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2023-07-03
Il calcio italiano si aggrappa alle donne. Nazionale femminile pronta per i mondiali
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L'obiettivo minimo è superare il girone. L'obiettivo grande è confermare il quarto di finale del 2019. Il sogno è alzare l'asticella e stupire il mondo. Sono queste le ambizioni dell'Italia femminile alla vigilia della partenza per la Nuova Zelanda, dove il 20 luglio scatterà la nona edizione della coppa del mondo Fifa di calcio femminile, la terza per la nostra Nazionale dopo le partecipazioni a Cina 1991 e Francia 2019. In entrambe le circostanze il cammino proseguì fino ai quarti di finale, miglior risultato nella storia iridata per il nostro movimento femminile. Un piazzamento che se fosse confermato anche quest'anno, risulterebbe un successo, soprattutto dopo il poco brillante e deludente Europeo della scorsa estate che ha visto l'Italia eliminata nella fase a gironi, ultima dietro Francia, Belgio e Islanda.
In Australia e Nuova Zelanda, i due Pesi che ospiteranno la rassegna, le avversarie delle azzurre si chiameranno Argentina, Svezia e Sudafrica. L'esordio avverrà il 24 luglio alle ore 18 locali, le 8 del mattino in Italia, contro l'Albiceleste all'Eden Park di Auckland. Poi il 29 luglio alle 19:30 locali di Wellington sarà il turno delle scandinave, tra le favorite alla conquista del mondiale insieme a Stati Uniti (squadra campione in carica e ancora imbattuta nel 2023), Germania e Inghilterra. Il girone G si chiuderà il 2 agosto alle 19 locali, sempre a Wellington, contro il Sudafrica, nazionale che ha vinto la coppa d'Africa nel 2022. Quel giorno sapremo se l'avventura azzurra andrà avanti o si interromperà.
Intanto, per provare a fare meglio di dodici mesi fa e presentarsi in Nuova Zelanda al meglio, Milena Bertolini, che in molti danno all'ultimo grande appuntamento della sua carriera sulla panchina azzurra, ha puntato forte su un blocco di giocatrici che ha fatto bene nel corso della stagione appena conclusa, in particolare Roma e Juventus, con le giallorosse che hanno scucito lo scudetto dalla maglia bianconera dopo cinque titoli consecutivi. Dopo l'esclusione a sorpresa del capitano della Juventus Sara Gama, rimasta fuori dalle 32 pre-convocate per il ritiro di Brunico iniziato il 18 giugno, il ct ha sciolto gli ultimi dubbi dopo l'ultimo test amichevole disputato a Ferrara contro il Marocco, terminato 0-0. A rimanere fuori sono il portiere Katja Schroffenegger (Fiorentina), i difensori Julie Piga (Fc Fleury 91), Chiara Robustellini (Inter) e Valentina Bergamaschi (Milan), i centrocampisti Eva Schatzer (Juventus) e Flaminia Simonetti (Inter), e l'attaccante Martina Piemonte (Milan). Delle 25 selezionate, Beatrice Merlo (Inter) e Maria Luisa Filangeri (Sassuolo) rimarranno aggregate al gruppo per tutto il periodo di preparazione, con la possibilità di essere inserite nella lista ufficiale delle 23 entro il 10 luglio, in caso di infortunio dell'ultimo momento. Lista delle 23 di cui fanno parte i tre portieri Rachele Baldi (Fiorentina), Francesca Durante (Inter) e Laura Giuliani (Milan). Sette difensori: Elisa Bartoli (Roma), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Benedetta Orsi (Sassuolo) e Cecilia Salvai (Juventus). Sei centrocampisti: Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Giulia Dragoni (Barcellona), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma) ed Emma Severini (Fiorentina). Sette attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Benedetta Glionna (Roma) e Annamaria Serturini (Roma).
