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2021-09-08
5 cose insolite da fare nelle grandi città
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10 cose da vedere qui, altre 10 da fare lì: è da qualche anno che, sul web, rimbalzano titoli di questo tipo. Il perché è presto detto: al di là dell'indicizzazione (pare che i motori di ricerca abbiano un occhio di riguardo per i titoli contenenti numeri), emerge il bisogno, da parte degli utenti, di leggere sintetici estratti dei luoghi di interesse.
Un'abitudine, questa, che fa il paio con una vita che non consente troppe perdite di tempo. È come se i lettori chiedessero a gran voce a giornalisti e blogger di andare in avanscoperta e trarre il meglio da ciò che vedono. Insomma, a volte si viaggia per interposta persona prima di spiccare il volo, ma anche in sua sostituzione: alcuni, impossibilitati a muoversi, si tuffano nei racconti di viaggio per provare il gusto, anche virtuale, di trovarsi altrove.
Consci di questi aspetti, abbiamo deciso di raccogliere alcune idee su cosa fare e vedere in 5 grandi città italiane: Milano, Venezia, Genova, Roma e Napoli. Cinque città rappresentative dell'italianità nella sua accezione migliore: se Roma è la capitale, Milano è la regina di cuori della moda e della finanza. Se il capoluogo della Liguria è un coacervo di artisti e pertugi da stanare, Napoli è la metropoli più viva del Paese.
E Venezia? Ha solo bisogno di scrollarsi di dosso la patina di meta turistica e farsi vedere per quello che è: poesia architettonica, spirito nostalgico, dama d'altri tempi. Sì, perché abbiamo ritenuto giusto andare al di là dei luoghi iconici di ciascuna di queste città, per concentrarci su angoli, musei e panorami sconosciuti ai più.
Il "turismo dei luoghi iconici", peraltro, ha cambiato forma: fino a non troppi anni fa si partiva per Roma sapendo che Colosseo, Fori Imperiali e Pantheon sarebbero state le mete principali e, talvolta, uniche. Nessuno, per esempio, si sarebbe mai sognato di spingersi fino alla Garbatella. Oggi le icone sono altre e hanno a che fare con la loro social-presentabilità: basta fare un giro su Instagram per rendersi conto che di Bali, Santorini o Lanzarote vengono fotografate sempre le stesse zone e dalle medesime angolature (Handara Gate, Oia, Jardín de Cactus, per fare alcuni esempi).
Per non parlare della Street Art o di fenomeni naturali come la fioritura di Castelluccio di Norcia e della lavanda in Provenza. Insomma, si è passati dalle icone alle mode. Prendiamo Venezia: le foto in gondola sembrano aver ceduto il passo alla libreria Acqua Alta; In Sicilia, Marzamemi è diventata più famosa di Taormina; nelle Marche il Tempio del Valadier ha soppiantato il Palazzo Ducale di Urbino.
Complici il cinema e la televisione, alcuni luoghi sono stati tirati fuori dall'anonimato. Si pensi ai borghi, realtà fino a qualche tempo fa snobbate dai più. Stessa cosa per Lecce e la Sicilia orientale: Il Giudice Mastrangelo e Montalbano li hanno estratti entrambi – e a ragione - come conigli dal cilindro. Per non parlare del Lago di Braies (e di "Un passo dal cielo", che lo ha consacrato al grande pubblico), di Spoleto ("Don Matteo") e di Ventotene ("The New Pope").
Tutto questo per dire che le mode, benché tali, hanno contribuito a rendere famosi luoghi dalla bellezza dimessa o, per meglio dire, inesplorata. Il rischio, però, è quello di trovarne ancora sovraffollati alcuni a discapito di altri.
Diventa, così, sempre più difficile districarsi tra i grandi classici, le tendenze attuali e il desiderio di andare oltre il conosciuto. La domanda è: quanto margine di sconosciuto c'è ancora intorno a noi?
Per trovarlo, il consiglio rimane quello di tenere gli occhi aperti: solo loro possono guidarci alla ricerca della bellezza e non per forza della fama cui sono assurte alcune città, zone e persino angoli. Ascoltare i propri bisogni e guardare il mondo con curiosità sono gli unici, veri ingredienti di un viaggio perfetto e fatto su misura.
Non c'è bisogno di inseguire la location-star: a volte basta fermarsi in un anonimo baretto di un altrettanto anonimo borgo per rendersi conto della ricchezza presente in Italia e dalla fortuna che abbiamo nel trovarci dove ci troviamo.
Ben vengano le città famose come quelle che stiamo per trattare, ma con le pupille rivolte in direzione del nascosto: è lì, tra un celebre monumento e uno scorcio visto e rivisto, che troveremo quello che nemmeno sappiamo di cercare, senza per questo escludere a priori il club delle "cose da fare e da vedere".
Il nostro viaggio partirà dal capoluogo della Lombardia, dove ci faremo spazio tra i luoghi comuni, alla ricerca di "spot" che nulla hanno a che fare con moda e finanza. Faremo lo stesso anche nelle altre città e forse la nostra lista avrà davvero qualcosa di diverso da quelle che tutti noi abbiamo stilato in precedenza.
Venezia

Calle Varisco (iStock)
«Venezia è bella, ma non ci vivrei». Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Eppure è solo uno dei tanti luoghi comuni sulla splendida città lagunare. Gli altri riguardano il suo presunto cattivo odore, la sporcizia, la tristezza.
Venezia è così turistica che può risultare difficile individuarne l'anima al di là dei cliché. Allora partiamo dalle cose insolite che si possono fare e vedere nel capoluogo veneto: solo così scopriremo le sue diverse sfaccettature.
- Chiesa di San Pantalon, Sestiere Dorsoduro, 3703. La sua facciata è incompiuta e, rispetto ad altre chiese veneziane, non invita certo a entrare. Peccato, perché al suo interno si trova la tela dipinta più grande al mondo, con il martirio e la gloria del santo al centro. La tela è appesa al soffitto e le sue dimensioni sono tali da farla sembrare un affresco;
- Despar Teatro Italia, Cannaregio nn. 1939-1952, Campiello de l'Anconeta. Fare la spesa qui è sicuramente un'esperienza unica: questo supermercato, infatti, è stato un teatro, un cinema e poi la sede di diversi uffici. Oggi è, probabilmente il supermarket più bello d'Italia;
- Museo Storico Navale, Riva S. Biasio, 2148. È il più importante museo navale italiano: più di 40 sale sparse su 5 livelli. Di proprietà della Marina Militare Italiana, racconta la storia marinara nazionale, veneziana in particolare.
