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2021-09-08
5 cose insolite da fare nelle grandi città
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10 cose da vedere qui, altre 10 da fare lì: è da qualche anno che, sul web, rimbalzano titoli di questo tipo. Il perché è presto detto: al di là dell'indicizzazione (pare che i motori di ricerca abbiano un occhio di riguardo per i titoli contenenti numeri), emerge il bisogno, da parte degli utenti, di leggere sintetici estratti dei luoghi di interesse.
Un'abitudine, questa, che fa il paio con una vita che non consente troppe perdite di tempo. È come se i lettori chiedessero a gran voce a giornalisti e blogger di andare in avanscoperta e trarre il meglio da ciò che vedono. Insomma, a volte si viaggia per interposta persona prima di spiccare il volo, ma anche in sua sostituzione: alcuni, impossibilitati a muoversi, si tuffano nei racconti di viaggio per provare il gusto, anche virtuale, di trovarsi altrove.
Consci di questi aspetti, abbiamo deciso di raccogliere alcune idee su cosa fare e vedere in 5 grandi città italiane: Milano, Venezia, Genova, Roma e Napoli. Cinque città rappresentative dell'italianità nella sua accezione migliore: se Roma è la capitale, Milano è la regina di cuori della moda e della finanza. Se il capoluogo della Liguria è un coacervo di artisti e pertugi da stanare, Napoli è la metropoli più viva del Paese.
E Venezia? Ha solo bisogno di scrollarsi di dosso la patina di meta turistica e farsi vedere per quello che è: poesia architettonica, spirito nostalgico, dama d'altri tempi. Sì, perché abbiamo ritenuto giusto andare al di là dei luoghi iconici di ciascuna di queste città, per concentrarci su angoli, musei e panorami sconosciuti ai più.
Il "turismo dei luoghi iconici", peraltro, ha cambiato forma: fino a non troppi anni fa si partiva per Roma sapendo che Colosseo, Fori Imperiali e Pantheon sarebbero state le mete principali e, talvolta, uniche. Nessuno, per esempio, si sarebbe mai sognato di spingersi fino alla Garbatella. Oggi le icone sono altre e hanno a che fare con la loro social-presentabilità: basta fare un giro su Instagram per rendersi conto che di Bali, Santorini o Lanzarote vengono fotografate sempre le stesse zone e dalle medesime angolature (Handara Gate, Oia, Jardín de Cactus, per fare alcuni esempi).
Per non parlare della Street Art o di fenomeni naturali come la fioritura di Castelluccio di Norcia e della lavanda in Provenza. Insomma, si è passati dalle icone alle mode. Prendiamo Venezia: le foto in gondola sembrano aver ceduto il passo alla libreria Acqua Alta; In Sicilia, Marzamemi è diventata più famosa di Taormina; nelle Marche il Tempio del Valadier ha soppiantato il Palazzo Ducale di Urbino.
Complici il cinema e la televisione, alcuni luoghi sono stati tirati fuori dall'anonimato. Si pensi ai borghi, realtà fino a qualche tempo fa snobbate dai più. Stessa cosa per Lecce e la Sicilia orientale: Il Giudice Mastrangelo e Montalbano li hanno estratti entrambi – e a ragione - come conigli dal cilindro. Per non parlare del Lago di Braies (e di "Un passo dal cielo", che lo ha consacrato al grande pubblico), di Spoleto ("Don Matteo") e di Ventotene ("The New Pope").
Tutto questo per dire che le mode, benché tali, hanno contribuito a rendere famosi luoghi dalla bellezza dimessa o, per meglio dire, inesplorata. Il rischio, però, è quello di trovarne ancora sovraffollati alcuni a discapito di altri.
Diventa, così, sempre più difficile districarsi tra i grandi classici, le tendenze attuali e il desiderio di andare oltre il conosciuto. La domanda è: quanto margine di sconosciuto c'è ancora intorno a noi?
Per trovarlo, il consiglio rimane quello di tenere gli occhi aperti: solo loro possono guidarci alla ricerca della bellezza e non per forza della fama cui sono assurte alcune città, zone e persino angoli. Ascoltare i propri bisogni e guardare il mondo con curiosità sono gli unici, veri ingredienti di un viaggio perfetto e fatto su misura.
Non c'è bisogno di inseguire la location-star: a volte basta fermarsi in un anonimo baretto di un altrettanto anonimo borgo per rendersi conto della ricchezza presente in Italia e dalla fortuna che abbiamo nel trovarci dove ci troviamo.
Ben vengano le città famose come quelle che stiamo per trattare, ma con le pupille rivolte in direzione del nascosto: è lì, tra un celebre monumento e uno scorcio visto e rivisto, che troveremo quello che nemmeno sappiamo di cercare, senza per questo escludere a priori il club delle "cose da fare e da vedere".
Il nostro viaggio partirà dal capoluogo della Lombardia, dove ci faremo spazio tra i luoghi comuni, alla ricerca di "spot" che nulla hanno a che fare con moda e finanza. Faremo lo stesso anche nelle altre città e forse la nostra lista avrà davvero qualcosa di diverso da quelle che tutti noi abbiamo stilato in precedenza.
Venezia

Calle Varisco (iStock)
«Venezia è bella, ma non ci vivrei». Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Eppure è solo uno dei tanti luoghi comuni sulla splendida città lagunare. Gli altri riguardano il suo presunto cattivo odore, la sporcizia, la tristezza.
Venezia è così turistica che può risultare difficile individuarne l'anima al di là dei cliché. Allora partiamo dalle cose insolite che si possono fare e vedere nel capoluogo veneto: solo così scopriremo le sue diverse sfaccettature.
- Chiesa di San Pantalon, Sestiere Dorsoduro, 3703. La sua facciata è incompiuta e, rispetto ad altre chiese veneziane, non invita certo a entrare. Peccato, perché al suo interno si trova la tela dipinta più grande al mondo, con il martirio e la gloria del santo al centro. La tela è appesa al soffitto e le sue dimensioni sono tali da farla sembrare un affresco;
- Despar Teatro Italia, Cannaregio nn. 1939-1952, Campiello de l'Anconeta. Fare la spesa qui è sicuramente un'esperienza unica: questo supermercato, infatti, è stato un teatro, un cinema e poi la sede di diversi uffici. Oggi è, probabilmente il supermarket più bello d'Italia;
- Museo Storico Navale, Riva S. Biasio, 2148. È il più importante museo navale italiano: più di 40 sale sparse su 5 livelli. Di proprietà della Marina Militare Italiana, racconta la storia marinara nazionale, veneziana in particolare.
