L'intervento del segretario generale IILA, Giorgio Silli, all’evento «Crimen organizado transnacional»
Missione istituzionale a Panama per Giorgio Silli, segretario generale dell'IILA, l'Organizzazione internazionale italo-latinoamericana: al centro la formazione del personale sanitario e il rafforzamento della cooperazione contro la criminalità organizzata.
L'Italia rafforza la cooperazione con Panama sul fronte della sanità e del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. È questo il fulcro della missione istituzionale che il segretario generale dell'IILA (Organizzazione Internazionale Italo-latinoamericana), Giorgio Silli, ha svolto martedì 9 giugno nel Paese centroamericano.
La giornata si è aperta con la partecipazione di Silli all'evento dedicato all'alta formazione pediatrica per il personale sanitario di Panama e dell'America Centrale, un workshop promosso dall'IILA insieme all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e ospitato dall'Ospedale Santo Tomás.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte, tra gli altri, il ministro della Salute panamense Galindo Boyd, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos, l'ambasciatrice d'Italia a Panama Giuditta Giorgio, rappresentanti dell'Ufficio della First Lady di Panama, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dell'Hospital del Niño e della Pontificia Commissione per l'America Latina.
Nel suo intervento, Silli ha richiamato il ruolo svolto dall'IILA nella promozione della salute pubblica nei Paesi membri, ricordando come, a partire dalla pandemia di Covid-19, l'organizzazione abbia intensificato il trasferimento di competenze tecnico-scientifiche italiane altamente specializzate a sostegno dei sistemi sanitari latinoamericani. Il segretario generale ha inoltre evidenziato la collaborazione avviata nel 2022 con l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù attraverso un accordo quadro, annunciando l'intenzione di prorogare la cooperazione per altri quattro anni mediante la firma di un'addenda. Nel pomeriggio, la missione è proseguita con la partecipazione all'incontro organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Panama e dall'Unidad de Análisis Financiero sul tema del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e al riciclaggio di denaro.
Nel corso del suo intervento, Silli ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale di fronte a organizzazioni criminali sempre più strutturate e capaci di operare oltre i confini nazionali. L'obiettivo, ha spiegato, è quello di ridurre gli spazi d'azione delle reti criminali, colpirne i meccanismi finanziari e consolidare la tenuta delle istituzioni democratiche. Il segretario generale ha inoltre ribadito l'importanza della collaborazione tra Italia e Panama, indicando nell'IILA uno strumento di dialogo e cooperazione regionale su temi di interesse comune.
A margine degli appuntamenti ufficiali, Silli ha avuto una serie di incontri istituzionali con il ministro della Salute Galindo Boyd, il viceministro per gli Affari multilaterali e la Cooperazione Carlos Guevara Mann, il viceministro degli Esteri Carlos Arturo Hoyos e il direttore generale di AMPYME, Raúl Fernández. I colloqui hanno riguardato le prospettive di collaborazione nei settori considerati prioritari per Panama.
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Silvia Salis e Roberto Gualtieri (Imagoeconomica)
I sindaci dem di Genova e Roma, Silvia Salis e Roberto Gualtieri, si scagliano contro il ddl Valditara sul consenso informato e invocano la disobbedienza. Elly Schlein: Pd pronto a mobilitarsi. Chi non si adegua alla visione di sinistra va combattuto.
Non c’è legge che valga se non quella che stabiliscono loro. Non c’è diritto che rilevi se non quello che loro hanno deciso di imporre. La democrazia? Vale soltanto quando loro sono d’accordo, altrimenti si può serenamente trascurare.
