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2026-04-22
Amazon censura Raspail, poi ci ripensa. Boom delle vendite per il libro-profezia
Jean Raspail (Getty Images)
Non che ci fosse da stupirsi: il romanzo distopico e profetico di Jean Raspail è stato demonizzato per decenni, osteggiato ovunque da quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1973. A quanto pare, lo stigma è inciso talmente in profondità che continua a resistere. Gli articoli denigratori usciti nel 2025 sono stati ripresi di recente da Le Monde e dalla rivista americana New York e hanno con tutta probabilità contribuito al boicottaggio del libro da parte di Amazon. Il grande rivenditore online, guarda caso, ha cominciato a causare problemi a Vauban Books, editore americano del volume, proprio il giorno dopo l’uscita di un ampio servizio sul magazine newyorkese.
«Venerdì 17 aprile, Amazon Usa ha rimosso l’inserzione della versione cartacea della nostra edizione de Il campo dei santi di Jean Raspail», ha scritto sui social Ethan Rundell, editor di Vauban e curatore della nuova edizione del testo. «Siamo stati informati da Amazon che il libro viola la politica aziendale sui “contenuti offensivi”. Amazon non ha fornito alcuna informazione su quali parti del libro siano offensive né per chi. La nostra edizione del libro è stata messa in vendita per la prima volta su Amazon nel luglio 2025. Negli otto mesi successivi, Amazon ne ha vendute circa 20.000 copie in brossura. I suoi clienti sembrano aver apprezzato il romanzo, assegnandogli una valutazione media di 4,8 stelle al momento della rimozione dell’inserzione. [...] Sebbene non possiamo affermarlo con certezza, potrebbe non essere una coincidenza che l’inserzione sia stata rimossa un giorno dopo che il New York Magazine ha pubblicato un articolo critico sul vicepresidente Vance che faceva riferimento al libro. Ciò riecheggia una campagna del 2019 che ha preso di mira Stephen Miller, portando il precedente editore del romanzo a rimuovere il titolo dal suo catalogo».
La rivista ha citato il romanzo quasi di sfuggita in un lungo reportage dedicato appunto a Vance e ai perfidi conservatori seguaci dell’ungherese Orbán. Tra questi è stato annoverato pure Rod Dreher. Scrive il New York Magazine che «Dreher elogia Orbán, che considera “un vero visionario” e con il quale condivide l’apprezzamento per Il campo dei santi, un romanzo del 1973 di Jean Raspail che descrive “piccoli mostri” dalla pelle scura che conquistano l’Occidente. Il libro “è ripugnante”, scrisse Dreher nel 2015, ma affermò che offre spunti di riflessione preziosi».
In realtà, Dreher è stato molto più dettagliato quando ha riscoperto il romanzo una decina di anni fa: «Mi aspettavo che non fosse altro che una cospirazione razzista, ma mi sono sentito in dovere di constatarlo con i miei occhi, mentre l’Europa affrontava una crisi migratoria in tempo reale», ha scritto. «Sebbene il ritratto dei migranti offerto dal libro sia profondamente inquietante, non ho potuto ignorare la sua inquietante intuizione: le élite europee mascherano la resa della civiltà con una virtù umanitaria. Rileggendo il libro un decennio dopo, [...] avendo visto fino a che punto le classi dirigenti dei Paesi europei e di Bruxelles sono disposte a spingersi per punire gli europei che si oppongono alla loro colonizzazione, sono molto più solidale con la visione spietata di Raspail».
Chiunque abbia letto Il campo dei santi (e lo hanno fatto anche migliaia di lettori della Verità che lo hanno acquistato in edicola mesi fa assieme al giornale) sa che non si tratta di un bieco pamphlet razzista, ma di una grande opera letteraria che ha predetto il futuro. Motivo per cui gode ancora di un successo che viene costantemente riconfermato, e che si sta rinnovando in queste ore. Sembra infatti che la denuncia online della censura da parte di Vauban Books abbia avuto effetto. L’editore ha fatto sapere ieri che Amazon ha «reso disponibili di nuovo le nostre edizioni tascabili e rilegate de Il campo dei santi», anche se non ha fornito spiegazioni riguardo alla cancellazione né tantomeno scuse. Comunque sia, la censura online ha avuto un effetto interessante: in poche ore il romanzo è balzato al primo posto delle classifiche Amazon di letteratura francese, immigrazione e fiction sull’immigrazione. Nella classifica generale del sito, non facile da scalare, è arrivato alla posizione 138: un exploit clamoroso. Come nota l’editore Vauban, «da qualche parte, Raspail sorride».
