«I bastardi di Pizzofalcone» tornano con la quarta stagione
«I bastardi di Pizzofalcone 4» (Rai)

L’adattamento televisivo della saga letteraria creata da Maurizio de Giovanni, è una fra le tante produzioni di stanza a Napoli. E, come tante, ha al centro una dialettica abusata: l’uomo di legge contro l’universo criminale. Ma Napoli, diversamente da quanto visto (e rivisto) altrove, di questa dialettica non è parte.

De I bastardi di Pizzofalcone, stagione quattro, ha fatto titolo, soprattutto, la candida ammissione di Alessandro Gassmann al Corriere della Sera. «Io sono un insicuro totale nel mio mestiere, studio tantissimo, penso di non essere all’altezza, non sono mai contento. A teatro devo prendere dei tranquillanti – niente di troppo forte, eh — per entrare in scena anche alla trecentesima replica. Ho paura del palco»., ha detto, prima di giurare di essere «l’uomo più felice del mondo». Felice, pure, di poter tornare a recitare nella fiction Rai. Una fiction che avrebbe fatto meglio ad essere accompagnata da altre parole, altre virgolettati: dalla consapevolezza, ad esempio, di quanta diversità porti con sé quella sua Napoli.

I bastardi di Pizzofalcone, adattamento televisivo della saga letteraria creata da Maurizio de Giovanni, è una fra le tante produzioni di stanza a Napoli. E, come tante, ha al centro una dialettica abusata: l’uomo di legge contro l’universo criminale. Ma Napoli, diversamente da quanto visto (e rivisto) altrove, di questa dialettica non è parte. Napoli è lo sfondo, una città scelta per i colori e il mare e il folklore, per la vastità umana che rappresenta, non per il male che si è soliti associarle. Non c’è Gomorra. Non c’è Roberto Saviano, c’è (solo) un ispettore di polizia, costretto a misurare le proprie mosse su quelle del suo antagonista. Giuseppe Lojacono, il volto di Alessandro Gassmann, ha Rocco Squillace ad insidiarlo. E, sul finire della terza stagione, lo ha visto prendersi la gran parte della sua vita, la sua libertà. Squillace è riuscito a catturare Lojacono, a trascinarlo in un hangar nel mezzo del nullo e lì inchiodarlo ad una sedia. Ne sono seguite torture e dolore, giornate lunghissime e vuote, giornate che Napoli ha letto alla stregua di un lamento funebre. Lojacono è stato dato per morto. Ma la versione ufficiale, di un ispettore sopraffatto dalle proprie ricerche e dai propri doveri, non ha convinto appieno. Non ha convinto tutti.

I nuovi episodi dello show, al debutto su RaiUno nella prima serata di lunedì 23 ottobre, raccontano di indagini ufficiose, portate avanti dai colleghi di Lojacono. E raccontano di come questi sia prigioniero di un uomo che lo ha minacciato di ucciderne la figlia se dovesse sorprenderlo vicino a lei o vicino ad un comando di polizia. Le trame corrono parallele: l’incredulità degli uomini di legge da un lato, la solitudine sorda di Lojacono dall’altro. Ed è un viaggio, il ritorno alla vita dell’ispettore, a permeare la quarta stagione de I bastardi di Pizzofalcone, capace (e finalmente) di usare Napoli in senso compiuto, ampio, di città e – non solo – coacervo di orrori.

Da non perdere

La belva Fagnani morde ma non risponde
Televisione

La belva Fagnani morde ma non risponde

Gigi Marzullo interroga la conduttrice Rai sul perché non abbia mai fatto un figlio. Lei si inalbera e, dopo una supercazzola sulla maternità, dice che queste domande non si fanno nel 2026. Ma la giornalista chiedeva ben di peggio a chi le si parava davanti...

Trovato morto a Washington il giornalista Daniele Compatangelo
Televisione

Trovato morto a Washington il giornalista Daniele Compatangelo

Il corrispondente italiano dalla Casa Bianca è stato trovato senza vita nella sua abitazione. Secondo i primi accertamenti non ci sarebbero segni di violenza. Lo scorso mese aveva realizzato l'intervista esclusiva andata in onda su La7, nella quale Donald Trump aveva attaccato Giorgia Meloni.

Altri 90 minuti ostaggio del fanatismo di Adani
Televisione

Altri 90 minuti ostaggio del fanatismo di Adani

È una forma di esaltazione, anzi telefanatismo. Come chiamarle altrimenti certe performance di Lele Adani, la seconda voce delle cronache Rai dei Mondiali di calcio, segnatamente durante le partite dell’Argentina e del suo condottiero Messi?

Ranucci il probo andava a letto con una fonte
Televisione

Ranucci il probo andava a letto con una fonte

Nella sua autobiografia, il conduttore racconta senza filtri anche due relazioni. Una, finita tragicamente, con una sua stagista L’altra con una informatrice. Divampa la polemica, mentre l’ad Rai Rossi spiega lo stop alle repliche: «Mossa a tutela del brand»

La Rai mette in freezer le repliche di «Report»
Televisione

La Rai mette in freezer le repliche di «Report»

Viale Mazzini ha deciso di sospendere la messa in onda, durante i mesi estivi, delle puntate dell’ultima stagione della trasmissione. Tre membri del cda strepitano, la Schlein resta ancora muta. Il conduttore: «Una decisione che delegittima me e i miei colleghi».