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Street Art: come i murales cambiano il volto alle città

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Street Art: come i murales cambiano il volto alle città
Uno dei murales del Paese delle Fiabe in provincia di Viterbo (Facebook)
  • Ultimamente si parla molto di street art. Perché piaccia tanto è presto detto: è un tipo di arte che potremmo definire popolare, impattante. Gli edifici smettono il loro abito di strutture anonime, per indossarne un altro, variopinto e significativo.
  • Alla scoperta di Sant'Angelo di Roccalvecce, frazione di Viterbo conosciuta anche come «il paese delle fiabe».
  • L'altra faccia di Napoli. Tra Maradona e San Gennaro le facciate dei palazzi rivivono grazie all'arte di strada.
  • La capitale della street art? Bologna.
  • I writers di Taranto ridanno vita ai quartieri periferici e meno agiati della città.
  • A Roma Tor Pignattara diventa il regno dei murales.

Lo speciale comprende sei articoli.

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Basta trattare i poliziotti da criminali
(Imagoeconomica)
Ok a più agenti e stipendi migliori, ma le forze dell'ordine devono essere più tutelate.

Nei talk mi capita spesso di sentire la voce della sinistra che si lamenta del governo sulla sicurezza. A loro dire «il governo dovrebbe assumere di più e aumentare i salari delle forze dell’ordine». Un ritornello facile facile che apre qualche breccia pure tra qualche elettore del centrodestra, insoddisfatto per gli episodi di criminalità e di delinquenza raccontati in televisione.

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Dimmi La Verità | Fabio Amendolara: «Ecco perché bisogna rimborsare la Ong Sea Watch»

Ecco #DimmiLaVerità del 19 febbraio 2026. Il nostro Fabio Amendolara ci spiega la vicenda del rimborso alla Ong Sea Watch.

Per il caso Epstein arriva il primo arresto eccellente: il fratello di Re Carlo, fin dall'inizio coinvolto nelle scabrose vicende del faccendiere. Ma è solo l'inizio del terremoto.

In dieci anni le ditte tricolori sono calate del 5% mentre quelle straniere sono aumentate del 21%. E adesso il 10% degli imprenditori è nato all’estero. Un boom che parla cinese e romeno e che fotografa il nostro declino.

Prendi i soldi e scappa. Viene da dire così leggendo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, sulla nazionalità delle imprese che operano in Italia. L’italiano non è più la lingua ufficiale dell’imprenditoria visto che quelle condotte da stranieri crescono e quelle tricolori deperiscono.

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