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La mordacchia fa pubblicità a «Il campo dei santi», portato in edicola dalla «Verità».Quando, nell’estate del 2025, Il campo dei santi è stato finalmente ripubblicato negli Stati Uniti dopo una lunghissima assenza, la stampa liberal ha avuto un poderoso sussulto. A dicembre, poi, quando un gruppo di cinquanta estimatori del romanzo si è riunito al ristorante Butterworth’s per celebrarne la riedizione, sono fioccati gli articoli dai toni allarmati.Non che ci fosse da stupirsi: il romanzo distopico e profetico di Jean Raspail è stato demonizzato per decenni, osteggiato ovunque da quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1973. A quanto pare, lo stigma è inciso talmente in profondità che continua a resistere. Gli articoli denigratori usciti nel 2025 sono stati ripresi di recente da Le Monde e dalla rivista americana New York e hanno con tutta probabilità contribuito al boicottaggio del libro da parte di Amazon. Il grande rivenditore online, guarda caso, ha cominciato a causare problemi a Vauban Books, editore americano del volume, proprio il giorno dopo l’uscita di un ampio servizio sul magazine newyorkese. «Venerdì 17 aprile, Amazon Usa ha rimosso l’inserzione della versione cartacea della nostra edizione de Il campo dei santi di Jean Raspail», ha scritto sui social Ethan Rundell, editor di Vauban e curatore della nuova edizione del testo. «Siamo stati informati da Amazon che il libro viola la politica aziendale sui “contenuti offensivi”. Amazon non ha fornito alcuna informazione su quali parti del libro siano offensive né per chi. La nostra edizione del libro è stata messa in vendita per la prima volta su Amazon nel luglio 2025. Negli otto mesi successivi, Amazon ne ha vendute circa 20.000 copie in brossura. I suoi clienti sembrano aver apprezzato il romanzo, assegnandogli una valutazione media di 4,8 stelle al momento della rimozione dell’inserzione. [...] Sebbene non possiamo affermarlo con certezza, potrebbe non essere una coincidenza che l’inserzione sia stata rimossa un giorno dopo che il New York Magazine ha pubblicato un articolo critico sul vicepresidente Vance che faceva riferimento al libro. Ciò riecheggia una campagna del 2019 che ha preso di mira Stephen Miller, portando il precedente editore del romanzo a rimuovere il titolo dal suo catalogo». La rivista ha citato il romanzo quasi di sfuggita in un lungo reportage dedicato appunto a Vance e ai perfidi conservatori seguaci dell’ungherese Orbán. Tra questi è stato annoverato pure Rod Dreher. Scrive il New York Magazine che «Dreher elogia Orbán, che considera “un vero visionario” e con il quale condivide l’apprezzamento per Il campo dei santi, un romanzo del 1973 di Jean Raspail che descrive “piccoli mostri” dalla pelle scura che conquistano l’Occidente. Il libro “è ripugnante”, scrisse Dreher nel 2015, ma affermò che offre spunti di riflessione preziosi». In realtà, Dreher è stato molto più dettagliato quando ha riscoperto il romanzo una decina di anni fa: «Mi aspettavo che non fosse altro che una cospirazione razzista, ma mi sono sentito in dovere di constatarlo con i miei occhi, mentre l’Europa affrontava una crisi migratoria in tempo reale», ha scritto. «Sebbene il ritratto dei migranti offerto dal libro sia profondamente inquietante, non ho potuto ignorare la sua inquietante intuizione: le élite europee mascherano la resa della civiltà con una virtù umanitaria. Rileggendo il libro un decennio dopo, [...] avendo visto fino a che punto le classi dirigenti dei Paesi europei e di Bruxelles sono disposte a spingersi per punire gli europei che si oppongono alla loro colonizzazione, sono molto più solidale con la visione spietata di Raspail».Chiunque abbia letto Il campo dei santi (e lo hanno fatto anche migliaia di lettori della Verità che lo hanno acquistato in edicola mesi fa assieme al giornale) sa che non si tratta di un bieco pamphlet razzista, ma di una grande opera letteraria che ha predetto il futuro. Motivo per cui gode ancora di un successo che viene costantemente riconfermato, e che si sta rinnovando in queste ore. Sembra infatti che la denuncia online della censura da parte di Vauban Books abbia avuto effetto. L’editore ha fatto sapere ieri che Amazon ha «reso disponibili di nuovo le nostre edizioni tascabili e rilegate de Il campo dei santi», anche se non ha fornito spiegazioni riguardo alla cancellazione né tantomeno scuse. Comunque sia, la censura online ha avuto un effetto interessante: in poche ore il romanzo è balzato al primo posto delle classifiche Amazon di letteratura francese, immigrazione e fiction sull’immigrazione. Nella classifica generale del sito, non facile da scalare, è arrivato alla posizione 138: un exploit clamoroso. Come nota l’editore Vauban, «da qualche parte, Raspail sorride».
Edizione anni Sessanta del Raid motonautico Pavia-Venezia (© 2026 RAID PAVIA VENEZIA)
Il fiume, al posto dell’asfalto. Il teatro, la Pianura bagnata dal Ticino e dal grande Po, fino alla Laguna veneta. Lungo i 414 chilometri di tragitto sulle acque dal 1929 si corre ancora oggi una delle più appassionanti gare di motonautica, arrivata alla sua 73ma edizione nel 2026. Il Raid Pavia-Venezia è anche la competizione più lunga del mondo in acque interne.
