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Ritratti | Angelo Costa, il capitano di Confindustria

Nasce in una famiglia che già da generazioni commercializzava olio di oliva, Angelo Costa negli anni Venti si indirizza al settore armatoriale. Nel 1945 diventa presidente di Confindustria, gestendo per due mandati (fino al 1955) il difficile momento con una strategia su due fronti, sindacale e politico. Rimane al comando di tutte le numerose imprese di famiglia, in cui prevale quella del trasporto navale in particolare la compagnia di navigazione "Costa Armatori S.p.A.", poi diventata Costa Crociere. Nella sua visione dell'economia nazionale le piccole e medie imprese hanno un ruolo di primo piano. Costa è quindi critico nei confronti del progetto di sviluppo delle partecipazioni statali e dei vincoli eccessivi imposti dal grande statalismo dell'Italia di quegli anni. Il quarantanovesimo podcast di Ritratti è dedicato a lui e alla sua storia. Buon ascolto.

  • I due Paesi sono strettamente legati alla Cina in funzione anti-vietnamita. La Cambogia, cresciuta in vari settori tra cui l'agricoltura e il turismo, è lo Stato asiatico più colpito dai dazi Usa (49%). Il Laos ha beneficiato di forti investimenti di Pechino nelle infrastrutture.
  • Il martirio dei preti cattolici cambogiani sotto il terrore comunista di Pol Pot. Oggi per 34 di loro è nelle fasi finali la causa di beatificazione.

Lo speciale contiene due articoli.

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Primavera nel Sud Europa: quattro città tra luce, mare e vita all’aperto
Parque de Maria Luisa a Siviglia (iStock)

Siviglia, Valencia, Lisbona e Atene sono perfette in primavera: clima mite, città vivaci e prezzi ancora accessibili. Tra mare, cultura e tradizioni, quattro destinazioni ideali per vivere la stagione tra sole e vita all’aperto.

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Guadalajara tra narcos e paura, il Mondiale in Messico è sotto scorta
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A poco più di due mesi dal via, la città messicana che dovrà ospitare quattro partite del Mondiale vive sospesa fra il grande racconto dell'evento e una realtà fatta di violenza, narcotrafficanti, desaparecidos, piani speciali di sicurezza e ferite mai chiuse.

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«Se l’intellettuale non è di sinistra, allora è considerato un’anomalia»
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