- Squero di San Trovaso, Dorsoduro, 1097: è un cantiere in cui vengono costruite e riparate piccole imbarcazioni veneziane come le gondole. Un mestiere in via di estinzione, che però qui sopravvive orgogliosamente. La visita va prenotata scrivendo a info@squerosantrovaso.com
- Calle Varisco, la più stretta di Venezia: misura solo 53 centimetri!
Luoghi insoliti in cui dormire
- Go Outside Venezia, Via di Ca' Savio 77, Cavallino-Treporti. Un glamping a due passi dal mare;
- Glamping Canonici di San Marco, Via Accoppè Fratte, 14, Mirano. Ancora tende di lusso immerse nella natura.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Avanspettacolo Theatre Restaurant, Via della Fisica. Qui si mangia e si assiste contemporaneamente agli spettacoli in corso;
- Sudest 1401, Dorsoduro, 1401. Un locale dall'aspetto green e dai sapori frutto di contaminazioni culturali;
- Venèxian, Via S. Silvestro, 25A, Mirano VE. Un ristorante che riproduce in piccolo Venezia: ci si può anche accomodare su sedute a forma di barca.
Genova

Castello d'Albertis (iStock)
Anche su Genova i luoghi comuni si sprecano: oltre al pesto, alla presunta tirchieria degli abitanti e alla sua fama di città pericolosa, c'è molto di più.
Genova è indubbiamente una delle città più affascinanti d'Italia. Chissà perché, la sua storia artistica sembra venire sempre dopo le solite due-tre cose che si dicono di lei. Eppure è tutta palazzi eleganti, misteriosi caruggi e mare.
Ecco alcune dritte per un viaggio insolito nel capoluogo della Liguria:
- Campopisano. Questa zona, con la sua piazza a forma di conchiglia, si chiama così perché vi sono sepolti migliaia di pisani: la battaglia della Meloria (1284), infatti, li vide perdere contro i genovesi. Oggi, però, è una zona allegra e colorata;
- Castello d'Albertis, Corso Dogali, 18. Ideato dal Capitano Enrico Alberto d'Albertis a inizio Novecento, è oggi Museo delle Culture del Mondo. Qui, infatti, sono stipate le mirabilia collezionate nel tempo dal capitano-viaggiatore;
- Le Ville di Cornigliano. In questo quartiere si trovano torri di avvistamento e palazzi nobiliari, fatti costruire da alcune ricche famiglie genovesi per lo più tra Quattrocento e Seicento. Questa passeggiata scenografica parte dai Giardini Melis;
- Convento Santuario della Madonnetta, Salita della Madonnetta. Al suo interno si trova uno dei presepi perenni più belli d'Italia. Come nella tradizione napoletana, scene della Natività e scene di vita quotidiana convivono armoniosamente;
- Casa di Cristoforo Colombo, Piazza Dante. Forse non è proprio una "cosa" insolita, ma non tutti, passandoci davanti, immaginano che qui si trovava l'abitazione del grande navigatore. Quella che si vede oggi è la ricostruzione del XVIII secolo.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Agriturismo Le Pale, Via Pale, 12, Bogliasco (GE). La suite è una bolla semi-trasparente da cui osservare le stelle;
- Home Grifondoro Bed and Breakfast, Corso Aurelio Saffi, 7/7. Mobili d'epoca in un ex edificio Liberty fanno di questo b&b un alloggio diverso dal solito.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Tripperia La Casana, Vico della Casana. Trippa in tutte le salse in un locale storico;
- Antica Friggitoria Carega, Via di Sottoripa, 113 r. Un pertugio tra i caruggi, dove abbuffarsi di panisse (bastoncini di ceci fritti);
- Tierra Nuestra, Salita di S. Paolo, 16: cucina tipica dell'Ecuador (la comunità di questo Paese è particolarmente fitta a Genova).
Milano

Biblioteca degli Alberi (iStock)
Milano è sicuramente la città dei luoghi comuni: non i suoi, ma quelli che le affibbiano gli italiani da ogni dove. Milano sembra coincidere solo con i soldi, la Scala, le sfilate e la cotoletta. Quando si dice Milano si dà adito a sentimenti contrastanti, di ammirazione e invidia, di disprezzo e desiderio.
Per questo e altri motivi abbiamo deciso di inserire il capoluogo lombardo tra le città che hanno molto da offrire al di là dei soliti luoghi (comuni).
Ecco una lista delle esperienze meno tipiche, ma altrettanto belle:
- Salire al 39mo piano del Palazzo della Regione, per ammirare la città (e le Alpi) dall'alto. Il palazzo si trova in Piazza Città di Lombardia e misura 160 metri: vista spaziale assicurata! L'unico problema è che non sempre è aperto alle visite (men che meno in questo periodo). Gli aggiornamenti, comunque, vengono pubblicati sul sito;
- Visitare l'Università Cattolica del Sacro Cuore e il Giardino delle Vergini, dedicato a Santa Caterina d'Alessandria. Università e giardino si trovano nel monastero cistercense di Sant'Ambrogio, di cui vanno assolutamente visti basilica e chiostri del Bramante. Quanto al giardino, originariamente riservato alle fanciulle illibate, è un'oasi di verde quiete nella città;
- A meritare una passeggiata rilassante è anche il Giardino della Guastalla. Un parco antico e ricco di gioielli, come la peschiera, le sculture e le innumerevoli specie vegetali che vi si trovano;
- Il Museo Branca è sicuramente un museo fuori dal comune. Vi dice qualcosa la parola Fernet? Ecco, qui è esposta la storia del celebre marchio che continua a deliziare i palati di tutta Italia. In Via Resegone, 2.
- La Biblioteca degli Alberi, Via Gaetano de Castillia, 18-20. Si chiama così, ma in realtà è un bellissimo parco, inaugurato nel 2018 tra Piazza Gae Aulenti e il quartiere Isola. È il più grande dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici Indro Montanelli.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Biocity Hotel Milano, Via Edolo, 18. Anima green con prodotti a km 0;
- Un Posto a Milano, Via Cuccagna 2/4, Porta Romana. Una cascina di campagna in piena città.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Potafiori, Via Salasco, 17. Come dice il nome, si mangia tra fiori e piante;
- Crazy Cat Cafè, Via Napo Torriani, 5. Qui si mangia circondati da felini;
- Upcycle bike cafè, Via Andrea Maria Ampère, 59. Un locale - manco a dirlo - in tema bicicletta.
