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Parole Testarde | Il populismo non esiste

Prima che si parlasse di populismo con i toni da fine del mondo, prima cioè della Brexit e di Trump; prima che il termine passasse a codificare come impresentabile un’intera offerta politica, accomunando anche partiti, movimenti e idee che non c’entravano nulla l’uno con l’altro; prima di tutto questo le istanze alla base del cosiddetto «populismo» erano state perfettamente descritte e indagate da un grandissimo storico, Christopher Lasch. Il suo «La ribellione delle élite», pubblicato in America nel 1995, è un condensato di acume profetico che non squalifica con etichette ma indaga le ragioni profonde del malessere delle nostre democrazie. L’America degli anni Novanta assomiglia molto da vicino a tanti Paesi europei degli anni Dieci: impoverimento del ceto medio, disagio esistenziale, calo di benessere e sicurezza, senso di distanza dai centri di potere reale (le «élite», appunto), crisi delle comunità e dei corpi intermedi, insicurezza diffusa. Oggi l’epiteto «populista» è già passato di moda: paradossalmente, molti dei temi così etichettati sono passati sotto le insegne di partiti «di sistema», complici anche gli anni del Covid: proprio per questo rileggere Lasch permette di tornare alla radice dei problemi e non alla loro superficiale negazione. E di interrogarsi sul ruolo dello stato, delle comunità, sui limiti della democrazia, delle istituzioni sovranazionali e del liberalismo: non per improbabili istinti di ripulsa, ma per capire che, in fondo, il populismo non esiste. E, con ogni probabilità, non è mai esistito.

«I giovani usano il fashion per comunicare»
Barbara Fabbroni (Getty Images)
La criminologa e scrittrice Barbara Fabbroni: «Il modo in cui si vestono non è soltanto stile: è una forma di posizionamento nel mondo, identitaria e relazionale. Ignorarla significa non ascoltare una generazione che cerca nuovi codici per interpretare una realtà complessa».

Negli ultimi anni la moda ha intrapreso un cammino di trasformazione, evolvendo da mera espressione estetica a potente strumento di comunicazione sociale. Sempre più spesso, stilisti, brand e designer utilizzano le passerelle per trattare temi complessi e urgenti come la violenza di genere, le disuguaglianze sociali e le dinamiche di potere. Il corpo diventa, così, un palcoscenico su cui vengono raccontate storie di resistenza, protesta ed empowerment.

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Dai banchi di pesce alle luci di New York. Boscarato insegue una cucina da Oscar
iStock
Seconda puntata sulla vita di «sior Dino». Che trasforma il suo «Dall’Amelia» a Mestre in un luogo di contaminazione culturale.

Quando il «montanaro» Dino Boscarato sbarca alle cucine dell’Amelia, di pesce aveva come riferimento solo le trote che si pescavano sulle rive dei torrenti del suo Cadore nativo. Ma aggirarsi tra le bancarelle dei mercati della pesca lagunare è ben altra cosa.

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India alla guida dei Brics nel 2026: Nuova Delhi punta sul Sud globale
Narendra Modi (Ansa)
Dal 1° gennaio l’India ha assunto la presidenza dei Brics, per la prima volta alla guida del formato allargato a dieci Paesi. Narendra Modi propone una visione «humanity-first», mentre sullo sfondo pesano le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e la sfida di rafforzare il ruolo del Global South in un contesto geopolitico instabile.
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Will Smith denunciato per molestie da un musicista della sua tournée
Will Smith (Getty Images)
La querela riferisce di avance sessuali, ritorsioni e licenziamento ingiustificato.

Ancora problemi giudiziari per Will Smith. L’attore, produttore cinematografico e vincitore nel 2022 del premio Oscar come migliore attore protagonista, 57 anni, secondo quanto riporta il magazine americano People è stato citato in giudizio martedì scorso per molestie sessuali e licenziamento illecito da una star di America’s Got Talent, Brian King Joseph. L’uomo, 32 anni, violinista professionista del tour di Smith Based on a True Story: 2025, lo ha accusato di aver mostrato un «comportamento predatorio», sostenendo che il rapper lo avrebbe «deliberatamente manipolato» per «ulteriore sfruttamento sessuale». Brian King Joseph sta anche perseguendo l’attore e la sua società Treyball Studios Management per risoluzione illecita del contratto - il musicista è stato licenziato dalla star di Hollywood - e ritorsioni, in una causa intentata presso la Corte suprema della California, contea di Los Angeles.

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