Ladri impuniti grazie al genio Cartabia
Tra gli effetti perversi della riforma c’è la sostanziale impunità per gli autori di reati predatori: senza la denuncia della vittima, niente processo. Così si spiega la sfacciataggine della borseggiatrice, ripresa da «Striscia», che dice: «Il mio lavoro è rubare».

«Che cosa vuoi da me? Io faccio il mio lavoro». «Ma il tuo lavoro è rubare?». «Sì». Il dialogo surreale è andato in onda l’altra sera, su Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci. Valerio Staffelli, inviato della trasmissione, vede una giovane borseggiatrice che lui stesso aveva sorpreso il giorno prima a rubare e la insegue con le telecamere. Ma la ladra rea confessa si meraviglia che qualcuno si occupi di lei e della sua attività criminale: «Che ti importa se rubo? Non interessa neppure alla polizia».
Insomma, la donna è stupita e infastidita dall’attenzione e infatti riversa su Staffelli e sulla troupe di Canale 5 una sequela di insulti. Ora, è vero che siamo abituati a vedere di tutto, anche delle consigliere del Pd che difendono le borseggiatrici e invece di denunciare le ladre accusano di squadrismo chi le riprende in azione (anche questo come il dialogo andato in onda su Striscia è avvenuto a Milano, la città glamour di Beppe Sala). Tuttavia, una tipa che rivendica il diritto di rubare, chiamandolo senza vergognarsi «il mio lavoro» ancora non mi era capitato di ascoltarla.

Colpisce la sfrontataggine della criminale, conseguenza evidente dell’assoluta certezza dell’impunità. Una volta i delinquenti facevano almeno finta di essere persone per bene: non perché si vergognassero di quel che facevano, ma in quanto cercavano di non mettersi in mostra per paura della legge. Oggi no: grazie al clima di lassismo che serpeggia, soprattutto per quei reati considerati a torto minori (furti, scippi, spaccio eccetera), i ladri si fanno beffe della giustizia, fino al punto di insultare chi li denuncia. Intendiamoci, il fenomeno non è recente, perché da parecchi anni, grazie a un sistema giudiziario farraginoso, i delinquenti sono certi di farla franca. Ma solo di recente la situazione è peggiorata. Infatti, se prima le donne rom avevano scovato il modo di non finire in galera rimanendo incinte, oppure alcune bande avevano scoperto che impiegando minorenni sotto una certa soglia di età non c’era pericolo di arresto, ora ad aiutare ladri, scippatori e criminali in genere contribuisce la legge Cartabia, dal nome dell’ex ministro del governo Draghi.

Non so se ricordate, ma sul finire della legislatura, l’ex presidente della Corte costituzionale, divenuta ministro della Giustizia per volere di Sergio Mattarella, si intestò una riforma del processo penale per andare incontro ai desiderata dell’Europa. Tra le clausole richieste per ottenere i finanziamenti del Pnrr c’era infatti anche il taglio dei tempi lunghi della giustizia. E che cosa c’è di meglio che sfoltire i procedimenti, deve aver pensato l’esperta di diritto promossa ministro? Detto fatto: la Guardasigilli ha usato le forbici, ma non per ridurre le procedure, più semplicemente per fare in modo che davanti al giudice arrivassero meno imputati. La Cartabia non ha depenalizzato i reati di furto, rapina e così via: li ha solo resi più difficili da perseguire, prevedendo che il delinquente che si sia reso responsabile di un furto o altro possa finire davanti al giudice solo a querela di parte. È ovvio che non tutte le vittime hanno il tempo di presentarsi in una caserma e attendere i tempi della macchina burocratica per raccogliere una denuncia. E dunque gran parte dei cosiddetti reati «minori» rischiano di essere impuniti, perché il reato non è più perseguibile d’ufficio. Non basta che la ladra sia stata colta in flagrante: anche se ha le mani nel sacco o le tasche gonfie di oggetti rubati, chi è stato derubato deve presentarsi in questura o in una stazione dei carabinieri e firmare il verbale di denuncia. Tuttavia molti non lo fanno, per mancanza di tempo (spesso sono turisti o uomini d’affari che vanno di fretta) e a volte per paura di qualche rappresaglia. Risultato: le borseggiatrici, già tutelate da esponenti del Pd che ritengono una violenza la pubblicazione online di qualcuno in azione mentre ruba, possono continuare a delinquere indisturbate e così altre centinaia se non migliaia di criminali.

Il governo ha certo tanti problemi, da quelli che riguardano l’attuazione del Pnrr a quello dei migranti, tuttavia credo che debba trovare il tempo per risolvere anche il problema di una legge che di fatto depenalizza i furti e molti altri reati. Non è certo cancellando i crimini che si fa diventare la giustizia più veloce. Al massimo, la si rende cieca.

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