Roma

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (iStock)
Roma è così vasta che è impossibile non trovare cose insolite da fare e vedere. Essendo patria di monumenti di inestimabile valore, è chiaro che nulla di veramente insolito possa essere ricercato la prima volta che la si vede. Ma se si decide di tornare (e si decide sempre di tornare a Roma), allora ci si può dedicare ad altro.
Dopo essersi estasiati di fronte al Colosseo, al Pantheon, alla Fontana di Trevi, ci si può riservare cinque cose molto particolari della capitale:
- Via Piccolomini. Questa splendida stradina, costeggiata da eleganti condomini, offre una vista speciale sul Cupolone. L'effetto prospettico genera infatti l'illusione che la cupola di San Pietro sia vicinissima. Man mano che si procede, però, si scopre l'inganno. A due passi dal parco di Villa Pamphili.
- Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Via del Caravita, 8°. Un luogo di culto barocco e centralissimo (quindi non così difficile da individuare), ma "illusorio" come la via di cui sopra. Basta alzare il naso e osservare la monumentale cupola, che in realtà non c'è: ciò che si vede è in realtà un dipinto di Andrea Pozzo e, se non ci si discosta troppo dalla soglia, non ci si rende affatto conto della differenza;
- Colonia Felina di Torre Argentina. Premesso che Largo Argentina è uno dei must per chiunque voglia visitare Roma per via dei suoi preziosissimi scavi, bisogna sapere che, dal 1993, qui vivono allegramente 150 gatti, che amano aggirarsi tra il teatro di Pompeo e gli antichissimi templi;
- Mausoleo Ossario Garibaldino, Via Garibaldi, 29. Siamo sul Gianicolo, dove di solito ci si reca per ammirare gli indimenticabili tramonti della capitale. Eppure il colle è sede di varie preziosità, tra cui questo monumento ai caduti nelle battaglie garibaldine per Roma Capitale (che ebbero luogo negli anni tra il 1849 e il 1870);
- Lido di Ostia. Non tutti sanno che il lido non è un posto a parte, bensì un quartiere della capitale. Per raggiungerlo, si può prendere la metropolitana da Porta San Paolo: in meno di mezz'ora ci si ritrova in spiaggia, magari per un pranzo o una cena a base di pesce.
Luoghi insoliti in cui dormire
- Alloggi iRooms: 5 suite in altrettante zone della città, ciascuna a tema (per es., in Piazza del Gesù, a due passi dal Pantheon, c'è la suite Jacuzzi);
- Campeggio Flaminio, Via Flaminia Nuova, 821. Dormire in città, ma facendo esperienza di un campeggio. Da provare la Coco Suite.
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Tramjazz: cena e concerto dal vivo girando Roma. Si parte da Piazza di Porta Maggiore e, ovviamente, bisogna prenotare con un certo anticipo;
- The Sanctuary, Via delle Terme di Traiano, 4°. Un eco retreat che sembra trovarsi in mezzo alla giungla;
- Restaurant L'Eau Vive, Via Monterone, 85. In questo ristorante dall'eleganza francese le suore che lo gestiscono cantano per tutta la serata, coinvolgendo gli ospiti. I guadagni vanno in beneficienza.
Napoli

Mercato Pignasecca (iStock)
Concludiamo questo viaggio a Napoli, che dei luoghi comuni è forse la patria. Non c'è italiano che non si sia espresso sulla città partenopea: c'è chi la ama e chi la odia. Questi ultimi, in particolare, fanno riferimento alla nomea di capoluogo malfamato, caotico, "bello ma".
Noi siamo qui per sfatare un po' di dicerie, raccontando di una Napoli elegante, raffinata (prima di tutto nei modi) e avveniristica. Ecco le esperienze da fare al di là del Vesuvio, della pizza e dei vari mandolini:
- Chiesa di San Gregorio Armeno, Via S. Gregorio Armeno, 28. Si tratta di una delle chiese più antiche e importanti della città, ma non tutti la collegano a Santa Patrizia, le cui spoglie si trovano all'interno. La particolarità consiste nel fatto che la santa è la protettrice dei single e che ogni 25 agosto molti non accoppiati si recano proprio in questa chiesa per chiedere che arrivi l'amore;
- Parco Archeologico del Pausilypon, Discesa Coroglio, 36. Si accede dalla Grotta di Seiano per ritrovarsi di fronte all'estrema bellezza storico-naturalistica del luogo, dominato dai resti della villa di Publio Vedio Pollione. Si può visitare dal lunedì al venerdì alle 9.30 e alle 10.30 con visita guidata (bisogna chiamare lo 0812301030);
- Mercato Pignasecca, Via Pignasecca, 14. Un mercato che più vivace non si può: lo si può visitare tutti i giorni ai Quartieri Spagnoli, a Pignasecca, nel quartiere Montecalvario;
- Palazzo Torre Palasciano, Salita Moiariello, 60. Venne eretto a fine '800 sul modello del Palazzo della Signoria, a Firenze, per volontà di Ferdinando Palasciano, medico e precursore della Croce Rossa. Da qui si gode di una gran bella vista sulla città e – se ci si crede – si può incontrare il fantasma dello stesso Palasciano;
- Cimitero di Poggioreale, Via S. Maria del Pianto. È uno dei cimiteri più grandi d'Europa, oltre che un monumento vero e proprio. Qui si trovano sepolte personalità illustri come quelle di Benedetto Croce, Carlo Pisacane e il compositore Saverio Mercadante.
Luoghi insoliti in cui dormire
- The Fresh Glamour Accomodation, Via Donnalbina, 7. Un hotel accogliente, dalle camere colorate e stravaganti;
- Hotel Meeting, Via Circunvallazione Esterna, 46, Casoria (NA). 7 camere, tutte a tema, tra cui "arabic", "cage" e "family".
Luoghi insoliti in cui mangiare
- Cannabistró, Via Vincenzo Bellini, 13. Tutto ciò che si mangia in questo locale è a base di canapa, ingrediente dalle grandi proprietà nutritive;
- Pizzeria Le Sorelle Bandiera, Vico Cinquesanti, 33. È la prima pizzeria geotermica d'Italia, vale a dire dotata di camere e forni in tufo per la lievitazione (lunghissima) e la cottura della pasta;
- Etto, Via Santa Maria di Costantinopoli, 102. Se si vuole mangiare "a peso", questo è il posto giusto. Cucina partenopea, ma anche vegetariana e asiatica.
