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Siccità, quanti buchi nell'acqua. Tubi colabrodo e veti ecologisti: i nostri errori

Siccità, quanti buchi nell'acqua. Tubi colabrodo e veti ecologisti: i nostri errori
iStock
  • Non è solo responsabilità dei cambiamenti climatici se la grande sete ci flagella. Metà delle risorse idriche non arriva a destinazione, i serbatoi perdono, tante dighe sono incompiute, solo l’11% delle piogge è recuperato. Un quarto degli acquedotti ha oltre 50 anni. Dal 1860 si parla di sfruttare il fiume Enza: i lavori partirono nel 1988 ma gli animalisti fermarono tutto. Preferiscono tutelare le nutrie.
  • «I soldi del Pnrr? Sono insufficienti. E preparatevi: le tariffe aumentano». Il direttore di Utilitalia Giordano Colarullo: «Decenni di scarsi investimenti perché ritenuti secondari. Ora arrivano 3,5 miliardi ma ne servono 11».
  • «Invasi pieni, ma si irriga con il contagocce». Il presidente dei coltivatori di Catania Andrea Passanisi: ortaggi a rischio per mancata manutenzione.
  • «Non escludo che qualcuno lucri sulle condutture che perdono». Il direttore Anbi Massimo Gargano: «La capacità dei bacini è ridotta perché nessuno pulisce i fondali».

Lo speciale comprende quattro articoli.

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Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.

Le transizioni non fanno i conti con la Terra che non ne può più
Francesco Vecchi (Imagoeconomica)
Il nuovo libro di Francesco Vecchi dimostra come il green e il boom digitale siano insostenibili.
Il peso della Terra (144 pagine, Piemme) di Francesco Vecchi è uno di quei libri che arrivano nel momento giusto, quando una narrazione dominante mostra tutte le sue crepe. In un’epoca che si racconta come sempre più leggera, digitale, sostenibile e immateriale, il conduttore di Mattino 5 compie un gesto intellettuale controcorrente e necessario: ci costringe a guardare il mondo per ciò che è davvero, un mondo pesante, fatto di materia, di scavi, di risorse finite e di conflitti per il loro controllo.
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Un episodio che fa ordine nel caos di ricostruzioni e indiscrezioni sul delitto di Garlasco. Parliamo del filone Venditti, delle decisioni della Cassazione sui sequestri, del libro di Vitelli e delle gravi lacune investigative emerse nel tempo. Francesco Borgonovo, Gianluca Zanella e Fabio Amendolara fanno luce su errori, omissioni e responsabilità che ancora oggi pesano sulla verità del caso.

«Sono orgoglioso di rappresentare il Nicaragua. Il Paese non è isolato»
Maurizio Gelli (iStock)
Il figlio del capo della P2 Maurizio Gelli dopo l’espulsione da Madrid: «Classica dialettica diplomatica».

Il Regno di Spagna ha dichiarato persona non grata l’ambasciatore del Nicaragua a Madrid, Maurizio Gelli, figlio del «venerabile» Licio, fondatore della Loggia massonica P2. Il più giovane dei figli di Licio Gelli, dopo una carriera imprenditoriale nella natia Arezzo in Toscana, dal 2009 ha iniziato la carriera diplomatica, sempre sotto la direzione del presidente nicaraguense Daniel Ortega, un ex guerrigliero riconvertito al business. Maurizio Gelli aveva cominciato come ministro consigliere presso l’ambasciata di Managua in Uruguay, un Paese dove la famiglia ha sempre fatto grandi investimenti. Dopo Montevideo la sua destinazione è stata il Canada, diventando ambasciatore ad Ottawa nel 2017, per poi arrivare in Spagna nel 2023 quando il governo del socialista Pedro Sánchez ne ha accettato l’accreditamento presso re Felipe VI. Gelli è stato poi nominato ambasciatore (non residente) in Grecia, Andorra, Slovacchia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Francia, diventando il rappresentante del Nicaragua in mezza Europa.

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