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Trump perde il tocco magico. I mercati si fidano meno: petrolio e interessi in risalita
Donald Trump (Ansa)
Le dichiarazioni contraddittorie del presidente sulla guerra non convincono più gli investitori che riportano il tasso del bond decennale Usa alla soglia critica del 4,5%.

Donald Trump ha perso il tocco magico. Non è più il domatore di Wall Street. Il suo mandato aveva trasformato l’incoerenza in arte. La sorpresa in strategia. I mercati fremevano ad ogni tweet. Poi la guerra in Iran e l’incantesimo si è rotto. Da quando sono cominciati i bombardamenti ha inondato Truth e il resto del pianeta con una collezione di dichiarazione contraddittorie come un oracolo in giornata storta.

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Greggio in cambio di cemento. Il patto «invisibile» Iran-Cina sfida il dominio del dollaro
  • Una forma di «baratto» ad alta tecnologia permette a Teheran e Pechino di aggirare le sanzioni. Grazie a circuiti finanziari ombra, l’energia si paga con le infrastrutture.
  • L’annuncio del ministro persiano dell’Energia: «Così riequilibreremo il sistema energetico». Oggi la domanda supera la produzione, provocando regolari blackout.
  • L’analista Antonio Selvatici: «La quantità di merci e armi che aggirano i paletti americani è enorme. Il Dragone vuole imporre il renminbi negli scambi internazionali. La “Via della Seta” si sta ampliando, coinvolgendo nuovi Paesi».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Il petrolio per ora non si impenna. Ma se Hormuz si blocca saranno guai
iStock
Il greggio non schizza in alto nonostante le tensioni: l’Opec e gli Usa hanno interesse a tenerlo basso. Una ritorsione di Gerusalemme e il blocco nel cruciale punto di passaggio fiaccherebbero l’Occidente.
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Per abbassare il costo alla pompa e non perdere le elezioni di medio termine, Joe Biden ha drasticamente ridotto le riserve. Troppo dispendioso rialzarle, ma così gli Stati Uniti sono più vulnerabili agli choc dei prezzi.
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L’Opec taglia il greggio, la Russia ci guadagna
(IStock)
Occidente in difficoltà, i Paesi produttori ridurranno la produzione di 1,15 milioni di barili al giorno. I rialzi impatteranno sul petrolio di Mosca: il prezzo sarà superiore al price cap fissato dal G7. Russia e India abbandonano il Brent, useranno come riferimento Dubai.
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