Continua a leggereRiduci
Non solo Colosseo e Duomo. Dalla più stretta via di Venezia alla Salita della Madonnetta a Genova. Dalla Biblioteca degli Alberi a Milano al Mercato Pignasecca di Napoli, passando per Roma, dove dall'illusoria Via Piccolomini si può godere di una vista del Cupolone mozzafiato.Lo speciale contiene un articolo e cinque approfondimenti.10 cose da vedere qui, altre 10 da fare lì: è da qualche anno che, sul web, rimbalzano titoli di questo tipo. Il perché è presto detto: al di là dell'indicizzazione (pare che i motori di ricerca abbiano un occhio di riguardo per i titoli contenenti numeri), emerge il bisogno, da parte degli utenti, di leggere sintetici estratti dei luoghi di interesse.Un'abitudine, questa, che fa il paio con una vita che non consente troppe perdite di tempo. È come se i lettori chiedessero a gran voce a giornalisti e blogger di andare in avanscoperta e trarre il meglio da ciò che vedono. Insomma, a volte si viaggia per interposta persona prima di spiccare il volo, ma anche in sua sostituzione: alcuni, impossibilitati a muoversi, si tuffano nei racconti di viaggio per provare il gusto, anche virtuale, di trovarsi altrove.Consci di questi aspetti, abbiamo deciso di raccogliere alcune idee su cosa fare e vedere in 5 grandi città italiane: Milano, Venezia, Genova, Roma e Napoli. Cinque città rappresentative dell'italianità nella sua accezione migliore: se Roma è la capitale, Milano è la regina di cuori della moda e della finanza. Se il capoluogo della Liguria è un coacervo di artisti e pertugi da stanare, Napoli è la metropoli più viva del Paese. E Venezia? Ha solo bisogno di scrollarsi di dosso la patina di meta turistica e farsi vedere per quello che è: poesia architettonica, spirito nostalgico, dama d'altri tempi. Sì, perché abbiamo ritenuto giusto andare al di là dei luoghi iconici di ciascuna di queste città, per concentrarci su angoli, musei e panorami sconosciuti ai più.Il "turismo dei luoghi iconici", peraltro, ha cambiato forma: fino a non troppi anni fa si partiva per Roma sapendo che Colosseo, Fori Imperiali e Pantheon sarebbero state le mete principali e, talvolta, uniche. Nessuno, per esempio, si sarebbe mai sognato di spingersi fino alla Garbatella. Oggi le icone sono altre e hanno a che fare con la loro social-presentabilità: basta fare un giro su Instagram per rendersi conto che di Bali, Santorini o Lanzarote vengono fotografate sempre le stesse zone e dalle medesime angolature (Handara Gate, Oia, Jardín de Cactus, per fare alcuni esempi).Per non parlare della Street Art o di fenomeni naturali come la fioritura di Castelluccio di Norcia e della lavanda in Provenza. Insomma, si è passati dalle icone alle mode. Prendiamo Venezia: le foto in gondola sembrano aver ceduto il passo alla libreria Acqua Alta; In Sicilia, Marzamemi è diventata più famosa di Taormina; nelle Marche il Tempio del Valadier ha soppiantato il Palazzo Ducale di Urbino.Complici il cinema e la televisione, alcuni luoghi sono stati tirati fuori dall'anonimato. Si pensi ai borghi, realtà fino a qualche tempo fa snobbate dai più. Stessa cosa per Lecce e la Sicilia orientale: Il Giudice Mastrangelo e Montalbano li hanno estratti entrambi – e a ragione - come conigli dal cilindro. Per non parlare del Lago di Braies (e di "Un passo dal cielo", che lo ha consacrato al grande pubblico), di Spoleto ("Don Matteo") e di Ventotene ("The New Pope").Tutto questo per dire che le mode, benché tali, hanno contribuito a rendere famosi luoghi dalla bellezza dimessa o, per meglio dire, inesplorata. Il rischio, però, è quello di trovarne ancora sovraffollati alcuni a discapito di altri.Diventa, così, sempre più difficile districarsi tra i grandi classici, le tendenze attuali e il desiderio di andare oltre il conosciuto. La domanda è: quanto margine di sconosciuto c'è ancora intorno a noi?Per trovarlo, il consiglio rimane quello di tenere gli occhi aperti: solo loro possono guidarci alla ricerca della bellezza e non per forza della fama cui sono assurte alcune città, zone e persino angoli. Ascoltare i propri bisogni e guardare il mondo con curiosità sono gli unici, veri ingredienti di un viaggio perfetto e fatto su misura. Non c'è bisogno di inseguire la location-star: a volte basta fermarsi in un anonimo baretto di un altrettanto anonimo borgo per rendersi conto della ricchezza presente in Italia e dalla fortuna che abbiamo nel trovarci dove ci troviamo. Ben vengano le città famose come quelle che stiamo per trattare, ma con le pupille rivolte in direzione del nascosto: è lì, tra un celebre monumento e uno scorcio visto e rivisto, che troveremo quello che nemmeno sappiamo di cercare, senza per questo escludere a priori il club delle "cose da fare e da vedere".Il nostro viaggio partirà dal capoluogo della Lombardia, dove ci faremo spazio tra i luoghi comuni, alla ricerca di "spot" che nulla hanno a che fare con moda e finanza. Faremo lo stesso anche nelle altre città e forse la nostra lista avrà davvero qualcosa di diverso da quelle che tutti noi abbiamo stilato in precedenza.<div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="venezia" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Venezia Calle Varisco (iStock) «Venezia è bella, ma non ci vivrei». Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Eppure è solo uno dei tanti luoghi comuni sulla splendida città lagunare. Gli altri riguardano il suo presunto cattivo odore, la sporcizia, la tristezza.Venezia è così turistica che può risultare difficile individuarne l'anima al di là dei cliché. Allora partiamo dalle cose insolite che si possono fare e vedere nel capoluogo veneto: solo così scopriremo le sue diverse sfaccettature.Chiesa di San Pantalon, Sestiere Dorsoduro, 3703. La sua facciata è incompiuta e, rispetto ad altre chiese veneziane, non invita certo a entrare. Peccato, perché al suo interno si trova la tela dipinta più grande al mondo, con il martirio e la gloria del santo al centro. La tela è appesa al soffitto e le sue dimensioni sono tali da farla sembrare un affresco;Despar Teatro Italia, Cannaregio nn. 1939-1952, Campiello de l'Anconeta. Fare la spesa qui è sicuramente un'esperienza unica: questo supermercato, infatti, è stato un teatro, un