La rabbia dei lettori
Imagoeconomica

Pubblichiamo la terza parte delle email ricevute in redazione legate alla vicenda del Nitag.

La retromarcia di Schillaci è un tradimento

Si vergogni il ministro Schillaci. Come politico ha tradito gli elettori privando la commissione vaccini di due onesti e competenti scienziati come Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, vittime delle critiche da parte delle solite «virostar» da salotto. La sua retromarcia è stata perversa e codarda. Cosa aspetta a dare le dimissioni? È l’unico gesto dignitoso che può fare. Se restasse sarebbe ormai evidente che i «fili» sono nelle mani di altri.

Marco Schiavi

Il centrodestra ora rischia di perdere voti

Vorrei manifestare il mio dissenso per questo pseudo ministro della Salute che, già durante la pandemia, si era dimostrato un servo. Eppure, il centrodestra l’ha premiato con un incarico nel governo. Ma a questo punto vedremo se, alle prossime elezioni, i partiti che oggi rappresentano la maggioranza saranno ricompensati. O cambiano, mantenendo le promesse, o ne pagheranno le conseguenze. Peccato, ci speravo, ma purtroppo dovrò nuovamente accettare i «sinistri» perché non so più a chi dare il voto.

Franca Mo

Anche il silenzio di Mattarella ci sta offendendo

Innanzitutto, onore alla Verità per il coraggio e l’onestà intellettuale dimostrati ancora una volta nella vicenda Nitag/Schillaci. È tuttavia sconfortante vedere come il vostro giornale sia isolato in questa battaglia, accerchiato da media succubi o da compiacenti accoliti dello strapotere del pensiero unico, che è dettato da quella comunità medica scesa a compromessi con i colossi di Big Pharma. Avvilente il comportamento del ministro Schillaci, non certamente degno della carica che ricopre. Offensivo, poi, il fragoroso silenzio di Mattarella con cui ribadisce, di fatto, di essere il presidente solamente di una parte di italiani, proprio lui che si fa fautore dell’inclusione ma che non esita ad ammonire chi, a ragion veduta, nutre dubbi su certi orientamenti mainstream. Sarebbe davvero il momento che, assieme a Schillaci, anche Mattarella lasciasse il posto a chi sia davvero super partes.

Piergiovanni Grandin, Biella

Questo ministro è un clone di Speranza

Cari Belpietro e Giordano, scusate la confidenza, ma ormai siete di famiglia. Fate parte della nostra quotidianità. La Verità non manca mai in casa nostra. Con mia moglie, spesso, ci confrontiamo sui vostri articoli e abbiamo apprezzato quelli su Burioni e Schillaci. Ci sentiamo profondamente offesi e feriti per il comportamento di questi «pseudo-luminari», che non portano alcun rispetto per le persone che non la pensano come loro o, peggio, per coloro che hanno avuto gravi danni (morte o effetti collaterali permanenti) dal vaccino. Burioni, persona arrogante (non dimentichiamoci della battuta dei sorci) che continua ancora oggi a offendere chiunque non si sia piegato all’imposizione del vaccino, e Schillaci, che non ha avuto coraggio di confermare la nomina dei prof Bellavite e Serravalle nel comitato consultivo del ministero della Salute. Grazie per aver difeso il pensiero di moltissimi italiani contro questi due personaggi. Speriamo con tutto il cuore che la Meloni, una volta tornata dagli Stati Uniti, dia il ben servito al peggior ministro di questo governo nonché clone di Roberto Speranza. Lancio un appello: fate la raccolta firme per chiedere le dimissioni di Schillaci.

Adalberto L., Manerba del Garda (Brescia)

Ma ha firmato le nomine a sua insaputa?

A seguito dell’incredibile decisione del ministro Schillaci di annullare la commissione Nitag subito dopo la nomina dei nuovi membri, è necessaria una riflessione: o il ministro li ha scelti in scienza e coscienza, e quindi è riprovevole il fatto che ritorni immediatamente sulle proprie decisioni a fronte dello starnazzare delle opposizioni, oppure ha firmato il decreto di nomina a sua insaputa, comportamento ancora più grave perché vorrebbe dire che Schillaci non sa ciò che fa. In ogni caso non è degno di ricoprire una carica così importante. Siamo passati dalla padella dei «senza Speranza» alla brace dei quaquaraquà.

