Le botte a Barcellona ricadono sulle spalle di Sanchez - La Verità
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Le botte a Barcellona ricadono sulle spalle di Sanchez

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La tensione non accenna a diminuire in Catalogna. I danni causati dalle proteste indipendentiste avvenute la settimana scorsa ammonterebbero a circa 2,5 milioni di euro: una cifra che sembra comunque destinata a salire. A pochi giorni dalle elezioni politiche, che si terranno il prossimo 10 novembre, non è esattamente chiaro in che modo tale spinoso dossier influirà sulle imminenti votazioni.

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Anche la Spagna fa l’inciucio contronatura

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Pur di formare un esecutivo, il socialista Pedro Sanchez firma un accordo programmatico con Podemos di Pablo Iglesias, con cui si è scontrato fino a ieri. Un contratto fumoso, molto green e nuovi diritti. Ma ora dovrà trovare qualche «responsabile» per avere la maggioranza.
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«Non avevo prove, ma gli ho creduto». Così si danno i permessi agli stranieri

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La giudice Luciana Breggia che esamina le domande d'asilo a Firenze porta a Lampedusa uno spettacolo pro accoglienza E rivela dettagli inquietanti: «Un migrante sembrava vulnerabile, l'ho fatto restare anche senza riscontri».
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Tra Conte e Merkel è il solito bluff. «Sull’immigrazione intervenga l’Ue»

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La cancelliera a Roma con il premier, che chiede una gestione europea della crisi senza avanzare alcuna proposta concreta.
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Erdogan rimanda a casa i foreign fighters

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Ankara annuncia l'avvio dei rimpatri dei jihadisti nei paesi d'origine. Nelle carceri turche ve ne sono circa 1.200, di cui molti europei. Ad Alessandria condannata a 2 anni e 8 mesi per terrorismo Lara Bombonati, la donna italiana che aveva seguito il marito in Siria.
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La Spagna si risveglia sovranista

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Avanza il sovranismo in Spagna. Le ultime elezioni hanno prodotto un deciso cambiamento nel quadro politico iberico. Un quadro politico che resta tuttavia profondamente frammentato. Vincitrice risulta innanzitutto la forza sovranista Vox che - con il 15% dei voti - è diventata il terzo partito, raddoppiando il numero dei seggi e fagocitando di fatto buona parte degli elettori di Ciudadanos, compagine liberale che ha visto dimezzati i propri consensi (fermandosi al 7%).

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No. Il voto in Virginia e Kentucky non è un avviso di sfratto a Trump

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Le recenti consultazioni elettorali che si sono tenute negli Stati Uniti hanno portato molti analisti e commentatori a parlare di una dura sconfitta per Donald Trump. In effetti, a prima vista, le cose sembrerebbero stare proprio così. In Virginia, i democratici hanno riconquistato - dopo vent'anni - la maggioranza nell'assemblea legislativa, mentre in Kentucky - Stato in cui Trump nel 2016 aveva vinto con trenta punti di vantaggio - è stato sconfitto il governatore repubblicano uscente.

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Resta ancora un muro da abbattere: la censura sugli orrori dell’Urss

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Non solo gli intellettuali di regime, di «araldi» dell'utopia marxista è tuttora piena la nostra storiografia. Ecco perché, a 30 anni dal crollo della dittatura sovietica, è così difficile alzare la cortina su quell'incubo.