True
2022-06-20
«La vita dolce» di Alex Katz in mostra al Mart di Rovereto
True
Tempio dell’arte contemporanea, essenziale e luminosissimo, il MART, progettato dal noto architetto svizzero Mario Botta, è davvero il luogo ideale per una mostra di Alex Katz. Stesse linee pulite, stesse monocromie, nessuna concessione al superfluo. Luce che chiama luce. L’architettura che si fonde con la pittura e regala al visitatore una gioiosa leggerezza. Ti viene quasi voglia di camminare in punta di piedi per non fare rumore e rompere quell’atmosfera quasi magica, di serenità e avvolgente tranquillità. Non a caso Vittorio Sgarbi ha definito Katz «il pittore della atarassia», perché è davvero questa la sensazione che si prova visitando questa mostra: un piacevole senso di calma e di straniamento dalla realtà che ti fa godere appieno del bello che ti circonda.
Un percorso espositivo di 40 opere che ricordano la Pop Art , un Roy Lichtenstein senza fumetti o un Edward Hopper senza inquietudini, ma che in realtà sono altro. Perché lo stile di Katz è ben riconoscibile, anzi riconscibilissimo. E’ unico. Tele monocrome di paesaggi e figure umane decostentualizzate. Il mondo che lo circonda (New York e e l’amato Maine, per esempio), amici e famigliari i suoi soggetti preferiti. La moglie Ada la sua musa, ritratta in pù di 200 opere. L’arte di Katz, minimalista, asciutta e raffinata, è un’arte «contemplativa » e lontana da sterili intellettualismi, che descrive la vita per quella che è, alla ricerca della bellezza e dell’armonia.
La mostra al MART
Curata da Denis Isaia, la retrospettiva allestita al MART è un doveroso omaggio ad un artista che l’Europa ( e L’Italia in particolare) ha cominciato a conoscere tardivamente, dagli anni Novanta in poi, quando Katz , classe 1927 e newyorkese doc, scenografo, costumista e illustratore, oltre che pittore, era già noto, famoso e quotato altrove.
Divisa in due macro-tematiche, i ritratti e i paesaggi, l'esposizione presenta anche uno dei rarissimi nudi, alcuni sketch, un disegno e due video, tra cui l’estratto di un film realizzato dal regista senese Ranuccio Sodi per la televisione e mai andato in onda. In una mostra in cui, per dirla con il curatre «non ci sono labirinti concettuali, tortuosità esistenziali o oscuri principi filosofici... La vita è dolce, se ci piace», a catturare l’attenzione del visitatore sono soprattutto le luminose figure femminili - Libby, Kirsten, Rebecca, Emma, Gray – così normali, così straordinarie.
Alex Katz, qualche dato e cenni biografici
Nato nel 1927 a Brooklyn, Katz vive e lavora a New York City. Formatosi alla Cooper Union School of Art di New York e alla Skowhegan School of Painting and Sculpture del Maine, nella sua lunga carriera ha collaborato con poeti e scrittori, (disegnando libri e copertine) e con coreografi e danzatori, affiancando per 50 anni la Paul Taylor Dance Company, di cui è stato scenografo e costumista.
Misuratosi più volte con grandi interventi di arte pubblica, Katz ha partecipato a oltre 200 mostre personali di livello internazionale tra cui si ricordano - fra le altre - quelle organizzate dal Whitney Museum of American Art, dal The Serpentine Gallery di Londra e dal The Museum of Fine Arts di Boston.
Le opere di Katz sono state acquisite da oltre 100 collezioni pubbliche in tutto il mondo, comprese quelle dei grandi musei newyorchesi - Metropolitan, Whitney e Museum of Modern Art - e quella della Tate Gallery di Londra. Dedicate all'artista, anche una sala dell’ Albertina Museum di Vienna e un’ala del Colby College Museum of Art di Waterville nel Maine.
