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Siccità, quanti buchi nell'acqua. Tubi colabrodo e veti ecologisti: i nostri errori

Siccità, quanti buchi nell'acqua. Tubi colabrodo e veti ecologisti: i nostri errori
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  • Non è solo responsabilità dei cambiamenti climatici se la grande sete ci flagella. Metà delle risorse idriche non arriva a destinazione, i serbatoi perdono, tante dighe sono incompiute, solo l’11% delle piogge è recuperato. Un quarto degli acquedotti ha oltre 50 anni. Dal 1860 si parla di sfruttare il fiume Enza: i lavori partirono nel 1988 ma gli animalisti fermarono tutto. Preferiscono tutelare le nutrie.
  • «I soldi del Pnrr? Sono insufficienti. E preparatevi: le tariffe aumentano». Il direttore di Utilitalia Giordano Colarullo: «Decenni di scarsi investimenti perché ritenuti secondari. Ora arrivano 3,5 miliardi ma ne servono 11».
  • «Invasi pieni, ma si irriga con il contagocce». Il presidente dei coltivatori di Catania Andrea Passanisi: ortaggi a rischio per mancata manutenzione.
  • «Non escludo che qualcuno lucri sulle condutture che perdono». Il direttore Anbi Massimo Gargano: «La capacità dei bacini è ridotta perché nessuno pulisce i fondali».

Lo speciale comprende quattro articoli.

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Secondo una ricerca condotta da Gpf, il 39% dei cittadini è contro la guerra e le sanzioni a Mosca che rendono più care le bollette. Solo il 14% segue la linea oltranzista antirussa del governo. Ben 4 intervistati su 10 si dicono arrabbiati e non intenzionati a votare.

Ci sono «quattro Italie» posizionate su letture, interpretazioni e opinioni differenti riguardo al conflitto tra Russia e Ucraina: quattro anime corrispondenti a distinti e ben definiti profili di cittadini italiani. Ma la maggioranza di essi, il 39 per cento, non ne può più della guerra, delle inutili sanzioni, dell’abbandono del gas russo che tanto ha inciso sulle nostre bollette, delle discriminazioni di atleti e artisti e soprattutto degli aiuti militari a Kiev, pari a più di 3 miliardi di euro. Sono in netta minoranza, invece, i cosiddetti «atlantisti», ossia gli italiani più vicini alle posizioni finora adottate dal governo di Giorgia Meloni, tendenza Forza Italia: uno spaccato di popolazione nettamente anti Russia, pro Ucraina e pro sanzioni, che rappresenta però soltanto il 14,2 per cento della popolazione italiana.

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Trump festeggia l’Indipendenza menando l’Ue
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon lancia l’ultimatum a Bruxelles: «Se entro il 4 luglio non sarà attuato l’accordo sui dazi del 2025, le tariffe schizzeranno». Ma intanto la Corte federale per gli scambi internazionali boccia anche le gabelle del 10%. Atteso il ricorso della Casa Bianca.

Si riaccende la guerra dei dazi tra Stati Uniti ed Europa. Il presidente Donald Trump lancia l’ennesimo ultimatum a Bruxelles: se non rispetterà l’accordo stipulato nel 2025 con gli Usa, entro il 4 luglio le tariffe aumenteranno «in maniera vertiginosa». L’inquilino della Casa Bianca ha avuto un colloquio con il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel quale sono stati toccati diversi temi. Mentre sull’Iran c’è identità di vedute, ha riferito Trump al termine della telefonata («siamo d’accordo nel ritenere che non potrà mai dotarsi di armi nucleari»), ci sono motivi di frizione in merito all’accordo commerciale. «Ho atteso pazientemente che l’Ue rispettasse i suoi obblighi derivanti dalla storica intesa siglata a Turnberry, in Scozia, la più grande di sempre», ha detto il tycoon ricordando che in quella circostanza, «è stata fatta la promessa secondo cui l’Ue avrebbe rispettato la sua parte dell’accordo e, come previsto, avrebbe azzerato le tariffe».

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La Meloni tiene il punto con Rubio: «Dialogo franco, interessi diversi»
Marco Rubio e Giorgia Meloni (Ansa)
Al vertice col segretario di Stato, il premier ribadisce l’importanza «dell’unità dell’Occidente», ma sottolinea le distanze con Washington su dazi e guerra in Medio Oriente. No all’invio di truppe italiane senza l’egida Onu.

«Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente»: le parole che Giorgia Meloni ha affidato a X al termine del colloquio di ieri a Palazzo Chigi con il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, sono state ribadite poche ore dopo, in un punto stampa a Milano: «Un incontro sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco tra due nazioni», ha sottolineato il presidente del Consiglio, «Italia e Stati Uniti comprendono quanto sia importante il rapporto transatlantico ma anche quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. L’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo con gli Stati Uniti».

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Merz in caduta libera, Afd decolla
Il cancelliere tedesco Friderich Merz (Ansa)
Il cancelliere tedesco paragonato a una balena spiaggiata: l’economia non cresce e ora la stabilità del Paese vacilla. E la destra stacca di 5 punti l’Unione Cdu/Csu.

In una recente intervista a Die Welt, Peter Altmaier, figura di primo piano della Cdu, già ministro, capo della Cancelleria e stretto collaboratore di Angela Merkel, ha lanciato un allarme che merita attenzione: per la prima volta nella storia della Repubblica federale, la Germania potrebbe trovarsi di fronte a una crisi costituzionale.

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