2024-11-14
Re Sergio si traveste da sovranista solo per fare una rissa con Musk
«Ci rispetti, l’Italia sa badare a sé stessa». Mattarella risponde a Mister X, che però sui magistrati insiste: «Siete una democrazia o comandano autocrati non eletti?». Silenzio sugli insulti dem ai giudici della Corte americana. Ha fatto benissimo il presidente Sergio Mattarella a ricordare che l’Italia sa badare a sé stessa e non ha bisogno di qualcuno che le impartisca lezioni e ne violi la sovranità. Ma avrebbe fatto ancor meglio se le cose che ha detto ieri, in seguito a un commento di Elon Musk sui giudici che hanno bocciato il trasferimento dei migranti in Albania, le avesse pronunciate in altre occasioni, quando i giudizi contro il nostro Paese erano stati ancor più sprezzanti. L’uomo più ricco del mondo se l’è presa con i magistrati che ostacolano l’azione del governo contro gli sbarchi, invitandoli ad andarsene a casa. Certo, il proprietario della Tesla ha sostenuto Donald Trump e si appresta a ricoprire un incarico importante nella prossima amministrazione americana. Tuttavia, al momento è un semplice privato, che sui social può dire ciò che vuole e anche, se lo desidera, criticare la sentenza di un Paese che da sempre attira il suo interesse (tempo fa lanciò un allarme sul calo demografico, scrivendo che l’Italia rischiava di scomparire).Invece, non fu un privato cittadino, ma il presidente francese Emmanuel Macron a dichiarare, nel 2019, che l’Italia avrebbe meritato altri leader. Mentre Elisabeth Borne, ovvero l’ex premier francese, dopo la vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni politiche, senza che nessuno replicasse, sostenne che la Francia sarebbe stata attenta «a certi valori come i diritti umani e il diritto all’aborto». Per il capo del governo transalpino, quello di centrodestra avrebbe dovuto passare l’esame sotto l’occhio vigile delle autorità di Parigi e non ricordo che dal Quirinale qualcuno abbia fatto sentire la sua campanella. Né mi pare di aver registrato neppure la più flebile reazione quando il ministro dell’Interno di Macron, Gérald Darmanin, accomunò Marine Le Pen e Giorgia Meloni, accusando entrambe di avere condiviso un vizio tipico dell’estrema destra, quello di «mentire alla popolazione», opinione peraltro ribadita dal suo collega dei Trasporti, Clément Beaune. E che dire di Gabriel Attal, che prima di divenire premier al posto della Borne, da portavoce del partito di Macron disse che la posizione dell’Italia in materia di migranti era - testuale - «vomitevole»? Di sicuro l’attacco di presidenti del Consiglio e ministri era più sgarbatamente istituzionale di quello di Musk e dunque avrebbe dovuto ricevere una risposta da parte delle istituzioni e non soltanto dalla politica o dai giornali. E invece passò tutto in cavalleria, anche con un certo compiacimento da parte dei commentatori di sinistra, i quali osservarono che tutto il mondo ci guardava, quasi che, avendo eletto una maggioranza di centrodestra, dovessimo in qualche modo superare un esame di democrazia e di comportamenti civili. Tutto ciò non meritava una risposta che ribadisse la sovranità del nostro Paese e la precisazione che non avremmo dovuto rendere conto a nessun altro se non agli italiani? Io penso di sì. Invece, solo nell’ottobre del 2022, in seguito all’esternazione di un altro ministro francese, la responsabile degli Affari europei, Laurence Boone, cioè un peso piuma dell’esecutivo di Parigi, Mattarella fece sentire la propria voce, per dire appunto quello che ha ripetuto ieri, rivolto a Musk: l’Italia sa badare a sé stessa e non c’è bisogno che nessuno a Parigi si arroghi il diritto di vigilare sulle nostre decisioni.Una replica del genere sarebbe stata giustificata peraltro anche quando cose simili le disse Ursula von der Leyen, a quei tempi ancora non a caccia di voti dei Paesi europei per un secondo mandato, quando in un dibattito a Princeton sottolineò che l’Europa avrebbe avuto gli strumenti per piegare l’Italia nel caso fosse divenuta una specie di Ungheria. E forse un intervento del presidente della Repubblica sarebbe auspicabile anche ora, che la sinistra Ue (insieme a quella italiana) prova a far saltare la nomina a vicepresidente dell’Unione di Raffaele Fitto, con l’accusa - evidentemente gravissima per i compagni - che è un ministro dell’attuale governo di centrodestra. Ma al momento non mi risulta che il capo dello Stato abbia preso carta e penna e nemmeno alzato il telefono per protestare.Tornando però alle parole del patron della Tesla, che sono state ritenute irrispettose e una lesione della nostra sovranità, ricordo un post di Elly Schlein che nel 2022 attaccò la Corte suprema americana per la sentenza sull’aborto. Quella della futura segretaria del Pd non era un ingresso a gamba tesa nei confronti di un Paese amico e alleato, come dice Mattarella? E infine, rammento un’altra cosa, ovvero che nella democratica America i giudici si eleggono e se sbagliano si cacciano, come successe con Ken Starr, il magistrato che indagò Bill Clinton e finì a fare il preside di un’università in Texas.
(Totaleu)
Lo ha detto il Presidente di Unipol Carlo Cimbri in occasione del convegno «Il contributo delle assicurazioni alla competitività europea», che si è svolto al Parlamento Ue.
(Arma dei Carabinieri)
L’arresto in flagranza differita di un 57enne di Acerra eseguito a Caivano è frutto del lavoro coordinato dei Carabinieri della Regione Forestale Campania e del Comando Provinciale partenopeo. Un’attività che muove i suoi passi dal decreto recentemente entrato in vigore in materia di illeciti ambientali e dagli schermi collegati ad una moderna «control room», una struttura che accentra segnalazioni, flussi informativi e richieste di intervento nelle province napoletana e casertana con un comune denominatore: la lotta all’inquinamento.
L’integrazione della nuova normativa a questo sistema di coordinamento consente di individuare e monitorare situazioni a rischio, consentendo una mobilitazione immediata delle pattuglie sul territorio.
Le immagini di un sistema di videosorveglianza dedicato hanno mostrato ai militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) e della stazione di Caivano un soggetto intento ad incendiare 25 sacchi di scarti tessili. Quintali di rifiuti, la cui combustione ha generato una nube di fumo che ha avvolto anche alcune abitazioni vicine.
Secondo quanto documentato in poche ore, il 57enne avrebbe alimentato le fiamme e poi si sarebbe allontanato a bordo del suo suv. Le pattuglie intervenute, collegate con la «control room», hanno ricostruito il tragitto del veicolo e ne hanno identificato il proprietario. L’uomo è stato rintracciato qualche ora dopo la registrazione delle immagini e arrestato in flagranza differita nella sua abitazione. E’ ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.
L’intera operazione costituisce un esempio concreto dell’efficacia della nuova normativa - che supera i limiti della tradizionale flagranza - e del lavoro sinergico e strutturato dell’Arma dei Carabinieri.
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