L'ultimo test contro la selezione marocchina, che a sua volta sarà impegnata per la prima volta in un mondiale ed è inserita nel gruppo H con Germania, Colombia e Corea del Sud, ha fornito alla Bertolini le indicazioni in vista dell'appuntamento mondiale. Il ct azzurro ha commentato così il match in conferenza stampa: «Mi sono piaciute le giovani che sono entrate e hanno debuttato. Le ragazze hanno provato a fare quello che ci eravamo detti, ma probabilmente al primo tempo avevamo una pesantezza fisica. È normale, abbiamo fatto due settimane molto intense di lavoro, e quindi il fatto di non essere state molto fluide nel gioco penso sia dipeso dall'aspetto fisico. E poi anche un po' di tensione, perché comunque è l'ultima partita prima di partire per il mondiale, le aspettative. Dobbiamo sicuramente essere più cattive, determinate e affamate sotto porta, perché quando hai le occasioni le devi concretizzare e al mondiale non ne avremo tante». Aspetto emotivo che giocherà un ruolo importante secondo la Bertolini:« La tensione ci sarà sicuramente perché vai a fare un mondiale in un contesto bellissimo e in stadi con tanta gente, però è chiaro che da questo punto di vista abbiamo anche una maturità diversa come gruppo squadra, perché abbiamo giocatrici che hanno giocato la Champions, hanno fatto partite importanti e un mondiale». L'Italia, che ha staccato il biglietto per il mondiale 2023 dopo aver vinto senza troppe preoccupazioni il proprio gruppo di qualificazione europeo, con nove vittorie e una sconfitta, partirà domani per Auckland, a 20 giorni esatti dall'esordio contro l'Argentina, per adattarsi al meglio al fuso orario e al clima, e svolgere l'ultima parte di preparazione.
Gillette e Figc insieme per promuovere il calcio femminile in Italia

Da sinistra: Manuela Giugliano, Lisa Boattin, Valentina Giacinti, Barbara Bonansea, Elena Linari e Laura Giuliani insieme ai loro papà
In Italia oggi una donna su dodici gioca a calcio e addirittura una su venti se si parla di bambine. Sono i dati emersi da una ricerca sul calcio femminile commissionata da Gillette e condotta dall'Istituto di ricerca sociale e di marketing Eumetra, considerando un campione di 1.000 persone maggiorenni. La ricerca pubblicata lo scorso maggio ha evidenziato anche come il 50% dei genitori ritenga che il calcio non sia una disciplina sportiva adatta alle bambine in quanto si tratta di uno sport di contatto. Questi numeri ci dicono che in Italia c'è ancora molto da fare, soprattutto a livello culturale, per dare spinta a un movimento che in alcuni Paesi è addirittura superiore a quello maschile.
È in questo contesto che si inserisce l'iniziativa di Gillette La passione per il calcio non fa distinzioni. Un progetto avviato nel mese di maggio in collaborazione con Figc, con l'obiettivo di rafforzare l'impegno e il sostegno verso le atlete di questo sport in generale, e le azzurre della Nazionale che parteciperanno alla coppa del mondo Fifa 2023, in programma dal 20 luglio al 20 agosto in Nuova Zelanda e Australia. Ma l'intenzione del brand leader della rasatura e della Federazione italiana giuoco calcio è anche quella di contribuire a generare un impatto culturale positivo rispetto al calcio femminile e sostenere quindi in maniera sempre più concreta la base del movimento italiano verso il superamento di pregiudizi ancora oggi radicati. Un modo per rivolgersi a chi oggi è genitore, soprattutto al pubblico maschile che giudica il calcio femminile sulla base di uno stereotipo sì diminuito negli ultimi anni, ma non ancora del tutto crollato, ovvero quello secondo qui il calcio sarebbe uno sport esclusivo per gli uomini. Così non è, come dimostrato da queste atlete arrivate ad alti livelli dopo anni e anni di lotte e sacrifici, valse il 1° luglio del 2022 il raggiungimento dello status di professioniste. Una data storica che fa da spartiacque nel mondo del calcio femminile italiano, arrivata anche grazie all'exploit fatto dalla Nazionale ai precedenti mondiali del 2019 in Francia, quando Milena Bertolini e le sue ragazze arrivarono a sorpresa fino ai quarti di finale. Oggi le azzurre occupano il 14° posto nel ranking mondiale: una posizione di assoluto rispetto e prestigio in una classifica che vede al comando gli Stati Uniti (campioni del mondo in carica), davanti alla Svezia (una delle tre avversarie dell'Italia nel girone G ai mondiali 2023), e alla Germania. A dare un contributo molto importante alla causa in questi ultimi anni sono stati anche i club che finalmente hanno deciso di investire anche nelle squadre femminili: ha cominciato la Juventus con infrastrutture, staff e giocatrici che hanno portato alla conquista di cinque scudetti consecutivi dal 2018 al 2022, tre Coppa Italia e tre Supercoppe italiane. Ma anche la Roma, campione d'Italia quest'anno, Milan, Inter, Fiorentina e Sassuolo, che non a caso rappresentano il bacino d'utenza per la nostra Nazionale.
