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“schiaffo dei giudici”

La Corte Suprema boccia i dazi di Trump

La Corte Suprema boccia i dazi di Trump

Il massimo organo giudiziario statunitense, accusato di essere fedele al tycoon, annulla la decisione simbolo di The Donald: «Non può imporli». L’inquilino della Casa Bianca però tuona: «Influenze straniere». E punta a una tariffa globale al 10%.

Schiaffo della Corte Suprema a Donald Trump. Ieri, con una decisione di 6 contro 3, il massimo organo giudiziario statunitense ha annullato i dazi che il presidente aveva imposto ai sensi dell’International emergency economic powers act (Ieepa). «Lo Ieepa autorizza il presidente a “indagare, bloccare durante la pendenza di un’indagine, regolamentare, dirigere e obbligare, annullare, invalidare, impedire o proibire l’importazione o l’esportazione”. Assente da questo lungo elenco di poteri specifici è qualsiasi riferimento a tariffe o dazi.

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L’Italia vince contro gli Ogm. Ma la Von der Leyen vuole comprarli in Brasile

L’Italia vince contro gli Ogm. Ma la Von der Leyen vuole comprarli in Brasile

La sentenza della Corte di giustizia del Lussemburgo: legittimo il divieto di coltivare mais modificato. Dopo il Mercosur, Ursula punta a importare carne dall’Australia.

Verrebbe da chiedere: signora Ursula von der Leyen, ci spiega questa? Ieri la Corte di giustizia del Lussemburgo ha confermato che gli Stati membri possono vietare l’utilizzo, l’impianto e l’allevamento di coltivazioni e organismi Ogm. Però l’Ue firma accordi con Mercosur, col Ceta, col Marocco da cui arrivano solo prodotti Ogm.

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«Patriarcato fissazione da femministe»

«Patriarcato fissazione da femministe»

L'avvocato divorzista Annamaria Bernardini De Pace: «Hanno trovato una parola antica e fuori luogo per aggredire gli uomini. L’emergenza giovanile nasce dai genitori che non svolgono più il loro ruolo: abituano i figli solo ai diritti e non ai doveri».

Ormai è diventata per molti una sorta di amica di famiglia da quando tiene udienza a Forum. È, infatti, tra i più popolari giudici della trasmissione di Canale 5. Bisogna dirlo perché è un fatto di costume, ma francamente Annamaria Bernardini De Pace è infinitamente di più di una pur bravissima cultrice del diritto prestata all’infoteitment.

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La Svizzera su Crans perde la faccia. Il governo richiama l’ambasciatore

La Svizzera su Crans perde la faccia. Il governo richiama l’ambasciatore

Jacques Moretti esce di cella scatenando una crisi diplomatica. Il presidente elvetico: «Giustizia e politica restino separate».

«L’unica cosa che mi tiene in vita è sapere che un giorno sarà fatta giustizia. Ma certe notizie vanno in senso contrario». È un mix di indignazione e incredulità quello che travolge come una valanga alpina le famiglie delle vittime del rogo di Crans-Montana. Loro a piangere i ragazzi uccisi o deturpati dal bar-trappola e il proprietario del Constellation, Jacques Moretti, libero di passeggiare con i fantasmi sul lago Grenon, di girare in Maserati ma anche di provare a scomparire o a inquinare le prove. «Sapere che lui è libero è come spargere sale su una ferita che non si rimarginerà mai», dice Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne milanese morta nell’incendio. «Credo nella giustizia ma oggi sto vacillando».

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Cambia il dl Stupri: sparito il consenso secondo per secondo. E la sinistra sclera

Cambia il dl Stupri: sparito il consenso secondo per secondo. E la sinistra sclera

Il nuovo testo del disegno di legge presentato da Giulia Bongiorno smussa alcuni punti critici. Boldrini, Cucchi, Zan & C. strepitano.

Come promesso alla fine dello scorso anno, il presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha presentato una nuova versione del disegno di legge sullo stupro. Erano stati fatti alcuni rilievi sulla formula precedente che prevedeva il principio del «consenso libero e attuale». Concetto definito troppo vago e, per questo, soggetto a troppe interpretazioni. Nella nuova versione, si inverte il paradigma e si parla di «dissenso». Nel nuovo testo si legge: «L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso». Una cornice che fornisce meno spazio a interpretazioni dei giudici.

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Ursula ko, l’Eurocamera blocca il Mercosur

Ursula ko, l’Eurocamera blocca il Mercosur

Approvata a Strasburgo una risoluzione che invia alla Corte di giustizia il testo dell’accordo: i giudici stabiliranno se viola o meno i trattati, ma ci vorrà da uno a tre anni. Esulta la Lega, risultata decisiva. Uno schiaffo a Ursula Von der Leyen, su cui oggi si vota la sfiducia.

«Ora la baronessa s’attacca al Trump». La battuta circolava ieri con divertita insistenza all’Eurocamera, e in più lingue: il voto con cui il Parlamento Ue ha deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea affinché esprima un parere di legittimità sull’accordo col Mercosur rappresenta una doppia novità politica, oltreché una rivincita della rappresentanza democratica su Ursula von der Leyen. Ora il trattato resta congelato: il Parlamento potrà ratificarlo solo dopo la sentenza dei giudici e ci possono volere da uno a tre anni. A difenderlo resta il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida: «È un buon affare che tutela l’economia nazionale e noi lo abbiamo fatto cambiare. I rischi per i settori sensibili sono sovrastimati». È però un brusco risveglio dalla molta retorica che la presidente della Commissione ed Emmanuel Macron hanno sparso a Davos.

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