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2023-07-03
Il calcio italiano si aggrappa alle donne. Nazionale femminile pronta per i mondiali
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L'obiettivo minimo è superare il girone. L'obiettivo grande è confermare il quarto di finale del 2019. Il sogno è alzare l'asticella e stupire il mondo. Sono queste le ambizioni dell'Italia femminile alla vigilia della partenza per la Nuova Zelanda, dove il 20 luglio scatterà la nona edizione della coppa del mondo Fifa di calcio femminile, la terza per la nostra Nazionale dopo le partecipazioni a Cina 1991 e Francia 2019. In entrambe le circostanze il cammino proseguì fino ai quarti di finale, miglior risultato nella storia iridata per il nostro movimento femminile. Un piazzamento che se fosse confermato anche quest'anno, risulterebbe un successo, soprattutto dopo il poco brillante e deludente Europeo della scorsa estate che ha visto l'Italia eliminata nella fase a gironi, ultima dietro Francia, Belgio e Islanda.
In Australia e Nuova Zelanda, i due Pesi che ospiteranno la rassegna, le avversarie delle azzurre si chiameranno Argentina, Svezia e Sudafrica. L'esordio avverrà il 24 luglio alle ore 18 locali, le 8 del mattino in Italia, contro l'Albiceleste all'Eden Park di Auckland. Poi il 29 luglio alle 19:30 locali di Wellington sarà il turno delle scandinave, tra le favorite alla conquista del mondiale insieme a Stati Uniti (squadra campione in carica e ancora imbattuta nel 2023), Germania e Inghilterra. Il girone G si chiuderà il 2 agosto alle 19 locali, sempre a Wellington, contro il Sudafrica, nazionale che ha vinto la coppa d'Africa nel 2022. Quel giorno sapremo se l'avventura azzurra andrà avanti o si interromperà.
Intanto, per provare a fare meglio di dodici mesi fa e presentarsi in Nuova Zelanda al meglio, Milena Bertolini, che in molti danno all'ultimo grande appuntamento della sua carriera sulla panchina azzurra, ha puntato forte su un blocco di giocatrici che ha fatto bene nel corso della stagione appena conclusa, in particolare Roma e Juventus, con le giallorosse che hanno scucito lo scudetto dalla maglia bianconera dopo cinque titoli consecutivi. Dopo l'esclusione a sorpresa del capitano della Juventus Sara Gama, rimasta fuori dalle 32 pre-convocate per il ritiro di Brunico iniziato il 18 giugno, il ct ha sciolto gli ultimi dubbi dopo l'ultimo test amichevole disputato a Ferrara contro il Marocco, terminato 0-0. A rimanere fuori sono il portiere Katja Schroffenegger (Fiorentina), i difensori Julie Piga (Fc Fleury 91), Chiara Robustellini (Inter) e Valentina Bergamaschi (Milan), i centrocampisti Eva Schatzer (Juventus) e Flaminia Simonetti (Inter), e l'attaccante Martina Piemonte (Milan). Delle 25 selezionate, Beatrice Merlo (Inter) e Maria Luisa Filangeri (Sassuolo) rimarranno aggregate al gruppo per tutto il periodo di preparazione, con la possibilità di essere inserite nella lista ufficiale delle 23 entro il 10 luglio, in caso di infortunio dell'ultimo momento. Lista delle 23 di cui fanno parte i tre portieri Rachele Baldi (Fiorentina), Francesca Durante (Inter) e Laura Giuliani (Milan). Sette difensori: Elisa Bartoli (Roma), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Benedetta Orsi (Sassuolo) e Cecilia Salvai (Juventus). Sei centrocampisti: Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Giulia Dragoni (Barcellona), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma) ed Emma Severini (Fiorentina). Sette attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Benedetta Glionna (Roma) e Annamaria Serturini (Roma).