- Squero di San Trovaso, Dorsoduro, 1097: è un cantiere in cui vengono costruite e riparate piccole imbarcazioni veneziane come le gondole. Un mestiere in via di estinzione, che però qui sopravvive orgogliosamente. La visita va prenotata scrivendo a info@squerosantrovaso.com
- Calle Varisco, la più stretta di Venezia: misura solo 53 centimetri!
Luoghi insoliti in cui dormire
- Go Outside Venezia, Via di Ca' Savio 77, Cavallino-Treporti. Un glamping a due passi dal mare;
- Glamping Canonici di San Marco, Via Accoppè Fratte, 14, Mirano. Ancora tende di lusso immerse nella natura.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Avanspettacolo Theatre Restaurant, Via della Fisica. Qui si mangia e si assiste contemporaneamente agli spettacoli in corso;
- Sudest 1401, Dorsoduro, 1401. Un locale dall'aspetto green e dai sapori frutto di contaminazioni culturali;
- Venèxian, Via S. Silvestro, 25A, Mirano VE. Un ristorante che riproduce in piccolo Venezia: ci si può anche accomodare su sedute a forma di barca.
Genova

Castello d'Albertis (iStock)
Anche su Genova i luoghi comuni si sprecano: oltre al pesto, alla presunta tirchieria degli abitanti e alla sua fama di città pericolosa, c'è molto di più.
Genova è indubbiamente una delle città più affascinanti d'Italia. Chissà perché, la sua storia artistica sembra venire sempre dopo le solite due-tre cose che si dicono di lei. Eppure è tutta palazzi eleganti, misteriosi caruggi e mare.
Ecco alcune dritte per un viaggio insolito nel capoluogo della Liguria:
- Campopisano. Questa zona, con la sua piazza a forma di conchiglia, si chiama così perché vi sono sepolti migliaia di pisani: la battaglia della Meloria (1284), infatti, li vide perdere contro i genovesi. Oggi, però, è una zona allegra e colorata;
- Castello d'Albertis, Corso Dogali, 18. Ideato dal Capitano Enrico Alberto d'Albertis a inizio Novecento, è oggi Museo delle Culture del Mondo. Qui, infatti, sono stipate le mirabilia collezionate nel tempo dal capitano-viaggiatore;
- Le Ville di Cornigliano. In questo quartiere si trovano torri di avvistamento e palazzi nobiliari, fatti costruire da alcune ricche famiglie genovesi per lo più tra Quattrocento e Seicento. Questa passeggiata scenografica parte dai Giardini Melis;
- Convento Santuario della Madonnetta, Salita della Madonnetta. Al suo interno si trova uno dei presepi perenni più belli d'Italia. Come nella tradizione napoletana, scene della Natività e scene di vita quotidiana convivono armoniosamente;
- Casa di Cristoforo Colombo, Piazza Dante. Forse non è proprio una "cosa" insolita, ma non tutti, passandoci davanti, immaginano che qui si trovava l'abitazione del grande navigatore. Quella che si vede oggi è la ricostruzione del XVIII secolo.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Agriturismo Le Pale, Via Pale, 12, Bogliasco (GE). La suite è una bolla semi-trasparente da cui osservare le stelle;
- Home Grifondoro Bed and Breakfast, Corso Aurelio Saffi, 7/7. Mobili d'epoca in un ex edificio Liberty fanno di questo b&b un alloggio diverso dal solito.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Tripperia La Casana, Vico della Casana. Trippa in tutte le salse in un locale storico;
- Antica Friggitoria Carega, Via di Sottoripa, 113 r. Un pertugio tra i caruggi, dove abbuffarsi di panisse (bastoncini di ceci fritti);
- Tierra Nuestra, Salita di S. Paolo, 16: cucina tipica dell'Ecuador (la comunità di questo Paese è particolarmente fitta a Genova).
Milano

Biblioteca degli Alberi (iStock)
Milano è sicuramente la città dei luoghi comuni: non i suoi, ma quelli che le affibbiano gli italiani da ogni dove. Milano sembra coincidere solo con i soldi, la Scala, le sfilate e la cotoletta. Quando si dice Milano si dà adito a sentimenti contrastanti, di ammirazione e invidia, di disprezzo e desiderio.
Per questo e altri motivi abbiamo deciso di inserire il capoluogo lombardo tra le città che hanno molto da offrire al di là dei soliti luoghi (comuni).
Ecco una lista delle esperienze meno tipiche, ma altrettanto belle:
- Salire al 39mo piano del Palazzo della Regione, per ammirare la città (e le Alpi) dall'alto. Il palazzo si trova in Piazza Città di Lombardia e misura 160 metri: vista spaziale assicurata! L'unico problema è che non sempre è aperto alle visite (men che meno in questo periodo). Gli aggiornamenti, comunque, vengono pubblicati sul sito;
- Visitare l'Università Cattolica del Sacro Cuore e il Giardino delle Vergini, dedicato a Santa Caterina d'Alessandria. Università e giardino si trovano nel monastero cistercense di Sant'Ambrogio, di cui vanno assolutamente visti basilica e chiostri del Bramante. Quanto al giardino, originariamente riservato alle fanciulle illibate, è un'oasi di verde quiete nella città;
- A meritare una passeggiata rilassante è anche il Giardino della Guastalla. Un parco antico e ricco di gioielli, come la peschiera, le sculture e le innumerevoli specie vegetali che vi si trovano;
- Il Museo Branca è sicuramente un museo fuori dal comune. Vi dice qualcosa la parola Fernet? Ecco, qui è esposta la storia del celebre marchio che continua a deliziare i palati di tutta Italia. In Via Resegone, 2.
- La Biblioteca degli Alberi, Via Gaetano de Castillia, 18-20. Si chiama così, ma in realtà è un bellissimo parco, inaugurato nel 2018 tra Piazza Gae Aulenti e il quartiere Isola. È il più grande dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici Indro Montanelli.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Biocity Hotel Milano, Via Edolo, 18. Anima green con prodotti a km 0;
- Un Posto a Milano, Via Cuccagna 2/4, Porta Romana. Una cascina di campagna in piena città.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Potafiori, Via Salasco, 17. Come dice il nome, si mangia tra fiori e piante;
- Crazy Cat Cafè, Via Napo Torriani, 5. Qui si mangia circondati da felini;
- Upcycle bike cafè, Via Andrea Maria Ampère, 59. Un locale - manco a dirlo - in tema bicicletta.
Roma

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (iStock)
Roma è così vasta che è impossibile non trovare cose insolite da fare e vedere. Essendo patria di monumenti di inestimabile valore, è chiaro che nulla di veramente insolito possa essere ricercato la prima volta che la si vede. Ma se si decide di tornare (e si decide sempre di tornare a Roma), allora ci si può dedicare ad altro.
