2019-05-09
Ansa
Il mezzo è uscito dalle rotaie, rischiando anche di ribaltarsi, vicino a piazza Repubblica. Si è schiantato contro un palazzo, nulla da fare per un passante e un passeggero. Altre 39 persone sono rimaste ferite.
Nel 2019 il Comune e Atm avevano bandito una gara pubblica internazionale per rinnovare la flotta tranviaria, un accordo quadro fino a 80 nuovi convogli. L’appalto, con un primo contratto da circa 190 milioni di euro, era stato aggiudicato al gruppo svizzero Stadler Rail, con produzione affidata allo stabilimento di Valencia, in Spagna: si era trattato del primo affidamento per i tram milanesi a un costruttore straniero.
I nuovi Tramlink sono entrati in servizio a partire da febbraio 2025, inizialmente sulle linee 7 e 31, per poi essere progressivamente estesi ad altre tratte della rete. Ieri uno di quei convogli - linea 9 - in servizio da oltre un anno, è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto e si è schiantato contro un edificio all’incrocio con via Lazzaretto, provocando due morti e decine di feriti. A Milano non deragliava un tram da quasi tre anni. L’ultimo episodio documentato risaliva all’estate 2023. Nella serata di ieri il conducente, ricoverato in ospedale, avrebbe riferito agli inquirenti: «Mi sono sentito male, ho avuto un malore». Un elemento che pesa nell’inchiesta e che potrebbe spiegare perché il mezzo abbia saltato la fermata precedente e imboccato lo scambio a sinistra senza rallentare. Il bilancio è drammatico: due morti e 39 feriti, quindi sono 41 in totale le persone coinvolte, secondo il dato definitivo diffuso da Areu. Il primo a perdere la vita è un uomo italiano nato nel 1966, residente a Rozzano, rimasto incastrato sotto il convoglio. Il secondo è un immigrato senegalese, morto poco dopo l’arrivo all’ospedale Niguarda: era a bordo del mezzo. Il sindaco Giuseppe Sala, arrivato sul posto, ha confermato: «Due morti, uno era un passante e l’altro un passeggero: un residente di Abbiategrasso, italiano del 1966, e un immigrato». Sono da poco passate le 16 quando l’incrocio viene invaso da ambulanze e vigili del fuoco. Il tram 9, partito da piazza della Repubblica e diretto verso Porta Genova, avrebbe dovuto proseguire diritto verso Porta Venezia. I video delle telecamere e quelli girati dai passanti mostrano invece il convoglio arrivare in velocità, saltare la fermata precedente, imboccare lo scambio orientato a sinistra verso via Lazzaretto, inclinarsi, uscire dai binari, attraversare l’incrocio e schiantarsi contro la vetrina a piano terra di un palazzo. «Non si è fermato alla fermata precedente. Questo ci fa pensare a un malore», avevano raccontato a caldo due tranvieri colleghi del conducente. «La lanterna segnava a sinistra. Lo scambio era aperto a sinistra, il 9 doveva andar dritto. Ha preso lo scambio a 20-40 all’ora ed è deragliato. C’è un video dove si vede che si inclina uscendo dai binari, taglia l’incrocio e si schianta». Il sindaco aveva subito escluso, in prima battuta, un guasto evidente al mezzo: «Non appare una questione tecnica del tram, è molto legata al conducente. È un mezzo nuovo, l’autista è molto esperto, in servizio da solo un’ora, quindi non in straordinario. La cosa un po’ particolare è che è stata saltata una fermata». La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose. La pm Elisa Calanducci ha disposto l’autopsia sulle vittime e nominerà un consulente per gli accertamenti cinematici, per ricostruire l’esatta velocità del mezzo e verificare il corretto funzionamento dei deviatoi. Il tram è sotto sequestro. Verranno analizzate le telecamere dell’incrocio, quelle dei locali della zona e gli occhi elettronici a bordo. Diciotto feriti in codice verde, 20 in codice giallo, uno in codice rosso trasportato al Policlinico. I codici gialli sono stati distribuiti tra Fatebenefratelli, Niguarda, Policlinico, San Carlo e San Raffaele. I codici verdi tra Istituto clinico Città Studi, San Carlo, Sacco, Policlinico e Niguarda.
