True
2021-11-03
Il 9 Parabellum non sarà più illegale. Finalmente
True
Getty Images
Una battaglia che La Verità aveva sposato già da quando, nel 2019, a tentare di vincere le resistenze del ministero della Difesa, era stato il legista Massimo Candura, purtroppo senza successo.
Ecco i fatti. Grazie a un emendamento di Giovanbattista Fazzolari, senatore di Fdi, approvato in commissione anche grazie alla collaborazione dei leghisti Stefano Candiani e Candura, il nostro Paese liberalizzerà finalmente il calibro 9x19 per armi corte, autorizzandone anche l'uso civile. Fino a oggi, l'impiego di questo munizionamento nelle pistole era riservato alle forze dell'ordine e ai militari.
Il doppio binario non era giustificato da alcuna motivazione tecnica: tra 9x19 e 9x21 Imi (il calibro divenuto preponderante tra i possessori civili di armi corte) non ci sono sostanziali differenze di potenza, che ne spieghino l'affidamento alle sole forze armate; e non è certo necessario differenziare la tipologia di calibro per distinguere, in caso di scontro a fuoco, quale arma abbia sparato, se quella dei buoni – gli agenti – o quella dei cattivi. Tanto più che il governo aveva chiesto che venisse comunque vietata la vendita del munizionamento a standard Nato, con il fondello contrassegnato da una croce in un cerchio.
La distinzione, tuttavia, comporta un notevole aggravio di costi per gli oplofili e gli operatori della sicurezza privata: le aziende sono costrette a produrre pistole dedicate esclusivamente al mercato civile italiano, che a paragone di bacini ben più ampi, come quello Usa, evidentemente non è abbastanza appetibile da indurle a non scaricare gli oneri sui consumatori finali. Non solo: è impossibile organizzare competizioni internazionali di tiro sul nostro territorio, perché i concorrenti stranieri, importando le loro armi in 9 Parabellum, rischierebbero di finire dietro le sbarre.
Non a caso, sui canali social, Fazzolari giubila così: «Si mette fine a una distorsione del mercato europeo, che costringeva i produttori italiani ed esteri a una duplice produzione di pistole semiautomatiche, che ha comportato finora un aggravio di costi soprattutto a discapito degli operatori della sicurezza privata. L'abolizione del divieto di utilizzo del calibro 9x19 ha anche importanti ripercussioni in ambito sportivo: la Federazione italiana tiro dinamico sportivo, riconosciuta dal Coni e dalla Federazione internazionale Ipsc, e gli enti di promozione sportiva, potranno finalmente organizzare in Italia competizioni internazionali di tiro, con il venir meno del divieto imposto agli atleti stranieri di introdurre sul suolo italiano la propria attrezzatura per lo svolgimento delle gare». Per una volta, un po' più di Europa ci ha fatto bene…
Continua a leggereRiduci
Con la ratifica, da parte del Senato, della legge europea, e in attesa, entro poche settimane, di un passaggio solo formale alla Camera, l'Italia si appresta a correggere un'anomalia che penalizzava un florido mercato e un vivace settore sportivo. Una battaglia che La Verità aveva sposato già da quando, nel 2019, a tentare di vincere le resistenze del ministero della Difesa, era stato il legista Massimo Candura, purtroppo senza successo.Ecco i fatti. Grazie a un emendamento di Giovanbattista Fazzolari, senatore di Fdi, approvato in commissione anche grazie alla collaborazione dei leghisti Stefano Candiani e Candura, il nostro Paese liberalizzerà finalmente il calibro 9x19 per armi corte, autorizzandone anche l'uso civile. Fino a oggi, l'impiego di questo munizionamento nelle pistole era riservato alle forze dell'ordine e ai militari. Il doppio binario non era giustificato da alcuna motivazione tecnica: tra 9x19 e 9x21 Imi (il calibro divenuto preponderante tra i possessori civili di armi corte) non ci sono sostanziali differenze di potenza, che ne spieghino l'affidamento alle sole forze armate; e non è certo necessario differenziare la tipologia di calibro per distinguere, in caso di scontro a fuoco, quale arma abbia sparato, se quella dei buoni – gli agenti – o quella dei cattivi. Tanto più che il governo aveva chiesto che venisse comunque vietata la vendita del munizionamento a standard Nato, con il fondello contrassegnato da una croce in un cerchio. La distinzione, tuttavia, comporta un notevole aggravio di costi per gli oplofili e gli operatori della sicurezza privata: le aziende sono costrette a produrre pistole dedicate esclusivamente