Sempre nell'ambito dell'iniziativa La passione per il calcio non fa distinzioni, sabato 1° luglio - a un anno esatto dall'entrata in vigore del professionismo nel calcio femminile - Gillette è scesa letteralmente in campo a fianco delle ragazze in occasione di Italia-Marocco, l'ultima amichevole prima della partenza per i mondiali. Al Paolo Mazza di Ferrara, davanti a 3.600 spettatori, la azzurre hanno pareggiato 0-0 per poi dedicarsi a un momento davvero emozionante insieme ai loro papà. Papà che insieme alle famiglie hanno concorso in maniera positiva alla carriera delle ragazze sostenendole nella scelta di diventare calciatrici, e hanno potuto assistere alla partita per la prima volta da bordocampo. Gillette ha puntato forte su questa scelta per coinvolgere la figura del genitore e trasmettere il messaggio chiave del progetto, che oltre agli appassionati e ai praticanti di questo sport, si rivolge soprattutto alle famiglie e in particolare ai papà. Dell'iniziativa promossa da Gillette, fa parte anche la campagna social #tifapertuafiglia, in cui il brand e le calciatrici della Nazionale protagoniste del progetto - Lisa Boattin, Barbara Bonansea, Valentina Giacinti, Laura Giuliani, Manuela Giugliano, Elena Linari - hanno sfidato tutti i papà d’Italia a realizzare un video in cui giocano a calcio con la propria figlia, per vincere il viaggio in Nuova Zelanda e assistere a una partita della coppa del mondo 2023. Anche dopo i Mondiali, Gillette sosterrà il settore attraverso una serie di attività e iniziative sul territorio nazionale, con l’obiettivo di raccontare il mondo del calcio alle bambine e alle loro famiglie. A raccontarlo, durante la conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole contro il Marocco, è stato il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «In collaborazione con la Federazione e il Settore giovanile e scolastico organizzeremo dei "Play days" a partire da fine settembre dove inviteremo più di 2.000 bambine in tante regioni italiane a giocare a calcio per coltivare i talenti delle giocatrici di domani». Si tratterà di eventi che avranno l’obiettivo di favorire la relazione tra bambine, famiglie e società locali e che si svolgeranno all’interno delle scuole calcio con attività ludico-sportive come gioco-partita su campi ridotti e challenge con la palla. «Il nostro progetto ha due blocchi: il primo lavora insieme alla federazione e alla nazionale di calcio femminile per generare un contributo culturale positivo, l'altra parte del progetto consiste nel lavoro sul territorio per dare un aiuto concreto e far provare il calcio femminile a tante bambine che si stanno avvicinando a questo mondo» - ha spiegato Centanni - «Vogliamo dare un contributo di responsabilità sociale e celebrare, portando come esempio, le famiglie che hanno supportato le calciatrici che oggi sono qui e giocheranno una competizione come quella del mondiale e ispireranno le giocatrici del domani».
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Il 20 luglio scatta la rassegna iridata in Australia e Nuova Zelanda. Dopo l'ultimo test amichevole contro il Marocco a Ferrara, il ct Milena Bertolini ha scelto le 25 azzurre che domani partiranno per Auckland. Esordio il 24 contro l'Argentina, poi Svezia e Sudafrica.Con La passione per il calcio non fa distinzioni Gillette e Figc scendono in campo per abbattere lo stereotipo secondo cui il calcio in Italia è uno sport per soli maschi. Il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «Celebriamo le famiglie che hanno supportato le calciatrici che giocheranno il mondiale e ispireranno quelle del futuro».Lo speciale contiene due articoli.L'obiettivo minimo è superare il girone. L'obiettivo grande è confermare il quarto di finale del 2019. Il sogno è alzare l'asticella e stupire il mondo. Sono queste le ambizioni dell'Italia femminile alla vigilia della partenza per la Nuova Zelanda, dove il 20 luglio scatterà la nona edizione della coppa del mondo Fifa di calcio femminile, la terza per la nostra Nazionale dopo le partecipazioni a Cina 1991 e Francia 2019. In entrambe le circostanze il cammino proseguì fino ai quarti di finale, miglior risultato nella storia iridata per il nostro movimento femminile. Un piazzamento che se fosse confermato anche quest'anno, risulterebbe un successo, soprattutto dopo il poco brillante e deludente Europeo della scorsa estate che ha visto l'Italia eliminata nella fase a gironi, ultima dietro Francia, Belgio e Islanda.In Australia e Nuova Zelanda, i due Pesi che ospiteranno la rassegna, le avversarie delle azzurre si chiameranno Argentina, Svezia e Sudafrica. L'esordio avverrà il 24 luglio alle ore 18 locali, le 8 del mattino in Italia, contro l'Albiceleste all'Eden Park di Auckland. Poi il 29 luglio alle 19:30 locali di Wellington sarà il turno delle scandinave, tra le favorite alla conquista del mondiale insieme a Stati Uniti (squadra campione in carica e ancora imbattuta nel 2023), Germania e Inghilterra. Il girone G si chiuderà il 2 agosto alle 19 locali, sempre a Wellington, contro il Sudafrica, nazionale