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L’Europarlamento boccia la Salis. Occupare case non diventerà legale
Ilaria Salis (al centro) con il gruppo The Left all'Europarlamento
Spaziani Testa (Confedilizia): «Chiedevano di sopprimere il diritto di proprietà».

ll Parlamento europeo riunito ieri in plenaria a Strasburgo ha approvato la relazione di Francisco Borja Gimenez Larraz (Ppe) sulla crisi degli alloggi nell’Ue, con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astenuti. Sono stati bocciati gli emendamenti presentati da Ilaria Salis e i colleghi del gruppo The Left, che proponevano in sostanza di non contrastare le occupazioni abusive.

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La Salis vuole rendere legittimo occupare le case di chi ne ha tante
Ilaria Salis (Imagoeconomica)
Incredibile emendamento degli eurodeputati di estrema sinistra, tra cui l’italiana: «Basta criminalizzare chi si insedia abusivamente in strutture pubbliche e di proprietari con molteplici patrimoni residenziali».

Oggi il Parlamento europeo vota a Strasburgo, in seduta plenaria, il rapporto finale sulla edilizia abitativa: si vuole contrastare il fenomeno della crescita dei prezzi delle case, tendenza che rende più difficile trovare un alloggio a buon prezzo. I giovani europei sono tra i più colpiti e spesso restano più a lungo a vivere con i genitori.

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Centri sociali ed ex Br fanno festa. Impedirono 50 sfratti: tutti salvi
L'ex sede del centro popolare occupato «Gramigna» di Padova (Ansa)
Dopo 11 anni, reato prescritto per 75 attivisti pro occupazioni di Padova. Avevano addirittura minacciato dei non udenti, legittimi assegnatari di uno stabile. Tra gli imputati due nomi legati alle nuove Brigate rosse.

Un’organizzazione dedita all’occupazione abusiva di appartamenti ed edifici pubblici, che per anni ha imperversato a Padova e dintorni. Così almeno l’hanno definita gli uomini della Digos che hanno indagato 75 persone, accusandone alcune di associazione a delinquere, occupazione abusiva, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il tribunale, di fronte alle accuse, ha decretato il liberi tutti: non perché i fatti non sussistano, ma in quanto il processo è arrivato troppo tardi, con una sentenza emessa 11 anni dopo l’accertamento degli abusi. I giudici perciò hanno dichiarato prescritti i reati e buonanotte ai suonatori, anzi: agli occupatori.

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L’Inps si perde nel grande gioco del mattone
Il presidente dell'Inps Gabriele Fava (Ansa)
L’istituto pensionistico è proprietario di più di 2.500 unità abitative occupate abusivamente, ma annuncia l’intenzione di spendere 220 milioni per acquistare altri immobili. Gli investimenti in fondi dedicati al real estate ammontano a 2 miliardi.

Morosità, occupazioni, sono gli annosi problemi dell’Inps e peraltro di tutti gli enti pubblici che dispongono di un patrimonio immobiliare ad uso abitativo. Le difficoltà nella riscossione dei canoni che già emergono per le abitazioni di privati date in locazioni, si amplificano nel pubblico. Dall’audizione del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, in Commissione parlamentare di vigilanza sugli enti previdenziali è emerso che sono 1913 le unità immobiliari da reddito occupate da soggetti identificati e 790 quelle occupate abusivamente da soggetti non noti, nei confronti dei quali sono state sporte denunce all’Autorità Giudiziaria.

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Non solo si introducono un revisore dei conti e un certificatore della sicurezza, ma si prevede che al posto degli inquilini morosi sborsino quelli in regola. La soluzione è un’altra: pignorare i locali di chi non è a norma.

Quando la politica mette mano alla casa c’è sempre da preoccuparsi. Ancora oggi i proprietari si leccano le ferite per quella simpatica tassa introdotta da Mario Monti con la scusa di rimettere in ordine i conti: l’Imu, una patrimoniale vera e propria che colpisce chiunque di abitazioni ne possegga due, compresa quella ereditata dai genitori o mantenuta nel paese in cui si è nati. Né si può dimenticare quando, con la scusa di aggiornare i dati, vari governi, come quello presieduto da Mario Draghi, hanno provato a rivedere le rendite catastali, il che ovviamente avrebbe significato un aggravio per le tasche delle famiglie. Adesso, a introdurre quella che non è una tassa ma rischia comunque di trasformarsi in una spesa in più per decine di migliaia di condomini, è l’attuale maggioranza che, con una geniale intuizione, si prepara a rivedere le norme che regolano la vita di chi vive in appartamento. Prima firmataria della riforma è Elisabetta Gardini, parlamentare di Fratelli d’Italia.

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