Dopo essersi estasiati di fronte al Colosseo, al Pantheon, alla Fontana di Trevi, ci si può riservare cinque cose molto particolari della capitale:
- Via Piccolomini. Questa splendida stradina, costeggiata da eleganti condomini, offre una vista speciale sul Cupolone. L'effetto prospettico genera infatti l'illusione che la cupola di San Pietro sia vicinissima. Man mano che si procede, però, si scopre l'inganno. A due passi dal parco di Villa Pamphili.
- Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Via del Caravita, 8°. Un luogo di culto barocco e centralissimo (quindi non così difficile da individuare), ma "illusorio" come la via di cui sopra. Basta alzare il naso e osservare la monumentale cupola, che in realtà non c'è: ciò che si vede è in realtà un dipinto di Andrea Pozzo e, se non ci si discosta troppo dalla soglia, non ci si rende affatto conto della differenza;
- Colonia Felina di Torre Argentina. Premesso che Largo Argentina è uno dei must per chiunque voglia visitare Roma per via dei suoi preziosissimi scavi, bisogna sapere che, dal 1993, qui vivono allegramente 150 gatti, che amano aggirarsi tra il teatro di Pompeo e gli antichissimi templi;
- Mausoleo Ossario Garibaldino, Via Garibaldi, 29. Siamo sul Gianicolo, dove di solito ci si reca per ammirare gli indimenticabili tramonti della capitale. Eppure il colle è sede di varie preziosità, tra cui questo monumento ai caduti nelle battaglie garibaldine per Roma Capitale (che ebbero luogo negli anni tra il 1849 e il 1870);
- Lido di Ostia. Non tutti sanno che il lido non è un posto a parte, bensì un quartiere della capitale. Per raggiungerlo, si può prendere la metropolitana da Porta San Paolo: in meno di mezz'ora ci si ritrova in spiaggia, magari per un pranzo o una cena a base di pesce.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Alloggi iRooms: 5 suite in altrettante zone della città, ciascuna a tema (per es., in Piazza del Gesù, a due passi dal Pantheon, c'è la suite Jacuzzi);
- Campeggio Flaminio, Via Flaminia Nuova, 821. Dormire in città, ma facendo esperienza di un campeggio. Da provare la Coco Suite.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Tramjazz: cena e concerto dal vivo girando Roma. Si parte da Piazza di Porta Maggiore e, ovviamente, bisogna prenotare con un certo anticipo;
- The Sanctuary, Via delle Terme di Traiano, 4°. Un eco retreat che sembra trovarsi in mezzo alla giungla;
- Restaurant L'Eau Vive, Via Monterone, 85. In questo ristorante dall'eleganza francese le suore che lo gestiscono cantano per tutta la serata, coinvolgendo gli ospiti. I guadagni vanno in beneficienza.
Napoli

Mercato Pignasecca (iStock)
Concludiamo questo viaggio a Napoli, che dei luoghi comuni è forse la patria. Non c'è italiano che non si sia espresso sulla città partenopea: c'è chi la ama e chi la odia. Questi ultimi, in particolare, fanno riferimento alla nomea di capoluogo malfamato, caotico, "bello ma".
Noi siamo qui per sfatare un po' di dicerie, raccontando di una Napoli elegante, raffinata (prima di tutto nei modi) e avveniristica. Ecco le esperienze da fare al di là del Vesuvio, della pizza e dei vari mandolini:
- Chiesa di San Gregorio Armeno, Via S. Gregorio Armeno, 28. Si tratta di una delle chiese più antiche e importanti della città, ma non tutti la collegano a Santa Patrizia, le cui spoglie si trovano all'interno. La particolarità consiste nel fatto che la santa è la protettrice dei single e che ogni 25 agosto molti non accoppiati si recano proprio in questa chiesa per chiedere che arrivi l'amore;
- Parco Archeologico del Pausilypon, Discesa Coroglio, 36. Si accede dalla Grotta di Seiano per ritrovarsi di fronte all'estrema bellezza storico-naturalistica del luogo, dominato dai resti della villa di Publio Vedio Pollione. Si può visitare dal lunedì al venerdì alle 9.30 e alle 10.30 con visita guidata (bisogna chiamare lo 0812301030);
- Mercato Pignasecca, Via Pignasecca, 14. Un mercato che più vivace non si può: lo si può visitare tutti i giorni ai Quartieri Spagnoli, a Pignasecca, nel quartiere Montecalvario;
- Palazzo Torre Palasciano, Salita Moiariello, 60. Venne eretto a fine '800 sul modello del Palazzo della Signoria, a Firenze, per volontà di Ferdinando Palasciano, medico e precursore della Croce Rossa. Da qui si gode di una gran bella vista sulla città e – se ci si crede – si può incontrare il fantasma dello stesso Palasciano;
- Cimitero di Poggioreale, Via S. Maria del Pianto. È uno dei cimiteri più grandi d'Europa, oltre che un monumento vero e proprio. Qui si trovano sepolte personalità illustri come quelle di Benedetto Croce, Carlo Pisacane e il compositore Saverio Mercadante.
Luoghi insoliti in cui dormire
- The Fresh Glamour Accomodation, Via Donnalbina, 7. Un hotel accogliente, dalle camere colorate e stravaganti;
- Hotel Meeting, Via Circunvallazione Esterna, 46, Casoria (NA). 7 camere, tutte a tema, tra cui "arabic", "cage" e "family".
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Cannabistró, Via Vincenzo Bellini, 13. Tutto ciò che si mangia in questo locale è a base di canapa, ingrediente dalle grandi proprietà nutritive;
- Pizzeria Le Sorelle Bandiera, Vico Cinquesanti, 33. È la prima pizzeria geotermica d'Italia, vale a dire dotata di camere e forni in tufo per la lievitazione (lunghissima) e la cottura della pasta;
- Etto, Via Santa Maria di Costantinopoli, 102. Se si vuole mangiare "a peso", questo è il posto giusto. Cucina partenopea, ma anche vegetariana e asiatica.
