Appena tre settimane dopo il blackout elettrico che aveva messo in ginocchio l’intera Spagna, ieri un’altra grave interruzione ha lasciato per diverse ore senza linea fissa e Internet tutte le Province autonome servite dall’operatore Telefónica. Otto di queste, Paesi baschi, Estremadura, Comunità valenciana, Aragona, Galizia, Isole Canarie e Isole Baleari non riuscivano ad avere nemmeno accesso a servizi essenziali come il 112.
A causare l’interruzione sono stati i lavori di ammodernamento della Rete. «Abbiamo riscontrato un incidente con uno dei router, che ha avuto ripercussioni sui servizi di alcune aziende e servizi pubblici», ha spiegato ieri mattina Sergio Sánchez, direttore operativo di Telefónica con i suoi due marchi coinvolti, Movistar e O2. Gli utenti di società come MásMóvil, Orange o Vodafone non hanno invece avuto problemi, tranne che nei casi dove erano stati contrattati con il gruppo di Tlc servizi di linea fissa all’ingrosso, perché le loro Reti non riescono a raggiungere i clienti. Il ministero per la Trasformazione digitale e la Funzione pubblica, guidato da Óscar López Águeda, ha fatto sapere di «aver monitorato la situazione, chiedendo informazioni precise e previsioni temporanee di soluzione».
Secondo i dati della Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza (Cnmc), Movistar gestisce una linea in fibra ottica su tre (33,8%), con una rete di 5,6 milioni di connessioni. Le interruzioni erano iniziate poco dopo le 3 del mattino e alle 12.30 il guasto risultava risolto quasi ovunque, meno che nelle Baleari e nelle Canarie. In quelle ore i disagi sono stati parecchi, anche perché i cittadini non erano stati preavvisati dei lavori in corso. Il 71% dei problemi segnalati era dovuto alla mancanza di una connessione Internet fissa, il 16% alla mancanza di segnale e il 13% a un blackout totale. In quasi tutte le Comunità autonome sono stati colpiti i servizi di emergenza, che hanno impedito o reso difficoltosa la comunicazione. Le risposte agli utenti erano che «il sistema non può elaborare la richiesta di servizio in questo momento», e si invitavano gli utenti a riprovare più tardi.
I numeri alternativi attivati non erano a conoscenza dell’intera popolazione, e nemmeno la possibilità di contattare il 112 tramite la polizia locale, quella nazionale, la Guardia civil o i Vigili del fuoco. A Madrid, oltre a interruzioni della connessione Internet alcune farmacie hanno notato problemi con le prescrizioni e i pagamenti elettronici.
Antonio Sanz Cabello del Pp, ministro della Presidenza, dell’Interno, del Dialogo sociale e della Semplificazione amministrativa dell’Andalusia ha espresso «allarme» e «preoccupazione» per «il continuo caos nei servizi pubblici. In Spagna stanno accadendo cose che ci lasciano perplessi e dimostrano il caos e la gestione disastrosa di questo governo», ha affermato.
Telefónica è un’altra delle società finite sotto controllo di Pedro Sánchez, che aveva acquistato il 10,1% delle sue azioni per circa 2,1 miliardi di euro con l’obiettivo di impedire che la Saudi Telecom Company, che deteneva il 9,9% del capitale di Telefónica, ne diventasse il maggiore azionista. A gennaio, attraverso la Società statale di partecipazioni industriali (Sepi), il governo aveva licenziato il presidente José María Álvarez-Pallete sostituendolo con l’ingegnere socialista Marc Murtra, fino a quel momento alto dirigente di Indra, azienda controllata anch’essa dalla Sepi con il 28% del capitale. «Nulla sfugge all’interesse del Psoe nel diffondere il sánchismo, anche se ciò avviene a scapito del prestigio di una delle aziende che è un marchio spagnolo all’estero e leader internazionale nel suo settore», tuonò Cuca Gamarra del Pp. Dopo la nomina di Murtra, le azioni di Telefónica scesero del 2,72% rendendolo il titolo con la performance più bassa, mentre le azioni di Indra aumentarono del 3,6% in seguito alla partenza dell’ingegnere con stretti legami con il Partito socialista catalano (Psc) e vicino al Psoe.



