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«Non mi piacciono le posizioni di tutela delle minoranze in genere, specie se sono paternalistiche»

«Non mi piacciono le posizioni di tutela delle minoranze in genere, specie se sono paternalistiche»
Nel riquadro la dottoressa Antonia Restori, psicologa presso l'Asl di Parma

La dottoressa Antonia Restori è una psicologa dell’Asl di Parma, responsabile di un Centro di terapia Famigliare e direttrice didattica di una scuola Postuniversitaria di psicoterapia. «Sono anche una persona transgender che da alcuni anni ha deciso di fare “passing” (che significa “passare oltre”, esporsi fuori), affermando la propria nuova identità di genere», spiega inoltre alla Verità. «Due anni fa sono stata attaccata attraverso l’utilizzo di foto e chat diffamanti che si riferivano a persona diversa da me», racconta Restori.

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Per rialzarsi dopo la prima batosta al centrodestra resta la Manovra
Giorgia Meloni (Getty Images)
La sberla fa male alla coalizione, che ora dovrà accantonare i sogni di premierato. Muovendosi con tatto anche sulla legge elettorale. Se però non vuol perdere nel 2027, adesso serve una risposta economica audace.

Lo schiaffo fa male, la gastrite provoca fitte e c’è voglia di chiudersi nella stanza buia. Nessuna parte del corpo del centrodestra è immune dal dolore che percorre il sistema nervoso dalla testa ai piedi. Quella del No al referendum è la prima vera sberla dal settembre 2022 e non basta consolarsi con «ha vinto l’Italia manettara» (vero) o con «il partito dei magistrati esiste, si chiama Anm, e ha qualche milione di elettori» (verissimo).

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Da Napoli a Milano, le toghe si levano la maschera e intonano cori contro il premier. Imparato, collega per il Sì, presa di mira.

Per tutta la durata della campagna referendaria hanno continuato a ripetere che l’Associazione nazionale magistrati era un soggetto indipendente. Ma già alla diffusione dei primi dati, con il No che avanzava inesorabile, sono scattati i festeggiamenti in stile quartier generale elettorale per le elezioni politiche. Due le sezioni più accese: Napoli e Milano.

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Lucio Malan: «La guerra non ci ha favoriti»
Lucio Malan (Imagoeconomica)
Il presidente dei senatori di Fdi: «Il popolo ha deciso. Alla sinistra non basterà per vincere le elezioni. La necessità di riforme rimane, a partire dalla legge elettorale».

Lucio Malan, da presidente dei senatori di Fdi si aspettava un risultato del genere?

«Speravo in un risultato diverso ma ne prendiamo atto. Il popolo italiano ha deciso».

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Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 24 marzo con Francesco Borgonovo

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