Continua a leggereRiduci
Non solo Colosseo e Duomo. Dalla più stretta via di Venezia alla Salita della Madonnetta a Genova. Dalla Biblioteca degli Alberi a Milano al Mercato Pignasecca di Napoli, passando per Roma, dove dall'illusoria Via Piccolomini si può godere di una vista del Cupolone mozzafiato.Lo speciale contiene un articolo e cinque approfondimenti.10 cose da vedere qui, altre 10 da fare lì: è da qualche anno che, sul web, rimbalzano titoli di questo tipo. Il perché è presto detto: al di là dell'indicizzazione (pare che i motori di ricerca abbiano un occhio di riguardo per i titoli contenenti numeri), emerge il bisogno, da parte degli utenti, di leggere sintetici estratti dei luoghi di interesse.Un'abitudine, questa, che fa il paio con una vita che non consente troppe perdite di tempo. È come se i lettori chiedessero a gran voce a giornalisti e blogger di andare in avanscoperta e trarre il meglio da ciò che vedono. Insomma, a volte si viaggia per interposta persona prima di spiccare il volo, ma anche in sua sostituzione: alcuni, impossibilitati a muoversi, si tuffano nei racconti di viaggio per provare il gusto, anche virtuale, di trovarsi altrove.Consci di questi aspetti, abbiamo deciso di raccogliere alcune idee su cosa fare e vedere in 5 grandi città italiane: Milano, Venezia, Genova, Roma e Napoli. Cinque città rappresentative dell'italianità nella sua accezione migliore: se Roma è la capitale, Milano è la regina di cuori della moda e della finanza. Se il capoluogo della Liguria è un coacervo di artisti e pertugi da stanare, Napoli è la metropoli più viva del Paese. E Venezia? Ha solo bisogno di scrollarsi di dosso la patina di meta turistica e farsi vedere per quello che è: poesia architettonica, spirito nostalgico, dama d'altri tempi. Sì, perché abbiamo ritenuto giusto andare al di là dei luoghi iconici di ciascuna di queste città, per concentrarci su angoli, musei e panorami sconosciuti ai più.Il "turismo dei luoghi iconici", peraltro, ha cambiato forma: fino a non troppi anni fa si partiva per Roma sapendo che Colosseo, Fori Imperiali e Pantheon sarebbero state le mete principali e, talvolta, uniche. Nessuno, per esempio, si sarebbe mai sognato di spingersi fino alla Garbatella. Oggi le icone sono altre e hanno a che fare con la loro social-presentabilità: basta fare un giro su Instagram per rendersi conto che di Bali, Santorini o Lanzarote vengono fotografate sempre le stesse zone e dalle medesime angolature (Handara Gate, Oia, Jardín de Cactus, per fare alcuni esempi).Per non parlare della Street Art o di fenomeni naturali come la fioritura di Castelluccio di Norcia e della lavanda in Provenza. Insomma, si è passati dalle icone alle mode. Prendiamo Venezia: le foto in gondola sembrano aver ceduto il passo alla libreria Acqua Alta; In Sicilia, Marzamemi è diventata più famosa di Taormina; nelle Marche il Tempio del Valadier ha soppiantato il Palazzo Ducale di Urbino.Complici il cinema e la televisione, alcuni luoghi sono stati tirati fuori dall'anonimato. Si pensi ai borghi, realtà fino a qualche tempo fa snobbate dai più. Stessa cosa per Lecce e la Sicilia orientale: Il Giudice Mastrangelo e Montalbano li hanno estratti entrambi – e a ragione - come conigli dal cilindro. Per non parlare del Lago di Braies (e di "Un passo dal cielo", che lo ha consacrato al grande pubblico), di Spoleto ("Don Matteo") e di Ventotene ("The New Pope").Tutto questo per dire che le mode, benché tali, hanno contribuito a rendere famosi luoghi dalla bellezza dimessa o, per meglio dire, inesplorata. Il rischio, però, è quello di trovarne ancora sovraffollati alcuni a discapito di altri.Diventa, così, sempre più difficile districarsi tra i grandi classici, le tendenze attuali e il desiderio di andare oltre il conosciuto. La domanda è: quanto margine di sconosciuto c'è ancora intorno a noi?Per trovarlo, il consiglio rimane quello di tenere gli occhi aperti: solo loro possono guidarci alla ricerca della bellezza e non per forza della fama cui sono assurte alcune città, zone e persino angoli. Ascoltare i propri bisogni e guardare il mondo con curiosità sono gli unici, veri ingredienti di un viaggio perfetto e fatto su misura. Non c'è bisogno di inseguire la location-star: a volte basta fermarsi in un anonimo baretto di un altrettanto anonimo borgo per rendersi conto della ricchezza presente in Italia e dalla fortuna che abbiamo nel trovarci dove ci troviamo. Ben vengano le città famose come quelle che stiamo per trattare, ma con le pupille rivolte in direzione del nascosto: è lì, tra un celebre monumento e uno scorcio visto e rivisto, che troveremo quello che nemmeno sappiamo di cercare, senza per questo escludere a priori il club delle "cose da fare e da vedere".Il nostro viaggio partirà dal capoluogo della Lombardia, dove ci faremo spazio tra i luoghi comuni, alla ricerca di "spot" che nulla hanno a che fare con moda e finanza. Faremo lo stesso anche nelle altre città e forse la nostra lista avrà davvero qualcosa di diverso da quelle che tutti noi abbiamo stilato in precedenza.<div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="venezia" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Venezia Calle Varisco (iStock) «Venezia è bella, ma non ci vivrei». Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Eppure è solo uno dei tanti luoghi comuni sulla splendida città lagunare. Gli altri riguardano il suo presunto cattivo odore, la sporcizia, la tristezza.Venezia è così turistica che può risultare difficile individuarne l'anima al di là dei cliché. Allora partiamo dalle cose insolite che si possono fare e vedere nel capoluogo veneto: solo così scopriremo le sue diverse sfaccettature.Chiesa di San Pantalon, Sestiere Dorsoduro, 3703. La sua facciata è incompiuta e, rispetto ad altre chiese veneziane, non invita certo a entrare. Peccato, perché al suo interno si trova la tela dipinta più grande al mondo, con il martirio e la gloria del santo al centro. La tela è appesa al soffitto e le sue dimensioni sono tali da farla sembrare un affresco;Despar Teatro Italia, Cannaregio nn. 1939-1952, Campiello de l'Anconeta. Fare la spesa qui è sicuramente un'esperienza unica: questo supermercato, infatti, è stato un teatro, un cinema e poi la sede di diversi uffici. Oggi è, probabilmente il supermarket più bello d'Italia;Museo Storico Navale, Riva S. Biasio, 2148. È il più importante museo navale italiano: più di 40 sale sparse su 5 livelli. Di proprietà della Marina Militare Italiana, racconta la storia marinara nazionale, veneziana in particolare.Squero di San Trovaso, Dorsoduro, 1097: è un cantiere in cui vengono costruite e riparate piccole imbarcazioni veneziane come le gondole. Un mestiere in via di estinzione, che però qui sopravvive orgogliosamente. La visita va prenotata scrivendo a info@squerosantrovaso.comCalle Varisco, la più stretta di Venezia: misura solo 53 centimetri!Luoghi insoliti in cui dormireGo Outside Venezia, Via di Ca' Savio 77, Cavallino-Treporti. Un glamping a due passi dal mare;Glamping Canonici di San Marco, Via Accoppè Fratte, 14, Mirano. Ancora tende di lusso immerse nella natura.Luoghi insoliti in cui mangiareAvanspettacolo Theatre Restaurant, Via della Fisica. Qui si mangia e si assiste contemporaneamente agli spettacoli in corso;Sudest 1401, Dorsoduro, 1401. Un locale dall'aspetto green e dai sapori frutto di contaminazioni culturali;Venèxian, Via S. Silvestro, 25A, Mirano VE. Un ristorante che riproduce in piccolo Venezia: ci si può anche accomodare su sedute a forma di barca. