Famiglia e Pro Vita

«I medici hanno mentito ai dirigenti». Oggi l’autopsia sul corpo del bimbo
(Ansa)
Il legale della famiglia del piccolo afferma di credere alle parole del direttore generale dell’azienda ospedaliera: «Mi chiedo perché non si indaghi pure per falso». Accolta l’istanza, ricusato il perito del gip.

Il giorno della verità. È in programma per questa mattina l’incidente probatorio e l’autopsia sul corpo del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto nell’ospedale Monaldi a causa di un trapianto di cuore fallito. È stata accolta l’istanza di ricusazione di uno dei consulenti nominati dal gip. La richiesta era stata avanzata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, dal momento che il professore Mauro Rinaldi, ordinario di Cardiochirurgia a Torino e direttore del Centro trapianti delle Molinette (che faceva parte del pool di periti) si era già espresso sul caso.

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Psicologa conferma le offese ai Trevallion e le giustifica pure: «Difendevo i giudici»
Famiglia Trevallion (Ansa)
La donna che deve fare i test sulla famiglia nel bosco: «Post pubblicati prima dell’incarico e per sostenere i magistrati».

Se la questione non fosse terribilmente seria, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Sarebbe questa la reazione più appropriata alla lettura dei testi che le esperte chiamate a valutare la famiglia nel bosco hanno inviato al Tribunale dei minori dell’Aquila in risposta agli articoli della Verità.

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Dal 2008 le nascite sono diminuite del 35,8% e nel 2024 il tasso di fertilità è sceso a 1,18 figli per donna, minimo storico. Numeri che descrivono un trend strutturale di lungo periodo e che proiettano l'Italia verso il cosiddetto «inverno demografico»: entro il 2050 meno residenti, più anziani e un sistema pensionistico a rischio.
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Gli operatori sloggiano i Trevallion
(Ansa)
I responsabili della struttura di accoglienza della famiglia nel bosco hanno chiesto al tribunale di trasferire il nucleo in altra sede: «Incrinati rapporti con la madre».

«Permanenza non più sostenibile per Catherine e i tre figli». Con questa motivazione i responsabili della struttura di accoglienza di Vasto dove sono ospitati i bambini e la madre della cosiddetta famiglia nel bosco hanno chiesto al tribunale per i minorenni dell’Aquila di valutare il trasferimento del nucleo in altra sede idonea.

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I Trevallion cedono. Gli assistenti sociali sono vicini alla meta: rieducare la famiglia
La famiglia Trevallion (Ansa)
Respinta la ricusazione della professionista giudicata «ostile». Papà Nathan si piega: «Il cuore non è cambiato ma la testa sì».

L’obiettivo era chiaro fin dal primo giorno, ma ormai non ci può più essere alcun dubbio in proposito. Le istituzioni italiane vogliono soltanto la rieducazione della famiglia del bosco. Non il bene dei bambini, non il dialogo con i genitori, ma la sottomissione e l’accettazione di nuovi standard. Lo confermano le dichiarazioni sconsolate che Nathan Trevallion, il padre dei tre bambini sottratti, ha rilasciato a Repubblica.

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