L'ultimo test contro la selezione marocchina, che a sua volta sarà impegnata per la prima volta in un mondiale ed è inserita nel gruppo H con Germania, Colombia e Corea del Sud, ha fornito alla Bertolini le indicazioni in vista dell'appuntamento mondiale. Il ct azzurro ha commentato così il match in conferenza stampa: «Mi sono piaciute le giovani che sono entrate e hanno debuttato. Le ragazze hanno provato a fare quello che ci eravamo detti, ma probabilmente al primo tempo avevamo una pesantezza fisica. È normale, abbiamo fatto due settimane molto intense di lavoro, e quindi il fatto di non essere state molto fluide nel gioco penso sia dipeso dall'aspetto fisico. E poi anche un po' di tensione, perché comunque è l'ultima partita prima di partire per il mondiale, le aspettative. Dobbiamo sicuramente essere più cattive, determinate e affamate sotto porta, perché quando hai le occasioni le devi concretizzare e al mondiale non ne avremo tante». Aspetto emotivo che giocherà un ruolo importante secondo la Bertolini:« La tensione ci sarà sicuramente perché vai a fare un mondiale in un contesto bellissimo e in stadi con tanta gente, però è chiaro che da questo punto di vista abbiamo anche una maturità diversa come gruppo squadra, perché abbiamo giocatrici che hanno giocato la Champions, hanno fatto partite importanti e un mondiale». L'Italia, che ha staccato il biglietto per il mondiale 2023 dopo aver vinto senza troppe preoccupazioni il proprio gruppo di qualificazione europeo, con nove vittorie e una sconfitta, partirà domani per Auckland, a 20 giorni esatti dall'esordio contro l'Argentina, per adattarsi al meglio al fuso orario e al clima, e svolgere l'ultima parte di preparazione.
Gillette e Figc insieme per promuovere il calcio femminile in Italia

Da sinistra: Manuela Giugliano, Lisa Boattin, Valentina Giacinti, Barbara Bonansea, Elena Linari e Laura Giuliani insieme ai loro papà
In Italia oggi una donna su dodici gioca a calcio e addirittura una su venti se si parla di bambine. Sono i dati emersi da una ricerca sul calcio femminile commissionata da Gillette e condotta dall'Istituto di ricerca sociale e di marketing Eumetra, considerando un campione di 1.000 persone maggiorenni. La ricerca pubblicata lo scorso maggio ha evidenziato anche come il 50% dei genitori ritenga che il calcio non sia una disciplina sportiva adatta alle bambine in quanto si tratta di uno sport di contatto. Questi numeri ci dicono che in Italia c'è ancora molto da fare, soprattutto a livello culturale, per dare spinta a un movimento che in alcuni Paesi è addirittura superiore a quello maschile.
È in questo contesto che si inserisce l'iniziativa di Gillette La passione per il calcio non fa distinzioni. Un progetto avviato nel mese di maggio in collaborazione con Figc, con l'obiettivo di rafforzare l'impegno e il sostegno verso le atlete di questo sport in generale, e le azzurre della Nazionale che parteciperanno alla coppa del mondo Fifa 2023, in programma dal 20 luglio al 20 agosto in Nuova Zelanda e Australia. Ma l'intenzione del brand leader della rasatura e della Federazione italiana giuoco calcio è anche quella di contribuire a generare un impatto culturale positivo rispetto al calcio femminile e sostenere quindi in maniera sempre più concreta la base del movimento italiano verso il superamento di pregiudizi ancora oggi radicati. Un modo per rivolgersi a chi oggi è genitore, soprattutto al pubblico maschile che giudica il calcio femminile sulla base di uno stereotipo sì diminuito negli ultimi anni, ma non ancora del tutto crollato, ovvero quello secondo qui il calcio sarebbe uno sport esclusivo per gli uomini. Così non è, come dimostrato da queste atlete arrivate ad alti livelli dopo anni e anni di lotte e sacrifici, valse il 1° luglio del 2022 il raggiungimento dello status di professioniste. Una data storica che fa da spartiacque nel mondo del calcio femminile italiano, arrivata anche grazie all'exploit fatto dalla Nazionale ai precedenti mondiali del 2019 in Francia, quando Milena Bertolini e le sue ragazze arrivarono a sorpresa fino ai quarti di finale. Oggi le azzurre occupano il 14° posto nel ranking mondiale: una posizione di assoluto rispetto e prestigio in una classifica che vede al comando gli Stati Uniti (campioni del mondo in carica), davanti alla Svezia (una delle tre avversarie dell'Italia nel girone G ai mondiali 2023), e alla Germania. A dare un contributo molto importante alla causa in questi ultimi anni sono stati anche i club che finalmente hanno deciso di investire anche nelle squadre femminili: ha cominciato la Juventus con infrastrutture, staff e giocatrici che hanno portato alla conquista di cinque scudetti consecutivi dal 2018 al 2022, tre Coppa Italia e tre Supercoppe italiane. Ma anche la Roma, campione d'Italia quest'anno, Milan, Inter, Fiorentina e Sassuolo, che non a caso rappresentano il bacino d'utenza per la nostra Nazionale.
