Zelensky bombarda ancora il petrolio russo
Volodymyr Zelensky (Ansa)
  • Nonostante gli Usa chiedano di non colpire infrastrutture energetiche per non far schizzare i prezzi delle materie prime, Kiev lancia droni sulle raffinerie oltre confine. Mosca attacca 4 centrali elettriche. Parigi e Berlino firmano l’accordo per il nuovo tank europeo.
  • Hamas boccia la tregua con Israele. Mossa cinese: ospiterà i colloqui tra i responsabili del blitz del 7 ottobre e i rivali di Fatah.

Lo speciale contiene due articoli.

La nuova fornitura di armi da parte di Washington è stata accolta a Kiev con un grande sospiro di sollievo. Come spiegavamo nel dettaglio ieri, i 61 miliardi di aiuti stanziati dal Congresso non saranno sufficienti a ribaltare le sorti del conflitto ma, perlomeno, permetteranno alle forze armate ucraine di resistere all’avanzata dell’esercito russo e di strappare condizioni meno svantaggiose quando – prima o poi – si apriranno i negoziati di pace.

Dopo mesi di ritirate, logoramento, mancanza di uomini e di mezzi, adesso sembra che le truppe di Kiev si siano effettivamente rianimate. Non a caso, nella notte di ieri, si sono subito distinte per un attacco di droni contro siti strategici del nemico: un aeroporto militare e due raffinerie petrolifere nella regione di Krasnodar, città russa che si trova nel Caucaso occidentale e, quindi, a ridosso del confine con l’Ucraina. Fonti russe hanno anche riferito di un incendio scoppiato in una raffineria nel distretto di Slavjansk, a circa 80 chilometri da Krasnodar: a causa delle fiamme, l’impianto ha dovuto parzialmente sospendere la produzione.

Questi attacchi, giova ricordarlo, non piacciono per nulla a Washington. Che, per non causare gravi strappi diplomatici con il Cremlino, intende circoscrivere le azioni belliche alle sole zone occupate dell’Ucraina. Del resto, è stato proprio per questo atteggiamento temerario da parte di Kiev che gli Stati Uniti avevano ritardato la fornitura degli Atacms, i potenti missili americani che l’esercito di Volodymyr Zelensky ha ricevuto solo lo scorso marzo. Dato che la gittata degli Atacms può raggiungere i 300 chilometri, non è escluso che anche in futuro gli ucraini tentino azioni simili su territorio russo, laddove il Pentagono vorrebbe che queste armi balistiche fossero usate esclusivamente in Crimea per danneggiare le linee di rifornimento del nemico.

Ad ogni modo, se Kiev ha rialzato la testa, Mosca non è rimasta a guardare. Sempre nella notte di ieri, infatti, le forze armate di Vladimir Putin hanno sferrato un massiccio attacco missilistico contro diverse zone dell’Ucraina. Stando alle fonti militari e civili di Kiev, i russi hanno lanciato complessivamente 34 missili, di cui 21 sarebbero stati abbattuti. «Il nemico ha utilizzato vari tipi di missili, compresi missili balistici, e sono state colpite le regioni di Kharkiv, Kherson, Dnipro, Zaporizhzhia, Leopoli e Ivano-Frankivsk», ha fatto sapere l’esercito ucraino. Che poi ha precisato che «diverse persone sono rimaste ferite, ma finora non è stata segnalata alcuna vittima». La società elettrica Dtek, inoltre, ha affermato che sono state danneggiate quattro delle sue centrali termoelettriche.

Il riacutizzarsi di queste scaramucce belliche, ovviamente, non aiuta le possibili trattative di pace. A confermarlo è stato ieri Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino: «Al momento non ci sono i prerequisiti per i negoziati, perché tutti comprendono e conoscono la posizione dell’Ucraina sul rifiuto di qualsiasi trattativa. Pertanto, l’operazione militare speciale continua», ha dichiarato Peskov alla Tass. D’altronde, ha chiarito il portavoce del Cremlino, è «ben nota» la posizione di Putin sulla questione: «L’ultima volta che ne ha parlato è stato durante una conversazione con il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko», il quale aveva identificato negli accordi di Istanbul del marzo 2022 la base per ogni futura trattativa. L’intesa, risalente al marzo 2022, era stata raggiunta nella capitale turca dai rappresentanti delle due nazioni belligeranti. In seguito, però, gli ucraini decisero di non firmarla. Sempre ieri, dopotutto, il premier ucraino Denys Shmyhal ha annunciato che l’Australia fornirà a Kiev droni e lanciamissili portatili per decine di milioni di dollari: ulteriore segno che l’Ucraina, in questa fase, non ha intenzione di scendere a patti.

Nel frattempo, con i venti di guerra che non accennano a placarsi, Francia e Germania proseguono le loro manovre per non farsi trovare impreparati in caso di necessità. L’altro ieri, infatti, Parigi e Berlino hanno siglato un importante accordo per la progettazione e la produzione del sistema Mgcs, che è stato ribattezzato il «carro armato del futuro». Il nuovo mezzo corazzato, che dovrebbe essere pronto nel 2040, sostituirà i Leopard 2 tedeschi e i Leclerc francesi che sono attualmente in dotazione ai due eserciti. I negoziati, aperti nel 2012, sono stati lunghi e piuttosto travagliati ma venerdì si è infine arrivati all’intesa ufficiale: le due nazioni europee contribuiranno in eguale misura al finanziamento del progetto, mentre i costruttori francesi e tedeschi si divideranno i compiti.

L’accordo franco-tedesco è stato salutato da alcuni osservatori come un embrione di cooperazione europea nella politica di difesa. Anche qualora si trattasse di una semplice intesa bilaterale, i ministri della Difesa di Parigi e Berlino hanno comunque espresso grande soddisfazione: «Non c’è scenario in cui i due eserciti non siano impegnati globalmente contro lo stesso avversario o comunque nelle stesse condizioni di addestramento congiunto», ha dichiarato ad esempio il ministro francese Sebastien Lecornu, che hai poi sottolineato l’importanza dell’accordo dal punto di vista sia politico che economico.

Gli ha fatto eco Boris Pistorius, il ministro della Difesa tedesco: «Dobbiamo sviluppare le migliori soluzioni nel settore degli armamenti in Europa, certamente non a breve termine – che non avrà successo – ma a medio e lungo termine», ha affermato Pistorius. Che poi ha ribadito: «Le soluzioni migliori sono quelle che provengono dall’Europa».

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