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Il patriarcato diventa museo... dell’ipocrisia
Ansa
La mostra milanese sui soprusi maschili è la fiera dello stereotipo. Dalla donna che lava mentre l’uomo guarda la tv alle molestie in metro, denunciate senza citare l’immigrazione. Non pervenute le violenze sessuali del 7 ottobre e le sofferenze delle iraniane.

Lui avrà sei anni, la sorella dieci. Si fermano davanti all’installazione dei giocattoli creata per stigmatizzare le mortifere differenze di genere: da una parte una vettura gialla e tre soldatini, dall’altra una bambola, una tazzina da caffè stile signorina Felicita e uno specchio con cornice rosa. Tutto tristemente anni Sessanta. «La prevenzione primaria come politica di cambiamento culturale strutturale», recita la brochure che sta leggendo a voce alta il papà. Il bimbo osserva perplesso, poi dice alla sorella indicando macchinine e marines: «Questi sono per me, quelli per te». Un patriarca in erba, cominciamo male.

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