Sempre nell'ambito dell'iniziativa La passione per il calcio non fa distinzioni, sabato 1° luglio - a un anno esatto dall'entrata in vigore del professionismo nel calcio femminile - Gillette è scesa letteralmente in campo a fianco delle ragazze in occasione di Italia-Marocco, l'ultima amichevole prima della partenza per i mondiali. Al Paolo Mazza di Ferrara, davanti a 3.600 spettatori, la azzurre hanno pareggiato 0-0 per poi dedicarsi a un momento davvero emozionante insieme ai loro papà. Papà che insieme alle famiglie hanno concorso in maniera positiva alla carriera delle ragazze sostenendole nella scelta di diventare calciatrici, e hanno potuto assistere alla partita per la prima volta da bordocampo. Gillette ha puntato forte su questa scelta per coinvolgere la figura del genitore e trasmettere il messaggio chiave del progetto, che oltre agli appassionati e ai praticanti di questo sport, si rivolge soprattutto alle famiglie e in particolare ai papà. Dell'iniziativa promossa da Gillette, fa parte anche la campagna social #tifapertuafiglia, in cui il brand e le calciatrici della Nazionale protagoniste del progetto - Lisa Boattin, Barbara Bonansea, Valentina Giacinti, Laura Giuliani, Manuela Giugliano, Elena Linari - hanno sfidato tutti i papà d’Italia a realizzare un video in cui giocano a calcio con la propria figlia, per vincere il viaggio in Nuova Zelanda e assistere a una partita della coppa del mondo 2023. Anche dopo i Mondiali, Gillette sosterrà il settore attraverso una serie di attività e iniziative sul territorio nazionale, con l’obiettivo di raccontare il mondo del calcio alle bambine e alle loro famiglie. A raccontarlo, durante la conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole contro il Marocco, è stato il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «In collaborazione con la Federazione e il Settore giovanile e scolastico organizzeremo dei "Play days" a partire da fine settembre dove inviteremo più di 2.000 bambine in tante regioni italiane a giocare a calcio per coltivare i talenti delle giocatrici di domani». Si tratterà di eventi che avranno l’obiettivo di favorire la relazione tra bambine, famiglie e società locali e che si svolgeranno all’interno delle scuole calcio con attività ludico-sportive come gioco-partita su campi ridotti e challenge con la palla. «Il nostro progetto ha due blocchi: il primo lavora insieme alla federazione e alla nazionale di calcio femminile per generare un contributo culturale positivo, l'altra parte del progetto consiste nel lavoro sul territorio per dare un aiuto concreto e far provare il calcio femminile a tante bambine che si stanno avvicinando a questo mondo» - ha spiegato Centanni - «Vogliamo dare un contributo di responsabilità sociale e celebrare, portando come esempio, le famiglie che hanno supportato le calciatrici che oggi sono qui e giocheranno una competizione come quella del mondiale e ispireranno le giocatrici del domani».
