La Francia ci ha invaso 26 volte in due giorni
ANSA

Ma quanti «gendarmi inesperti» ci sono in Francia? A giudicare da quello che in questi giorni sta accadendo in Alta val di Susa devono essere un battaglione, perché se a decine ogni giorno si perdono nei boschi e, invece di portare in caserma i tipi sospetti, se li fanno scappare sotto il naso proprio di qua dal confine, cioè in Italia, è evidente che sono pronti per la Scuola di polizia. Che non è, come qualcuno potrebbe pensare, un’accademia per aspiranti agenti, ma un film comico che ha dato origine a una fortunata serie americana giunta al settimo episodio. I poverelli in divisa che non riuscivano a trovare la strada della Gendarmerie, in principio sembravano un paio. Una pattuglia di pivelli che, come aveva spiegato Emmanuel Macron, presidente francese che onora la grandeur solo nel cognome, non erano riusciti a orientarsi (…)

(…)in montagna e alla fine, dopo aver fermato un paio di extracomunitari, li avevano rimessi in circolazione, sbagliando però la direzione e cioè liberandoli non in territorio monteginevrino, ma nella parte italiana. Un errore, si sono giustificati i cugini con la baguette. In effetti capita a tutti di perdere la bussola e di incamminarsi verso il posto sbagliato. Dunque non bisogna farne una tragedia. Qualche volte un poliziotto prende il treno e giunge nella stazione di un altro Stato e poi, già che c’è, visto che sta inseguendo armi in pugno un tizio, entra nel posto di guardia senza accorgersi che lì indossano altre divise, con le mostrine di un altro Paese. Ma che volete che sia? Sono incidenti che ogni tanto tra vicini succedono. Non è forse mai capitato di parcheggiare la vostra macchina nel box accanto al vostro senza rendervi conto che non era quello in cui avete diritto di lasciarla? E tornando a casa mentre siete sovrappensiero, non avete mai oltrepassato la soglia del salotto di qualcun altro, accomodandovi sul divano? Via, si tratta di piccole sviste su cui non vale la pena di soffermarsi.

E in effetti, all’inizio, nessuno di noi italiani si è soffermato troppo sull’episodio. Se un gendarme inesperto nella foga dell’inseguimento sconfina, che cosa volete dire? Soprattutto se quello poi si scusa dicendo che l’Italia fa vomitare… Che cosa volete fare se una povera donna incinta e per di più in fin di vita viene respinta alla frontiera e poi, dopo qualche giorno, muore in ospedale? I poliziotti francesi non sono medici e non avendo la poveretta esibito la cartella clinica non potevano essere a conoscenza della gravità delle sue condizioni. Comprensibile anche che le autorità transalpine si siano lavate le mani quando un paio di migranti sono rimasti intrappolati in alta quota e i vigili del fuoco hanno dovuto salvarli con l’elicottero e altri sono finiti spiaccicati in galleria, schiacciati dai treni che collegano Ventimiglia alla Francia. Mica è colpa degli agenti di Macron se quelli si sono messi davanti al treno.

Insomma, i gendarmi sono inesperti, distratti, impotenti di fronte a gente che sceglie di suicidarsi sui binari mentre cerca di passare il confine, ma non si può dire che non siano di buon cuore, come qualcuno lascia intendere.

In questo quadretto idilliaco di poliziotti un po’ pasticcioni, ma con l’animo sensibile, proprio come il loro presidente, c’è una sola cosa che non ci quadra. Passi l’agente che scende alla stazione sbagliata, passino pure quelli che per errore liberano due stranieri in terra italiana, ma tutti gli altri?

Già, perché qui non siamo di fronte a una pattuglia che ha sbagliato strada: siamo dinanzi a un pattuglione di gendarmi che libera le persone nei boschi, abbandonandole come spazzatura di cui ci si intenda liberare. Un po’ come quelli che non sapendo dove gettare i rifiuti se li caricano in macchina e poi li lasciano in campagna, dove nessuno vede, i solerti esponenti delle forze dell’ordine transalpine prendono i rifugiati e invece di verificare se abbiano o meno diritto all’asilo li scaricano a noi. In totale, in soli due giorni abbiamo contato ben 26 «sconfinamenti» fatti da pattuglie inesperte e la sensazione è che si tratti non di un errore, ma di un’operazione di rimpatrio effettuata oltre che nel più rigoroso riserbo anche nel più assoluto disprezzo delle regole. Altro che Macron. Qui c’è di mezzo qualche trombòn.

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