Dal 1999 ad oggi solo due tracce d'esame dedicate alla lotta alla mafia, entrambe con ministri leghisti: prima Marco Bussetti con Carlo Dalla Chiesa, ora Giuseppe Valditara con Paolo Borsellino.
Per la prima volta dopo anni, una delle tracce della maturità torna a parlare apertamente di mafia. E lo fa attraverso una figura simbolo della lotta alla criminalità organizzata: Paolo Borsellino. A commuoversi sono stati i figli del magistrato ucciso nel 1992, che in una dichiarazione hanno espresso gratitudine e emozione per l’attenzione data alla figura del padre. “Egli nutriva una enorme speranza nelle future generazioni”, scrivono, sottolineando come questo omaggio rappresenti una vera prospettiva di cambiamento civile.
C'è un dato che merita attenzione e che finora è passato sottotraccia nel dibattito pubblico: dal 1999 ad oggi, le uniche due volte in cui gli studenti sono stati invitati a riflettere sul fenomeno mafioso in sede d’esame sono avvenute sotto i ministri della Lega.
La prima fu nel 2019, quando al Ministero dell’Istruzione sedeva Marco Bussetti, e tra le tracce della prima prova figurava un commosso omaggio a Carlo Alberto Dalla Chiesa, altro simbolo della resistenza istituzionale alla mafia, assassinato nel 1982. Sei anni dopo, nel 2025, la storia si ripete: questa volta è Giuseppe Valditara, anch’egli espressione della Lega, a firmare una scelta coraggiosa e in controtendenza, dedicando una traccia proprio a Paolo Borsellino.
Un fatto che fa riflettere: in un Paese dove l’antimafia viene spesso agitata come simbolo retorico ma raramente messa al centro della formazione civica, le uniche due volte in cui questa ha trovato spazio in una delle prove più significative della vita scolastica italiana — la Maturità — sono avvenute sotto governi in cui il Ministero dell’Istruzione era in mano a esponenti leghisti. Un paradosso per alcuni, una coincidenza per altri, ma certo un dato oggettivo che merita di essere sottolineato.
Apprezzamenti alla traccia su Borsellino sono arrivati anche dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, che ha scritto su X: “Confesso: oggi avrei voluto essere una maturanda per scegliere la traccia su Paolo Borsellino, straordinario tributo a uno straordinario uomo”.
Il significato di questa scelta va ben oltre l’omaggio formale: in un momento storico segnato da crescenti segnali di ritorno delle mafie in molte zone del Paese, portare un simbolo come Borsellino tra i banchi della Maturità vuol dire riaffermare un messaggio forte. E se a farlo è stato, per due volte, un ministro della Lega, vale la pena porsi qualche domanda sul perché non sia accaduto più spesso sotto altri colori politici, per esempio di centrosinistra.