Due pulmini della Protezione civile hanno affiancato i mezzi del 118 per il trasporto dei feriti meno gravi. «In 70 anni, da milanesissimo, un incidente di questo tipo non l’ho mai visto», ha raccontato il marito di una donna ricoverata al Fatebenefratelli. «Mia moglie ha preso una botta al costato, nello schianto tre persone le sono cadute addosso. Il tram non andava neanche così veloce». Il comandante della Polizia locale, Gianluca Mirabelli, parla di «tutti gli accertamenti necessari con il coordinamento della autorità giudiziaria e vagliando tutte le ipotesi». Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto urgente con l’azienda per approfondire le dinamiche dell’incidente. Alla notizia del deragliamento sono arrivati i messaggi delle istituzioni. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si è detto «addolorato per quanto successo nella mia Milano», esprimendo una preghiera per le vittime e ringraziando i soccorritori «nella certezza che verrà fatta chiarezza». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto che «si faccia quanto prima luce sulla dinamica». Dalla presidenza del Parlamento europeo Roberta Metsola ha rivolto un pensiero ai feriti e un ringraziamento alle forze dell’ordine. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso «profonda e commossa vicinanza» ai familiari delle vittime.
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Ditonellapiaga e Tony Pitony si esibiscono sul palco del teatro Ariston (Ansa)
Pagelle della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026: duetti, scelte sorprendenti e omaggi alla musica italiana e internazionale. Da Caterina Caselli a Ditonellapiaga con Tony Pitony, passando per Tommaso Paradiso con gli Stadio, Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & The Band e J-Ax con Ligera County Fam, voti e giudizi alla serata più attesa.
La serata delle cover, con i duetti tra concorrenti e ospiti, è la più attesa del Festival. A incuriosire sono gli abbinamenti e la scelta dei brani. L’Ariston risponde con entusiasmo: tra omaggi, energia e qualche azzardo, ecco le pagelle della serata.
Elettra Lamborghini con Las Ketchup 6,5 Aserejé, tormentone primi Duemila, è perfetta per tenere vivo il clima di festa creato dal medley di Laura Pausini. L’Ariston ha voglia di divertirsi. Fasciate in uno sgargiante abito lungo trasmettono spensieratezza. Frizzanti.
Alessandro Siani 6,5 Arriva da Napoli, come cinque dei cantanti in gara e chissà se c’entra la caccia all’audience. Il ping-pong con Carlo Conti sui motivi, istituzionali e giocosi, perché Sanremo è Sanremo è una bella idea, ma è appena abbozzata. Timido.
Bianca Balti 8 Un anno dopo, con i capelli, elegante e sorridente. «Sono qua per godermela, non solo per me, ma per tutte le persone che hanno sofferto come me». E «sono innamoratissima». Entusiasta.
Malika Ayane con Claudio Santamaria 4,5 Quando si sceglie Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina bisogna pensarci 10 volte. Inevitabile balzi all’orecchio ciò che manca. E lo scoppio floppa. Temerari.
Bambole di pezza con Cristina D’Avena 6 per l’impegno Sembrano copiare i Maneskin senza riuscirci e questo la dice tutta. Infatti, il meglio lo danno quando citano Whole lotta love dei Led Zeppelin. Ma perché non hanno proposto quella? Confuse.
Tommaso Paradiso con Stadio 7,5 Una sferzata di rock visionario e apocalittico atterra all’Ariston con L’ultima luna di Lucio Dalla. Gaetano Curreri non ha la voce giusta, Tommaso sì. Di culto.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia 5 Per la scelta di Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni vale quanto detto per il brano di Mina: si sente il vuoto. Non c’è il carisma, non c’è la drammaticità, non c’è la voce piena dell’interprete originale. Pazienza.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & The Band 8,5 Il figlio d’arte cresce e si muove meglio ogni sera. Figurarsi se spunta papà Gianni che Vita la cantava con Lucio Dalla. Chissenefregadeimoralisti.
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas 8 la voce di Colombre si avvicina a quella di Jimmy Fontana di Il mondo e il confronto con una delle più belle canzoni della musica italiana non è penalizzante. Plausibili.
Fulminacci con Francesca Fagnani 6,5 Qui è più teatro che musica, ma citare Mina e Alberto Lupo di Parole parole dà i brividi. Si può accettare solo in un copione scanzonato e autoironico. Coraggiosi.
LDA e Aka 7even con Tullio De Piscopo 7,5 A 80 anni l’energia e il feeling di De Piscopo sono intatti. E fa tutta la differenza cantare la cover con il suo inventore. L’Ariston continua a fare festa. Andamento veloce.
J-Ax con Ligera County Fam 8 All star de Milan: Cochi Ponzoni (senza Renato Pozzetto) Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale & Franz accompagnano il rapper. Felicemente sgangherati.
Ditonellapiaga con Tony Pitony 8,5 Parrucca rosa e maschera di plastica. Cabaret anni Quaranta, jazz americano, Broadway, Quartetto Cetra. Con The Lady is a tramp un’altra scarica di energia. E si balla.
Caterina Caselli 9 Emozionata. Ancora con la sua voce metallica e contundente. Non smette di ringraziare le persone dalle quali ha imparato. Interprete, scopritrice di talenti, produttrice discografica, artista completa. Magnetica.
