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Ritratti | Giovanni Borghi, il cumenda dei frigoriferi

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Starmer si scusa ma non si dimette
Keir Starmer (Ansa)
Il premier britannico sotto assedio: «Non mi riferirono del vetting fallito da Mandelson». I Tories: «Ha mentito all'Aula, deve dimettersi». Bordate anche dall'ala sinistra del Labour.
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Assistenza e rimpatri. Va a pieno regime il centro per migranti aperto in Albania
Il centro per migranti di Gjader, in Albania (Getty Images)
Finora rispediti a casa 83 stranieri. Pronta anche la struttura che dovrebbe valutare le domande d’asilo, bloccata dai giudici.

Una collina costeggia il centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader. Erba, arbusti e rocce. Sotto di essa, un’alta barriera d’acciaio. È il primo anello, quello più esterno, che separa i migranti dal resto del villaggio, una piccola frazione del comune di Lezhë (Alessio), nel nord dell’Albania. Dentro, strade e cancelli che si aprono o chiudono a seconda delle necessità di sicurezza. Un villaggio nel villaggio. Reso necessario dal fatto che l’80% delle persone che è transitato da qui ha compiuto dei reati, spesso molto gravi. Non è quindi solo una questione di permessi di soggiorno e di carte bollate ma, soprattutto, di criminalità. Che va arginata e allontanata dal nostro Paese.

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«Prezzi gonfiati per gli acquisti dei servizi segreti». Terremoto sull’ex 007
Ansa
Al centro dell’indagine Giuseppe Del Deo, ex numero due dell’Aisi. Coinvolti pure imprenditori amici. C’è un altro filone sui dossieraggi.

Due nuove inchieste toccano la cybersecurity e attraversano i rapporti tra società private e apparati dello Stato. I decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma ed eseguiti dai carabinieri del Ros riguardano undici persone. Da una parte la cosiddetta Squadra Fiore, dall’altra «i neri» di Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis e dell’Aisi, ora presidente esecutivo «autosospeso» di Cerved (società che si occupa di informazioni economiche e creditizie sulle imprese e che non è coinvolta nel procedimento).

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Liti e rimpastino: il centrodestra si gioca tutto
Federico Freni (Imagoeconomica)
Forza Italia continua a non sbloccare la nomina del leghista Federico Freni in Consob. Al suo posto vuole la promozione interna di Federico Cornelli. La partita tocca pure i vari incarichi di sottogoverno. E per la coalizione restano i nodi grandi città (Milano, Roma e Napoli) e Sicilia.

Più che un giro di valzer è un giretto, ma il puzzle di poltrone da riempire per il centrodestra, tra Consob, incarichi di sottogoverno e candidature alle amministrative, rischia di aggiungere altra carne alla brace delle polemiche tra alleati. Siamo ormai in piena campagna elettorale per le politiche del 2027, e il risultato del referendum sembra non aver ancora convinto i leader della coalizione di governo a mettere da parte egoismi e tatticismi per impegnare ogni energia al rilancio dell’azione dell’esecutivo.

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