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Il 20 luglio scatta la rassegna iridata in Australia e Nuova Zelanda. Dopo l'ultimo test amichevole contro il Marocco a Ferrara, il ct Milena Bertolini ha scelto le 25 azzurre che domani partiranno per Auckland. Esordio il 24 contro l'Argentina, poi Svezia e Sudafrica.Con La passione per il calcio non fa distinzioni Gillette e Figc scendono in campo per abbattere lo stereotipo secondo cui il calcio in Italia è uno sport per soli maschi. Il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «Celebriamo le famiglie che hanno supportato le calciatrici che giocheranno il mondiale e ispireranno quelle del futuro».Lo speciale contiene due articoli.L'obiettivo minimo è superare il girone. L'obiettivo grande è confermare il quarto di finale del 2019. Il sogno è alzare l'asticella e stupire il mondo. Sono queste le ambizioni dell'Italia femminile alla vigilia della partenza per la Nuova Zelanda, dove il 20 luglio scatterà la nona edizione della coppa del mondo Fifa di calcio femminile, la terza per la nostra Nazionale dopo le partecipazioni a Cina 1991 e Francia 2019. In entrambe le circostanze il cammino proseguì fino ai quarti di finale, miglior risultato nella storia iridata per il nostro movimento femminile. Un piazzamento che se fosse confermato anche quest'anno, risulterebbe un successo, soprattutto dopo il poco brillante e deludente Europeo della scorsa estate che ha visto l'Italia eliminata nella fase a gironi, ultima dietro Francia, Belgio e Islanda.In Australia e Nuova Zelanda, i due Pesi che ospiteranno la rassegna, le avversarie delle azzurre si chiameranno Argentina, Svezia e Sudafrica. L'esordio avverrà il 24 luglio alle ore 18 locali, le 8 del mattino in Italia, contro l'Albiceleste all'Eden Park di Auckland. Poi il 29 luglio alle 19:30 locali di Wellington sarà il turno delle scandinave, tra le favorite alla conquista del mondiale insieme a Stati Uniti (squadra campione in carica e ancora imbattuta nel 2023), Germania e Inghilterra. Il girone G si chiuderà il 2 agosto alle 19 locali, sempre a Wellington, contro il Sudafrica, nazionale che ha vinto la coppa d'Africa nel 2022. Quel giorno sapremo se l'avventura azzurra andrà avanti o si interromperà.Intanto, per provare a fare meglio di dodici mesi fa e presentarsi in Nuova Zelanda al meglio, Milena Bertolini, che in molti danno all'ultimo grande appuntamento della sua carriera sulla panchina azzurra, ha puntato forte su un blocco di giocatrici che ha fatto bene nel corso della stagione appena conclusa, in particolare Roma e Juventus, con le giallorosse che hanno scucito lo scudetto dalla maglia bianconera dopo cinque titoli consecutivi. Dopo l'esclusione a sorpresa del capitano della Juventus Sara Gama, rimasta fuori dalle 32 pre-convocate per il ritiro di Brunico iniziato il 18 giugno, il ct ha sciolto gli ultimi dubbi dopo l'ultimo test amichevole disputato a Ferrara contro il Marocco, terminato 0-0. A rimanere fuori sono il portiere Katja Schroffenegger (Fiorentina), i difensori Julie Piga (Fc Fleury 91), Chiara Robustellini (Inter) e Valentina Bergamaschi (Milan), i centrocampisti Eva Schatzer (Juventus) e Flaminia Simonetti (Inter), e l'attaccante Martina Piemonte (Milan). Delle 25 selezionate, Beatrice Merlo (Inter) e Maria Luisa Filangeri (Sassuolo) rimarranno aggregate al gruppo per tutto il periodo di preparazione, con la possibilità di essere inserite nella lista ufficiale delle 23 entro il 10 luglio, in caso di infortunio dell'ultimo momento. Lista delle 23 di cui fanno parte i tre portieri Rachele Baldi (Fiorentina), Francesca Durante (Inter) e Laura Giuliani (Milan). Sette difensori: Elisa Bartoli (Roma), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Benedetta Orsi (Sassuolo) e Cecilia Salvai (Juventus). Sei centrocampisti: Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Giulia Dragoni (Barcellona), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma) ed Emma Severini (Fiorentina). Sette attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Benedetta Glionna (Roma) e Annamaria Serturini (Roma).L'ultimo test contro la selezione marocchina, che a sua volta sarà impegnata per la prima volta in un mondiale ed è inserita nel gruppo H con Germania, Colombia e Corea del Sud, ha fornito alla Bertolini le indicazioni in vista dell'appuntamento mondiale. Il