cinema e poi la sede di diversi uffici. Oggi è, probabilmente il supermarket più bello d'Italia;Museo Storico Navale, Riva S. Biasio, 2148. È il più importante museo navale italiano: più di 40 sale sparse su 5 livelli. Di proprietà della Marina Militare Italiana, racconta la storia marinara nazionale, veneziana in particolare.Squero di San Trovaso, Dorsoduro, 1097: è un cantiere in cui vengono costruite e riparate piccole imbarcazioni veneziane come le gondole. Un mestiere in via di estinzione, che però qui sopravvive orgogliosamente. La visita va prenotata scrivendo a info@squerosantrovaso.comCalle Varisco, la più stretta di Venezia: misura solo 53 centimetri!Luoghi insoliti in cui dormireGo Outside Venezia, Via di Ca' Savio 77, Cavallino-Treporti. Un glamping a due passi dal mare;Glamping Canonici di San Marco, Via Accoppè Fratte, 14, Mirano. Ancora tende di lusso immerse nella natura.Luoghi insoliti in cui mangiareAvanspettacolo Theatre Restaurant, Via della Fisica. Qui si mangia e si assiste contemporaneamente agli spettacoli in corso;Sudest 1401, Dorsoduro, 1401. Un locale dall'aspetto green e dai sapori frutto di contaminazioni culturali;Venèxian, Via S. Silvestro, 25A, Mirano VE. Un ristorante che riproduce in piccolo Venezia: ci si può anche accomodare su sedute a forma di barca. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="genova" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Genova Castello d'Albertis (iStock) Anche su Genova i luoghi comuni si sprecano: oltre al pesto, alla presunta tirchieria degli abitanti e alla sua fama di città pericolosa, c'è molto di più.Genova è indubbiamente una delle città più affascinanti d'Italia. Chissà perché, la sua storia artistica sembra venire sempre dopo le solite due-tre cose che si dicono di lei. Eppure è tutta palazzi eleganti, misteriosi caruggi e mare.Ecco alcune dritte per un viaggio insolito nel capoluogo della Liguria:Campopisano. Questa zona, con la sua piazza a forma di conchiglia, si chiama così perché vi sono sepolti migliaia di pisani: la battaglia della Meloria (1284), infatti, li vide perdere contro i genovesi. Oggi, però, è una zona allegra e colorata;Castello d'Albertis, Corso Dogali, 18. Ideato dal Capitano Enrico Alberto d'Albertis a inizio Novecento, è oggi Museo delle Culture del Mondo. Qui, infatti, sono stipate le mirabilia collezionate nel tempo dal capitano-viaggiatore;Le Ville di Cornigliano. In questo quartiere si trovano torri di avvistamento e palazzi nobiliari, fatti costruire da alcune ricche famiglie genovesi per lo più tra Quattrocento e Seicento. Questa passeggiata scenografica parte dai Giardini Melis;Convento Santuario della Madonnetta, Salita della Madonnetta. Al suo interno si trova uno dei presepi perenni più belli d'Italia. Come nella tradizione napoletana, scene della Natività e scene di vita quotidiana convivono armoniosamente;Casa di Cristoforo Colombo, Piazza Dante. Forse non è proprio una "cosa" insolita, ma non tutti, passandoci davanti, immaginano che qui si trovava l'abitazione del grande navigatore. Quella che si vede oggi è la ricostruzione del XVIII secolo.Luoghi insoliti in cui dormireAgriturismo Le Pale, Via Pale, 12, Bogliasco (GE). La suite è una bolla semi-trasparente da cui osservare le stelle;Home Grifondoro Bed and Breakfast, Corso Aurelio Saffi, 7/7. Mobili d'epoca in un ex edificio Liberty fanno di questo b&b un alloggio diverso dal solito.Luoghi insoliti in cui mangiareTripperia La Casana, Vico della Casana. Trippa in tutte le salse in un locale storico;Antica Friggitoria Carega, Via di Sottoripa, 113 r. Un pertugio tra i caruggi, dove abbuffarsi di panisse (bastoncini di ceci fritti);Tierra Nuestra, Salita di S. Paolo, 16: cucina tipica dell'Ecuador (la comunità di questo Paese è particolarmente fitta a Genova). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="milano" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Milano Biblioteca degli Alberi (iStock) Milano è sicuramente la città dei luoghi comuni: non i suoi, ma quelli che le affibbiano gli italiani da ogni dove. Milano sembra coincidere solo con i soldi, la Scala, le sfilate e la cotoletta. Quando si dice Milano si dà adito a sentimenti contrastanti, di ammirazione e invidia, di disprezzo e desiderio.Per questo e altri motivi abbiamo deciso di inserire il capoluogo lombardo tra le città che hanno molto da offrire al di là dei soliti luoghi (comuni).Ecco una lista delle esperienze meno tipiche, ma altrettanto belle:Salire al 39mo piano del Palazzo della Regione, per ammirare la città (e le Alpi) dall'alto. Il palazzo si trova in Piazza Città di Lombardia e misura 160 metri: vista spaziale assicurata! L'unico problema è che non sempre è aperto alle visite (men che meno in questo periodo). Gli aggiornamenti, comunque, vengono pubblicati sul sito;Visitare l'Università Cattolica del Sacro Cuore e il Giardino delle Vergini, dedicato a Santa Caterina d'Alessandria. Università e giardino si trovano nel monastero cistercense di Sant'Ambrogio, di cui vanno assolutamente visti basilica e chiostri del Bramante. Quanto al giardino, originariamente riservato alle fanciulle illibate, è un'oasi di verde quiete nella città;A meritare una passeggiata rilassante è anche il Giardino della Guastalla. Un parco antico e ricco di gioielli, come la peschiera, le sculture e le innumerevoli specie vegetali che vi si trovano;Il Museo Branca è sicuramente un museo fuori dal comune. Vi dice qualcosa la parola Fernet? Ecco, qui è esposta la storia del celebre marchio che continua a deliziare i palati di tutta Italia. In Via Resegone, 2.La Biblioteca degli Alberi, Via Gaetano de Castillia, 18-20. Si chiama così, ma in realtà è un bellissimo parco, inaugurato nel 2018 tra Piazza Gae Aulenti e il quartiere Isola. È il più grande dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici Indro Montanelli.Luoghi insoliti in cui dormireBiocity Hotel Milano, Via Edolo, 18. Anima green con prodotti a km 0;Un Posto a Milano, Via Cuccagna 2/4, Porta Romana. Una cascina di campagna in piena città.Luoghi insoliti in cui mangiarePotafiori, Via Salasco, 17. Come dice il nome, si mangia tra fiori e piante;Crazy Cat Cafè, Via Napo Torriani, 5. Qui si mangia circondati da felini;Upcycle bike cafè, Via Andrea Maria Ampère, 59. Un locale - manco a dirlo - in tema bicicletta. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="roma" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Roma Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (iStock) Roma è così vasta che è impossibile non trovare cose insolite da fare e vedere. Essendo patria di monumenti di inestimabile valore, è chiaro che nulla di veramente insolito possa essere ricercato la prima volta che la si vede. Ma se si decide di tornare (e si decide sempre di tornare a Roma), allora ci si può dedicare ad altro.Dopo essersi estasiati di fronte al Colosseo, al Pantheon, alla Fontana di Trevi, ci si può riservare cinque cose molto particolari della capitale:Via Piccolomini. Questa splendida stradina, costeggiata da eleganti condomini, offre una vista speciale sul Cupolone. L'effetto prospettico genera infatti l'illusione che la cupola di San Pietro sia vicinissima. Man mano che si procede, però, si scopre l'inganno. A due passi dal parco di Villa Pamphili.Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Via del Caravita, 8°. Un luogo di culto barocco e centralissimo (quindi non così difficile da individuare), ma "illusorio" come la via di cui sopra. Basta alzare il naso e osservare la monumentale cupola, che in realtà non c'è: ciò che si vede è in realtà un dipinto di Andrea Pozzo e, se non ci si discosta troppo dalla soglia, non ci si rende affatto conto della differenza;Colonia Felina di Torre Argentina. Premesso che Largo Argentina è uno dei must per chiunque voglia visitare Roma per via dei suoi preziosissimi scavi, bisogna sapere che, dal 1993, qui vivono allegramente 150 gatti, che amano aggirarsi tra il teatro di Pompeo e gli antichissimi templi;Mausoleo Ossario Garibaldino, Via Garibaldi, 29. Siamo sul Gianicolo, dove di solito ci si reca per ammirare gli indimenticabili tramonti della capitale. Eppure il colle è sede di varie preziosità, tra cui questo monumento ai caduti nelle battaglie garibaldine per Roma Capitale (che ebbero luogo negli anni tra il 1849 e il 1870);Lido di Ostia. Non tutti sanno che il lido non è un posto a parte, bensì un quartiere della capitale. Per raggiungerlo, si può prendere la metropolitana da Porta San Paolo: in meno di mezz'ora ci si ritrova in spiaggia, magari per un pranzo o una cena a base di pesce.Luoghi insoliti in cui dormireAlloggi iRooms: 5 suite in altrettante zone della città, ciascuna a tema (per es., in Piazza del Gesù, a due passi dal Pantheon, c'è la suite Jacuzzi);Campeggio Flaminio, Via Flaminia Nuova, 821. Dormire in città, ma facendo esperienza di un campeggio. Da provare la Coco Suite.Luoghi insoliti in cui mangiareTramjazz: cena e concerto dal vivo girando Roma. Si parte da Piazza di Porta Maggiore e, ovviamente, bisogna prenotare con un certo anticipo;The Sanctuary, Via delle Terme di Traiano, 4°. Un eco retreat che sembra trovarsi in mezzo alla giungla;Restaurant L'Eau Vive, Via Monterone, 85. In questo ristorante dall'eleganza francese le suore che lo gestiscono cantano per tutta la serata, coinvolgendo gli ospiti. I guadagni vanno in beneficienza. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/5-cose-insolite-fare-citta-2654939164.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="napoli" data-post-id="2654939164" data-published-at="1631105715" data-use-pagination="False"> Napoli Mercato Pignasecca (iStock) Concludiamo questo viaggio a Napoli, che dei luoghi comuni è forse la patria. Non c'è italiano che non si sia espresso sulla città partenopea: c'è chi la ama e chi la odia. Questi ultimi, in particolare, fanno riferimento alla nomea di capoluogo malfamato, caotico, "bello ma".Noi siamo qui per sfatare un po' di dicerie, raccontando di una Napoli elegante, raffinata (prima di tutto nei modi) e avveniristica. Ecco le esperienze da fare al di là del Vesuvio, della pizza e dei vari mandolini:Chiesa di San Gregorio Armeno, Via S. Gregorio Armeno, 28. Si tratta di una delle chiese più antiche e importanti della città, ma non tutti la collegano a Santa Patrizia, le cui spoglie si trovano all'interno. La particolarità consiste nel fatto che la santa è la protettrice dei single e che ogni 25 agosto molti non accoppiati si recano proprio in questa chiesa per chiedere che arrivi l'amore;Parco Archeologico del Pausilypon, Discesa Coroglio, 36. Si accede dalla Grotta di Seiano per ritrovarsi di fronte all'estrema bellezza storico-naturalistica del luogo, dominato dai resti della villa di Publio Vedio Pollione. Si può visitare dal lunedì al venerdì alle 9.30 e alle 10.30 con visita guidata (bisogna chiamare lo 0812301030);Mercato Pignasecca, Via Pignasecca, 14. Un mercato che più vivace non si può: lo si può visitare tutti i giorni ai Quartieri Spagnoli, a Pignasecca, nel quartiere Montecalvario;Palazzo Torre Palasciano, Salita Moiariello, 60. Venne eretto a fine '800 sul modello del Palazzo della Signoria, a Firenze, per volontà di Ferdinando Palasciano, medico e precursore della Croce Rossa. Da qui si gode di una gran bella vista sulla città e – se ci si crede – si può incontrare il fantasma dello stesso Palasciano;Cimitero di Poggioreale, Via S. Maria del Pianto. È uno dei cimiteri più grandi d'Europa, oltre che un monumento vero e proprio. Qui si trovano sepolte personalità illustri come quelle di Benedetto Croce, Carlo Pisacane e il compositore Saverio Mercadante.Luoghi insoliti in cui dormireThe Fresh Glamour Accomodation, Via Donnalbina, 7. Un hotel accogliente, dalle camere colorate e stravaganti;Hotel Meeting, Via Circunvallazione Esterna, 46, Casoria (NA). 7 camere, tutte a tema, tra cui "arabic", "cage" e "family".Luoghi insoliti in cui mangiareCannabistró, Via Vincenzo Bellini, 13. Tutto ciò che si mangia in questo locale è a base di canapa, ingrediente dalle grandi proprietà nutritive;Pizzeria Le Sorelle Bandiera, Vico Cinquesanti, 33. È la prima pizzeria geotermica d'Italia, vale a dire dotata di camere e forni in tufo per la lievitazione (lunghissima) e la cottura della pasta;Etto, Via Santa Maria di Costantinopoli, 102. Se si vuole mangiare "a peso", questo è il posto giusto. Cucina partenopea, ma anche vegetariana e asiatica.
