccontare, vanta sul suo fianco sinistro un pungolo martellante per gli avversari. Grazie alle prodezze di Theo Hernandez, ma soprattutto in virtù del talento discontinuo di Rafael Leao: il lusitano è schierato nello stesso ruolo di Kvaratskhelia e proprio il confronto tra i due esterni mancini sarà una delle stuzzicanti prerogative nei 180 minuti disponibili. Nella gara d’andata di campionato, a San Siro, i campani si imposero 2-1 in una sfida agguerrita, alla pari, e Giroud e i suoi hanno avuto pure da recriminare. L’Inter dal canto suo può sorridere: il Benfica, primo nel torneo portoghese, è tignoso, ma non più del Porto. Inoltre Inzaghi vede servita su un piatto d’argento l’occasione per infiocchettare la stagione, rimandando le critiche al mittente: se i nerazzurri raggiungessero la semifinale europea (non accadeva dai tempi di Mourinho), considerato che hanno vinto la Supercoppa Italiana, che devono disputare i quarti anche di Coppa Italia e in Serie A dovrebbero agguantare la qualificazione alla prossima Champions, l’allenatore potrebbe abbellire il suo curriculum con risultati da condottiero. In Europa League, fari puntati sui bianconeri di Allegri. Hanno pescato lo Sporting Lisbona e evitato il Manchester United, squadra tra le più insidiose in lizza. Sanno di possedere una rosa per approdare in finale e meditano su un aspetto cruciale: vincere l’Europa League riempirebbe la bacheca con un trofeo inedito, garantirebbe la qualificazione diretta alla prossima Champions, farebbe diradare le nubi sulle recenti vicende giudiziarie. Oltre alla penalizzazione subita per il caso delle plusvalenze (sul quale si sta verificando il ricorso dei bianconeri che potrebbe vedere annullata la penalità), desta preoccupazione l’inchiesta sugli stipendi alterati ad alcuni giocatori, che porterebbe il club a assere accusato di falso in bilancio e false comunicazioni rivolte al mercato. Tra i rischi paventati, se le accuse fossero confermate, ci sarebbe persino la retrocessione in B. Soltanto una vittoria europea farebbe da viatico per rimanere agganciati alle competizioni continentali, Uefa permettendo. Non scordando la Roma dello specialista di coppa Jose Mourinho, pronta a vincere la sfida con un modesto Feyenoord, e la Fiorentina di Vincenzo Italiano opposta ai polacchi del Lech Poznan in Conference League. La viola potrebbe ripercorrere proprio le orme dei giallorossi, l’anno scorso vincitori del trofeo.
Russia e Iran, eccesso di petrolio. Rame, tregua dopo i record. Project Vault, sulle terre rare gli USA come la Cina. GNL USA, la Germania cerca alternative.
Ansa
Una piazza che, dietro la facciata della protesta contro il caro-casa e lo sviluppo urbano, ha concentrato fin dall’inizio la propria energia contro i bersagli consueti - il premier Giorgia Meloni, il governo, gli Stati Uniti, l’Ice e la polizia - e che nel momento più critico ha avanzato verso lo sbarramento di via Marocchetti, dove l’accesso è stato chiuso con mezzi antisommossa e qualche carica di contenimento: sono sette le persone fermate e identificate. Nel mirino sono finiti anche il sindaco Beppe Sala e l’amministrazione comunale. Il risultato è un corteo in cui c’è tutto e il contrario di tutto - dalle Olimpiadi alla Palestina, dall’Ice al Comune - in un accumulo di temi che si sovrappongono fino a cancellarsi a vicenda.
I numeri seguono la consueta geometria variabile delle piazze antagoniste: per gli organizzatori i partecipanti erano quasi 10.000, ma in realtà erano meno della metà. Una forbice evidente fin dall’inizio, quando al concentramento iniziale si contavano poche centinaia di persone, circondate da più telecamere (soprattutto straniere) che manifestanti. In testa hanno sfilato gli alberi di cartone, simbolo dei larici abbattuti a Cortina, e lo striscione «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne». Il corteo ha attraversato corso Lodi sotto il controllo delle forze dell’ordine, mentre il Villaggio Olimpico di via Lorenzini è restato un bersaglio solo evocato. Sul ponte dell’ex scalo di Porta Romana sono volati petardi e fumogeni; più avanti Rifondazione comunista ha esposto il cartello contro Manfredi Catella e, al Corvetto, alcuni manifestantisono saliti sul tetto dell’ex mercato comunale, tra cori cantati sulle note di Hanno ucciso l’uomo ragno contro Sala e i governatori Luca Zaia e Attilio Fontana.
Nello spezzone finale il tema olimpico scompare quasi del tutto. Spuntano i grandi poster con la scritta «Libertà» e i volti di Mohammad Hannoun e di altri suoi sodali, tutti accompagnati da richieste di scarcerazione. Hannoun, leader dell’Api, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Genova che ipotizza un sistema di raccolta fondi presentati come beneficenza e in realtà destinati a Hamas. Dal megafono prende la parola il figlio di Hannoun, che definisce il padre «una delle prime vittime della guerra della destra alla giustizia, alla libertà e alla Palestina» spingendosi poi su un terreno delirante, trasformando l’intervento in un comizio. «Abbiamo visto cosa c’era negli Epstein files. Daranno Gaza a un gruppo di pedofili».
L’ex vicesindaco Riccardo De Corato di Fdi parla di «un altro patetico corteo», sostenendo che «dietro la facciata della protesta contro Olimpiadi e caro-vita si nasconda il solito odio ideologico contro il premier Meloni, il governatore Fontana e l’Ice». Sottolinea poi che «gli antagonisti hanno attaccato anche il sindaco Sala», segnando una rottura dopo lo sgombero del Leoncavallo, e chiede «sgomberi immediati» dell’ex Palasharp e il ripristino della legalità dopo l’imbrattamento della Casa dello Sport, invocando l’applicazione rigorosa del decreto Sicurezza.
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