ct azzurro ha commentato così il match in conferenza stampa: «Mi sono piaciute le giovani che sono entrate e hanno debuttato. Le ragazze hanno provato a fare quello che ci eravamo detti, ma probabilmente al primo tempo avevamo una pesantezza fisica. È normale, abbiamo fatto due settimane molto intense di lavoro, e quindi il fatto di non essere state molto fluide nel gioco penso sia dipeso dall'aspetto fisico. E poi anche un po' di tensione, perché comunque è l'ultima partita prima di partire per il mondiale, le aspettative. Dobbiamo sicuramente essere più cattive, determinate e affamate sotto porta, perché quando hai le occasioni le devi concretizzare e al mondiale non ne avremo tante». Aspetto emotivo che giocherà un ruolo importante secondo la Bertolini:« La tensione ci sarà sicuramente perché vai a fare un mondiale in un contesto bellissimo e in stadi con tanta gente, però è chiaro che da questo punto di vista abbiamo anche una maturità diversa come gruppo squadra, perché abbiamo giocatrici che hanno giocato la Champions, hanno fatto partite importanti e un mondiale». L'Italia, che ha staccato il biglietto per il mondiale 2023 dopo aver vinto senza troppe preoccupazioni il proprio gruppo di qualificazione europeo, con nove vittorie e una sconfitta, partirà domani per Auckland, a 20 giorni esatti dall'esordio contro l'Argentina, per adattarsi al meglio al fuso orario e al clima, e svolgere l'ultima parte di preparazione.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/calcio-femminile-italia-mondiale-2023-2662217767.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="gillette-e-figc-insieme-per-promuovere-il-calcio-femminile-in-italia" data-post-id="2662217767" data-published-at="1688399149" data-use-pagination="False"> Gillette e Figc insieme per promuovere il calcio femminile in Italia Da sinistra: Manuela Giugliano, Lisa Boattin, Valentina Giacinti, Barbara Bonansea, Elena Linari e Laura Giuliani insieme ai loro papà In Italia oggi una donna su dodici gioca a calcio e addirittura una su venti se si parla di bambine. Sono i dati emersi da una ricerca sul calcio femminile commissionata da Gillette e condotta dall'Istituto di ricerca sociale e di marketing Eumetra, considerando un campione di 1.000 persone maggiorenni. La ricerca pubblicata lo scorso maggio ha evidenziato anche come il 50% dei genitori ritenga che il calcio non sia una disciplina sportiva adatta alle bambine in quanto si tratta di uno sport di contatto. Questi numeri ci dicono che in Italia c'è ancora molto da fare, soprattutto a livello culturale, per dare spinta a un movimento che in alcuni Paesi è addirittura superiore a quello maschile.È in questo contesto che si inserisce l'iniziativa di Gillette La passione per il calcio non fa distinzioni. Un progetto avviato nel mese di maggio in collaborazione con Figc, con l'obiettivo di rafforzare l'impegno e il sostegno verso le atlete di questo sport in generale, e le azzurre della Nazionale che parteciperanno alla coppa del mondo Fifa 2023, in programma dal 20 luglio al 20 agosto in Nuova Zelanda e Australia. Ma l'intenzione del brand leader della rasatura e della Federazione italiana giuoco calcio è anche quella di contribuire a generare un impatto culturale positivo rispetto al calcio femminile e sostenere quindi in maniera sempre più concreta la base del movimento italiano verso il superamento di pregiudizi ancora oggi radicati. Un modo per rivolgersi a chi oggi è genitore, soprattutto al pubblico maschile che giudica il calcio femminile sulla base di uno stereotipo sì diminuito negli ultimi anni, ma non ancora del tutto crollato, ovvero quello secondo qui il calcio sarebbe uno sport esclusivo per gli uomini. Così non è, come dimostrato da queste atlete arrivate ad alti livelli dopo anni e anni di lotte e sacrifici, valse il 1° luglio del 2022 il raggiungimento dello status di professioniste. Una data storica che fa da spartiacque nel mondo del calcio femminile italiano, arrivata anche grazie all'exploit fatto dalla Nazionale ai precedenti mondiali del 2019 in Francia, quando Milena Bertolini e le sue ragazze arrivarono a sorpresa fino ai quarti di finale. Oggi le azzurre occupano il 14° posto nel ranking mondiale: una posizione di assoluto rispetto e prestigio in una classifica che vede al comando gli Stati Uniti (campioni del mondo in carica), davanti