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="genova" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Genova Castello d'Albertis (iStock) Anche su Genova i luoghi comuni si sprecano: oltre al pesto, alla presunta tirchieria degli abitanti e alla sua fama di città pericolosa, c'è molto di più.Genova è indubbiamente una delle città più affascinanti d'Italia. Chissà perché, la sua storia artistica sembra venire sempre dopo le solite due-tre cose che si dicono di lei. Eppure è tutta palazzi eleganti, misteriosi caruggi e mare.Ecco alcune dritte per un viaggio insolito nel capoluogo della Liguria:Campopisano. Questa zona, con la sua piazza a forma di conchiglia, si chiama così perché vi sono sepolti migliaia di pisani: la battaglia della Meloria (1284), infatti, li vide perdere contro i genovesi. Oggi, però, è una zona allegra e colorata;Castello d'Albertis, Corso Dogali, 18. Ideato dal Capitano Enrico Alberto d'Albertis a inizio Novecento, è oggi Museo delle Culture del Mondo. Qui, infatti, sono stipate le mirabilia collezionate nel tempo dal capitano-viaggiatore;Le Ville di Cornigliano. In questo quartiere si trovano torri di avvistamento e palazzi nobiliari, fatti costruire da alcune ricche famiglie genovesi per lo più tra Quattrocento e Seicento. Questa passeggiata scenografica parte dai Giardini Melis;Convento Santuario della Madonnetta, Salita della Madonnetta. Al suo interno si trova uno dei presepi perenni più belli d'Italia. Come nella tradizione napoletana, scene della Natività e scene di vita quotidiana convivono armoniosamente;Casa di Cristoforo Colombo, Piazza Dante. Forse non è proprio una "cosa" insolita, ma non tutti, passandoci davanti, immaginano che qui si trovava l'abitazione del grande navigatore. Quella che si vede oggi è la ricostruzione del XVIII secolo.Luoghi insoliti in cui dormireAgriturismo Le Pale, Via Pale, 12, Bogliasco (GE). La suite è una bolla semi-trasparente da cui osservare le stelle;Home Grifondoro Bed and Breakfast, Corso Aurelio Saffi, 7/7. Mobili d'epoca in un ex edificio Liberty fanno di questo b&b un alloggio diverso dal solito.Luoghi insoliti in cui mangiareTripperia La Casana, Vico della Casana. Trippa in tutte le salse in un locale storico;Antica Friggitoria Carega, Via di Sottoripa, 113 r. Un pertugio tra i caruggi, dove abbuffarsi di panisse (bastoncini di ceci fritti);Tierra Nuestra, Salita di S. Paolo, 16: cucina tipica dell'Ecuador (la comunità di questo Paese è particolarmente fitta a Genova). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="milano" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Milano Biblioteca degli Alberi (iStock) Milano è sicuramente la città dei luoghi comuni: non i suoi, ma quelli che le affibbiano gli italiani da ogni dove. Milano sembra coincidere solo con i soldi, la Scala, le sfilate e la cotoletta. Quando si dice Milano si dà adito a sentimenti contrastanti, di ammirazione e invidia, di disprezzo e desiderio.Per questo e altri motivi abbiamo deciso di inserire il capoluogo lombardo tra le città che hanno molto da offrire al di là dei soliti luoghi (comuni).Ecco una lista delle esperienze meno tipiche, ma altrettanto belle:Salire al 39mo piano del Palazzo della Regione, per ammirare la città (e le Alpi) dall'alto. Il palazzo si trova in Piazza Città di Lombardia e misura 160 metri: vista spaziale assicurata! L'unico problema è che non sempre è aperto alle visite (men che meno in questo periodo). Gli aggiornamenti, comunque, vengono pubblicati sul sito;Visitare l'Università Cattolica del Sacro Cuore e il Giardino delle Vergini, dedicato a Santa Caterina d'Alessandria. Università e giardino si trovano nel monastero cistercense di Sant'Ambrogio, di cui vanno assolutamente visti basilica e chiostri del Bramante. Quanto al giardino, originariamente riservato alle fanciulle illibate, è un'oasi di verde quiete nella città;A meritare una passeggiata rilassante è anche il Giardino della Guastalla. Un parco antico e ricco di gioielli, come la peschiera, le sculture e le innumerevoli specie vegetali che vi si trovano;Il Museo Branca è sicuramente un museo fuori dal comune. Vi dice qualcosa la parola Fernet? Ecco, qui è esposta la storia del celebre marchio che continua a deliziare i palati di tutta Italia. In Via Resegone, 2.La Biblioteca degli Alberi, Via Gaetano de Castillia, 18-20. Si chiama così, ma in realtà è un bellissimo parco, inaugurato nel 2018 tra Piazza Gae Aulenti e il quartiere Isola. È il più grande dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici Indro Montanelli.Luoghi insoliti in cui dormireBiocity Hotel Milano, Via Edolo, 18. Anima green con prodotti a km 0;Un Posto a Milano, Via Cuccagna 2/4, Porta Romana. Una cascina di campagna in piena città.Luoghi insoliti in cui mangiarePotafiori, Via Salasco, 17. Come dice il nome, si mangia tra fiori e piante;Crazy Cat Cafè, Via Napo Torriani, 5. Qui si mangia circondati da felini;Upcycle bike cafè, Via Andrea Maria Ampère, 59. Un locale - manco a dirlo - in tema bicicletta. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="roma" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Roma Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (iStock) Roma è così vasta che è impossibile non trovare cose insolite da fare e vedere. Essendo patria di monumenti di inestimabile valore, è chiaro che nulla di veramente insolito possa essere ricercato la prima volta che la si vede. Ma se si decide di tornare (e si decide sempre di tornare a Roma), allora ci si può dedicare ad altro.Dopo essersi estasiati di fronte al Colosseo, al Pantheon, alla Fontana di Trevi, ci si può riservare cinque cose molto particolari della capitale:Via Piccolomini. Questa splendida stradina, costeggiata da eleganti condomini, offre una vista speciale sul Cupolone. L'effetto prospettico genera infatti l'illusione che la cupola di San Pietro sia vicinissima. Man mano che si procede, però, si scopre l'inganno. A due passi dal parco di Villa Pamphili.Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Via del Caravita, 8°. Un luogo di culto barocco e centralissimo (quindi non così difficile da individuare), ma "illusorio" come la via di cui sopra. Basta alzare il naso e osservare la monumentale cupola, che in realtà non c'è: ciò che si vede è in realtà un dipinto di Andrea Pozzo e, se non ci si discosta troppo dalla soglia, non ci si rende affatto conto della differenza;Colonia Felina di Torre Argentina. Premesso che Largo Argentina è uno dei must per chiunque voglia visitare Roma per via dei suoi preziosissimi scavi, bisogna sapere che, dal 1993, qui vivono allegramente 150 gatti, che amano aggirarsi tra il teatro di Pompeo e gli antichissimi templi;Mausoleo Ossario Garibaldino, Via Garibaldi, 29. Siamo sul Gianicolo, dove di solito ci si reca per ammirare gli indimenticabili tramonti della capitale. Eppure il colle è sede di varie preziosità, tra cui questo monumento ai caduti nelle battaglie garibaldine per Roma Capitale (che ebbero luogo negli anni tra il 1849 e il 1870);Lido di Ostia. Non tutti sanno che il lido non è un posto a parte, bensì un quartiere della capitale. Per raggiungerlo, si può prendere la metropolitana da Porta San Paolo: in meno di mezz'ora ci si ritrova in spiaggia, magari per un pranzo o una cena a base di pesce.Luoghi insoliti in cui dormireAlloggi iRooms: 5 suite in altrettante zone della città, ciascuna a tema (per es., in Piazza del Gesù, a due passi dal Pantheon, c'è la suite Jacuzzi);Campeggio Flaminio, Via Flaminia Nuova, 821. Dormire in città, ma facendo esperienza di un campeggio. Da provare la Coco Suite.Luoghi insoliti in cui mangiareTramjazz: cena e concerto dal vivo girando Roma. Si parte da Piazza di Porta Maggiore e, ovviamente, bisogna prenotare con un certo anticipo;The Sanctuary, Via delle Terme di Traiano, 4°. Un eco retreat che sembra trovarsi in mezzo alla giungla;Restaurant L'Eau Vive, Via Monterone, 85. In questo ristorante dall'eleganza francese le suore che lo gestiscono cantano per tutta la serata, coinvolgendo gli ospiti. I guadagni vanno in beneficienza. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="napoli" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Napoli Mercato Pignasecca (iStock) Concludiamo questo viaggio a Napoli, che dei luoghi comuni è forse la patria. Non c'è italiano che non si sia espresso sulla città partenopea: c'è chi la ama e chi la odia. Questi ultimi, in particolare, fanno riferimento alla nomea di capoluogo malfamato, caotico, "bello ma".Noi siamo qui per sfatare un po' di dicerie, raccontando di una Napoli elegante, raffinata (prima di tutto nei modi) e avveniristica. Ecco le esperienze da fare al di là del Vesuvio, della pizza e dei vari mandolini:Chiesa di San Gregorio Armeno, Via S. Gregorio Armeno, 28. Si tratta di una delle chiese più antiche e importanti della città, ma non tutti la collegano a Santa Patrizia, le cui spoglie si trovano all'interno. La particolarità consiste nel fatto che la santa è la protettrice dei single e che ogni 25 agosto molti non accoppiati si recano proprio in questa chiesa per chiedere che arrivi l'amore;Parco Archeologico del Pausilypon, Discesa Coroglio, 36. Si accede dalla Grotta di Seiano per ritrovarsi di fronte all'estrema bellezza storico-naturalistica del luogo, dominato dai resti della villa di Publio Vedio Pollione. Si può visitare dal lunedì al venerdì alle 9.30 e alle 10.30 con visita guidata (bisogna chiamare lo 0812301030);Mercato Pignasecca, Via Pignasecca, 14. Un mercato che più vivace non si può: lo si può visitare tutti i giorni ai Quartieri Spagnoli, a Pignasecca, nel quartiere Montecalvario;Palazzo Torre Palasciano, Salita Moiariello, 60. Venne eretto a fine '800 sul modello del Palazzo della Signoria, a Firenze, per volontà di Ferdinando Palasciano, medico e precursore della Croce Rossa. Da qui si gode di una gran bella vista sulla città e – se ci si crede – si può incontrare il fantasma dello stesso Palasciano;Cimitero di Poggioreale, Via S. Maria del Pianto. È uno dei cimiteri più grandi d'Europa, oltre che un monumento vero e proprio. Qui si trovano sepolte personalità illustri come quelle di Benedetto Croce, Carlo Pisacane e il compositore Saverio Mercadante.Luoghi insoliti in cui dormireThe Fresh Glamour Accomodation, Via Donnalbina, 7. Un hotel accogliente, dalle camere colorate e stravaganti;Hotel Meeting, Via Circunvallazione Esterna, 46, Casoria (NA). 7 camere, tutte a tema, tra cui "arabic", "cage" e "family".Luoghi insoliti in cui mangiareCannabistró, Via Vincenzo Bellini, 13. Tutto ciò che si mangia in questo locale è a base di canapa, ingrediente dalle grandi proprietà nutritive;Pizzeria Le Sorelle Bandiera, Vico Cinquesanti, 33. È la prima pizzeria geotermica d'Italia, vale a dire dotata di camere e forni in tufo per la lievitazione (lunghissima) e la cottura della pasta;Etto, Via Santa Maria di Costantinopoli, 102. Se si vuole mangiare "a peso", questo è il posto giusto. Cucina partenopea, ma anche vegetariana e asiatica.
A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina un evento di Fratelli d'Italia in Senato per raccontare la verità di quello che succede sul campo.
Un evento organizzato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e dall'onorevole Francesco Filini, responsabile dell'Ufficio studi e che lo ha anche moderato.
Fazzolari ha garantito che il sostegno, anche militare a Kiev, ci sarà per tutto il 2026, così come confermato dal voto in Senato del giorno successivo. «Il governo è sempre stato molto compatto sul sostegno a Kiev, abbiamo messo più volte la fiducia su più provvedimenti anche per ragioni di tempo e di semplicità, ma non c’è mai stato un problema nella maggioranza sul sostegno all’Ucraina». Poi ha aggiunto: «In tutto questo gioco di trattative il pericolo più grande che abbiamo è quello di giungere alla fine a una pace tra Mosca e Kiev senza aver inglobato pienamente l’Ucraina nel contesto europeo, nel nostro sistema di difesa o nel nostro sistema dell’Unione Europea». Per Filini i quattro anni passati sono stati conditi anche tantissima disinformazione: «Da quattro anni circolano fake news che raccontano come l’Ucraina avrebbe perso la guerra sin dalle prime settimane. In realtà, la situazione sul campo è tutt’altra: ci parla di una Russia impantanata, che non riesce più a uscire da un inferno che si è andata a cercare, perché non si aspettava la risposta ucraina all’aggressione di quattro anni fa». Invece, aggiunge: «Oggi siamo qui per raccontare, anche attraverso un documento elaborato dall’Ufficio studi di FdI, come stanno realmente le cose e per smascherare l’enorme quantità di fake news che purtroppo vengono rilanciate qui in Italia da persone che probabilmente si bevono la propaganda russa e la rilanciano. Noi siamo qui a testimoniare la verità».
