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«Non mi piacciono le posizioni di tutela delle minoranze in genere, specie se sono paternalistiche»

«Non mi piacciono le posizioni di tutela delle minoranze in genere, specie se sono paternalistiche»
Nel riquadro la dottoressa Antonia Restori, psicologa presso l'Asl di Parma

La dottoressa Antonia Restori è una psicologa dell’Asl di Parma, responsabile di un Centro di terapia Famigliare e direttrice didattica di una scuola Postuniversitaria di psicoterapia. «Sono anche una persona transgender che da alcuni anni ha deciso di fare “passing” (che significa “passare oltre”, esporsi fuori), affermando la propria nuova identità di genere», spiega inoltre alla Verità. «Due anni fa sono stata attaccata attraverso l’utilizzo di foto e chat diffamanti che si riferivano a persona diversa da me», racconta Restori.

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Tornano i Neocon alla Casa Bianca e, con loro, anche le guerre degli Stati Uniti. Trump non è più lo stesso ed è stato "sequestrato" da una cricca di potere.

Il ministro degli Esteri in aula alla Camera: «La loro sicurezza è la priorità. Già 10.000 aiutati a rientrare dalle zone a rischio».
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Ieri nessuna nave ha attraversato lo Stretto. Donald Trump promette protezione militare, gli armatori non si fidano. Crolla la produzione di petrolio e gas dei Paesi del Golfo. Mentre India e Cina bussano alle porte di Mosca.

Mentre si susseguono gli attacchi sull’Iran, lo stretto di Hormuz resta il centro della crisi energetica. Da sabato scorso il traffico navale è quasi completamente fermo. Secondo i dati di tracciamento delle navi, normalmente circa 80 petroliere e gasiere attraversano ogni giorno lo stretto. Lunedì ne sono passate soltanto due, mentre il giorno successivo una sola petroliera ha tentato il transito. Nessuna ieri. Centinaia di navi sono ferme ai due lati dello stretto e molte compagnie di navigazione hanno sospeso le rotte nella zona.

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Starmer fa il finto bullo con gli Stati Uniti
Pedro Sànchez e Keir Starmer (Ansa)
Prima il premier britannico condanna l’intervento di Trump in Iran («L’Iraq insegna»), poi cede le basi ai bombardieri americani. Lo spagnolo Sánchez, invece, continua a negare ogni tipo di sostegno: «Le ritorsioni non ci renderanno complici di questa guerra».

La frattura tra Washington e Londra è ormai sfociata in uno scontro politico aperto. Dopo le dure accuse lanciate nei giorni scorsi da Donald Trump, ieri il premier britannico Keir Starmer ha risposto al tycoon per le rime, rivendicando la scelta di Londra di non partecipare agli attacchi contro Teheran.

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