Era il 9 giugno 1929 quando lungo le sponde del Ticino di fronte alla Società Canottieri Pavia si riunì una folla di curiosi e appassionati, attratti dall’iniziativa di cimento nautico promossa dall’ingegnere napoletano Vincenzo Balsamo, appassionato di motonautica. Sul pelo dell’acqua, 24 barche a motore di vario tipo e configurazione, entro e fuoribordo. I piloti e i motoristi erano tutti dilettanti appassionati, molti dei quali soci della Lega Navale di Milano. Il via di primo mattino, per evitare il buio nell’ultima parte del tragitto che avrebbe costretto a sospendere la gara fino al giorno successivo. Scomparse alla vista degli spettatori pavesi tra le scie e il fumo dei motori, i natanti fecero tappe cronometrate lungo un percorso che toccava il Ponte della Becca sul Ticino, Piacenza, L’Isola Serafini, Cremona, Zibello, Revere, Pontelagoscuro e nell’ultimo tratto attraverso le conche della Volta Grimana e di Cavanella d’Adige fino alla Laguna e a Venezia. In 10 arrivarono al traguardo, di cui solo alcuni nella serata del 9 giugno. A vincere la prima edizione del Raid Pavia Venezia fu il pavese Ettore Negri, alla guida di un fuoribordo con motore da 644cc fabbricato negli Usa dalla Elto (l’antenata della Evinrude). Con appena 20 cv di potenza, Negri spinse il motoscafo fino a toccare la media di oltre 40 km/h fino a Cavanella Po (abbassata poi a 35 per effetto delle soste forzate alle conche) coprendo i 414 chilometri in appena 11 ore e 38 minuti. Dietro di lui Franco Mazzotti, secondo classificato in 12 ore e 22 minuti alla guida di un «cruiser» entrobordo da 80 cv, giunto quasi un’ora dopo Negri a causa dei numerosi incagliamenti dovute alle secche che penalizzavano gli scafi più grandi. Altri tre concorrenti tagliarono il traguardo prima delle 20, ora di chiusura dei controlli della prima giornata. Gli altri 5 giunsero a Venezia il giorno seguente, dopo aver passato la notte sulle rive del Po. Conclusero la gara il primo giorno anche due adolescenti su fuoribordo «piccolo» con motore Johnson da 350cc, il diciottenne Castiglioni e il sedicenne Meregatti. Poco dopo le 23.00 del secondo giorno, la gara riservò un’ulteriore sorpresa. Nella Laguna illuminata solo dal chiarore della Luna comparve il motoscafo pilotato da una donna, Franci Balboni, pioniera della motonautica al femminile. Sporca e bruciata dal sole, si unì alle celebrazioni a notte inoltrata.
Il successo e l’eco sulla stampa dell’impresa fece sì che questa diventasse un appuntamento annuale, interrotto solamente negli anni della guerra. Nelle edizioni anni Trenta diversi furono i concorrenti illustri, mentre il progresso della tecnica in campo motonautico aggiunse la categoria degli idroscivolanti, veri e propri missili lanciati sul pelo dell’acqua. I tempi di percorrenza tra le due città furono più che dimezzati a poco più di 5 ore. Anche Vito Mussolini, figlio del Duce, partecipò nel 1936 in coppia con il principe Ruspoli. Figura epica di quelle edizioni fu il conte torinese Teofilo «Theo» Rossi di Montelera, figura di gentleman aristocratico campione di bob e di motonautica (suo fu il record di velocità di 113 km/h raggiunto nel 1933 sul lago di Bracciano). La competizione riprese soltanto nel 1952 dopo la lunga parentesi bellica, con edizioni sempre più orientate alla velocità che negli anni 70-80, protagonista il padovano conte Antonio Petrobelli, campione di motonautica che nel 1984 fece registrare l’impressionante media di oltre 187 km/h che nel 1989 egli stesso superò, raggiungendo i 198,868 km/h. Petrobelli perderà la vita nelle stesse acque della Pavia-Venezia, quando durante la prova di uno scafo nel 1994 perse il controllo mentre correva ad oltre 200 km/h nei pressi di Pontelagoscuro. Aperta anche alle moto d’acqua dall’edizione 2001. Nel 2025 il muro dei 200 km/h di media è abbattuto dal campione Guido Cappellini, che vince la gara alla media di 207,260 km/h.
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Maurizio Belpietro analizza l'operato di Giuseppe Conte durante l'emergenza sanitaria e la sua incredibile ascesa politica. Tra le anomalie della gestione Covid, i contratti milionari distribuiti senza motivazione e il silenzio dei grandi media, emerge un quadro preoccupante e di fronte alle richieste di trasparenza richieste dalla Commissione Covid, l’ex Premier risponde con una pioggia di querele per diffamazione.