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L'Uzbekistan, a metà strada tra Mosca e Pechino, affida la sua diplomazia all'hockey

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  • La repubblica caucasica sta cercando di promuovere il suo brand attraverso lo sport. Per riuscirci a Tashkent è stato costruito un palazzetto del ghiaccio da 12.500 posti con l'obiettivo di riallacciare i fili con la storia e tornare competitivi nelle discipline invernali, come ai tempi dell'Unione sovietica.
  • Il ruolo dell'ex Stato sovietico nel progetto della nuova Via della seta: un'irripetibile opportunità per sviluppare le proprie infrastrutture e favorire quel processo di inserimento nell'economia globale; ma anche un rischio di dipendenza da Pechino.
  • Le ricchezze della capitale uzbeka: da una parte la città vecchia di epoca persiana che sopravvive nella parte orientale, dall'altra quella ricostruita in pieno stile sovietico sulle macerie lasciate dal forte terremoto del 1966.

Lo speciale contiene tre articoli e due fotogallery.

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Bruxelles dorme e pensa ai Talebani
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Ansa)
L’Europa attende a giugno il portavoce degli estremisti islamici per parlare di migrazione degli afghani. Tema caro a Berlino, che vorrebbe rimpatriarli. Nel frattempo Mario Draghi propina all’Ue la solita predica: «Qualcosa non ha funzionato, ora siamo soli».

Sette ore dopo l’inizio dello storico incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, con il primo che dichiarava che «Cina e Usa sono partner, non rivali» e l’altro che confermava l’alto patronato della cortesia replicando che la relazione bilaterale tra Pechino e Washington «è la più importante al mondo», la voce dell’Europa si è fatta sentire.

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Ecco il risultato del lavoro della Repubblica dei Giudici: Alberto Stasi è in prigione da 16 anni per un delitto che potrebbe non aver commesso e gli indizi ora vedrebbero come colpevole Andrea Sempio. Prove ignorate, perizie ribaltate e l’anomalia della Cassazione. Il sospetto di un errore giudiziario si fa sempre più pesante.

Borse in festa, Milano a 50.000 punti
Ansa
Donald Trump annuncia: «Pechino comprerà 200 aerei Boeing». E i listini brindano alla schiarita, mentre il petrolio smette di volare. Accordo in vista sulle terre rare.

Ieri Piazza Affari ha guardato lo scorrere dei prezzi con la stessa emozione con cui si osserva un jukebox che torna improvvisamente a funzionare. Il Ftse Mib ha superato quota 50.000 punti, chiudendo a 50.050. Un numero che sa di archeologia finanziaria, perché riporta Milano vicinissima al record assoluto del marzo 2000, ai tempi della new economy, quando si pensava che Internet avrebbe abolito le recessioni e che ogni ragazzo con un modem fosse destinato a diventare milionario.

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Minetti, cade anche l’ultima accusa. La Pg: «Sui festini nessun riscontro»
Nicole Minetti (Ansa)
Pietra tombale sull’inchiesta del «Fatto» che ha messo in discussione la clemenza verso l’ex consigliera. La procuratrice Nanni: «Infondati» i racconti della massaggiatrice sui party con le escort in Uruguay.

La sindrome uruguagia non fa danni, nessuna tempesta in arrivo dal golfo del Maldonado e la grazia a Nicole Minetti rimane in cassaforte. «Non serve sentire la testimone, non c’è nessun riscontro alle sue parole». La Procura generale di Milano fa trapelare una posizione chiara: non intende formulare una rogatoria internazionale per interrogare l’ex collaboratrice del ranch «Gin tonic» di Giuseppe Cipriani a Punta de l’Este.

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