che ha vinto la coppa d'Africa nel 2022. Quel giorno sapremo se l'avventura azzurra andrà avanti o si interromperà.Intanto, per provare a fare meglio di dodici mesi fa e presentarsi in Nuova Zelanda al meglio, Milena Bertolini, che in molti danno all'ultimo grande appuntamento della sua carriera sulla panchina azzurra, ha puntato forte su un blocco di giocatrici che ha fatto bene nel corso della stagione appena conclusa, in particolare Roma e Juventus, con le giallorosse che hanno scucito lo scudetto dalla maglia bianconera dopo cinque titoli consecutivi. Dopo l'esclusione a sorpresa del capitano della Juventus Sara Gama, rimasta fuori dalle 32 pre-convocate per il ritiro di Brunico iniziato il 18 giugno, il ct ha sciolto gli ultimi dubbi dopo l'ultimo test amichevole disputato a Ferrara contro il Marocco, terminato 0-0. A rimanere fuori sono il portiere Katja Schroffenegger (Fiorentina), i difensori Julie Piga (Fc Fleury 91), Chiara Robustellini (Inter) e Valentina Bergamaschi (Milan), i centrocampisti Eva Schatzer (Juventus) e Flaminia Simonetti (Inter), e l'attaccante Martina Piemonte (Milan). Delle 25 selezionate, Beatrice Merlo (Inter) e Maria Luisa Filangeri (Sassuolo) rimarranno aggregate al gruppo per tutto il periodo di preparazione, con la possibilità di essere inserite nella lista ufficiale delle 23 entro il 10 luglio, in caso di infortunio dell'ultimo momento. Lista delle 23 di cui fanno parte i tre portieri Rachele Baldi (Fiorentina), Francesca Durante (Inter) e Laura Giuliani (Milan). Sette difensori: Elisa Bartoli (Roma), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Benedetta Orsi (Sassuolo) e Cecilia Salvai (Juventus). Sei centrocampisti: Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Giulia Dragoni (Barcellona), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma) ed Emma Severini (Fiorentina). Sette attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Benedetta Glionna (Roma) e Annamaria Serturini (Roma).L'ultimo test contro la selezione marocchina, che a sua volta sarà impegnata per la prima volta in un mondiale ed è inserita nel gruppo H con Germania, Colombia e Corea del Sud, ha fornito alla Bertolini le indicazioni in vista dell'appuntamento mondiale. Il ct azzurro ha commentato così il match in conferenza stampa: «Mi sono piaciute le giovani che sono entrate e hanno debuttato. Le ragazze hanno provato a fare quello che ci eravamo detti, ma probabilmente al primo tempo avevamo una pesantezza fisica. È normale, abbiamo fatto due settimane molto intense di lavoro, e quindi il fatto di non essere state molto fluide nel gioco penso sia dipeso dall'aspetto fisico. E poi anche un po' di tensione, perché comunque è l'ultima partita prima di partire per il mondiale, le aspettative. Dobbiamo sicuramente essere più cattive, determinate e affamate sotto porta, perché quando hai le occasioni le devi concretizzare e al mondiale non ne avremo tante». Aspetto emotivo che giocherà un ruolo importante secondo la Bertolini:« La tensione ci sarà sicuramente perché vai a fare un mondiale in un contesto bellissimo e in stadi con tanta gente, però è chiaro che da questo punto di vista abbiamo anche una maturità diversa come gruppo squadra, perché abbiamo giocatrici che hanno giocato la Champions, hanno fatto partite importanti e un mondiale». L'Italia, che ha staccato il biglietto per il mondiale 2023 dopo aver vinto senza troppe preoccupazioni il proprio gruppo di qualificazione europeo, con nove vittorie e una sconfitta, partirà domani per Auckland, a 20 giorni esatti dall'esordio contro l'Argentina, per adattarsi al meglio al fuso orario e al clima, e svolgere l'ultima parte di preparazione.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/calcio-femminile-italia-mondiale-2023-2662217767.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="gillette-e-figc-insieme-per-promuovere-il-calcio-femminile-in-italia" data-post-id="2662217767" data-published-at="1688399149" data-use-pagination="False"> Gillette e Figc insieme per promuovere il calcio femminile in Italia Da sinistra: Manuela Giugliano, Lisa Boattin, Valentina Giacinti, Barbara Bonansea, Elena Linari e Laura Giuliani insieme ai loro papà In Italia oggi una donna su dodici gioca a calcio e addirittura una su venti se si parla di bambine. Sono i dati emersi da una ricerca sul calcio femminile commissionata da Gillette e condotta dall'Istituto di ricerca sociale e di marketing Eumetra, considerando un campione di 1.000 persone maggiorenni. La ricerca pubblicata lo scorso maggio ha evidenziato anche come il 50% dei genitori ritenga che il calcio non sia una disciplina sportiva adatta alle bambine in quanto si tratta di uno sport di contatto. Questi numeri ci dicono che in Italia c'è ancora molto da fare, soprattutto a livello culturale, per dare spinta a un movimento che in alcuni Paesi è addirittura superiore a quello maschile.