al mercato civile italiano, che a paragone di bacini ben più ampi, come quello Usa, evidentemente non è abbastanza appetibile da indurle a non scaricare gli oneri sui consumatori finali. Non solo: è impossibile organizzare competizioni internazionali di tiro sul nostro territorio, perché i concorrenti stranieri, importando le loro armi in 9 Parabellum, rischierebbero di finire dietro le sbarre. Non a caso, sui canali social, Fazzolari giubila così: «Si mette fine a una distorsione del mercato europeo, che costringeva i produttori italiani ed esteri a una duplice produzione di pistole semiautomatiche, che ha comportato finora un aggravio di costi soprattutto a discapito degli operatori della sicurezza privata. L'abolizione del divieto di utilizzo del calibro 9x19 ha anche importanti ripercussioni in ambito sportivo: la Federazione italiana tiro dinamico sportivo, riconosciuta dal Coni e dalla Federazione internazionale Ipsc, e gli enti di promozione sportiva, potranno finalmente organizzare in Italia competizioni internazionali di tiro, con il venir meno del divieto imposto agli atleti stranieri di introdurre sul suolo italiano la propria attrezzatura per lo svolgimento delle gare». Per una volta, un po' più di Europa ci ha fatto bene…
A Cornate d’Adda scatta l’Alps Open, apertura italiana del tour 2026 con oltre 130 professionisti. In Lombardia il golf vale fino a 185 milioni di euro tra circoli, turismo ed eventi, e si rafforza come leva strategica per attrarre investimenti e valorizzare il territorio.
Nel cuore della Lombardia, tra il verde del Parco dell’Adda e un sistema economico sempre più attento alla leva sportiva, il golf torna protagonista. Da domani all’11 aprile il Villa Paradiso Alps Open inaugura la stagione italiana dell’Alps Tour, portando sul campo del Golf Club Villa Paradiso oltre 130 professionisti provenienti da diversi Paesi.
L’appuntamento, aperto al pubblico, si inserisce in una strategia più ampia che vede Assolombarda puntare sul golf non solo come disciplina sportiva, ma come strumento di promozione territoriale e occasione di sviluppo economico. Il torneo rientra infatti nel progetto Open Horizons: Lombardia, Capitale del Golf, pensato per rafforzare il posizionamento della regione come punto di riferimento nazionale e internazionale del settore. I numeri raccontano un comparto tutt’altro che marginale. Secondo lo studio L’indotto del golf in Lombardia, il valore complessivo generato oscilla tra i 165 e i 185 milioni di euro. Una cifra che tiene insieme più livelli: dai ricavi diretti dei circoli, stimati tra 59 e 62 milioni, fino all’impatto turistico, che rappresenta la quota più consistente con un range tra 103 e 118 milioni. Più contenuto, ma comunque significativo, il contributo legato alla vendita di attrezzature e abbigliamento, mentre i grandi eventi continuano a incidere, con l’Open d’Italia che in regione vale tra 8 e 9 milioni a edizione.
La Lombardia, del resto, è già oggi il principale polo golfistico italiano. Con 65 circoli affiliati alla Federazione Italiana Golf — pari al 18% del totale nazionale — e oltre 26 mila tesserati, quasi un terzo dei golfisti italiani, la regione si colloca davanti a realtà consolidate come Piemonte, Veneto e Lazio.
In questo contesto, il progetto Open Horizons mira a costruire una rete stabile tra istituzioni, club e imprese. L’obiettivo è quello di trasformare il golf in un sistema integrato capace di generare valore lungo tutta la filiera: dallo sport al turismo, fino alle relazioni economiche. Un’impostazione che punta a superare la dimensione puramente sportiva, per diventare leva strategica di attrattività. Accanto al circuito professionistico, si muove anche il calendario dedicato al mondo imprenditoriale. Nei giorni scorsi è partita infatti l’edizione 2026 del Assolombarda Golf Tour, un percorso in cinque tappe che toccherà alcuni dei principali circoli lombardi e farà nuovamente tappa proprio al Villa Paradiso l’8 maggio. Un’iniziativa che ha recentemente ottenuto un riconoscimento agli Italian Golf Awards, premiata per il suo rilievo nazionale tra i circuiti a brand golfistico.
Il filo conduttore resta lo stesso: utilizzare il golf come piattaforma di connessione, capace di mettere in relazione sport, territorio e impresa. Un modello che, almeno in Lombardia, sta provando a trasformare una disciplina di nicchia in un asset economico sempre più strutturato.
Continua a leggereRiduci