Antonio Camelo

Dopo il vaccino mi hanno trovato tre carcinomi

Dopo la somministrazione di tutte le dosi di vaccino anti Covid, mi sono stati diagnosticati ben tre carcinomi nel giro di un anno. Una semplice coincidenza? Può darsi. Un triplice accanimento del destino avverso? Può anche essere. Però se avessi mai la possibilità di tornare indietro vi assicuro che di vaccini non ne farei più, neanche mezza dose, a costo di essere additato dall’opinione pubblica come un assassino. Confesso che il mio principale difetto è che ho sempre obbedito a tutte le leggi e regolamenti strampalati. In Italia va così. Quando viene solennemente proclamata un’emergenza, tutto è concesso, si possono stravolgere tutte le leggi e chi ha in mano il banco, cioè chi comanda, può farti ingoiare qualsiasi porcheria. Ringrazio La Verità perché è l’unico giornale che in questi ultimi giorni ha riacceso i riflettori su tutte (o quasi) le magagne del Covid. Tra cui il varo di una legge ad hoc per salvare il fondoschiena a tutti quei politici incompetenti che ci hanno propinato soluzioni assurde e dannose, oltre alle lungaggini burocratiche delle inchieste e dei processi che sono tuttora in corso per individuare e punire gli eventuali responsabili dei reati commessi. Probabilmente si punta alla prescrizione.

Mario Le Rose

L’unanimità fa male: azzera il dibattito

Secondo Licia Ronzulli, nella commissione Nitag non dovrebbero esserci scienziati di parere contrario alla maggioranza, quindi è stato giusto rimuovere Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, e siccome non vi erano obiezioni scientifiche ecco cadere tutti i nuovi componenti. Seguendo la logica della Licia Ronzulli, andrebbe cacciata anche l’opposizione dal Parlamento e nelle commissioni quando non allineata alla maggioranza. Se hai un minimo di istruzione politica, la prima cosa da fare è ascoltare i pareri contrari, non solo nelle istituzioni ma anche nelle normali trattative commerciali. L’unanimità azzera il dibattito e le soluzioni. Ricordiamolo: l’esperto è destinato a essere smentito da un altro esperto

Walter Luini, Milano Marittima (Ravenna)

Forza Italia va a braccetto con la sinistra

Considerata la divisione esistente sul caso Nitag nei partiti di centrodestra, non so come si risolverà l’inghippo, anche perché a oggi Giorgia Meloni non ha preso posizione. Si può comunque notare come Forza Italia sia sulle stesse posizioni della sinistra, il che non è di buon auspicio per l’esecutivo. E si fa sempre più grande il sospetto che i «cacicchi» di questo partito stiano cercando di distinguersi nella coalizione per aspirare ad altre soluzioni, sinistre, sia pure contro le decisioni della maggioranza dei cittadini italiani. Ci aspettiamo un autunno golpista? Le elezioni del 2027 potrebbero, in effetti, rendere Forza Italia irrilevante.

Luca Labozzetta

La Ronzulli come chi sminuì Galileo Galilei

Il 7 febbraio 1615 il frate domenicano Niccolò Lorini denunciò con una lettera ai superiori come Galileo Galilei sostenesse «che la terra si move et il cielo sta fermo, seguendo le posizioni di Copernico […] e vogliono esporre le Sante Scritture a loro modo e contra la comune esposizione de’ Santi Padri, e difendere opinione apparente in tutto contraria alle Sacre Lettere». Oggi abbiamo la senatrice (domenicana?) Ronzulli che sostiene «quanto sia fondamentale affidarsi alla competenza e all’autorevolezza degli esperti, senza che vengano legittimate posizioni che non trovano riscontro nella comunità scientifica internazionale». La senatrice Ronzulli è rimasta a 410 anni fa insieme ai santi padri Burioni, Bassetti e compagnia cantante.

Alessandro Filiput

Troppi politici sono al servizio di Big Pharma

Vi scrivo per poter utilizzare il giornale come cassa di risonanza. Sono un sostenitore di Fratelli d’Italia, mi sono già rivolto alla sede del partito per esprimere il mio disappunto sulla vicenda Schillaci. Voglio farlo anche su queste pagine, da vostro lettore. Be’, se questo pseudo ministro della Salute non se ne va, io come tanti altri elettori non daremo mai più il voto a questi voltagabbana. Li credevo più seri, ma a questo punto non vorrei che anche loro siano dei prezzolati al servizio di Big Pharma.

