Su Sky il documentario sulla vera storia dei «Soprano»
«I Soprano» (Sky)

I Soprano – La vera storia, presentato alla scorsa edizione del Tribeca Film Festival e in onda su Sky Documentaries alle 21.25 di venerdì 4 e sabato 5 ottobre, è il racconto di esistenze sovrapposte, di esperienze diventate arte. Di destini comuni. Di coraggio e determinazione.

Formalmente, dovrebbe essere un’incursione nella narrativa sottesa ai Soprano, qualcosa che consenta di capirne appieno il successo, di razionalizzarlo. Ufficiosamente, però, l’incursione non è tesa a penetrare la materia della serie televisiva, quanto, piuttosto, i processi cerebrali di chi l’ha inventata. I Soprano – La vera storia, presentato alla scorsa edizione del Tribeca Film Festival, è una conversazione serrata fra Alex Gibney, prolifico regista, e David Chase, padre creativo dei Soprano. «David me lo ha chiesto per ore, se la mia intenzione fosse quella di girare una serie sui Soprano o una su di lui. Gli ho sempre risposto che avrei fatto entrambe le cose. Onestamente, non ho potuto prescindere dall’amore che ho per il suo show», ha spiegato ad Esquire Alex Gibney, concordando, tuttavia, sul fatto di aver girato un documentario ibrido, in cui l’origine dei Soprano, la sua capacità di ergersi a fenomeno culturale, è indistricabilmente legata alle sorti creative, all’immaginazione di Chase. I Soprano – La vera storia, in onda su Sky Documentaries alle 21.25 di venerdì 4 e sabato 5 ottobre, è il racconto di esistenze sovrapposte, di esperienze diventate arte. Di destini comuni. Di coraggio e determinazione.

Nel documentario, in cui materiali di archivio si alternano con interviste e testimonianze di chi nei Soprano ha recitato o lavorato, non c’è solo il bello, quel che sarebbe facile raccontare. C’è, anche, la portata controversa di una serie che, dal suo debutto – venticinque anni fa – in avanti, ha contrariato e offeso. «Ci sono prodotti televisivi che inducono lo spettatore in uno stato di profondo disagio, mostrandogli livelli di violenza ripugnanti. Credo che, se nel documentario avessimo evitato di mostrare tutto questo, avremmo finito per tirarci indietro. La sfida, dunque, si è ridotta ad una: come ricreare questo disagio senza finire per sfruttarlo? Abbiamo cercato di trovare quell’equilibrio», ha spiegato ancora Gibney, che nel suo lavoro – poi diviso in due puntate – ha voluto i contributi dello stesso Chase e di membri del cast come Lorraine Bracco, Edie Falco, Michael Imperioli, Drea de Matteo e Steven Van Zandt. Fra loro, anche voci e volti di James Gandolfini, Tony Sirico, Nancy Marchand, di ritorno attraverso materiali d’archivio per ripercorrere l’intera storia dei Soprano, dall’episodio pilota al finale divisivo, con le morti e le madri, con la violenza dei cui è capace la mafia e, al contempo, la risposta di un pubblico che quella violenza l’ha scelta come metro per segnare un’epoca.

Da non perdere

Televisione

Ranucci non sa più chi è ma si sente Dio

L’ex conduttore di «Report» si paragona a tutti, da Regeni a Falcone e Borsellino, passando anche per il Papa. Tutto fa brodo per riempire le presentazioni dei suoi libri e gonfiare il proprio ego, sempre in cerca di visibilità, in guerra totale con la Rai.

Via Sigfrido da «Report», fedelissimi in rivolta
Televisione

Via Sigfrido da «Report», fedelissimi in rivolta

La Rai rimuove il conduttore dal programma. Tra le proposte per il futuro dell’anchorman, anche un incarico da corrispondente. Al suo posto il tandem Presutti-Piervincenzi. Sigfrido: «Scelta mortificante». La redazione insorge: «Pronti a lasciare in blocco».