All'evento hanno partecipato anche il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il direttore di Libero Mario Sechi, il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, l’analista e youtuber Anton Sokol, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini, il senatore di Azione Marco Lombardo, l’inviata Rai Stefania Battistini e il giornalista Federico Rampini, esperto di politica americana e inviato del Corriere della sera, il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk.
Ansa
Gli arrestati per l’omicidio di Quentin Deranque sono quasi tutti figli della borghesia benestante della Francia-ztl e più in generale quando la Sinistra antagonista va in piazza per una manifestazione propal i musulmani arruolati appartengono sempre a fasce di disagio urbano precedentemente e pazientemente politicizzate dalla Sinistra antagonista alla testa delle proteste di piazza. Non avviene mai, come invece sarebbe logico aspettarsi, che i Centri sociali si accodino a proteste di eventuali movimenti politici composti da coloro che in prima persona vivono il problema oggetto della manifestazione, al contrario, quando si tratta di manifestare a favore del Venezuela o di Cuba, il copione classico vede lo scontro verbale tra i manifestanti europei figli di famiglie benestanti con i veri venezuelani e i veri cubani ai quali viene rimproverato il fatto di non essere abbastanza informati su ciò che succede «davvero» a casa loro.
Questo schema non è casuale e discende consequenzialmente dal nuovo rapporto di utilizzo che la Sinistra occidentale ha sviluppato nei confronti della violenza: venuta a mancare da decenni la prospettiva rivoluzionaria reale, la Sinistra ha trasformato la violenza di piazza in un rituale autoreferenziale privo di telos politico ed è giunta a tale stadio dialettico realizzando le linee-guida tratteggiate dai postmarxisti teorici della protesta come fonte di senso esistenziale à la Toni Negri. In questa visione la violenza diventa lo strumento paradossale con cui la borghesia ricca e presentabile manifesta la propria esistenza morale contro la società che essa stessa ha edificato. Dalla radice iniziale del concetto di violenza intesa come «levatrice della storia» - il contributo forse più originale elaborato da Marx insieme alla superiorità della prassi sulla teoria - si è giunti alla sua funzione puramente simulacrale e sostanzialmente finalizzata al dispendio energetico delle forze di coloro che non trovano posto nella nuova società postindustriale.
Dalla Comune di Parigi alla Rivoluzione d’ottobre, dal Biennio rosso al Sessantotto, dalle Brigate Rosse alla Rote Armee Fraktion, la violenza ha sempre avuto una precisa finalità politica ed un preciso obiettivo rivoluzionario, più o meno realistico o utopico. Con l’ingresso nella Globalizzazione la rivoluzione è in effetti avvenuta ma non come i rivoluzionari si aspettavano: in effetti si è entrati in un «mondo nuovo» ma non basato sugli esiti ultimi del marxismo bensì sul mercato unico globale in grado, secondo il marketing che l’ha accompagnato, di stabilire «pace perpetua e fine delle ineguaglianze». La presa d’atto da parte della Sinistra più violenta, quella legata alle proprie radici marxiste, di tale deriva realizzata proprio dalla Sinistra mercatista - quella per intenderci del New Labour il cui principale teorizzatore, Peter Mandelson, è stato arrestato due giorni fa per i suoi rapporti con Jeffrey Epstein - ha portato ad una sorta di «denudamento della violenza» ormai trovatasi orfana dei propri obiettivi rivoluzionari.
Ecco dunque la necessaria ridefinizione della stessa nei termini di «svolta identitaria post-coloniale», come ipotizzato da Herbert Marcuse, per arrivare ad un nuovo utilizzo della violenza stessa la quale non abbatte più lo Stato ma «decolonizza lo spazio pubblico», «denuncia il privilegio» e, soprattutto, «pratica l’antifascismo militante». Inutile sottolineare come tutto ciò significhi un ritiro dagli obiettivi politici reali ed un approdo all’ambito esistenziale, soggettivo e psicologico. Il «disagio» è così passato dall’essere parte decisiva della coscienza di classe ad essere elemento scatenante il rifiuto della propria condizione soggettiva, del proprio corpo, dei propri codici comunicativi, della propria cultura, della propria etnia, del proprio sesso.
Privata di obiettivi politici la violenza resta tuttavia in gioco in quanto ineliminabile ed in quanto costitutiva della vita sociale degli esseri umani ma anche la sua strumentalizzazione è rimasta intatta dietro le quinte dei meccanismi vittimari per i quali i «nuovi oppressi» - immigrati, minoranze, trans - vengono sacralizzati per permettere alla borghesia di espiare il proprio privilegio senza rinunciarvi. La tragica conferma della dissoluzione nichilistica della violenza si ha, infine, nei numerosi casi di omicidio-suicidio degli individui spinti a ciò dal woke negli Usa e senza che ciò possa incidere politicamente su alcun aspetto della società.
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Valdo Calocane (Getty Images)
Uno schizofrenico paranoico diagnosticato, che però non riceveva alcuna cura perché nero. E il razzismo questa volta non c’entra. C’entra, in compenso, la paura di essere additati come xenofobi. Quella paura che ha fatto sì che gli specialisti dell’ospedale psichiatrico che avrebbero dovuto prenderlo in cura preferissero lasciarlo libero per evitare una «sovrarappresentazione di giovani maschi neri in detenzione».
Come emerge da una recente inchiesta, infatti, Valdo sarebbe dovuto stare in un istituto psichiatrico. Del resto, la sua carriera di violenza è lunga. Nel 2020 il primo raptus. Provano a curarlo ma non c’è nulla da fare. Va e viene dagli ospedali per quattro volte, fino a quando i medici rinunciano. Non perché Valdo non ne abbia più bisogno ma perché, come si legge nel report dedicato al killer, «il team coinvolto nel quarto ricovero di Calocane si è sentito sotto pressione per evitare pratiche restrittive a causa della sua etnia, data la pubblicità che circondava l’uso eccessivo del Mental Health Act e le misure restrittive nei confronti dei pazienti neri africani e neri caraibici».
Del resto, come rileva il Telegraph, «secondo gli ultimi dati del Servizio sanitario nazionale (Nhs), le persone di colore hanno quattro volte più probabilità di essere internate rispetto ai bianchi. Nel 2024-2025, 262,4 neri ogni 100.000 persone sono stati internati, la percentuale più alta tra tutti i gruppi etnici, contro i 65,8 ogni 100.000 bianchi».
