La pandemia spinge la transizione economica

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La pandemia non ha fermato la transizione energetica, ma anzi ha impresso un'accelerazione ad alcune tendenze già in atto, che porteranno il settore a fare «un salto nel futuro». Concetto rimarcato da Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione, che al recente convegno Aeit ha parlato di come la rete di distribuzione giochi un ruolo fondamentale in questo processo. Il cambiamento del sistema energetico è proseguito durante i mesi dell'emergenza: a dimostrarlo è il fatto che il 50% del consumo di energia elettrica è stato coperto da fonti rinnovabili, la cui quota di mercato è cresciuta a fronte di una riduzione della domanda energetica. In questo scenario sarà sempre di più l'Europa a far da guida nella transizione energetica: per i prossimi anni, tra il 2018 e il 2050, ci si attende una crescita del 62% della domanda globale. Da parte sua, E-Distribuzione ha fissato una serie di linee guida strategiche per lo sviluppo della rete, che si fondano su tre obiettivi in linea con le politiche in materia dell'Unione europea e dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: contribuire allo sviluppo delle comunità, sia urbane che rurali, implementando tecnologie all'avanguardia, favorire l'innovazione a beneficio dei clienti e degli utenti e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, rinforzando la rete e integrando le energie rinnovabili. Un esempio di come sia possibile applicare questi tre pilastri insieme è il progetto «Puglia Active Network», che E-Distribuzione ha avviato nel 2014 con il cofinanziamento della Commissione europea e che rappresenta una concreta implementazione delle reti intelligenti e flessibili.

L'ad di Euclidea sim Stefano Rossi,: «Spesso alcune spese sono mascherate: allarme anche della Consob e dell'Esma I soldi dei cittadini vanno protetti, soprattutto adesso che si parla di imporre una patrimoniale»
Gardone Riviera, 8 marzo 1944: da sx l'ambasciatore giapponese presso la Rsi Hidaka, l'addetto militare Shimizu e l'addetto navale contrammiraglio Toyo Mitsunobu (Courtesy Cierre)

I rappresentanti militari del Sol Levante nella Rsi, tra spy story e guerra civile. Una ricostruzione che lega due fatti di sangue avvenuti lo stesso giorno. Nei mesi più concitati del secondo conflitto mondiale in Italia, i seicento giorni di Salò, operarono nel territorio della Repubblica sociale i membri del terzo paese dell'Asse, le rappresentanze diplomatiche e gli addetti militari giapponesi. Poco conosciuta è ancora la loro storia, seppure la ricostruzione di due tragici eventi avvenuti lo stesso giorno e raccontata nel volume Il Mistero della Missione Giapponese di Paolo Savegnago e Luca Valente (Cierre) lasci immaginare che dietro ai fatti si possa celare una vera e propria spy story suggerita dall'attenta analisi degli episodi avvenuti nella tarda primavera del 1944.

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