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Il sosia di Freddy Mercury senza mascherina davanti all'Ariston: «Io rappresento una leggenda»

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Cosa non si farebbe per cinque minuti di visibilità. E se il Covid può essere occasione ghiotta, perché non approfittarne, alla faccia della salute e della sicurezza pubblica?

L'ultimo capitolo della triste saga di "artisti" in cerca di attenzioni è avvenuta, questo pomeriggio, a Sanremo quando nel corso della trasmissione di Milo Infante Ore 14, in diretta su Rai 2, durante il collegamento con la città dei fiori in occasione del Festival un sosia di Freddy Mercury, presente tra il pubblico dietro alle transenne ha cominciato a cantare. Senza mascherina.

Immediata è stata la reazione dell'inviata Veronica Maya e di Red Ronnie, presenti davanti al teatro Ariston, di Infante e degli ospiti presenti in studio che hanno stigmatizzato il comportamento irresponsabile e sbagliato dell'"artista". Infante ha tempestivamente chiesto ai due ospiti di allontanarsi per non dare spazio e esempi così negativi.

Durante la trasmissione, tuttavia, il sosia ha continuato a cantare, sempre senza mascherina anche se non inquadrato. Il conduttore di Ore 14 a quel punto ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine presenti che dapprima hanno multato l'uomo e poi, di fronte al suo ripetuto rifiuto di indossare la mascherina lo hanno portato in questura per ulteriori accertamenti.

«Di fronte a queste scene non si può e non si deve rimanere spettatori», ha detto Milo Infante, in gioco c'è la salute di noi tutti e il futuro di questo Paese. Che alla vigilia di nuove dolorose restrizioni ci sia ancora qualcuno che si diverte a sfidare le regole del buon senso e della legge è vergognoso e immorale».

Anche Red Ronnie ha commentato sui suoi profili social l'accaduto .

«Voi rappresentate la legge, io rappresento una leggenda», queste le ultime parole pronunciate da Piero Venery, prima di essere scortato in commissariato dalla polizia sanremese.

Addio a Cirino Pomicino, ’o ministro che svelò l’intrigo Agnelli-Cdb
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Nel marzo del 1976 l'ammiraglia della casa di Chivasso fu presentata a Ginevra. Berlina e coupé dal design innovativo e dalle prestazioni sportive, non ebbe il successo sperato per problemi di affidabilità meccanica.

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Il proprietario dello storico marchio: «Il rafforzamento internazionale è una priorità. Abbiamo un patrimonio identitario fortissimo però con un potenziale inespresso. La nostra linea cerimonia uomo è la iconica ma avremo pure quelle contemporanea e femminile».

Rilanciare un marchio storico senza tradirne l’identità è una sfida che richiede visione, coraggio e sensibilità. È da qui che riparte Pignatelli, oggi guidata da Francesco Gianfala, protagonista di una nuova fase che intreccia eredità sartoriale e sguardo contemporaneo. Tra radici solide e nuove ambizioni, il futuro della maison prende forma avviando un ambizioso percorso di rilancio e riposizionamento. Abbiamo incontrato Gianfala per approfondire strategie, obiettivi e prospettive di uno dei marchi più rappresentativi del made in Italy.

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Toh, ora a Ravenna 100% di idoneità per i Cpr
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Dopo l’inquietante indagine, in sole 72 ore via libera per i rimpatri di tre irregolari.

In 16 mesi, gli otto medici del reparto di Infettivologia dell’ospedale Santa Maria Croce delle Croci di Ravenna, indagati per falso ideologico continuato in concorso in atti pubblici e di interruzione di pubblico servizio, avrebbero rilasciato 34 pareri di inidoneità ritenuti falsi su 64 stranieri destinati all’espulsione, dei quali dieci avevano rifiutato di sottoporsi alla visita medica.

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