È in questo contesto che si inserisce l'iniziativa di Gillette La passione per il calcio non fa distinzioni. Un progetto avviato nel mese di maggio in collaborazione con Figc, con l'obiettivo di rafforzare l'impegno e il sostegno verso le atlete di questo sport in generale, e le azzurre della Nazionale che parteciperanno alla coppa del mondo Fifa 2023, in programma dal 20 luglio al 20 agosto in Nuova Zelanda e Australia. Ma l'intenzione del brand leader della rasatura e della Federazione italiana giuoco calcio è anche quella di contribuire a generare un impatto culturale positivo rispetto al calcio femminile e sostenere quindi in maniera sempre più concreta la base del movimento italiano verso il superamento di pregiudizi ancora oggi radicati. Un modo per rivolgersi a chi oggi è genitore, soprattutto al pubblico maschile che giudica il calcio femminile sulla base di uno stereotipo sì diminuito negli ultimi anni, ma non ancora del tutto crollato, ovvero quello secondo qui il calcio sarebbe uno sport esclusivo per gli uomini. Così non è, come dimostrato da queste atlete arrivate ad alti livelli dopo anni e anni di lotte e sacrifici, valse il 1° luglio del 2022 il raggiungimento dello status di professioniste. Una data storica che fa da spartiacque nel mondo del calcio femminile italiano, arrivata anche grazie all'exploit fatto dalla Nazionale ai precedenti mondiali del 2019 in Francia, quando Milena Bertolini e le sue ragazze arrivarono a sorpresa fino ai quarti di finale. Oggi le azzurre occupano il 14° posto nel ranking mondiale: una posizione di assoluto rispetto e prestigio in una classifica che vede al comando gli Stati Uniti (campioni del mondo in carica), davanti alla Svezia (una delle tre avversarie dell'Italia nel girone G ai mondiali 2023), e alla Germania. A dare un contributo molto importante alla causa in questi ultimi anni sono stati anche i club che finalmente hanno deciso di investire anche nelle squadre femminili: ha cominciato la Juventus con infrastrutture, staff e giocatrici che hanno portato alla conquista di cinque scudetti consecutivi dal 2018 al 2022, tre Coppa Italia e tre Supercoppe italiane. Ma anche la Roma, campione d'Italia quest'anno, Milan, Inter, Fiorentina e Sassuolo, che non a caso rappresentano il bacino d'utenza per la nostra Nazionale.Sempre nell'ambito dell'iniziativa La passione per il calcio non fa distinzioni, sabato 1° luglio - a un anno esatto dall'entrata in vigore del professionismo nel calcio femminile - Gillette è scesa letteralmente in campo a fianco delle ragazze in occasione di Italia-Marocco, l'ultima amichevole prima della partenza per i mondiali. Al Paolo Mazza di Ferrara, davanti a 3.600 spettatori, la azzurre hanno pareggiato 0-0 per poi dedicarsi a un momento davvero emozionante insieme ai loro papà. Papà che insieme alle famiglie hanno concorso in maniera positiva alla carriera delle ragazze sostenendole nella scelta di diventare calciatrici, e hanno potuto assistere alla partita per la prima volta da bordocampo. Gillette ha puntato forte su questa scelta per coinvolgere la figura del genitore e trasmettere il messaggio chiave del progetto, che oltre agli appassionati e ai praticanti di questo sport, si rivolge soprattutto alle famiglie e in particolare ai papà. Dell'iniziativa promossa da Gillette, fa parte anche la campagna social #tifapertuafiglia, in cui il brand e le calciatrici della Nazionale protagoniste del progetto - Lisa Boattin, Barbara Bonansea, Valentina Giacinti, Laura Giuliani, Manuela Giugliano, Elena Linari - hanno sfidato tutti i papà d’Italia a realizzare un video in cui giocano a calcio con la propria figlia, per vincere il viaggio in Nuova Zelanda e assistere a una partita della coppa del mondo 2023. Anche dopo i Mondiali, Gillette sosterrà il settore attraverso una serie di attività e iniziative sul territorio nazionale, con l’obiettivo di raccontare il mondo del calcio alle bambine e alle loro famiglie. A raccontarlo, durante la conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole contro il Marocco, è stato il direttore marketing di Gillette Italia Marco Centanni: «In collaborazione con la Federazione e il Settore giovanile e scolastico organizzeremo dei "Play days" a partire da fine settembre dove inviteremo più di 2.000 bambine in tante regioni italiane a giocare a calcio per coltivare i talenti delle giocatrici di domani». Si tratterà di eventi che avranno l’obiettivo di favorire la relazione tra bambine, famiglie e società locali e che si svolgeranno all’interno delle scuole calcio con attività ludico-sportive come gioco-partita su campi ridotti e challenge con la palla. «Il nostro progetto ha due blocchi: il primo lavora insieme alla federazione e alla nazionale di calcio femminile per generare un contributo culturale positivo, l'altra parte del progetto consiste nel lavoro sul territorio per dare un aiuto concreto e far provare il calcio femminile a tante bambine che si stanno avvicinando a questo mondo» - ha spiegato Centanni - «Vogliamo dare un contributo di responsabilità sociale e celebrare, portando come esempio, le famiglie che hanno supportato le calciatrici che oggi sono qui e giocheranno una competizione come quella del mondiale e ispireranno le giocatrici del domani».
