Famiglia e Pro Vita

Giudici sorpresi: «Toni aggressivi». Ma Trevallion è il nuovo caso Tortora
La famiglia Trevallion (Ansa)
Il tribunale dei minori si lamenta del «clamore mediatico». Mentre i legali della famiglia nel bosco fanno ricorso per rimediare alla separazione. Il Garante: «Ignorata la mia Pec per incontrare i bambini».

«È il caso Tortora dei bambini». Così rilancia sui social Marina Terragni, Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. «Non ricordo chi l’abbia detto, ma condivido. Le decisioni nei confronti della “famiglia nel bosco”, l’allontanamento di Catherine Birmingham dai suoi figli e la volontà di spostarli in un’altra struttura rischiano di essere un clamoroso errore giudiziario».

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«Fermate quei giudici, fanno male ai bimbi»
Da sinistra, Massimo Ammaniti (Ansa), Vittorino Andreoli (Getty) e Claudio Risé (Basso Cannarsa)
Da Vittorino Andreoli a Massimo Ammaniti fino a Claudio Risé, tutti criticano con parole di fuoco le decisioni del tribunale dei minori dell’Aquila: «Errore gravissimo separare i Trevallion, c’è il rischio della schizofrenia». Ma le toghe ascoltano le assistenti sociali invece degli esperti.

Non sono uno psicologo e neanche uno psichiatra, ma ho letto con crescente incredulità gli interventi di tre autorità in materia. Massimo Ammaniti, Vittorino Andreoli, Claudio Risé sono considerati nei loro rispettivi campi grandi esperti nello scandagliare l’animo umano. Il primo è stato per lunghi anni docente di psicopatologia dello sviluppo, con attenzione per l’età evolutiva. Il secondo è stato direttore del dipartimento di psichiatria degli ospedali di Verona.

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paolo sorbi
Manifestazione studentesca nel 1968. Nel riquadro, Paolo Sorbi (Getty Images)
Il sociologo Paolo Sorbi, ex sessantottino, oggi pro life: «Perfino i comunisti furono più ricettivi davanti alla lezione di Wojtyla e Ratzinger. Il Pd ormai è diventato un partito radicale».
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Nathan Trevallion della cosiddetta famiglia del bosco insieme ai figli nella casa famiglia a Vasto (Ansa)
Se avessero coraggio, oggi sarebbero in piazza per Catherine, allontanata dalla prole non da maschi feroci ma da altre donne. Ed è tempo anche di una presa di posizione forte da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

Nel mare di retorica che sentiremo oggi in occasione della Festa della donna, sarebbe di conforto udire - tra le tante banalità - anche qualche parola un filo coraggiosa su una fetta di popolazione che è realmente discriminata e i cui diritti sono regolarmente calpestati. Sono le madri a cui lo Stato italiano toglie i figli, talvolta con l’uso della forza bruta talaltra con mezzi più subdoli.

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Proteste contro i giudici. Le assistenti sociali tramano: spostare i piccoli Trevallion
I manifesti appesi in solidarietà alla cosiddetta famiglia del bosco fuori dalla casa famiglia di assegnazione a Vasto (Ansa)
L’avvocato della famiglia del bosco: «Vogliono evitare i giornalisti». Ieri fiaccolata di solidarietà davanti alla struttura che li ospita. Preoccupa la mamma: è sotto choc.

In tre ore, si è consumato il vergognoso strappo dai suoi figli. L’allontanamento dalla struttura di Vasto di Catherine Birmingham Trevallion è avvenuto senza rispetto, umanità. Nessuna attenzione a preparare i piccoli per l’ulteriore distacco. Via dalla casa nel bosco, via dalla famiglia, ora la separazione violenta dalla mamma.

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