Paolo Franciosi

La cricca delle virostar vince sempre

Caro Giordano, sono semplicemente disgustata dalle scelte del ministro Schillaci. Vedo che la cricca dei finti scienziati continua a vincere. Ma quando pagheranno per le centinaia di morti che hanno sulla coscienza, ammesso che ne abbiano una? Come fanno a guardarsi allo specchio? Mi dispiace veramente per questi due medici (Bellavite e Serravalle, ndr) veramente qualificati, perbene, ma insultati in modo vergognoso. È qualcosa di rivoltante. Durante la pandemia non mi sono vaccinata, non ho mai preso il Covid fino ad oggi. Sono stata emarginata e insultata. Non perdonerò mai queste persone e spero che un giorno pagheranno in qualche modo. Un grazie a tutta la redazione.

Marie-Ange Grabau

Che scandalo l’infinita caccia alle streghe

Il caso Schillaci è emblematico di quel timore diffuso nelle forze politiche alternative all’establishment di scontentare coloro che hanno tenuto tradizionalmente il potere in Italia. Questo atteggiamento di sottomissione può portare in certi casi a tradire le persone che si sono esposte per rompere l’egemonia. Lo dimostra la marcia indietro sulle nomine nella commissione legata al Covid, frettolosamente rinnegate per mancata uniformità con il pensiero dominante, cioè quello dei cosiddetti «esperti» di regime. Non prendo posizione nel merito perché non sono uno scienziato, ma trovo scandalosa questa caccia alle streghe illiberale e irrispettosa verso gli elettori che hanno consentito indirettamente, con il proprio voto, di mandare Schillaci sulla poltrona di ministro. Da cultore della libertà di opinione e del garantismo a ogni livello, spero che venga posto rimedio alla grave scivolata oscurantista.

Francesco Squillante, Subbiano (Arezzo)

Bocca tappata ai dissidenti: viva la democrazia

Il ministro Orazio Schillaci ha firmato il decreto di revoca dell’intero Nitag. Un criticabile passo indietro sulle nomine dei professori Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle all’interno del gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni. L’iniziativa ha suscitato anche l’irritazione del premier Giorgia Meloni. Si tratta, infatti, di una decisione «non concordata» con Palazzo Chigi, in quanto non accoglierebbe il tanto osannato «pluralismo» di voci sull’argomento delle vaccinazioni. Non si fa mai un passo avanti verso la democrazia quando si tappano le bocche di chi la pensa diversamente da noi.

Fabio Sicari, Stezzano (Bergamo)

Meloni piazzi una nuova figura alla Salute

Giorgia Meloni sta deludendo su più fronti. Non ci siamo quasi accorti che presiede un governo di destra. Dovrebbe essere lei a chiedere le dimissioni del ministro Schillaci, invece, per ora, si limita a farci credere di essere un po’ irritata. Già che c’è, potrebbe anche istituire una commissione per fare luce sui numerosi casi di morte per malore improvviso. Sarebbe l’occasione, finalmente, per approfondire rapporti e interessi tra il sistema sanitario e le case farmaceutiche.

Lorenza Giovannini

Alcuni membri del governo imposti dal Colle

Fin dall’esordio del governo Meloni, fu evidente l’incapacità di taluni (pochi direi, ma pesanti) ministri. Grande sorpresa suscitò la nomina del signor Schillaci a ministro della Sanità. Faceva parte del fallimentare squadrone che aveva gestito il Covid. Il centrodestra, in campagna elettorale, aveva promesso un cambio di passo, ma in questo caso ci ha riportato nel passato. Probabilmente Schillaci è stato imposto alla Meloni da qualcuno su un alto Colle. E oggi appare chiaro come, nel festival di ingerenze di Mattarella, questo «consiglio» fosse primario. Se Mattarella e Schillaci avessero un minimo di dignità si dimetterebbero.

Renzo Arato

Il credito eterno dei pessimi attori della pandemia

Sono irritato e disgustato per il fatto che, ancora oggi, viene dato credito a certi personaggi che sono stati protagonisti della disastrosa gestione del Covid, anche adesso che alla Salute c’è un ministro scelto dal centrodestra. A nome di tutti le persone sospese dal lavoro durante la pandemia, di quelle danneggiate dal vaccino, vessate, emarginate e insultate, chiedo senza se e senza ma le dimissioni Schillaci.

Sergio Cocino

Alla fine i rossi comandano seppure sconfitti

È singolare l’alchimia politica che permette alla sinistra di esercitare un’influenza decisiva anche quando il voto popolare non le attribuisce la vittoria. Pur perdendo le elezioni, in qualche modo riesce a «governare» lo stesso.

Fabio Vergoni

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