Questo è ciò che insegna la mobilitazione di questi giorni contro il ddl Valditara sul consenso informato. Una norma fin troppo aperta e tollerante che tuttavia ha suscitato la rivolta dei soliti Vip con la firma facile (e passi) e soprattutto quella di alcune amministrazioni comunali. A guidare la protesta, pensa un po’, è Elly Schlein che ieri ha dichiarato guerra annunciando che il Pd è «pronto a mobilitarsi» contro il ddl. Prima della segretaria dem il Comune di Genova guidato da Silvia Salis aveva annunciato che avrebbe continuato a svolgere i corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole per l’infanzia, semplicemente cambiando nome all'iniziativa. Poi è intervenuto pure il Comune di Roma, nella persona dell’assessore alla Scuola Claudia Pratelli. «Il governo utilizza il consenso informato come una clava ideologica contro l’educazione affettiva e sessuale e ciò rappresenta un grave errore politico e culturale», sostiene la Prateli. «Proprio mentre assistiamo a una preoccupante crescita della violenza di genere, del bullismo, dell’omotransfobia e di molte forme di discriminazione che coinvolgono sempre più spesso anche i più giovani, si è scelto di alzare ostacoli anziché rafforzare gli strumenti educativi a disposizione della scuola».
Questi presunti ostacoli, in realtà, non esistono. L’educazione sessuale nelle scuole è prevista, così come quella affettiva. Semplicemente si consente ai genitori di non acconsentire a progetti arbitrari e contestabili che contemplino la presenza di militanti, attivisti e simili. È a questo che si oppongono le amministrazioni di sinistra: alla possibilità per le famiglie di esercitare il diritto a tutelare i minori. «Continueremo a educare al rispetto, alla libertà e all’uguaglianza: non è un’opzione ideologica, è una responsabilità pubblica e democratica», afferma l’assessore romano Pratelli. Subito spalleggiato da Cittadinanzattiva, che addirittura invita alla «disobbedienza civile». Se non fosse tragico, questo spettacolo farebbe scompisciare. Invocano la disobbedienza civile gli stessi che invocavano galera e fucilazione per i non vaccinati. Gli stessi che si strappavano le vesti quando, ai tempi, qualcuno a destra propose la disobbedienza fiscale per protesta. Gli stessi che presentavano leggi regionali per discriminare i medici obiettori di coscienza sull’aborto.
Ecco come funziona: una legge dello Stato non piace ai progressisti? Loro si sentono liberi di violarla, di calpestare la democrazia e di fregarsene della libertà delle famiglie. Per questo speriamo che ProVita, come ha annunciato, denunci il sindaco Gualtieri se eviterà di rispettare la norma ora vigente. In ogni caso, gioca ripeterlo, il ddl Valditara non toglie l’educazione sessuo-affettiva (anche se sarebbe bello che lo facesse), si limita a garantire un minimo di possibilità di difesa ai genitori dai tentativi di indottrinamento coatto. Ma anche questo non è ammesso, poiché le associazioni amiche della sinistra rischiano di perdere soldi e perché non è concepibile che qualcuno sfugga alla rieducazione.
Del resto si comportano così in ogni occasione. Se non ti adegui alla loro visione del mondo, meriti ogni forma di punizione. Emblematico in questo senso il caso dell’influencer leghista Eterno. Si ferma a girare un video in centro a Parma, riprendendo sé stesso. Viene insultato da un gruppo di stranieri che gli lanciano oggetti e bottiglie. Lui cerca di trattare, allunga pure la mano a uno in segno di pace, ma quelli proseguono. Lui si fa comprensibilmente girare le scatole e si lascia scappare un insulto («scimmie») e uno slogan («remigrazione»). Quelli lo inseguono e lo picchiano. Un amico lì presente evita il peggio, perché uno dei gentili signori stranieri aveva già estratto il coltello. Risultato? I giornali di sinistra raccontano che Eterno ha provocato e lanciato improperi razzisti, i video che documentano la scena vengono tagliati ad arte. E qualche genio tipo l’attivista-giornalista Saverio Tommasi e vari suoi degni compari scrivono che il leghista si è meritato le botte, che i razzisti si trattano così e anche peggio. Tutto da copione: il nemico va eliminato, la legge del nemico va violata.