alla Svezia (una delle tre avversarie dell'Italia nel girone G ai mondiali 2023), e alla Germania. A dare un contributo molto importante alla causa in questi ultimi anni sono stati anche i club che finalmente hanno deciso di investire anche nelle squadre femminili: ha cominciato la Juventus con infrastrutture, staff e giocatrici che hanno portato alla conquista di cinque scudetti consecutivi dal 2018 al 2022, tre Coppa Italia e tre Supercoppe italiane. Ma anche la Roma, campione d'Italia quest'anno, Milan, Inter, Fiorentina e Sassuolo, che non a caso rappresentano il bacino d'utenza per la nostra Nazionale.Sempre nell'ambito dell'iniziativa La passione per il calcio non fa distinzioni, sabato 1° luglio - a un anno esatto dall'entrata in vigore del professionismo nel calcio femminile - Gillette è scesa letteralmente in campo a fianco delle ragazze in occasione di Italia-Marocco, l'ultima amichevole prima della partenza per i mondiali. Al Paolo Mazza di Ferrara, davanti a 3.600 spettatori, la azzurre hanno pareggiato 0-0 per poi dedicarsi a un momento davvero emozionante insieme ai loro papà. Papà che insieme alle famiglie hanno concorso in maniera positiva alla carriera delle ragazze sostenendole nella scelta di diventare calciatrici, e hanno potuto assistere alla partita per la prima volta da bordocampo. Gillette ha puntato forte su questa scelta per coinvolgere la figura del genitore e trasmettere il messaggio chiave del progetto, che oltre agli appassionati e ai praticanti di questo sport, si rivolge soprattutto alle famiglie e in particolare ai papà. Dell'iniziativa promossa da Gillette, fa parte anche la campagna social #tifapertuafiglia, in cui il brand e le calciatrici della Nazionale protagoniste del progetto - Lisa Boattin, Barbara Bonansea, Valentina Giacinti, Laura Giuliani, Manuela Giugliano, Elena Linari - hanno sfidato tutti i papà d’Italia a realizzare un video in cui giocano a calcio con la propria figlia, per vincere il viaggio in Nuova Zelanda e assistere a una partita della coppa del mondo 2023. Anche dopo i Mondiali, Gillette sosterrà il settore attraverso una serie di attività e iniziative sul territorio nazionale, con l’obiettivo di raccontare il mondo del calcio alle bambine e alle loro famiglie. A raccontarlo, durante la conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole contro il Marocco, è stato il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «In collaborazione con la Federazione e il Settore giovanile e scolastico organizzeremo dei "Play days" a partire da fine settembre dove inviteremo più di 2.000 bambine in tante regioni italiane a giocare a calcio per coltivare i talenti delle giocatrici di domani». Si tratterà di eventi che avranno l’obiettivo di favorire la relazione tra bambine, famiglie e società locali e che si svolgeranno all’interno delle scuole calcio con attività ludico-sportive come gioco-partita su campi ridotti e challenge con la palla. «Il nostro progetto ha due blocchi: il primo lavora insieme alla federazione e alla nazionale di calcio femminile per generare un contributo culturale positivo, l'altra parte del progetto consiste nel lavoro sul territorio per dare un aiuto concreto e far provare il calcio femminile a tante bambine che si stanno avvicinando a questo mondo» - ha spiegato Centanni - «Vogliamo dare un contributo di responsabilità sociale e celebrare, portando come esempio, le famiglie che hanno supportato le calciatrici che oggi sono qui e giocheranno una competizione come quella del mondiale e ispireranno le giocatrici del domani».
Nel riquadro il manifesto di Pro vita & famiglia (iStock)
Il Comune di Reggio Calabria ha fatto bene censurare i manifesti antiabortisti di Pro vita e famiglia: così ha stabilito il Tar della Calabria, con una sentenza emessa martedì contro la quale l’associazione pro life guidata da Toni Brandi e Jacopo Coghe intende ricorrere e che, a ben vedere, presenta dei profili paradossali. Ma facciamo un passo indietro, riepilogando brevemente la vicenda. Il 10 febbraio 2021 Pro vita inoltrava al Servizio affissioni del Comune di Reggio Calabria la richiesta di affissione di 100 manifesti, - raffiguranti l’attivista pro life Anna Bonetti con un cartello - specificando come in essi fosse contenuta la seguente frase: «Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stop aborto».