Jacques e Jessica Moretti con i loro avvocati (Ansa)
L’interrogatorio di oggi, a quanto risulta, ha riguardato i beni della coppia e le loro (sempre meno chiare) attività imprenditoriali, mentre un nuovo confronto sull’incendio si dovrebbe tenere domani. Ma questo è bastato per far prendere alle autorità svizzere, finalmente, la decisione di applicare per i due, accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo, le misure cautelari che i parenti delle vittime si aspettavano già da giorni. Per quanto riguarda Jaques, la procuratrice Catherine Seppey ha ritenuto che la sua nazionalità francese e le sue abitudini di spostarsi frequentemente da un luogo all’altro per affari fossero elementi sufficienti per ipotizzare che l’uomo potesse lasciare la Svizzera per tornare in patria. Soprattutto perché la Francia è un Paese che non estrada i suoi cittadini. L’uomo, al termine dell’incontro in Procura, è stato visto salire su un mezzo della polizia per essere tradotto in carcere.
La signora Moretti, invece, è uscita dagli uffici della polizia scortata dai suoi legali ed è stata mandata a casa, dove la Procura avrebbe chiesto per lei le misure domiciliari: dovrà indossare un braccialetto elettronico e presentarsi ogni tre giorni per la firma. Nell’immensa tragedia che ha stravolto la vita di tante famiglie, questo è il primo momento di riallineamento alla realtà dell’inchiesta svizzera, che fino ad oggi - anche a fronte di evidenze gravissime, dagli abusi dei gestori ai mancati controlli da parte degli enti pubblici - aveva tenuto un approccio ritenuto da molti troppo blando.
Nelle prossime 48 ore, comunque, la decisione dell’arresto e delle misure cautelari dovrà essere confermata dal giudice che si occupa, a livello cantonale, dei provvedimenti coercitivi.
Jessica, dunque, si sarebbe risparmiata il carcere in quanto - secondo alcuni media francesi - sarebbe madre di un bambino di 10 mesi (oltre a un primo figlio più grande, presente la sera dell’incendio come capo staff del locale andato a fuoco). La donna era arrivata oggi mattina a Sion, sede della procura generale del Canton Vallese, mano nella mano con Jaques, accompagnata dagli avvocati che seguono la coppia e scortata dalla polizia. I due erano entrati da una porta laterale degli uffici e lei - che la notte dell’incendio era presente a Le Constellation - con gli occhialoni scuri calati sulla faccia non aveva risposto ai giornalisti che la sollecitavano a porgere le scuse alle vittime.
Una volta uscita dall’interrogatorio, invece, trovatasi sola e con il marito in partenza per il carcere, Jessica ha parlato: «I miei pensieri costanti vanno alle vittime e alle persone che lottano tutt’oggi. È una tragedia inimmaginabile e mai avremmo pensato che potesse accadere. Si è verificata nella nostra struttura e ci tengo a chiedere scusa», ha detto, piangendo. Parole che, però, nella mente di chi vive un lutto così enorme, non riescono a cancellare l’idea che lei, quella notte davanti al fuoco che divampava, sia fuggita senza prestare soccorsi, se non addirittura con l’incasso della serata stretto tra le braccia.
