Ai domiciliari l’influencer della jihad che viveva nel centro d’accoglienza
Salerno, sul profilo TikTok del tunisino 200 video inneggianti alla morte degli infedeli.
Salerno, sul profilo TikTok del tunisino 200 video inneggianti alla morte degli infedeli.
La società cinese proprietaria deve vendere entro oggi il social, ma The Donald pensa a uno slittamento. Intanto in Messico avanzano le «Chinatown industriali» di Pechino.
La Consulta romena annulla il verdetto delle urne: «Su TikTok, gli hacker del Cremlino han dato manforte al candidato pro Putin». Ma pure la sua rivale si rivolta: «Così viene ignorato il parere di 9 milioni di cittadini».
Virale sul social la «Lettera all’America» contro Usa ed ebrei. Il «Guardian» la rimuove, ira della Casa Bianca: «Ripugnante».
Il filosofo Stefano Zecchi: «I danni maggiori sono per i giovani, perennemente connessi ma incapaci di relazioni. E lo psicologo serve a poco».
Dilaga online il fenomeno delle «Trad Wife»: donne che scelgono di accudire la casa e la famiglia invece di tuffarsi nella carriera. Il mondo progressista le mette in croce, arrivando al paradosso di bollare la loro autodeterminazione come «non femminista».
Sempre più segnali indicano che le reti sociali stanno andando incontro a una crisi profonda. Ma, in ogni caso,l’era in cui ne eravamo sprovvisti non tornerà più.
Tristan Harris, ex informatico di Google, rilancia un’accusa più volte mossa al social asiatico: ci sarebbero due algoritmi differenti, uno per il mercato interno e uno per quello esterno. E i messaggi sarebbero molto diversi».
La «creatrice» più nota d’Italia si sveste in incognito: «Incasso 30.000 dollari al mese. I cantanti usano la voce, io il mio corpo».
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