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I veicoli dei talebani controllano la sicurezza a un posto di blocco vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan a Nangarhar (Ansa)
Colpite Kabul e Kandahar: Islamabad ritiene i talebani ispiratori di attentati terroristici. Il governo degli studenti coranici invita a riprendere le trattative.
Il Pakistan ha dichiarato guerra all’Afganistan bombardando la capitale Kabul, la valle di Paktia e la città di Kandahar, quartier generale dei talebani. Il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Muhammad Asif, ha dichiarato che la pazienza pachistana era finita e che sarebbe iniziata una guerra aperta contro l’emirato dei talebani. La tensione stava crescendo da settimane e dopo l’attentato di Islamabad, dove un uomo si era fatto saltare in aria in una moschea uccidendo 32 persone, il Pakistan aveva apertamente accusato Kabul di sostegno al terrorismo.
L’aviazione pachistana la settimana scorsa aveva condotto una serie di attacchi aerei in Afghanistan, colpendo alcuni campi di addestramento per terroristi. Il bilancio era stato di 18 morti e 7 feriti secondo il governo talebano, che aveva convocato l'ambasciatore del Pakistan a Kabul. Era così iniziata quella che in gergo si definisce come una guerra a bassa intensità con continue «scaramucce» sul confine che avvevano comunque provocato morti e feriti. Il governo del primo ministro Shehbaz Sharif ha deciso per un attacco in grande stile con missili terra-aria su uffici, caserme e centri di addestramento del regime talebano che non ha una contraerea in grado di difendere il territorio. Gli studenti coranici avevano «ereditato» dagli americani, al loro abbandono dell’Afghanistan, una serie di aerei ed elicotteri, molti dei quali danneggiati e ormai inservibili. Sul confine si sono moltiplicate le battaglie fra le truppe di terra, ma le cifre di morti e feriti divergono sensibilmente. Islamabad ha dichiarato di aver colpito 22 obiettivi militari e che sono stati uccisi 274 funzionari e militanti talebani. Stando a quanto dichiarato dal portavoce delle forze armate pachistane sarebbero stati solamente 12 i militari caduti negli scontri. Il ministro della Difesa dei talebani ha detto che l’aeronautica militare del ministero della Difesa nazionale ha condotto attacchi aerei coordinati contro un accampamento militare vicino a Faizabad, a Islamabad, una base militare a Nowshera, posizioni militari a Jamrud, mentre Zabihullah Mujahid, portavoce del governo talebano, ha subito indetto una conferenza stampa per annunciare che 55 soldati pachistani erano stati uccisi e 19 postazioni conquistate, mentre 8 combattenti talebani erano caduti. Numeri ovviamente incontrollabili, ma appare difficile credere che la cadente aviazione dell’Afghanistan possa aver ottenuto questi risultati. Zabihullah Mujahid, ha aggiunto di voler subito ricorrere al dialogo per risolvere il conflitto con il vicino Pakistan, sottolineando la necessità di una soluzione pacifica e continuando a sperare che il problema venga risolto senza altra violenza. Il portavoce talebano ha respinto le accuse di Islamabad di essere coinvolti negli attacchi terroristici, rispondendo che sono invece loro che sostengono lo Stato islamico che combatte, sotto il nome di Isis K, per abbattere l’emirato dei talebani. Se proseguisse, lo scontro militare sembrerebbe avere un esito certo, perché le forze armate pachistane dispongono di oltre mezzo milione di uomini e di una forza aerea efficiente, oltre ad un arsenale atomico. L’Afghanistan dichiara di avere 150.000 combattenti, ma non si tratta di un vero e proprio esercito, bensì di milizie abituate soltanto alla guerriglia irregolare. Il fronte però è più ampio di quello che potrebbe sembrare perché il ministro della Difesa di Islamabad ha accusato l’India di avere influenza politica sui talebani. Nuova Delhi ha respinto le accuse, denunciando un piano pachistano per destabilizzare il subcontinente indiano. La Cina e la Russia, unica nazione che ha ufficialmente riconosciuto l’emirato dell’Afghanistan, sono al lavoro per una soluzione diplomatica di un conflitto che potrebbe destabilizzare l’intera Asia centrale.
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Matteo Del Fante (Ansa)
Dall’utile netto (+10%) al margine operativo: lo scorso anno il bilancio del gruppo ha registrato una crescita impressionante. Tirano il mercato dei pacchi e il settore finanziario. Il dividendo sale a 1,25 euro. Matteo Del Fante: «Con Tim una partnership che creerà valore».
Un tempo Poste si limitava a distribuire lettere e raccomandate. Oggi consegna utili e dividendi: ben nove miliardi negli ultimi dieci anni. Ora si aggiungono i risultati comunicati ieri. «Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia»: così l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, apre il sipario sul bilancio dell’azienda, annunciando al mercato una performance che non ha precedenti.
L’amministratore delegato sorride tra numeri e strategie, mentre la stima per il 2026 promette ulteriori crescite: «Abbiamo rafforzato la nostra politica dei dividendi», dice, e non è un dettaglio da poco: la cedola proposta sale del 16%, arrivando a 1,25 euro per azione, a testimonianza di un’azienda che non vuole solo correre, ma premiare chi le ha dato fiducia. A dare contenuto a questo risultati soprattutto la finanza e la logistica, con il primato nella consegna dei pacchi.
Il futuro, però, non sono solo conti e percentuali: è anche digitale, innovativo e strategico. Del Fante non si limita a parlare di numeri, ma racconta un percorso di trasformazione che intreccia Poste con Tim, «una partnership che non è mirata a un guadagno immediato ma alla creazione di valore durevole e sostenibile per entrambi i gruppi». Il filo conduttore? Sinergie, integrazione e visione a lungo termine. E per dare concretezza alle parole, la riorganizzazione di gruppo in corso prevede un hub finanziario integrato, dove PostePay e BancoPosta dialogheranno fianco a fianco attraverso la fusione delle rispettive attività. Business come energia e telecomunicazioni saranno distribuiti dalla rete degli sportelli Poste. E non si tratta di semplice fantasia digitale: la nuova super-app di Poste, fiore all’occhiello del 2025, è diventata un fenomeno nazionale, con oltre quattro milioni di utenti giornalieri, la più utilizzata tra gli algoritmi proposti da un’azienda italiana. L’Intelligenza artificiale non è un concetto fumoso: Del Fante la indica come «un acceleratore di crescita chiave» del piano strategico pluriennale che verrà presentato entro il 2026, pronto a inaugurare una nuova stagione dopo nove anni di evoluzioni continue.
I numeri del bilancio restano sotto i riflettori: i ricavi di gruppo hanno raggiunto 13,1 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2024. Il margine operativo tocca i 3,2 miliardi, con un balzo del 10%, e l’utile netto segna 2,2 miliardi, anche questo con un +10%, in anticipo sui target del piano 2024-28. Dalle parole di Del Fante emerge che Poste non solo cresce, ma lo fa stabilmente, costruendo le basi per guardare oltre, fino al 2026: i ricavi sono previsti a 13,5 miliardi, il margine operativo superiore a 3,3 miliardi e l’utile netto (esclusa la partecipazione in Tim) a 2,3 miliardi. Anche i dividendi resteranno generosi, con una percentuale di assegnazione ai soci superiore al 70% degli utili. Da aggiungere un piccolo extra legato all’arrivo del dividendo Tim stimato in cento milioni di euro a partire dal 2027.
Proprio dal gruppo telefonico arriva una novità nella governance. Adrian Calaza, ex direttore finanziario di Tim, è il nuovo presidente di Tim Brasil dove già ricopriva il ruolo di consigliere. Prende il posto di Nicandro Durante. In consiglio entra anche Camillo Greco, direttore finanziario di Poste Italiane. Nell’illustrazione dei conti da parte di Matteo Del Fante manca, naturalmente, il capitolo «grandi manovre»: tra le priorità c’è l’acquisizione del 20% del Polo strategico nazionale da Cdp, un investimento contenuto ma strategico per supportare Tim nella migrazione della pubblica amministrazione italiana verso il cloud. Insomma, tra numeri da record e strategie a lungo termine, Poste italiane si conferma un gigante in movimento: non solo un’azienda di servizi postali e finanziari, ma un ecosistema digitale in piena espansione, pronto a cavalcare la tecnologia, l’Intelligenza artificiale e le sinergie industriali. Matteo Del Fante lo annuncia a tutta la comunità finanziaria che l’ascolta durante la conference call: il 2025 è stato eccezionale, ma l’avventura è appena all’inizio.
Il riflesso dell’uso dell’Ia si vedrà anche sul fronte dei dipendenti: le assunzioni annuali nei centri aziendali nel 2026 si stimano in calo del 15% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. Con Tim, di cui è primo socio, Poste ha aperto vari tavoli. I risparmi attesi si aggirano sui cento milioni.
A inizio del prossimo anno, Poste attende, inoltre, completare la riorganizzazione con la creazione di un hub finanziario e la fusione di BancoPosta con PostePay. «A seguito di questa fusione deterremo il business energia e tlc a livello di capogruppo», ha detto l’ad, spiegando il progetto di creazione dell’hub finanziario. L’Intelligenza artificiale sarà cruciale nello sviluppo previsto. Nel servizio clienti ha permesso la riduzione dei costi del 30%. Sono attesi altri 30 milioni entro i prossimi quattro anni. Inoltre, sono stimati fino a circa 100 milioni di euro di risparmio annuo sui costi It.
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