Continua a leggereRiduci
In mostra al Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, sino al 18 settembre 2022, oltre 40 opere di Alex Katz, uno tra i maggiori artisti americani viventi. Le tele, tutte di grande formato, provengono da importanti collezioni italiane e svizzere e appartengono al periodo della maturità di Katz, tra gli anni Novanta e oggi.Tempio dell’arte contemporanea, essenziale e luminosissimo, il MART, progettato dal noto architetto svizzero Mario Botta, è davvero il luogo ideale per una mostra di Alex Katz. Stesse linee pulite, stesse monocromie, nessuna concessione al superfluo. Luce che chiama luce. L’architettura che si fonde con la pittura e regala al visitatore una gioiosa leggerezza. Ti viene quasi voglia di camminare in punta di piedi per non fare rumore e rompere quell’atmosfera quasi magica, di serenità e avvolgente tranquillità. Non a caso Vittorio Sgarbi ha definito Katz «il pittore della atarassia», perché è davvero questa la sensazione che si prova visitando questa mostra: un piacevole senso di calma e di straniamento dalla realtà che ti fa godere appieno del bello che ti circonda. Un percorso espositivo di 40 opere che ricordano la Pop Art , un Roy Lichtenstein senza fumetti o un Edward Hopper senza inquietudini, ma che in realtà sono altro. Perché lo stile di Katz è ben riconoscibile, anzi riconscibilissimo. E’ unico. Tele monocrome di paesaggi e figure umane decostentualizzate. Il mondo che lo circonda (New York e e l’amato Maine, per esempio), amici e famigliari i suoi soggetti preferiti. La moglie Ada la sua musa, ritratta in pù di 200 opere. L’arte di Katz, minimalista, asciutta e raffinata, è un’arte «contemplativa » e lontana da sterili intellettualismi, che descrive la vita per quella che è, alla ricerca della bellezza e dell’armonia. La mostra al MARTCurata da Denis Isaia, la retrospettiva allestita al MART è un doveroso omaggio ad un artista che l’Europa ( e L’Italia in particolare) ha cominciato a conoscere tardivamente, dagli anni Novanta in poi, quando Katz , classe 1927 e newyorkese doc, scenografo, costumista e illustratore, oltre che pittore, era già noto, famoso e quotato altrove. Divisa in due macro-tematiche, i ritratti e i paesaggi, l'esposizione presenta anche uno dei rarissimi nudi, alcuni sketch, un disegno e due video, tra cui l’estratto di un film realizzato dal regista senese Ranuccio Sodi per la televisione e mai andato in onda. In una mostra in cui, per dirla con il curatre «non ci sono labirinti concettuali, tortuosità esistenziali o oscuri principi filosofici... La vita è dolce, se ci piace», a catturare l’attenzione del visitatore sono soprattutto le luminose figure femminili - Libby, Kirsten, Rebecca, Emma, Gray – così normali, così straordinarie.Alex Katz, qualche dato e cenni biograficiNato nel 1927 a Brooklyn, Katz vive e lavora a New York City. Formatosi alla Cooper Union School of Art di New York e alla Skowhegan School of Painting and Sculpture del Maine, nella sua lunga carriera ha collaborato con poeti e scrittori, (disegnando libri e copertine) e con coreografi e danzatori, affiancando per 50 anni la Paul Taylor Dance Company, di cui è stato scenografo e costumista. Misuratosi più volte con grandi interventi di arte pubblica, Katz ha partecipato a oltre 200 mostre personali di livello internazionale tra cui si ricordano - fra le altre - quelle organizzate dal Whitney Museum of American Art, dal The Serpentine Gallery di Londra e dal The Museum of Fine Arts di Boston. Le opere di Katz sono state acquisite da oltre 100 collezioni pubbliche in tutto il mondo, comprese quelle dei grandi musei newyorchesi - Metropolitan, Whitney e Museum of Modern Art - e quella della Tate Gallery di Londra. Dedicate all'artista, anche una sala dell’ Albertina Museum di Vienna e un’ala del Colby College Museum of Art di Waterville nel Maine.
Carlo Messina (Imagoeconomica)
Il piano arriva dopo un 2025 che l’amministratore delegato definisce senza esitazioni «il migliore di sempre». Utile netto a 9,3 miliardi (+7,6%), dividendi complessivi per 6,5 miliardi – tra acconto e saldo – e un buyback da 2,3 miliardi già autorizzato dalla Bce. L’ad rivendica di aver superato, negli ultimi due piani industriali, tutti gli obiettivi.
La strategia al 2029 poggia su tre pilastri: riduzione dei costi grazie alla tecnologia, crescita dei ricavi trainata dalle commissioni e un costo del rischio ai minimi storici, frutto di una banca senza più crediti incagliati. Ma il vero salto è geografico. Messina guarda oltre i confini italiani e rivendica di essere «parte di una storia completamente diversa rispetto alla saga del risiko bancario del 2025». Tradotto: nessuna corsa alle aggregazioni domestiche, nessun inseguimento a fusioni difensive che comunque troverebbero l’ostacolo dell’Antitrust. Il baricentro si sposta sull’espansione internazionale, in particolare nell’industria del risparmio.