Oggi, in Svizzera, era lutto nazionale e durante la cerimonia commemorativa dedicata alle vittime il consigliere di Stato del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha fatto una promessa: «Adesso arriva il tempo della giustizia», ha detto. «È chiaro che avremmo potuto evitare questo dramma. Avremmo dovuto evitarlo. Ma ora la giustizia agirà in maniera rigorosa e indipendente».
Sempre oggi, il premier Giorgia Meloni, intervenendo alla usuale conferenza stampa di inizio anno, ha dichiarato: «Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. Ora le responsabilità devono essere individuate e perseguite». Ma torniamo, per un momento, a Jessica e al marito con due particolari che, se confermati, dicono molto della coppia, riportati dal quotidiano svizzero Inside Paradeplatz. Innanzitutto i domiciliari: la signora Moretti li passerà in un ambiente particolarmente confortevole, ossia la villa da 500 metri quadrati, di cui 147 di giardino, acquistata appena un anno fa dai due nel Comune di Lens per oltre 400.000 franchi. Per quanto riguarda Jaques, invece, sempre lo stesso quotidiano, scavando meglio sugli arresti che l’uomo in passato aveva scontato, ha scoperto che già avevano a che fare con la Svizzera. Secondo quanto riportato, infatti, Jaques, allora trentenne, abitava in un paesino francese ai confini con la Svizzera e da lì inviava giovani donne francesi a Ginevra per fare le «accompagnatrici» nelle località di lusso. Nel 2005 i francesi allertarono la polizia, ma poiché in Svizzera la prostituzione non è illegale, Jaques fu condannato in Francia a 12 mesi di carcere, dei quali ne scontò appena quattro. Intanto spuntano nuove accuse per la coppia: la notte della strage tolsero dai social video e foto del locale. A riferirlo uno dei legali delle vittime, l’avvocato Romain Jordan.
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«Gomorra. Le Origini» (Sky)
Non sarebbe stato il futuro, hanno deciso infine, ma il passato a permettere loro di continuare a vivere di Gomorra e dei suoi personaggi. Così, a cinque anni dall’ultima puntata della serie televisiva, dopo un film che ha approfondito verticalmente l’esistenza di uno fra i suoi protagonisti, gli sceneggiatori hanno scelto di confezionare un prequel di Gomorra. E di farlo insieme a Roberto Saviano. La storia, infatti, è frutto di un guizzo estemporaneo, calato, però, all'interno del romanzo originale: riavvolgere il nastro e spiegare (o provare a) come si sia arrivati laddove tutto è cominciato, a Secondigliano e alle lotte per il potere.
Pietro Savastano, allora, non boss, ma ragazzino. Gomorra: Le Origini, su Sky dalla prima serata di venerdì 9 gennaio, torna al 1977, all'anno in cui don Pietro Savastano è solo Pietro: un adolescente di strada, figlio di una famiglia indigente, di una Secondigliano povera e priva di mezzi. Sogna un futuro migliore, come gli amici che lo circondano. Ma questo futuro non sa come costruirlo, né con quali strumenti. Di lì, dunque, la scelta di accodarsi ad Angelo, detto 'a Sirena, reggente di quel pezzo di Napoli che per Savastano e i suoi amici è un tutto senza confini. Di qui, il fascino subito, l'invidia, la voglia di detenere un giorno quello stesso potere, quella stessa ricchezza.
Lo show, in sei episodi, racconta l'ascesa di don Pietro, quel don Pietro che sarebbe diventato padre di Gennaro Savastano e, dunque, motore della Gomorra vera e propria. Pare un romanzo di formazione al contrario, un romanzo di corruzione, la storia di un ragazzino che ha scelto di non scegliere, rimanendo dentro quelle storture che la prossimità gli ha insegnato a conoscere e riconoscere. Pietro Savastano, andando appresso ad Angelo, 'a Sirena, viene introdotto tra le fila della Camorra, al modus operandi della criminalità. Diventa quel che avrebbe dovuto evitare di essere. Ed è in questa sua metamorfosi che germina il seme di Gomorra, così come sette anni di messa in onda televisiva ce l'hanno raccontata.