Resta da capire chi sia, questo nemico. O, meglio, resta da insegnare alle masse a riconoscere i nemici e a toglierli di mezzo. Per questo bisogna entrare nelle scuole, cominciare a educare fin da piccoli gli individui a guardare il mondo da una prospettiva progressista. Istruirli a riconoscere il razzista, l’omofobo, il fascista, il misogino, il maschio tossico.
Così, un passo alla volta, si arriverà al risultato finale tanto auspicato, alla costruzione di una visione del mondo del tutto artificiale capace di trascurare completamente la realtà in nome dell’ideologia. La visione che abbiamo visto all’opera nel Regno Unito con il povero Henry Nowak: un ragazzo ferito e morente che non respirava e sputava sangue ma è stato ammanettato e trattato da criminale. Non perché avesse fatto qualcosa di male, ma perché era semplicemente un maschio bianco, cioè il malvagio per eccellenza.
È a questa visione del mondo che il ddl Valditara dà diritto a opporsi. E infatti i progressisti quel diritto lo vogliono cancellare: sono fuorilegge, ma pretendono di comandare. Invocano la disobbedienza civile ma non accettano che qualcuno rifiuti di obbedire ai loro ordini.
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2026-06-10
Migrazione, Ciriani: «L'Europa ha fatto un bagno di realismo, fenomeno che non si può più subire»
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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Alessandro Ciriani durante la conferenza stampa sull'entrata in vigore del Patto Ue sulla migrazione. La conferenza stampa si è articolata in due parti per riflettere la complessità del pacchetto.
Nella prima sessione hanno preso la parola i relatori Tomas Tobé (EPP), Birgit Sippel (S&D), Jorge Buxadé Villalba (PfE) e Fabienne Keller (Renew), seguiti nella seconda parte da Lena Düpont (EPP), Juan Fernando López Aguilar (S&D), Matjaž Nemec (S&D) e dallo stesso Ciriani. L'intera architettura legislativa poggia sulla cornice originaria adottata nel 2024, integrata lo scorso 10 febbraio dalle nuove regole del Parlamento Ue sul concetto di «Paese terzo sicuro» e sulla lista comune dei paesi d'origine. A vigilare sui prossimi passi dei Ventisette sarà il gruppo di lavoro interparlamentare sul sistema europeo comune di asilo, attivo nel monitoraggio dell'attuazione già dal 15 gennaio.
(iStock)
Col patrocinio del Comune, sabato si è tenuto a Budrio un Pride ai danni dei più piccoli, con tanto di fiera delle eccellenze queer.
Inizio alle 16, nel parco, con il piccolo mercatino delle eccellenze queer ed erotiche. Alle 16.30, poi, i bambini sono stati accolti nell’area gioco-laboratoriale a cura di Genderlens (associazione specializzata nell’infanzia trans e queer) per le «coloratissime attività» a cura dello staff del Piccolo Pride
Quindi, dopo i saluti del sindaco (pardon della sindaca), con al fianco l’imprescindibile associazione «Linea Lesbica», si è entrati finalmente nel vivo della festa con il laboratorio di illustrazione erotica, «ideato per essere un ponte verso una nuova consapevolezza nella ricerca del piacere, verso un’analisi sia personale che collettiva del concetto di erotismo e di bellezza». Roba perfetta per i bambini, si capisce, mentre i più grandicelli hanno potuto partecipare al talk sul tema «Mondi immaginati e lo scardinamento dell’eteronorma». E dopo aver scardinato l’eteronorma, tutti a divertirsi con «piadine, tigelle e gozzoviglie», soprattutto gozzoviglie, in pieno «Carrà mood» (vera icona gay) con l’aiuto di Mister Pink. Ovvio, no? Cosa c’è di meglio per intrattenere i piccolini?