La richiesta è stata approvata e così i cartelloni sono stati subito affissi dalla società gestrice del relativo servizio. Tuttavia, già il giorno dopo i manifesti sono stati rimossi dalla società stessa. Il motivo? Con una semplice email – senza cioè alcun confronto né controllo preventivo - l’Assessore comunale alle Pari opportunità e Politiche di genere aveva richiesto al gestore del Servizio di affissioni pubbliche l’oscuramento dei manifesti «perché in contrasto con quanto contenuto nel regolamento comunale».
Pro vita ha così fatto ricorso al Tar e, nelle scorse ore, è arrivata una sentenza che ha dato ragione al Comune; e lo ha fatto in modo assai singolare, cioè appoggiandosi all’articolo 23 comma 4 bis del Codice della strada, introdotto dal decreto legge 10 settembre 2021, n. 121, entrato in vigore l'11 settembre 2021, e successivamente convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 15. Ora, come si può giustificare una censura con una norma che nel febbraio 2021 non c’era? Se lo chiede Pro vita, che se da un lato studia delle contromisure – già nel dicembre 2025 sono ricorsi alla Corte europea dei diritti umani contro due sentenze simili del Consiglio di Stato -, dall’altro richama l’attenzione del Parlamento e del centrodestra sulla citata normativa del Codice della strada, ritenuta un ddl Zan mascherato e da modificare.
In effetti, il citato articolo 23, vietando messaggi contrari agli «stereotipi di genere», ai «messaggi sessisti» e «all’identità di genere», offre la sponda a tanti bavagli. «Con la scusa di combattere sessismo e violenza, si apre la porta alla censura ideologica e a un pericoloso arbitrio amministrativo», ha dichiarato Toni Brandi alla Verità, aggiungendo che «formule come “stereotipi di genere offensivi” e “identità di genere” peccano di una grave indeterminatezza precettiva: sono concetti vaghi e soggettivi che permettono di colpire chiunque difenda la famiglia, la maternità e la realtà biologica». Di conseguenza, secondo il presidente di Pro vita e famiglia è «inaccettabile che sulle strade si vietino messaggi legittimi e pacifici in nome del politicamente corretto
«La sicurezza stradale, che dovrebbe occuparsi di incolumità e circolazione», ha altresì evidenziato Brandi, «è stata trasformata in un cavallo di Troia per zittire chi non si allinea al pensiero unico, come dimostrato dai numerosi casi di affissioni di Pro vita & famiglia rimosse o silenziate da amministrazioni di centrosinistra». Grazie anche al solito aiutino della magistratura.
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Francesca Pascale e Simone Pillon si confrontano sui temi cari alla coalizione di governo prendendo le mosse dall'uscita del generale Vannacci dal partito di Matteo Salvini.
Il presidente della Polonia Karol Nawrocki (Ansa)
Il presidente ha colto l’occasione della visita nella storica università per presentare una proposta di programma per l’Unione europea. Nawrocki ha cominciato parlando della situazione attuale dell’Ue dove agiscono forze che spingono per «creare un’Unione europea più centralizzata, usando la federalizzazione come camuffamento per nascondere questo processo. L’essenza di questo processo è privare gli Stati membri, a eccezione dei due Stati più grandi, della loro sovranità; indebolire le loro democrazie nazionali consentendo loro di essere messi in minoranza nell’Ue, privandoli così del loro ruolo di «padroni dei Trattati»; abolire il principio secondo cui l’Ue possiede solo le competenze che le sono conferite dagli Stati membri nei trattati; riconoscere che l’Ue può attribuirsi competenze e affermare la supremazia della sovranità delle istituzioni dell’Ue su quella degli Stati membri». Tutto questo non era previsto nei Trattati fondanti dell’Unione. Secondo Nawrocki la più grande minaccia per l’Ue è «la volontà del più forte di dominare i partner più deboli. Pertanto, rifiutiamo il progetto di centralizzazione dell’Ue». Perciò delle questioni che riguardano il sistema politico e il futuro dell’Europa dovrebbero decidere «i presidenti, i governi e i parlamenti» che hanno il vero mandato democratico» e «non la Commissione europea e le sue istituzioni subordinate, che non sono rappresentative della diversità delle correnti politiche europee e sono composte secondo criteri ideologici».
