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«Odio e manipolazione nei nostri manifesti a Como! La verità vi fa male lo sappiamo»

«Odio e manipolazione nei nostri manifesti a Como! La verità vi fa male lo sappiamo»
Ansa

«La verità vi fa male lo sappiamo. E quindi avete bisogno di diffondere bugie, cara Rifondazione Comunista e cari Giovani Comunisti. I nostri manifesti non hanno 'il vergognoso scopo di diffondere odio verso le persone che fanno parte della comunità LGBTQIA+', ma condannano la teoria gender che viene diffusa, per esempio, nelle scuole e noi vogliamo difendere i nostri bambini da ogni manipolazione ideologica e intima» così ha replicato alle polemiche sorte a Como, Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus autrice della campagna 'diciamo no al Ddl Zan' con manifesti che raccontano i casi choc di indottrinamento arcobaleno da cui non si potrà più difendersi.

«Non è vero che il Ddl Zan serve a tutelare le persone LGBTQIA+, - ha continuato e concluso Jacopo Coghe, vice presidente di PV&F - serve solo a condannare chi non la pensa come loro, a tappargli la bocca, a legarci le mani per impedire una propaganda immorale sui nostri figli. L'odio è quello che hanno loro nei confronti dei nostri bambini e delle donne, che non saranno più rispettati per come sono, ma dovranno subire le decisioni sportive o scolastiche che vorranno loro senza diritto di replica. Proprio mercoledì abbiamo presentato un Report con i casi choc che dove sono passate certe leggi si sono verificati: padri condannati, pastori a processo per aver letto la Bibbia... se lo leggano i nostri detrattori e ci rispondano sui fatti».

Seconda puntata della storia della Vespa. Gli anni Cinquanta e Sessanta consacrarono lo scooter Piaggio come protagonista della prima motorizzazione di massa. Con l'avvento delle auto utilitarie, la casa di Pontedera seppe rispondere con modelli sempre più rivolti ad un pubblico giovane, consolidando il successo.

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Nella Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, alla Torre dei Conti di Roma si è tenuta una commemorazione per Octav Stroici, l’operaio deceduto dopo ore di attesa sotto le macerie in seguito al crollo del 3 novembre 2025. «Noi siamo qui perché il sacrificio di Octav non sia vano», ha dichiarato a margine della cerimonia Natale Di Cola, segretario di CGIL Roma e Lazio. «Ci manca tantissimo e non lo dimenticheremo mai», ha detto alla stampa la figlia della vittima, Alina Stroici.

La Brigata ebraica: «L’Anpi è antisemita». Il Pd si spacca ancora e non sa con chi stare
Ansa
Davide Romano invoca la legge Mancino per le frasi «Siete saponette» e «Hitler avrebbe dovuto finire il lavoro» dette dai manifestanti.

Lo strascico di polemiche dopo le manifestazioni del 25 aprile è una tradizione consolidata almeno quanto i cortei che ogni anno celebrano la liberazione dall’occupazione tedesca. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, quest’anno le tensioni non riguardano la differenza di veduta tra lo schieramento progressista e quello di centrodestra, ma l’esplosione delle contraddizioni all’interno della sinistra.

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La sorella del terrorista anti Trump: «Voleva risolvere i problemi così...»
(Getty Images). Nel riquadro, Cole Tomas Allen
La cena con i corrispondenti della Casa Bianca non aveva ricevuto la più alta classificazione di sicurezza. L’aspirante killer, attivista di sinistra, aveva partecipato a una manifestazione «No Kings» contro il tycoon.

Sono ore frenetiche negli Stati Uniti: dopo gli spari alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, la priorità è far luce sulle motivazioni dell’attentatore, ma anche valutare i protocolli di sicurezza. Cole Tomas Allen, l’autore della sparatoria all’hotel Hilton di Washington, è comparso ieri davanti al giudice federale Matthew Sharbaugh per la prima udienza sulle accuse penali. E non è escluso l’ergastolo: Sharbaugh ha annunciato che l’uomo è accusato di aver tentato di assassinare il presidente degli Stati Uniti. Allen è poi incriminato per i reati legati al possesso di armi.

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