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Utero in affitto, emendamento bocciato a Strasburgo. Coghe e Brandi: «L’Europa è diventata un mostro: accetta anche eugenetica così»

Utero in affitto, emendamento bocciato a Strasburgo. Coghe e Brandi: «L’Europa è diventata un mostro: accetta anche eugenetica così»
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«La bocciatura dell'Aula di Strasburgo dell'emendamento contro l'utero in affitto presentato dall'eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, è gravissima. Il segno ulteriore della crisi di identità dell'Europa, della perdita delle proprie radici. L'Europa dei burocrati e della finanza è diventata la terra di nessuno e un mercato a cielo aperto, senza orizzonti di senso neanche quelli alla base dei diritti dell'uomo» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia. «Contro le donne costrette ad affittare il proprio utero, sono scesi in campo anche i più insospettabili: oltre a tante realtà del femminismo europeo, anche la sinistra spagnola ha spiegato chiaro e tondo come le 'pance in affitto' minino i diritti delle donne oltre che dei bambini, che hanno il diritto naturale ad avere una mamma e un papà» hanno proseguito Coghe e Brandi. «Possono provare a nascondere la verità - hanno ancora dichiarato - ma la verità è una: la compravendita di un bambino resta la mercificazione di un essere umano. È un controsenso che la politica, che deve occuparsi delle disuguaglianze economiche sempre crescenti, appoggi o non contrasti proprio l'uso e l'abuso di donne povere che in cambio di soldi vendono i propri ventri a ricchi signori e ai loro capricci. Se siamo contro lo sfruttamento del lavoro umano e la compravendita di umani, come fa l'Europa a calpestare la dignità di queste donne e di bambini indifesi? È vergognoso, orribile, è assurdo». «L'Europa - hanno concluso Brandi e Coghe - è diventata un mostro. Basta pensare che non contrastando l'utero in affitto di fatto accetta anche l'eugenetica, visto che attraverso cataloghi vengono scelte le caratteristiche dei bambini desiderati».

I tiri mancini dei giornaloni a Giorgia per farla fuori: «Chiudi al generale»
Roberto Vannacci (Ansa)
«Corsera» e «Stampa» suggeriscono a Meloni di prendere di petto Vannacci e spostarsi verso il centro. L’obiettivo è evidente: gettare scompiglio nel centrodestra, così il campo largo potrà vincere nel 2027.
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Meloni bastona Vannacci: «Utile alla sinistra»
Giorgia Meloni (Ansa)
Stoccata del premier al generale: «Allearci? Non mi pongo il tema, la politica non è mai aritmetica». Poi conferma il riavvicinamento a Trump. Intanto i leader del G7 incontrano i big dell’IA. Mattarella: «Tecnologia in mano a pochissimi è rischio per la democrazia».

Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian, affronta tutti gli argomenti più caldi, con risposte non scontate: «Per quello che riguarda l’accordo sull’Iran», argomenta il premier, «i punti abbracciano tutto quello che era necessario abbracciare in un memorandum di questo tipo.

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L’esecutivo riscrive il decreto accise. Ira di Salvini per il caos sui binari
Ansa
Vita difficile per il decreto accise. Dopo l’intesa con il Quirinale relativa a norme considerate estranee, cioè non omogenee al provvedimento, il governo ha stralciato quattro misure approvate in prima lettura dal Senato e il testo con le modifiche è approdato alla Camera.
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La madre di Sempio in overdose da farmaci
La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari (Ansa)
Daniela Ferrari è stata soccorsa ieri nella sua abitazione e trasferita al pronto soccorso di Vigevano. Era stata più volte interrogata in relazione allo scontrino del parcheggio che avrebbe fornito al figlio l’alibi per l’ora e il giorno in cui era stata uccisa Chiara Poggi.

Forse il segnale più inquietante era arrivato già un mese fa, quando aveva detto: «Neanche la morte mi fa paura sinceramente. Neanche quella. Forse sarebbe la cosa migliore per riposare».

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