Ma il presidente non si è limitato alla critica ma ha lanciato un programma polacco per il futuro dell’Unione europea, che parte da un presupposto fondamentale: «I padroni dei trattati e i sovrani che decidono la forma dell’integrazione europea sono, e devono rimanere, gli Stati membri, in quanto uniche democrazie europee funzionanti». Successivamente Nawrocki fa una premessa riguardante la concezione del popolo in Europa: «Non esiste un demos (popolo) europeo; la sua esistenza non può essere decretata, e senza un demos non c’è democrazia. Nella visione polacca dell’Ue, gli unici sovrani rimangono le nazioni […] Tentare di eliminarle - come vorrebbero i centralisti europei - porterà solo a conflitti e disgrazie».
Per questo motivo bisogna arrestare e invertire lo sfavorevole processo di centralizzazione dell’Ue. Per farlo Nawrocki propone in primo luogo, «il mantenimento del principio dell’unanimità in quegli ambiti del processo decisionale dell’Ue in cui è attualmente applicato». In secondo luogo, bisognerebbe «mantenere il principio «uno Stato - un commissario» nella struttura della Commissione europea, secondo il quale ogni Paese dell’Unione europea, anche il più piccolo, deve avere un proprio commissario designato nel massimo organo amministrativo dell’Ue, vietando al contempo la nomina di individui alle più alte cariche dell’Ue senza la raccomandazione del governo del Paese d’origine».
In terzo luogo, «la Polonia sostiene il ripristino della presidenza al capo dell’esecutivo dello Stato membro che attualmente detiene la presidenza dell’Ue, riportandola così alla natura pre-Lisbona. Pertanto, la Polonia propone anche di abolire la carica di presidente del Consiglio europeo. Il presidente del Consiglio deve, come in precedenza, essere il presidente, il primo ministro o il cancelliere del proprio Paese: un politico con un mandato democratico e una propria base politica, non un funzionario burocratico dipendente dal sostegno delle maggiori potenze dell’Ue. Mentre la natura rotazionale di questa carica conferiva a ciascun Stato membro un’influenza dominante periodica sul funzionamento del Consiglio europeo, il sistema attuale garantisce il predominio permanente delle “potenze centrali” dell’Ue e marginalizza le altre. Lo stesso vale per il Consiglio di politica estera dell’Ue, presieduto da un funzionario dipendente dalle maggiori potenze che non ha un mandato democratico, anziché dal ministro degli Esteri del Paese che detiene la presidenza». Il quarto punto: «la Polonia sostiene l’adeguamento del sistema di voto nel Consiglio dell’Ue per eliminare l’eccessiva predominanza dei grandi Stati dell’unione. Per mantenere il sostegno delle nazioni più piccole al processo di integrazione europea, queste nazioni devono avere una reale influenza sulle decisioni». Finalmente Nawrocki propone di «basare il funzionamento dell’Ue su principi pragmatici - senza pressioni ideologiche - limitando le competenze delle istituzioni dell’Ue a specifiche aree o sfide non ideologiche, come lo sviluppo economico o il declino demografico; limitando così gli ambiti di competenza delle istituzioni europee a quelli in cui le possibilità di efficacia sono significative. Ciò richiede l’abbandono di ambizioni eccessive di regolamentare l’intera vita degli Stati membri e dei loro cittadini e l’abbandono dell’intenzione di plasmare tutti gli aspetti della politica, talvolta aggirando o violando la volontà dei cittadini».
Nawrocki ha sottolineato anche una cosa fondamentale, cioè che «la Polonia ha una propria visione dell’Ue e ne ha diritto. Ha il diritto di promuovere la diffusione e l’adozione di questa visione. Questa è la natura della democrazia».
Leggendo il programma del presidente polacco per la riforma dell’Unione mi chiedo perché le sue proposte non vengono discusse nell’ambito europeo, perché non vengono condivise dai politici conservatori, dai partiti di destra, dagli ambienti che si dichiarano patriottici in altri Paesi dell’Europa?
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