La festa, infatti, è stata patrocinata dal Comune. Siamo a Budrio, provincia di Bologna, e il sindaco (pardon: la sindaca) Debora Badiali ci ha tenuto assai, oltre che a sostenere, anche a inaugurare di persona questo «piccolo grande Pride» che si è tenuto, per ironia della sorte, nella frazione di Maddalena di Cazzano. Dico ironia della sorte perché qualcuno ha voluto ironizzare su quel «Cazz/ano» che sembrerebbe anch’esso un’icona gay. Ma tant’è: la festa si è tenuta proprio a Maddalena di Cazzano, sabato pomeriggio. E alla fine tutti vissero Lgbt e contenti, a parte s’intende qualche consigliere di opposizione che ha chiesto conto dell’eventuale dispendio di denaro pubblico. Come se il problema principale fosse chi ha pagato le tigelle. E non chi ha portato i bambini al mercato artigianale delle eccellenze queer ed erotiche.
In effetti al piccolo grande Pride di grande s’è visto ben poco, a parte lo scardinamento dell’eteronorma (qualsiasi cosa esso sia). E a parte l’ideologia Lgbt che a occhio e croce dev’essere stata grandissima nell’area gioco-laboratoriale di Genderlens, un’associazione che si occupa di «infanzia queer e trans» inseguendo un giorno dopo l’altro «carriere alias», «binarismo di genere», «euforia di genere» e presunti bebé cisgender. Ma a parte questo, il Pride non è stato grande. È stato invece piccolo. E per i piccoli. Di bambini, infatti, se ne sono visti molti: poveretti, forse pensavano di andare a una semplice festa nel parco. E invece si sono trovati davanti il mercatino delle eccellenze queer ed erotiche e il laboratorio di illustrazione erotica. Per carità: l’illustrazione erotica sarà pure un ponte verso la consapevolezza del piacere. Ma vuoi mettere, per un bimbo, il piacere di giocare a palla? O a nascondino? Magari persino, come una volta, all’orologio di Milano fa tic tac?
Niente: adesso l’orologio di Milano, al massimo, fa drag queen. Nascondino si può giocare solo dopo aver scardinato l’eteronorma (e guai a dire «tana libera tutti» perché già con la parola tana si profila il reato di molestia sessuale). Non parliamo poi del classico gioco della palla, perché «Linea Lesbica», a sentir parlare di palle, potrebbe già inalberarsi contro la deriva patriarcale con prevalenza del maschilismo fallocentrico. Possiamo solo immaginare, dunque, quali saranno state le «coloratissime attività» a cura dello staff Piccolo Pride: truccatevi da trans? Travestitevi da Platinette? Oppure una caccia al tesoro fra le eccellenze queer ed erotiche del piccolo mercato artigianale? Purtroppo temiamo non ci sia stato tempo per raccontare favole, con tutto quel popò di «tigelle e gozzoviglie», altrimenti sarebbero state quelle note per simili circostanze: Principessa col pisello, Cappuccetto Arcobaleno oppure Cenerentolo e il Principe Rosa. Accompagna le danze, in perfetto Carrà mood, mister Pink. Ton su ton, ça va sans dire.
Ora: noi non sappiamo se tutta questa bella festa all’insegna delle eccellenze erotiche e dello scardinamento dell’eternorma sia costata qualcosa alle casse pubbliche, e dunque sia stata finanziata dai contribuenti oppure no. Nel caso, ovviamente, sarebbe un’aggravante. Ma per la verità ci sembra già di per sé abbastanza grave che un Comune, quello di Budrio nella circostanza, metta il suo logo e il suo patrocinio su una manifestazione che coinvolge i bambini per infilarli nel laboratorio gestito dagli specialisti dell’infanzia trans e queer per fare le «coloratissime attività» del Piccolo Pride. E poi, come se non bastasse, circonda i medesimi bimbi con il mercato delle eccellenze queer ed erotiche, con il laboratorio di illustrazione erotiche, con la Linea Lesbica e le gozzoviglie mescolate alle tigelle, fino ad arrivare allo scardinamento dell’eternorma. Che poi, forse, più che scardinare l’eteronorma, questi hanno intenzione di scardinare la famiglia e la natura. Ma, intanto, ci hanno scardinato qualcos’altro.
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