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I più pacati scandivano «governo Meloni dimissioni» o «cacciamo il governo dei fascisti guerrafondai», esibendo striscioni sui quali avvertono: «Non ci arruoliamo». Poi a comando saltellavano, intonando «chi non salta è un fascista», sulle note di Bella ciao, cercando goffamente di fare il verso alla premier che saltava con il ministro degli esteri, Antonio Tajani, lo scorso novembre in chiusura dell’intervento al comizio dei big del centrodestra a Napoli, mentre la folla intonava «Chi non salta comunista è».
Ma la violenza che percorre manifestazioni come quella del Comitato No sociale, ieri a Roma, dove ai presunti pacifisti si mescola ogni genere di attivisti avvolti in kefiah e sventolando pure la bandiera di Hezbollah, ha portato subito a bruciare con fumogeni due immagini. La prima, che raffigurava il presidente del Consiglio mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, recava la scritta «No al vostro referendum».
Sulla seconda fotografia, con la stretta di mano tra Meloni e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, era scritto: «No al vostro genocidio, 75.000 civili uccisi, 2 milioni di sfollati». I manifestanti saranno denunciati per vilipendio delle istituzioni, anche attraverso l’analisi delle immagini registrate dalla Scientifica.
In piazza a Roma, Milano e Torino c’era un po’ di tutto, da Potere al popolo a collettivi studenteschi come Osa e Cambiare Rotta; da Movimento migranti e rifugiati di Napoli a No Ponte Calabria; da Global movement to Gaza a Unione democratica arabo palestinese; da Moschea Omar a Emilia por Cuba passando per Strasaffica e via con le sigle che fremono per avere visibilità. Tra i cartelli, «Giù le mani dall’Iran», «Nessuna base, nessun soldato. Fuori l’Italia dalla Nato» e anche «No al colonialismo». Dimostranti hanno esibito uno striscione con scritto «Contro le aggressioni imperialiste. Difendere Cuba socialista». L’Associazione nazionale magistrati è intervenuta sulla violenza di quelle fotografie strappate e del messaggio devastante che gesti simili vogliono trasmettere. «Esprimiamo la nostra solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto accaduto al corteo di Roma. Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi», ha fatto sapere.
Solidarietà è stata espressa dal presidente del Comitato Giusto dire No, Enrico Grosso. «Pensare che bruciare le immagini di Nordio e Meloni sia un atto che contenga un qualche senso è quanto di più distante dal nostro modo di intendere questa campagna referendaria», ha detto. Ed è stato costretto a pronunciare parole di condanna anche Giuseppe Conte, presidente M5s: «Questo governo deve andare a casa con la forza delle idee e della democrazia, non a colpi di odio e violenza. Mancano una manciata di giorni all’appuntamento del referendum, a chi scende in piazza oggi (ieri per chi legge, ndr) e nei prossimi giorni dico: continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del No democraticamente». Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l’Anm. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati da Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti. Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore», ha dichiarato Nordio.
Il corteo romano, partito da piazza della Repubblica, si era concluso a piazza San Giovanni dove zainetti rosa e fagotti bianchi cosparsi di petali volevano ricordare le 175 bambine della scuola elementare Shajareh Tayyebeh in Iran, uccise da un missile americano nel primo giorno di bombardamenti. Manifestazioni che si dichiarano contro la violenza, eppure la fanno entrare. Come è accaduto ieri a Milano, dove alcuni manifestanti hanno bruciato una bandiera di Israele lungo un corteo partito dall’Arco della Pace con lo slogan «Contro guerra imperialista e sionismo». Promosso da realtà antagoniste nell’ambito della tre giorni di eventi per ricordare Davide Cesare, «Dax», ucciso nel 2003 da militanti di estrema destra, è stato il pretesto per occupare ancora una volta il Palasharp. Anche a Torino, nel corteo regionale per la Palestina, sotto una pioggia battente è stata bruciata la bandiera di Israele.
Ieri Meloni ha rilanciato sui social un video in cui il costituzionalista (ed ex parlamentare del Pd) Stefano Ceccanti spiega le ragioni del Sì al referendum. «Il professor Ceccanti, sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore o elettore, spiega in pochi secondi perché votare Sì al referendum. Un invito ad andare oltre appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, guardando semplicemente al merito del quesito».
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E perché avvistamenti satellitari, analoghi a quelli riportati adesso da Afp, erano stati registrati già l’11 gennaio e il 25 dicembre scorsi, senza contare che precedenti del genere si susseguono ormai da anni? La risposta è inquietante: gli esperti ritengono che si tratti di azioni coordinate, parte dei preparativi del regime di Pechino in vista di una crisi o di un conflitto regionale.
Le imbarcazioni civili formerebbero una milizia marittima, con diversi potenziali impieghi. Ad esempio, si prestano a costituire una muraglia galleggiante per rallentare o bloccare le rotte commerciali e complicare il passaggio delle navi militari. Non trattandosi di mezzi bellici veri e propri, per un nemico sarebbe problematico attaccarli. I pescatori sarebbero, in sostanza, uno scudo umano. Lo sciame potrebbe anche funzionare alla stregua di una rete di intelligence distribuita. Oppure, potrebbe fungere da base per rifornimenti di altri natanti, per il recupero di equipaggi e velivoli senza pilota, per la distribuzione di sensori e per il trasporto di strumentazioni. Ancora: la flotta potrebbe rafforzare eventuali rivendicazioni territoriali, assicurando una presenza permanente in alcune aree contese. Non mancano i precedenti: le autorità già pagano gli armatori per stazionare almeno 280 giorni alle isole Spratly, reclamate dal Dragone, dal Vietnam, dalle Filippine, da Taiwan, dalla Malesia e dal Brunei.
L’esercitazione, considerate le tempistiche, non è direttamente collegata alla guerra in Iran. Ma i dirigenti cinesi stanno di certo studiando con attenzione quello che accade in Medio Oriente. Sia perché hanno bisogno dei barili di petrolio; sia perché le difficoltà degli americani, finora incapaci di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, lasciano supporre che, per la Marina statunitense, sarebbe pressoché impossibile opporsi a un atto di forza di Xi Jinping nel Mar Cinese meridionale e orientale. Questo rimette in discussione l’indipendenza di Taiwan e persino la sicurezza degli alleati dell’Occidente nell’Indo-Pacifico.