Calocane resta così libero. Non fa nemmeno più le cure perché dice di aver paura degli aghi. Continua con le aggressioni e afferma di esser controllato. Di sentire delle voci che gli sussurrano di colpire.
Un giorno, nel 2021, si presenta anche davanti all’ufficio che ospita i servizi segreti interni britannici, il famoso Mi5, e chiede di essere arrestato. La spirale di paranoia è sempre più feroce. Valdo continua a nutrirsi di violenza. Guarda i video delle stragi e cerca informazioni su come compierle. Si è convinto che la sua testa sia eterodiretta da qualcun altro attraverso l’intelligenza artificiale. Era un pericolo pubblico e, non a caso, era stato internato quattro volte, ma poi sempre «liberato». E questo nonostante il medico che lo aveva in cura fosse convinto che Calocane, prima o poi, avrebbe ammazzato qualcuno. Così è stato.
Chris Philp, il ministro ombra degli Interni, commentando questa notizia ha detto: «Le decisioni non dovrebbero mai essere prese su questa base (ovvero la paura di esser tacciati come razzisti, Ndr). È preoccupante che il partito laburista stia modificando la legge per rendere ancora più difficile l’internamento di persone per lo stesso motivo. L’ingegneria inversa dei risultati basati sull’etnia sta mettendo a rischio vite umane. Questa follia deve finire».
Eppure il Regno Unito sembra colpito da questa follia che è diventata una vera e propria «malattia». Da questo razzismo al contrario che si ostina a non vedere la realtà.
Solamente qualche settimana fa, la metropolitana di Londra aveva realizzato una campagna per mostrare i comportamenti inadeguati ai quali stare attenti durante i viaggi. In essa, si vedeva un bianco che importunava una ragazza. E poi, in un altro spezzone, un nero che faceva la stessa cosa. Ovviamente il filmato è stato rimosso perché, secondo alcuni, non faceva altro che rafforzare «stereotipi razziali dannosi» nei confronti della comunità afro. Non era così. O meglio. In quei pochi frame si faceva notare una cosa molto semplice: chiunque può delinquere, indipendentemente dal colore della pelle. Ma l’aver mostrato anche un ragazzo nero non è accettabile. È la white guilt», la colpa di essere bianchi, per citare un bel libro di Emanuele Fusi. Una colpa che ormai è penetrata nelle viscere dell’Occidente. E che sta continuando a mietere vittime innocenti.
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Greta Thunberg cammina con una folla di attivisti filo-palestinesi arrivati per accogliere la Global Sumud Flotilla al porto di Sidi Bou Said, in Tunisia, il 7 settembre 2025 (Ansa)
Cuba potrebbe diventare la meta di una nuova Flotilla che dovrebbe arrivare nell’isola caraibica il 21 marzo. L’iniziativa, denominata Nuestra América, è stata promossa dall’ organizzazione Internazionale Progressista e dai Democratic Socialists of America, che hanno appoggiato l’elezione di Mamdani a New York, e ha già ricevuto la benedizione dell’eco-attivista Greta Thunberg. Le imbarcazioni vorrebbero portare cibo, medicinali e beni di prima necessità, ma soprattutto «rompere il blocco imposto da Washington».
Nel frattempo, la cronaca delle ultime ore riporta di quanto accaduto al largo delle acque cubane, dove la Guardia Costiera ha aperto il fuoco su un'imbarcazione registrata in Florida, uccidendo quattro persone e ferendone altre sei. Stando a quanto dichiarato dal ministero dell’Interno dell’Avana lo scontro sarebbe avvenuto nelle acque territoriali dell’isola e in una nota gli uomini sull’imbarcazione sono stati definiti come aggressori statunitensi.
Le previsioni di Donald Trump sul crollo del regime cubano sembrano infatti sempre più vicine ad avversarsi. Il tycoon aveva dichiarato che L’Avana era pronta a cadere e che non ci sarebbe stato bisogno di fare nulla, dipendendo totalmente dal petrolio del Venezuela che adesso non avrebbe più ricevuto. Il governo di Cuba ha annunciato alle compagnie aeree internazionali che gli aeroporti cubani non saranno in grado di fare rifornimento agli aerei almeno fino a metà marzo. Una situazione che complica enormemente l’afflusso turistico nell’isola caraibica, costringendo gli aerei a fare degli scali tecnici in Messico o nella Repubblica Dominicana. Air Canada ha già interrotto le tratte, limitandosi a organizzare una serie di voli per riportare a casa i canadesi presenti a Cuba. Per il momento le compagnie aeree spagnole Iberia e Air Europa hanno dichiarato che i loro servizi per l'isola continueranno, ma i voli da Madrid dovranno atterrare nella Repubblica Dominicana per rifornirsi di carburante. Nelle ultime settimane il governo cubano ha tagliato molte tratte di trasporti pubblici, ha accorciato la settimana lavorativa e ha imposto che le lezioni universitarie si tengano online. Il governo ha anche deciso di chiudere alcuni resort turistici per concentrare i visitatori. Il turismo è in grave crisi ormai da anni: nel 2024 sono arrivati poco più di 2 milioni di turisti, la cifra più bassa in due decenni e nel 2025 c’è stato un ulteriore calo del 20 per cento. I blackout sono sempre più frequenti e le code ai distributori infinite, mentre ormai anche i generatori degli ospedali sono quasi esauriti.
Carlos Fernandez de Cossio è il viceministro degli Esteri ed ha lavorato presso le Nazioni Unite. «Abbiamo opzioni molto limitate, dobbiamo cercare un dialogo che si basi sul rispetto delle sovranità nazionale. Siamo aperti al dialogo con gli Stati Uniti, ma non vi sarà né collasso del sistema socialista cubano, né tantomeno una nostra resa». L’esperto uomo politico ha poi fatto la fotografia dell’attuale situazione. «Stiamo adottando una serie di misure che mirano a preservare i servizi essenziali e concentrare le risorse dove sono più necessarie. Siamo pronti ad aprire una trattativa economica, ma non ad un cambio di regime. Tutte le divergenze con Washington possono essere risolte».
Il Messico sta valutando la ripresa delle spedizioni di petrolio, dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato i dazi imposti contro i Paesi esportatori di greggio verso Cuba. Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha inviato 800 tonnellate di aiuti alimentari a bordo di due navi della sua Marina. Anche il Canada ha annunciato che sta lavorando a un pacchetto di aiuti e assistenza. Mosca è intervenuta nella questione dichiarando che la situazione è davvero critica e accusando gli Stati Uniti di aver imposto una stretta alla gola sull’isola. Dichiarazioni di sostegno sono arrivate anche dalla Cina, dal Brasile e dalla Colombia, ma il destino dell’ormai ex isola rivoluzionaria sembra già segnato.
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