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Parole Testarde | Ezra Pound, Onlyfans e l’utopia degli usurai

Cos’è l’usura? Prima della definizione «finanziaria», è una categoria filosofica che ha a che fare con la natura delle cose più ancora che con il denaro e gli interessi maturati su di esso. Testi sacri a parte, anche alcuni grandi poeti hanno indagato questa parola in senso antropologico, sociale e politico. Da Dante a Eliot fino a Pound, l’usura è una categoria molto più attuale e cogente di quanto possa sembrare. Il mondo contemporaneo è caratterizzato dal progressivo abbattimento di ciò che era considerato «non disponibile»: il corpo, la vita, gli organi, il tempo. Se tutto può essere merce, se tutto può essere occasione di lucro, muta la natura dell’uomo, del lavoro, dei rapporti.

Per questo il Canto XLV di Ezra Pound («With usura»), pur scritto quasi un secolo fa, parla di oggi. La fusione tra secolarizzazione liberale, rimozione dell’intangibile e dell’innumerabile, e pervasività assoluta della tecnologia, ha spalancato al commercio quasi ogni aspetto della vita. Cosa accade al corpo se può essere noleggiato a tempo (prostituzione, utero in affitto, vendita di organi)? Cosa accade se l’intimità può essere oggetto di compravendita iconografica, come accade con Onlyfans, l’Instagram osé presentato sui media come toccasana per alzare il reddito senza contatti fisici con sconosciuti voyeur? Cosa accade alla casa, all’arte, agli affetti, al lavoro, se la modalità normale di rapporto con le cose diventa un debito per la fruizione? Nulla di buono, spiega il poeta.

Lo spirito vulcanico di Pantelleria si trova nel suo vino
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Dalla vite ad alberello alla bottiglia di passito: sull’isola lavorare la terra non è un mestiere ma una danza con le radici dell’anima.

Per iniziare a raccontare di Pantelleria, molti possono essere gli spunti. Forse il più originale è quello di Italo Cucci, commissario straordinario del Parco nazionale isolano, che la definisce «il Continente, tant’è la ricchezza, la vastità racchiusa in una capocchia di spillo che la rappresenta».

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«Così Blauer ha conquistato i giovanissimi»
Il designer-imprenditore Enzo Fusco: «Prima il target era 25-50 anni, ora spopoliamo tra i ragazzi di 12-15. Il segreto del nostro piumino? Qualità, prezzo e leggerezza. In un mercato in crisi, noi cresciamo del 12%. Il sogno per il futuro? Acquisire il 100% del marchio».

All’uscita delle scuole è quasi impossibile non notarlo. Tra zaini, sneaker e felpe, c’è un capo che continua a comparire con sorprendente frequenza: il piumino Blauer. Un fenomeno che ha travalicato le logiche tradizionali del mercato e che ha portato il marchio americano sviluppato in Italia da Enzo Fusco a conquistare una generazione che inizialmente non rientrava nemmeno nel target di riferimento.

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Apriamo gli occhi: per gli islamici siamo servi
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I pregiudizi e le generalizzazioni sono sbagliati, ma il Corano (e i fatti) parlano chiaro. Il terrorismo è solo la punta dell’iceberg, poiché i musulmani considerano gli infedeli degli inferiori che vanno sottomessi. Perciò è fondamentale che l’Occidente si risvegli.

Generalizzare è sbagliato. Avere pregiudizi è sbagliato. Confondere il comportamento di alcuni individui con l’identità di un intero gruppo è un errore sia morale sia logico.

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Il laboratorio umano dei Trevallion tradito da progressisti e cattolici
Trevaillon (Ansa)
Perché ignorare la sfida a una società tecnocratica, narcisistica e sottomessa ai soldi?

Il popolo dei semplici e il mondo conservatore/liberale non si sono tirati indietro nel caso della famiglia del bosco, appoggiando il principio della libertà di scelta e il valore dell’unità della famiglia. Colpisce, invece, il mutismo che ha connotato alcuni ambienti.

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