Beffa tedesca: i migranti restano qui
Ansa

Da alcune settimane, Dritto e rovescio, il talk-show condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4, sta documentando come la promessa di redistribuire i migranti in Europa sia una colossale presa per i fondelli. Non so se ricordate quando, dopo giorni di blocco fuori dai porti, all’improvviso spuntò l’accordo con alcuni Paesi esteri, che si dichiaravano pronti a prendersi cura dei profughi, ospitandoli a casa loro? Beh, era tutto finto, perché gli inviati del programma Mediaset hanno documentato come la maggior parte di quegli extracomunitari non siano andati in Germania, Francia, Spagna o altrove, ma sia rimasta in Italia. (…)

(…) I giornalisti hanno seguito le tracce degli sbarcati dalle navi delle Ong per scoprire come agli annunci trionfalistici di un’intesa per smistare gli stranieri non sia seguito nulla. Dunque, quando Giuseppe Conte annunciava a reti unificate di aver convinto i partner Ue a prendersi un po’ di migranti giunti a Lampedusa o su altre coste italiane, stava semplicemente bluffando.

Ovviamente abbiamo sempre pensato che le cose stessero in tal modo, e cioè che gli extracomunitari una volta sbarcati fossero rimasti sulle nostre spalle e non su quelle dei nostri partner. Ma diciamo che avere la prova della truffa è altra cosa rispetto al semplice sospetto e ciò suscita ancor più la nostra rabbia. Tuttavia, l’altra sera l’inviato di Dritto e rovescio, Lorenzo Caroselli, ha aggiunto due importanti tasselli all’inchiesta del talk-show. Il primo è costituito da una domanda secca al ministro tedesco dell’Interno, il cristiano sociale Horst Seehofer. Dopo averlo inseguito con il microfono, alla fine Caroselli è riuscito a chiedere a uno dei politici più importanti del governo della Merkel perché non avesse mantenuto la parola data sull’accoglienza dei migranti. Il ministro, senza troppi giri di parole, ha risposto che la Germania rispetterà gli impegni solo «quando avrà la certezza che i migranti non costituiscano una minaccia per la sicurezza tedesca». Tradotto in una parola: mai, perché chi potrà certificare che i cosiddetti richiedenti asilo non rappresentino potenzialmente una minaccia per i tedeschi? Ovviamente nessuno. Abbiamo visto profughi che una volta sbarcati e accolti amorevolmente si sono trasformati in killer, mettendosi alla guida di un Tir e travolgendo le persone davanti alle bancarelle di Natale (l’attentato del 19 dicembre 2016 a Berlino costò la vita a 12 persone, mentre 56 rimasero ferite). E poi abbiamo anche dovuto registrare ragazzi minorenni, scappati dai talebani, che da richiedenti asilo si sono rivelati soldati dello Stato islamico, arrivando a colpire con un’ascia i passeggeri di un treno in Baviera. Dunque, come può Seehofer dire che accetterà la redistribuzione dei migranti quando avrà la certezza che i profughi non siano un pericolo per la Germania? Vuol dire che Berlino non ha alcuna intenzione di accogliere gli extracomunitari giunti in Italia, perché pensa di averne abbastanza dei propri e non ha intenzione di prendersi altri rischi.

Il che naturalmente può essere anche comprensibile, perché nonostante i miliardi sganciati dalla Ue a Recep Tayyp Erdogan, dalla Turchia continuano ad arrivare in Germania migliaia di profughi e forse il sultano di Istanbul li fa partire per poter avere altri soldi, visto che l’economia di Ankara va di male in peggio.

Ma a parte le buone o cattive ragioni tedesche, e accantonate pure quelle turche, resta il fatto che la redistribuzione in Europa dei migranti è una balla che il governo propina agli italiani. Anzi: invece di prendere gli extracomunitari che sbarcano in Sicilia, la Germania ci vuole restituire quelli arrivati in passato e che nel tempo si sono trasferiti in qualche land in cerca di lavoro o di qualche traffico illegale.

L’inviato di Dritto e rovescio non ha però raccolto solo il Nein di Seehofer all’accoglienza. Caroselli ha anche inseguito la ministra italiana dell’Interno, Luciana Lamorgese, chiedendole conto della situazione e in particolare del mancato rispetto delle promesse. Ma dalla capa del Viminale sono venute solo parole di circostanza, frasi senza alcun impegno se non quelli generici. L’ex prefetto prestato al governo Conte ancora insiste con l’accordo di Malta, ovvero con la finta intesa di una suddivisione dei migranti che invece di favorirci rischia addirittura di danneggiarci.

Del resto che la signora succeduta a Matteo Salvini non sia determinata a impegnarsi sul fronte dell’immigrazione, in accordo con i governi della sinistra, lo si capisce anche dall’intervista rilasciata ieri a Repubblica, in cui, tra l’altro, spiega che l’invasione degli immigrati non esiste. Secondo lei esisterebbe solo nella testa di Salvini. Sarà per questo che alcuni milioni di italiani hanno deciso di votare il capo della Lega e non quello del Pd o dei 5 stelle? O forse sarà per tipe come la ministra Lamorgese che continuano a dire che il problema dell’immigrazione non esiste?

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