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I broker delle mascherine vendono allo scoperto e dopo accusano le dogane

I broker delle mascherine vendono allo scoperto e dopo accusano le dogane
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Con la crisi del coronavirus, il mercato dei presidi sanitari come mascherine, guanti o gel disinfettanti è diventato una vera e propria giungla. A controllarlo c'è l'Agenzia dogane e monopoli che in questi giorni è impegnata a verificare la legalità e la qualità delle merci che devono arrivare all'interno dei nostri confini. Giusto ieri a Fiumicino, Adm ha sdoganato in poche ore 6 milioni di mascherine destinate alla Protezione Civile.

Forse non tutti sanno, infatti, che, a seguito dell'epidemia che stiamo vivendo, l'Agenzia dogane e monopoli ha dedicato una corsia preferenziale a tutti i presidi sanitari che arrivano dall'estero. In poche ore (queste procedure vengono definiti «rapidi sdoganamenti»), dopo i controlli sulla merce e sui documenti, le mascherine giunte allo scalo romano sono state sdoganate e distribuite a chi ne ha fatto richiesta.

Non solo, l'Agenzia dogane e monopoli è diventata anche soggetto attuatore «al fine di procedere, a richiesta del commissario straordinario, alle requisizioni dei beni mobili indicati dallo stesso». In poche parole, l'agenzia (che ha avuto l'incarico dal commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, attraverso l'ordinanza 1 del 20 marzo 2020) ha la facoltà di bloccare e requisire carichi di presidi sanitari (i beni vengono acquistati con provvedimento urgente dalle pubbliche autorità, dietro corresponsione di un indennizzo) e destinarli agli istituti che di questi tempi ne hanno più bisogno e nelle zone d'Italia dove la scarsità è maggiore. L'obiettivo è chiaro: assicurare la disponibilità di alcuni presidi medici indispensabili e urgenti nel minor tempo possibile.

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L’appello per Hormuz cade nel vuoto. Gli alleati confidano nel negoziato
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Trump invoca la Nato, che risponde picche. Si sfilano pure i singoli Paesi chiamati in causa, inclusi Giappone e Uk. Berlino e Parigi interverrebbero a combattimenti finiti. Il tycoon deluso: «Nel bisogno non ci siete mai».

Un’«Armada» si è incagliata a Hormuz. Benché il comando statunitense continui a sciorinare i numeri degli obiettivi colpiti in Iran, Donald Trump non ha fatto proprio la figura del comandante di una spedizione trionfale, quando ha chiesto aiuto agli alleati per sbloccare lo Stretto. Con i soliti toni da smargiasso: la Nato avrà un futuro «molto negativo», ha minacciato l’altra notte, se i suoi membri non daranno una mano agli Usa. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha poi confermato che «il presidente sta parlando con i nostri alleati in Europa e anche con molti dei nostri partner nel Golfo e nel mondo arabo per incoraggiarli a fare di più. In particolare i nostri alleati della Nato», ha insistito, «devono fare di più».

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Crescono i dubbi sulle accise mobili: gli effetti sarebbero modesti. Allo studio bonus per famiglie con Isee sotto i 15.000 euro e sgravi per le aziende più esposte.

L’effetto della guerra sulle pompe di benzina si è visto subito (ieri il diesel ha toccato i massimi da 4 anni superando i 2 euro al litro), ma sulle bollette tutti si chiedono cosa succederà. Uno studio di Papernest.it spiega quanto di questi aumenti si rifletterà realmente nelle bollette dei consumatori. Secondo Arera metà delle famiglie italiane è esposta a variazioni dei prezzi del mercato nella parte più sensibile della bolletta perché ha sottoscritto contratti variabili, mentre l’altra metà non vedrà alcun cambiamento finché il contratto fisso non arriverà a scadenza (il contratto fisso ha la tariffa bloccata per la durata contrattuale che di solito dura dai 12 ai 24 mesi). In sostanza e oscillazioni giornaliere del mercato non si traducono subito in bollette più alte.

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La riforma sarà il nostro 25 aprile: così ci libereremo dal correntismo
Andrea MIrenda (Imagoeconomica)
Da oltre vent’anni, dentro il Csm decisioni, incarichi, carriere e trasferimenti sono fortemente condizionati dallo strapotere di gruppi organizzati con chiara postura da partito: destra, centro e sinistra giudiziaria.

Parlo a voi come cittadino, come magistrato, come membro del Csm. Lo voglio fare con parole semplici. Su questo referendum si stanno dicendo da ogni parte - troppe cose, spesso in modo distorto o catastrofico. Io penso, invece, che l’unica via giusta e corretta sia guardare al testo della riforma, per ciò che è, senza paure e senza slogan.

È semplicemente falso, allora, che questa riforma metta in pericolo l’indipendenza della magistratura. Nessuno del Fronte del No saprà indicarvi una sola norma in tal senso, salvo inondarvi di un fiume di chiacchiere, inversamente proporzionale alla sostanza. Le garanzie previste dalla Costituzione restano intatte: viene espressamente sancita l’indipendenza sia del giudice, finalmente terzo, che del pubblico ministero. Altro che controllo della politica!

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Capelli più luminosi e volto senza rughe. Il segreto della bellezza in una federa di seta
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Mascherine per la notte, pigiami, lenzuola, guanti-spugna per la doccia... Vanno a ruba i prodotti realizzati con questo materiale. E il nostro corpo ringrazia.
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