È qui che prende forma Isywealth Europe, il progetto-bandiera del nuovo piano. Un’iniziativa che porta all’estero il modello Intesa nella consulenza finanziaria, facendo leva sul digitale e sulle sinergie di gruppo. Francia, Germania e Spagna sono i primi traguardi individuati. Mercati dove la banca è già presente con proprie filiali e dove punta a servire corporate, retail e private banking attraverso piattaforme tecnologiche integrate. Duecento milioni di investimenti iniziali. Il piano di espansione nelle grandi città europee, con prodotti distribuiti anche tramite Isybank e Fideuram Direct. La crescita avverrà solo con operazioni di cui il gruppo avrà la maggioranza azionaria. Al momento, chiarisce, sul tavolo non c’è nulla. Nessuna fretta, nessuna ansia da shopping. La stessa logica guida la strategia sulle banche estere, chiamate a realizzare sinergie più strette con le altre divisioni del gruppo. Il risultato netto della divisione international banks dovrebbe salire a 1,8 miliardi nel 2029 dagli 1,2 miliardi del 2025. «Nell’eurozona non serve fare acquisizioni», sottolinea, «meglio sfruttare le presenze che già abbiamo».
Intesa promette una nuova accelerazione sul fronte della riduzione dei costi. Per raggiungere l’obiettivo sono previsti altri 5,1 miliardi di investimenti tecnologici, che si aggiungono ai 6,6 miliardi del piano precedente. In parallelo, un ricambio generazionale senza scosse: 9.750 uscite volontarie in Italia entro il 2030, compensate da circa 6.300 nuove assunzioni di giovani. A regime, i risparmi attesi valgono 570 milioni di euro.
Il capitolo del risiko bancario è liquidato con poche frasi ma con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Le operazioni che animano il dibattito, «non ci preoccupano». Neanche l’asse Unicredit-Generali di cui tanto si parla «Sarebbe come mettere insieme due Bpm. Rimarremmo comunque con tre volte più grandi». Fine della discussione. Per Intesa, insiste l’amministratore delegato, non è un terreno di competizione. Anche perché, osserva, «mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso».
In controluce, il piano racconta anche un altro punto di vista: quello che osserva con attenzione lo scenario globale. Alla domanda su Kevin Warsh, indicato da Donald Trump come prossimo presidente della Fed, il giudizio è misurato ma positivo: «Una persona di altissima competenza e capacità». Un segnale di equilibrio, mentre le banche centrali restano un fattore chiave di stabilità – o instabilità – dei mercati.
Alla fine, il nuovo piano di Intesa Sanpaolo appare come un manifesto di continuità. Cinquanta miliardi di dividendi come garanzia, una strategia internazionale come orizzonte, il rifiuto del risiko come scelta identitaria.
Continua a leggereRiduci
Under Salt Marsh (Sky)
La natura, la sua violenza improvvisa, è protagonista al fianco di una comunità tradizionale, scossa da un omicidio quasi perfetto. O, quanto meno, di un omicidio che sarebbe stato perfetto, se non fosse intervenuta la natura.Il mare, in un giorno di tempesta, ha portato sulle rive del Galles un corpo, lo spettro di una morte innaturale. E, pure, la certezza che l'indagine non sarebbe stata semplice. Jackie Eliss l'ha capito fin dal primo momento.
Lo ha sentito sulla propria pelle, lei che aveva cercato di dimenticare il passato, gli sbagli, gli errori. La Eliss era detective a Morfa Halen, cittadina immaginaria, arroccata sui paesaggi del Galles, quando un'altra morte ha messo a soqquadro la sua vita. Allora, c'era la stessa violenza, ma poche certezze. Jackie Eliss non è riuscita a capire chi fosse il responsabile di una tale brutalità, perché, soprattutto. Qualche ipotesi l'ha azzardata, qualcosa lo ha pensato. Ma, a conti fatti, non ha saputo portare dalla sua prove certe e inconfutabili. Così, il paese le ha voltato le spalle e la sua famiglia con lui. La Eliss ha perso il marito, la stima della figlia e il lavoro. Tre anni più tardi, è la stessa donna, ma il mestiere è un altro, le insicurezze aumentate.Jackie Eliss, quando il secondo cadavere piomba a Morfa Halen, non è più una detective, ma un'insegnante, cui l'ostracismo dei suoi concittadini ha provocato una tristezza latente. Sola, senza lo scopo di un mestiere che era vocazione, vorrebbe tenersi alla larga da quell'altro mistero. Ma qualcosa, una sensazione sottile sottopelle, le dice che le morti, pur passati anni, sono connesse. Ed è in nome di questa connessione, della voglia di capire cosa sia successo e redimere con ciò se stessa e i propri errori, che la Eliss decide di tornare a investigare. Senza l'ufficialità del ruolo, senza gli strumenti consoni. Senza aiuti, ma con una determinazione tipica del genere cui Under salt marsh appartiene.
Lo show, in quattro episodi, rincorre la velocità del giallo, del thriller, rincorrendo parimenti quella del cataclisma. Perché c'è altro a rendere il mistero più inquietante: la minaccia incombente di una tempesta senza precedenti, decisa a distruggere ogni prova che possa condurre alla verità.
Continua a leggereRiduci
Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.