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La normativa europea ha previsto un sistema graduale: nel 2024 copertura del 40% delle emissioni prodotte, poi salita al 70% nel 2025 e al 100% quest’anno. Un report del Centro studi Confindustria Sardegna ha disegnato uno scenario degli impatti della direttiva Ets trasporto marittimo sulle imprese dell’isola. Nello studio si sottolinea che se per un verso l’imposta dovrebbe accelerare l’introduzione di «innovazioni tecnologiche in grado di fornire un contributo estremamente significativo nella transizione ecologica, per un altro, ad oggi, assistiamo a un incremento esorbitante delle tariffe delle navi a totale discapito del sistema produttivo e del mercato finale». Considerando le due tratte più battute, la Cagliari-Livorno e, viceversa, la Olbia-Livorno, nel primo caso, nel 2024 l’Ets costava 6 euro a metro lineare per mezzo imbarcato (la misura media è di 13,6 metri lineari), con un costo complessivo di 81,60 euro. Nel 2025 l’importo a metro è passato a 16 euro con un sovraccosto di 217,60 euro. Per il 2026 con l’Ets al 100% l’onere, come ipotizza Confindustria, sarà di 27,14 euro a metro lineare e una maggior spesa per mezzo imbarcato di 369,10 euro. Questi rincari si scaricano lungo la filiera fino al consumatore finale. Il sistema Ets sta portando a un aumento anche del costo dei biglietti per i passeggeri. Le compagnie di navigazione hanno inserito nei preventivi una voce specifica, spesso chiamata «Supplemento Ets» o «Eco-Surcharge». Non è una tariffa fissa, ma varia in base alla lunghezza della tratta (ad esempio, la Civitavecchia-Olbia costa meno di supplemento rispetto alla Genova-Porto Torres). Poiché nel 2026 le compagnie devono coprire il 100% delle loro emissioni l’impatto sul prezzo finale è ora più visibile. C’è una nota parzialmente positiva: l’Unione europea ha previsto una deroga (esenzione) per i contratti di Continuità Territoriale fino al 2030. Questo significa che sulle rotte soggette a oneri di servizio pubblico (quelle «statali» con tariffe agevolate per i residenti), l’aumento dovrebbe essere nullo o molto contenuto. Il problema però è che molte rotte per la Sardegna sono operate in regime di «libero mercato» (soprattutto in estate o su tratte non coperte dalla continuità). Su queste navi, il rincaro Ets viene applicato pienamente e pagato da tutti, residenti e turisti. Alcune compagnie stanno cercando di compensare questi costi viaggiando a velocità ridotta per consumare meno carburante e pagare meno tasse, allungando però i tempi di percorrenza. Le aziende sarde hanno problematiche da affrontare anche per rimanere competitive. Per chi vuole risparmiare vale la regola dei voli, ovvero prenotare prima possibile perché i last minute sono diventati sensibilmente più costosi rispetto al passato.
Confitarma, l’associazione degli armatori, ha stimato che l’impatto totale per il sistema Italia nel 2026 dagli Ets a pieno regime, supererà i 600 milioni di euro. Questo costo, avverte l’organizzazione, non può essere assorbito dagli armatori senza mettere a rischio la sopravvivenza delle rotte. È inevitabile, se ne deduce, che potrebbe essere scaricato sulle tariffe. Cifre ufficiali non ci sono.Non c’è solo l’Ets. La Fuel Eu, altro regolamento europeo per diminuire le emissioni di gas serra, crea un costo aggiuntivo in Europa nel 2025 almeno tra 250 e 300 euro a tonnellata. L’aumento dei costi dei traghetti potrebbe spingere alcune aziende a preferire il trasporto tutto su gomma, dove possibile o a delocalizzare, aumentando le emissioni. Pertanto l’imprenditoria sarda si trova a dover pagare una tassa ambientale che chi produce in Lombardia o in Francia, usando camion su strada, non deve pagare allo stesso modo, creando una disparità di mercato. Cna Fita Sardegna ha segnalato che gli aumenti incidono in modo particolare sulle piccole imprese artigiane, già penalizzate dall’assenza di economie di scala e dall’impossibilità di accedere a meccanismi di compensazione automatica.
Sulla Cagliari-Livorno il costo a metro lineare è salito recentemente a 28,50 euro, con un totale di 387,60 euro per semirimorchio. Confrontando i dati con l’ultimo trimestre del 2025, la crescita arriva al 50%. La tratta Olbia-Livorno registra 23,60 euro a metro lineare, con un incremento del 43% rispetto al trimestre precedente. Le tariffe rischiano di rendere insostenibile la logistica per le aziende e c’è il pericolo di una stangata sui prezzi dei beni che viaggiano via mare.Intanto i marittimi respingono l’idea che questi aumenti abbiano a che fare con il costo del lavoro. «Sulle navi si naviga con equipaggi sempre più ridotti», spiegano, «spesso al limite della sicurezza. Non solo non beneficiamo di questi rincari, ma ne subiamo le conseguenze». Secondo i rappresentanti dei lavoratori del mare, negli ultimi anni le compagnie hanno puntato al contenimento dei costi comprimendo il personale. «Si parla di sostenibilità ambientale, ma non di sostenibilità sociale», sottolineano.
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