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Bersani dà lezioni ma ignora la materia

Bersani dà lezioni ma ignora la materia
Ansa

Ogni volta che partecipo a un dibattito televisivo ho la prova che la riforma votata dalle Camere per ridurre il numero di parlamentari non solo è giustificata, ma è urgente: perché a Montecitorio e Palazzo Madama soggiornano a pagamento una serie di signori che spesso parlano di ciò che non conoscono, volendo per di più dare lezioni ad altri. In genere si tratta di politici di primo pelo, che hanno il loro momento di celebrità davanti alle telecamere. Non di rado però capitano anche alcuni professionisti della poltrona, con curriculum lunghi decenni ai vertici delle istituzioni. Martedì, a Cartabianca, mi è toccato Pier Luigi Bersani, ossia il presidente di Articolo uno, oltre che ex segretario del Pd. Argomento del contendere il cosiddetto fondo salva Stati, ossia il Meccanismo europeo di stabilità. Lasciamo perdere la definizione del Mes fornita dall'ex ministro dello Sviluppo economico, il quale ha paragonato quello che è un fondo di garanzia (...)

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Meloni fa accordi da capogiro con Modi e l’Ue la ricatta per la firma del Mes
Giorgia Meloni e Narendra Modi (Ansa)
Il premier di Nuova Delhi sigla a Roma intese su Difesa, aerospazio, componenti, tessili, agroalimentare e turismo.

Si può definire avanguardia della comunicazione politica il video postato sui social dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima del bilaterale con il primo ministro indiano, Narendra Modi.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 21 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 21 maggio con Carlo Cambi

Trump: « Con l’Iran l’intesa è vicina». E frena Netanyahu: «Farà quel che dico io»
Donald Trump (Ansa)
Il Pakistan torna in scena. Paesi arabi disposti a riprendere i rapporti con Teheran.
È in arrivo una svolta diplomatica per la crisi iraniana? Ieri, Al Arabiya ha riportato che sarebbero in corso «seri sforzi per finalizzare una bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti».
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Un’altra risorsa di 15 anni voleva farci saltare in aria
(Ansa/Polizia di Stato)
Operazione a Firenze contro un giovanissimo, già indagato mesi fa per i suoi collegamenti col mondo dello jihadismo. Dopo la messa alla prova, riscontrati nuovi tentativi per arruolarsi con i tagliagole.

Era l’ottobre scorso, quando a Firenze un quindicenne tunisino indagato per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e per porto di armi o oggetti atti ad offendere, finiva in comunità. A marzo di quest’anno gli venne concessa la messa alla prova, con conseguente revoca della misura cautelare. In realtà, il giovane non ha mai smesso di avere contatti con jihadisti, sul cellulare aveva foto di noti terroristi islamici e nei messaggi che gli agenti dell’antiterrorismo hanno trovato si diceva «pronto ad agire».

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