Alla fine quelli di serie B sono gli italiani
Sergio Mattarella (Getty images)
Sergio Mattarella paventa presunti privilegi per i poliziotti, mentre difende i benefici concessi a madri condannate e a stranieri che (a differenza degli italiani) possono comprare schede telefoniche senza documenti in regola.

Pare che al Quirinale non piacciano alcune norme contenute nel cosiddetto disegno di legge Sicurezza. Sergio Mattarella avrebbe storto il naso di fronte all’articolo che consente la detenzione in carcere delle donne con figli appena nati o minorenni. E non gradirebbe neppure il divieto di acquistare schede telefoniche se non si ha il permesso di soggiorno: una misura che punta a rendere la vita difficile ai clandestini. Il capo dello Stato avrebbe alzato il sopracciglio anche davanti a una modifica al Codice penale che mira a fornire uno scudo a poliziotti e carabinieri che mentre sono in servizio, finiscono indagati per aver sparato a tizi che vanno in giro ad accoltellare i passanti o vengono accusati di omicidio colposo perché hanno inseguito chi non si ferma all’alt.

Certo, il presidente è attento al rispetto della Costituzione e dunque non vuole norme che creino cittadini di serie A e altri di serie B. Se tutti, in base alla Carta su cui si fonda la nostra Repubblica, devono essere uguali davanti alla legge, bisogna che lo siano anche gli uomini delle forze dell’ordine. Si dà però il caso che anche le ladre di professione, quelle che usano le gravidanze per evitare gli arresti, dovrebbero essere uguali nel caso finiscano in manette. Invece, come ben sappiamo, c’è chi ha trovato la scorciatoia per non finire in gattabuia e usa strumentalmente i figli in tenera età per farla franca. Non si capisce perché a chi è madre di un minore debba essere evitato di scontare la pena. I servizi sociali spesso si incaricano di sottrarre i figli a genitori ritenuti incapaci di badare ai pargoli e ricordo che una donna, accusata ingiustamente nel modenese di appartenere a una setta che violentava i bambini, dopo essere stata privata dei figli dovette fuggire all’estero per evitare che la magistratura disponesse la perdita della patria potestà anche nei confronti del neonato. Dunque, se si è ingiustamente accusati si può finire in galera, mentre se si è una ladra professionista, con decine di arresti e altrettante condanne, si può evitare la detenzione con la scusa dei figli piccoli? Neppure commento la questione dei clandestini. Agli italiani è richiesto di esibire un documento ogni volta che comprano una scheda telefonica, perché lo Stato vuole conoscere chi usa quell’utenza. Se si è clandestini, senza fissa dimora, e, magari si è già avuto un decreto di espulsione, invece no, si può acquistare ciò che si vuole.

Insomma, a me pare che a forza di difendere ladri e migranti che non hanno titolo per restare nel nostro Paese, si creino sì cittadini di serie A e altri di serie B, ma questi non sono coloro che rubano e vivono ai margini, bensì gli italiani che rispettano la legge. E a proposito di osservare il Codice, poliziotti e carabinieri non possono avere uno scudo che li protegga per le azioni compiute durante l’orario di servizio. E chi li contesta e aggredisce invece? Costoro possono godere di uno scudo che da anni permette loro di violare la legge? Aggredire un agente, lanciare sassi contro le forze dell’ordine, organizzare manifestazioni non autorizzate, sparare petardi contro chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico è consentito? Sono domande semplici, che come il sottoscritto credo si faccia la maggioranza degli italiani, i quali ascoltano spesso le prediche del presidente della Repubblica, ma al momento non ne hanno sentito nemmeno una in difesa di chi indossa la divisa al servizio dello Stato.

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