{{ subpage.title }}

Utero in affitto, emendamento bocciato a Strasburgo. Coghe e Brandi: «L’Europa è diventata un mostro: accetta anche eugenetica così»

Utero in affitto, emendamento bocciato a Strasburgo. Coghe e Brandi: «L’Europa è diventata un mostro: accetta anche eugenetica così»
iStock

«La bocciatura dell'Aula di Strasburgo dell'emendamento contro l'utero in affitto presentato dall'eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, è gravissima. Il segno ulteriore della crisi di identità dell'Europa, della perdita delle proprie radici. L'Europa dei burocrati e della finanza è diventata la terra di nessuno e un mercato a cielo aperto, senza orizzonti di senso neanche quelli alla base dei diritti dell'uomo» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia. «Contro le donne costrette ad affittare il proprio utero, sono scesi in campo anche i più insospettabili: oltre a tante realtà del femminismo europeo, anche la sinistra spagnola ha spiegato chiaro e tondo come le 'pance in affitto' minino i diritti delle donne oltre che dei bambini, che hanno il diritto naturale ad avere una mamma e un papà» hanno proseguito Coghe e Brandi. «Possono provare a nascondere la verità - hanno ancora dichiarato - ma la verità è una: la compravendita di un bambino resta la mercificazione di un essere umano. È un controsenso che la politica, che deve occuparsi delle disuguaglianze economiche sempre crescenti, appoggi o non contrasti proprio l'uso e l'abuso di donne povere che in cambio di soldi vendono i propri ventri a ricchi signori e ai loro capricci. Se siamo contro lo sfruttamento del lavoro umano e la compravendita di umani, come fa l'Europa a calpestare la dignità di queste donne e di bambini indifesi? È vergognoso, orribile, è assurdo». «L'Europa - hanno concluso Brandi e Coghe - è diventata un mostro. Basta pensare che non contrastando l'utero in affitto di fatto accetta anche l'eugenetica, visto che attraverso cataloghi vengono scelte le caratteristiche dei bambini desiderati».

El Koudri tenta l’infermità mentale. Insulta i cristiani, ora vuole la Bibbia
  • La linea della difesa: «Aveva smesso di assumere le medicine perché stava bene, è affetto da disagio psichiatrico». In alcune lettere indirizzate all’ateneo minacciava di bruciare «il vostro Cristo in croce».
  • Alle turiste colpite, una tedesca e una polacca, sono state asportate le gambe. Grave una coppia di cinquantacinquenni: lei in pericolo di vita, lui in miglioramento.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Altro che «matto», per l’attentatore siamo «bastardi cristiani di merda»
I soccorsi a Modena. Nel riquadro, Salim El Koudri (Ansa)
Salim era frustrato come tanti connazionali che non trovano lavori all’altezza dei loro studi ma non per questo si gettano con l’auto contro la folla. La verità è che questa atroce vicenda discende da un’immigrazione incontrollata che non vuole assimilarsi e ci odia.
Ma quanta fretta hanno politici e autorità di archiviare il caso di Modena alla voce disagio mentale? Ancora non si sapeva neppure chi avesse lanciato l’auto contro i pedoni e già il sindaco della città emiliana, Massimo Mezzetti, si affrettava a dire in tv che doveva trattarsi di un pazzo. E infatti la narrazione del giorno successivo ha dipinto un Salim El Koudri come un italiano emarginato e disagiato, senza legami con gruppi estremisti islamici.
Continua a leggereRiduci
Integrati grazie alla cittadinanza? La cronaca smentisce la bufala
La strada del centro di Modena dove Salim El Koudry ha falciato la folla (Ansa)
Il Pd ci ha raccontato che rendendo italiani gli immigrati sarebbero finiti i problemi. La storia di El Koudry li sbugiarda.

Poi, come sempre, la realtà si manifesta all’improvviso e sbriciola tutte le stupidaggini ideologiche, demolisce le costruzioni retoriche e se ne va lasciando sberleffi e macerie. Ecco, appunto, che la storia di Salim El Koudry arriva con prepotenza a distruggere anni e anni di insistenze progressiste sulla cittadinanza facile.

Continua a leggereRiduci
Il nuovo legale di El Koudri ha fatto liberare chi è accusato di tifare Hamas
Nel riquadro l'avvocato Fausto Gianelli. Sullo sfondo un'immagine degli scontri durante il G8 di Genova nel 2001 (Ansa)
L’avvocato Fausto Gianelli ha un passato come consigliere comunale dei Ds. Nel 2001 difendeva il Genova social forum. Ha preso le parti di ecoteppisti e di chi tifa per Hamas.

È un ex consigliere comunale dei Ds a Pavullo nel Frignano, Fausto Gianelli, nuovo avvocato di Salim El Koudri, il trentunenne di origine marocchina in carcere per aver investito una decina di persone nel centro di Modena, ferendone otto. La carriera forense di Gianelli si è svolta in gran parte all’insegna di una tanto legittima quanto forte caratterizzazione politica.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy