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Djokovic fuori, gli stragisti dentro: il modello Australia è andato in pezzi
Novak Djokovic (Ansa)
Il politicamente corretto ha eroso la tradizionale linea dura sugli ingressi. E a essere cacciati sono stati solo i non vaccinati.

La foto di Naveed Akram, l’attentatore affiliato a una cellula australiana dell’Isis che con suo padre Sajid Akram ha ucciso 16 persone che celebravano vicino Sidney la festa ebraica dell’Hannukkah, ferendone altre 38, circola da ore, accostata a quella di Novak Djokovic. Il meme, accompagnato dalla scritta «Una di queste due persone è stata espulsa dall’Australia», contrappone il tennista serbo, respinto dall’Australia nel 2022 per non essersi sottoposto a vaccinazione anti Covid, a uno degli autori della strage, a indicare le contraddizioni (eufemismo) dei controlli di frontiera australiani.

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«Espulsione irragionevole». Punto per Djokovic che rimane in Australia
(Sam Tabone/Getty Images)
Il giudice dà ragione al tennista serbo: la polizia di frontiera l’ha fermato senza motivo. La sua esenzione dal vaccino vale, giocherà l’Open. Ma il ministero valuta un ribaltone.
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