Al Politburo non sarà passata inosservata la notizia dello spostamento, dalle acque nipponiche al teatro bellico mediorientale, di una nave d’assalto americana, insieme a 2.000 marines. La redistribuzione degli assetti ha preoccupato le potenze asiatiche vicine agli Stati Uniti, anche alla luce delle indiscrezioni di stampa, secondo cui la Casa Bianca sarebbe intenzionata a trasferire alcuni componenti del sistema di difesa missilistica Thaad, attualmente situati in Corea del Sud, che ha necessità di proteggersi da Pyongyang. Si andrebbe ben oltre il grado di disimpegno che caldeggiano i prudentissimi esponenti della scuola del realismo difensivo: tre mesi fa, era uscito l’ultimo saggio di Charles L. Glaser, Retrench, defend, compete, che suggeriva di mollare Taipei per minimizzare il pericolo di uno scontro con il Dragone, ma al contempo prescriveva di confermare il sostegno Usa agli altri Paesi filoamericani della regione. Xi non morirà dalla voglia di aprire un altro vaso di Pandora. Ma il regime deve aver annotato tutti i segnali di debolezza dell’«Armada» a stelle e strisce, che pretende di aver «annientato il 100% delle capacità militari dell’Iran», come ha detto Donald Trump ieri, eppure non ha impedito a Teheran di interdire Hormuz. Si capisce come mai il presidente abbia invocato esplicitamente l’intervento dei cinesi, al fianco di Parigi, Tokyo, Seul e Londra, in un’ipotetica missione per liberare lo Stretto. Un tentativo di mettere in imbarazzo politico i rivali.
La partita che si gioca attorno al petrolio è molto complessa. Alcune immagini circolate in Rete mostrano code di vetture ai distributori nelle metropoli cinesi: gli automobilisti starebbero facendo incetta di carburante, in prospettiva di ulteriori aumenti dei prezzi. Si era appreso, nei giorni scorsi, che la Cina aveva provato a negoziare con gli ayatollah il passaggio del greggio. Poi è spuntata una nuova ipotesi: l’Iran sarebbe disponibile a lasciar transitare le petroliere, purché gli scambi siano condotti in yuan. Stando a quanto riferito dal South China Morning Post, il Paese asiatico rimane cauto, se non scettico: «Benché il piano possa simbolicamente promuovere l’uso della valuta cinese», ha scritto il quotidiano, «la sua attuazione fronteggerebbe sfide di sicurezza e fattibilità e potrebbe provocare strappi nelle relazioni Cina-Usa». Relazioni alle quali, evidentemente, il Partito tiene ancora. Specie alla vigilia dell’incontro tra il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, e il vicepremier di Pechino, He Lifeng. E in attesa del bilaterale Trump-Xi, previsto ad aprile. Un faccia a faccia decisivo per risolvere la disputa sui dazi. Anche se l’America, a questo punto, potrebbe arrivarci con le armi spuntate. In tutti i sensi.
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Per mesi hanno bersagliato di droni e razzi tutto il naviglio che attraversava lo Stretto di Bab el Mandeb in direzione di Suez, mettendo in crisi il commercio marittimo dell’Europa. Dopo giorni di inattività, gli Huthi hanno deciso di scendere in campo con tutto il loro arsenale.
Mohammed al-Bukhaiti, portavoce e alto funzionario dell’ufficio politico dei ribelli yemeniti, ha sancito il passo del suo governo. «Ansar Allah (partigiani di Dio, meglio conosciuti come Huthi, ndr) ha deciso di schierarsi militarmente al fianco dei fratelli iraniani», ha confermato alla Verità. «E molto preso annuncerà l’ora zero del suo ingresso in battaglia. La nostra scelta è necessaria per rispondere all’aggressione in corso da parte di Israele e degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. La falsa propaganda sionista vuole far credere che l’asse della resistenza non esista più, ma invece siamo più forti che mai e lo dimostreremo distruggendo tutte le navi del nemico».
Il mare sembra ormai essere diventato un fondamentale luogo di scontro e, dopo lo Stretto di Hormuz, dove l’Iran permette il passaggio solo delle navi cinesi, gli Huthi possono rendere impossibile l’accesso al canale di Suez, distruggendo l’economia egiziana e danneggiando profondamente i commerci fra Asia ed Europa. «Il nostro ingresso in guerra è inevitabile», continua Mohammed al-Bukhaiti, «il popolo yemenita lo chiede a gran voce. Il 6 marzo decine di migliaia di persone hanno riempito piazza al-Sabeen a Sanaa, intonando canti in onore della Ali Seyyed Khamenei e manifestazioni di questo tipo si sono svolte in ogni governatorato e città. L’obiettivo era assassinare la Guida suprema della rivoluzione islamica, insieme a diversi comandanti militari, per distruggere la società iraniana, ma hanno fallito. Come ha detto il nostro leader, Abdel Malik al Houthi, le dita sono sul grilletto e lo scontro è una battaglia per l’intera nazione islamica, non per una sola parte».
Il momentaneo mancato ingresso in guerra degli yemeniti è sicuramente un calcolo strategico di Teheran, che dopo l’impatto iniziale vuole spingere sulle difficoltà economiche globali bloccando ancora una volta l’accesso a Suez. «Stiamo monitorando la situazione e siamo pronti ad agire contro gli aggressori. Le rappresaglie iraniane contro le basi militari americane nella regione sono legittime. Teheran ha il diritto di colpire le basi di occupazione utilizzate per lanciare attacchi. Questa brutale aggressione dimostra che tutte le accuse mosse in precedenza contro l’Iran erano false, noi siamo i difensori del popolo».
Al-Bukhaiti si è poi rivolto alle nazioni arabe delle regione. «Voglio esortare con urgenza tutti i Paesi della regione ad unirsi, perché devono condannare l’aggressione americana e schierarsi al fianco dell’Iran. Questo scontro va oltre i confini dell’Iran, coinvolgendo tutte le nazioni arabe e islamiche. Si tratta di una battaglia che ci è stata imposta e che dobbiamo portare avanti finché non imporremo le nostre condizioni. Le nazioni del Golfo devono capire che ne va della nostra sopravvivenza e se non sceglieranno la parte giusta, noi li attaccheremo con tutta la nostra forza». Il dirigente yemenita ha concluso lanciando un inquietante appello: «Questo conflitto è una battaglia decisiva la cui vittoria finale sarà il trionfo della verità, gli Stati Uniti ed i sionisti sono un nemico che va combattuto insieme».
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